Tromba d’aria a Paestum tanti danni 80 sfollati

PAESTUM – Domenica sera è stato un diluvio come succede in Florida, è stato come l’arrivo di Catrin o altri grandi calamità americane. Sembrava una serata finita con la pioggia, invece dal mare all’improvviso arriva una tremenda tromba d’aria che in un attimo è cresciuta proprio lungo il nostro litorale. Ha iniziato a divorare tutto quello che trovava d’innanzi, le prime cabine del lido Cinzia hanno iniziato a disintegrarsi, poi tutto lo stabilimento. Il ritornello della tromba ha tirato via tutto quello che c’era in spiaggia e nel vicino campeggio. La tubolenta voragine si allontanava e distruggeva tutto. E’ stato un momento indimenticabile, gli abitanti della piccola contrada Torre se la sono vista nera! Increduli ai nostri occhi, ha commentato “Pierino Di Nome” che era presso parenti “ mi sono nascosto sotto un tavolino e aspettavo che finisse presto”. Mentre Alfonso Santoro si è rifugiato nella cantina sotto la sua abitazione. Al Bar della Capannina hanno vissuto una brutta mezz’ora!  In celo c’era di tutto, volavano porte, tavolini, ombrelloni, tetti di bungalow.

Altro che invocare lo stato di calamità. I cittadini e gli imprenditori di Capaccio Paestum hanno bisogno che tutto ritorni alla normalità il più presto possibile. L’esecutivo nazionale, la Regione Campania, la Provincia diSalerno, il Comune di Capaccio, l’Ept di Salernoe l’azienda di soggiorno e turismo di Paestum costituiscano un fondo di solidarietà per gli imprenditori colpiti dalla tromba d’aria per non permettere che la loro stagione turistica sia fallimentare”. E’ questo il pensiero del segretario generale della Cisl Salerno, Giovanni Giudice, all’indomani della tromba d’aria che nella notte tra domenica e lunedì ha causato danni a diverse strutture turistico-balneari del territorio di Capaccio Paestum per circa un milione di euro. “Nel 2008 gli operatori turistici del Gargano, dopo gli incendi che nell’estate 2007 devastarono la zona di Peschici, si sono rimboccati le maniche ed hanno fatto tanto senza aspettare i contributi che la Regione Puglia o Stato avevano promesso”, ha affermato Giudice. “Spero che per la vicenda di Capaccio Paestum ci sia un epilogo diverso, con le istituzioni che diano una mano concreta a questi imprenditori che si ritrovano a fare i conti con strutture rase al suolo da una catastrofe che ha causato anche un centinaio di sfollati. Nel nostro territorio non possiamo permetterci che questa stagione estiva gli imprenditori del settore ricettivo di Capaccio Paestum la passino a contare i danni e a leccarsi le ferite. E’ lodevole l’iniziativa di un parlamentare che ha presentato una interrogazione parlamentare al premier Berlusconi per conoscere se il Governo intenda attivare per il riconoscimento dello stato di calamità naturale e altre iniziative in merito, ma c’è bisogno d’altro per un territorio che già fa i conti tutti i giorni con una crisi occupazionale spaventosa. La stima dei danni ammonta ad un milione di euro, una cifra relativamente bassa che può essere raccolta con una ‘colletta’ tra i vari enti ed essere determinante per il rilancio immediato per il turismo del litorale colpito dalla tromba d’aria”. Un Giudice con le idee chiare, che chiede uno sforzo alle istituzioni tagliando il superfluo: “Ogni estate vengono elargiti contributi per manifestazioni discutibili. Quest’anno sarebbe cosa buona e giusta evitare queste spese e destinare i fondi agli imprenditori che in meno di 24 ore hanno visto le loro imprese sbriciolarsi sotto i loro occhi”. Il segretario generale della Cisl Salerno è categorico e avverte le istituzioni dello scenario che potrebbe aversi se non fosse ristabilita immediatamente la normalità nelle zone colpite dal maltempo: “Al danno dell’aeroporto di Salerno si aggiungerebbe anche la beffa per gli operatori turistici di Capaccio Paestum. I protagonisti della politica locale devono dare una mano concreta adesso e non soltanto quando sono in campagna elettorale” .

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