SCIA o DIA? Ancora dubbi e incertezze

Ancora oggi,  a quasi un anno dalla LEGGE 30.07.2010 n.122 (GU n.176 del 30.07.2010 – S.O. n.174), persistono dubbi e incertezze sull’obbligo di attuare, in campo edilizio, l’applicazione del nuovo titolo abilitativo per alcun interventi edilizi.

 

Ad una prima analisi, sembrerebbe, certo la regolarità della SCIA ( segnalazione certificata di inizio attività) in sostituzione della DIA ( denuncia di inizio attività), ma leggendo con attenzione l’art. 4-ter.Il comma 4-bis attiene alla tutela della concorrenza ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, e costituisce livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali ai sensi della lettera m) del medesimo comma. Le espressioni «segnalazione certificata di inizio attivita’» e «Scia»     sostituiscono , rispettivamente, quelle di  «dichiarazione di inizio attivita’»  e  «Dia» , ovunque ricorrano, anche come parte di una espressione piu’ ampia, e la disciplina di cui al comma 4-bis sostituisce direttamente, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, quella della dichiarazione di inizio attivita’ recata da ogni normativa statale e regionale “ ,  ed alla lettera il testo di codesto articolo voglio evidenziare che la SCIA sostituisce la «dichiarazione di inizio attivita’»  e  non la “denuncia di inizio attività”.

 

Infatti il Testo unico dell’Edilizia (DPR 380/01) e le leggi della Regione Campania normano la denuncia di inizio attività.  La dichiarazione e la denuncia sono la stessa cosa?

 

Mentre, da un altro punto di vista, si dovrebbe dare più peso all’inciso “ anche come parte di una espressione piu’ ampia” intendendo, aumentando i significati, che le espressioni «segnalazione certificata di inizio attivita’» e «Scia»     sostituiscono anche la denuncia di inizio attività?

 

Forse codeste norme modificano quanto riportato nell’art. 5 della legge n°73/2010?

 

Perché non è stato modificato il TUE?

 

Gli uffici tecnici hanno 60 giorni per verificare la rispondenza al piano regolatore e al regolamento edilizio. Decorso il tempo può fermare i lavori solo “in presenza del pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento dell’impossibilita’ di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione dell’attività dei privati alla normativa vigente” (punto 4 del comma 4bis). Quindi il mancato rispetto del PRG può consentire di fermare i lavori solo se dall’intervento deriva un danno all’interesse pubblico!? Molti lavori in 60 giorni sono ultimati, in caso di irregolarità, l’intervento di fermare i lavori sarebbe oltremodo dannoso e non tempestivo.

Intanto molti uffici tecnici comunali nel dubbio applicano ancora l’istituto della denuncia di inizio attività. In molti sulla rete esprimono perplessità, definiscono la norma farraginosa e incomprensibile.

 

Il legislatore dovrebbe dare delle risposte e chiarimenti.

 

 

Intanto, ammettendo la validità della SCIA, si prospetta la seguente casistica dei titoli abilitativi edilizi:

 

1. Manutenzione ordinaria: libera, non occorre comunicare l’inizio lavori al Comune.

2. Manutenzione straordinaria senza interventi sulle strutture: ai sensi della legge 22.5.2010 n.73, art.5, è soggetta a

Comunicazione al Comune dell’inizio lavori con i dati identificativi dell’impresa e con una relazione tecnica con progetto dei lavori “a firma di un tecnico abilitato il quale dichiari preliminarmente di non avere rapporti di dipendenza con l’impresa ne’ con il committente e che asseveri, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo.”

 

3. Manutenzione straordinaria su beni con vincolo storico-artistico o paesaggistico: ai sensi della legge 73/2010: Comunicazione con nulla-osta della soprintendenza o di altro Ente competente.

 

4. Manutenzione straordinaria con interventi sulle strutture: SCIA.

 

5. Manutenzione straordinaria con interventi sulle strutture, ma su beni vincolati: non si può utilizzare né la DIA (per gli interventi sulle strutture) né la SCIA (per la presenza del vincolo): perciò non resta che il Permesso di costruire.

 

6. Ristrutturazioni che non modificano l’edificio è applicabile la SCIA.

 

7. Ristrutturazioni con modifiche dovrebbe occorrere il Permesso di costruire, la SCIA non sembra applicabile perché le modifiche possono richiedere un giudizio discrezionale, che supera il mero accertamento di requisiti.

 

8. Ristrutturazioni con modifiche ( aumento delle unità immobiliari) occorre il Permesso di Costruire o DIA.

 

9. Nuove costruzioni: Permesso di costruire.

 

 

Amedeo Bavoso

 

 

Di seguito lo stralcio della legge.

 

LEGGE 30.07.2010 n.122 (GU n.176 del 30.07.2010 – S.O. n.174)

STRALCIO ART. 19 comma 4bis (punti 1, 2, 3, 4 e 6) e comma 4ter

 

4-bis. L’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n.241, e’ sostituito dal seguente:

«ART. 19. – (Segnalazione certificata di inizio attivita’ – Scia).

 

1. Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l’esercizio di attivita’ imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda esclusivamente dall’accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli stessi, e’ sostituito da una segnalazione dell’interessato, con la sola esclusione dei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e degli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all’immigrazione, all’asilo, alla cittadinanza, all’amministrazione della giustizia, all’amministrazione delle finanze, ivi compresi gli atti concernenti

le reti di acquisizione del gettito, anche derivante dal gioco, nonche’ di quelli imposti dalla normativa comunitaria. La segnalazione e’ corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell’atto di notorieta’ per quanto riguarda tutti gli stati, le qualita’ personali e i fatti previsti negli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, nonche’ dalle attestazioni e asseverazioni di tecnici abilitati, ovvero dalle dichiarazioni di conformita’ da parte dell’Agenzia delle imprese di cui all’articolo 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, relative alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti di cui al primo periodo; tali attestazioni e asseverazioni sono corredate dagli elaborati tecnici necessari per consentire le verifiche di competenza dell’amministrazione. Nei casi in cui la legge prevede l’acquisizione di pareri di organi o enti appositi, ovvero l’esecuzione di verifiche preventive, essi sono comunque sostituiti dalle autocertificazioni, attestazioni e asseverazioni o certificazioni di cui al presente comma, salve le verifiche successive degli organi e delle amministrazioni competenti.

 

2. L‘attivita’ oggetto della segnalazione puo’ essere iniziata dalla data della presentazione della segnalazione all’amministrazione competente.

 

3. L‘amministrazione competente, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti di cui al comma 1, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione di cui al medesimo comma, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attivita’ e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa, salvo che, ove cio’ sia possibile, l’interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attivita’ ed i suoi effetti entro un termine fissato dall’amministrazione, in ogni caso non inferiore a trenta giorni. E’ fatto comunque salvo il potere dell’amministrazione competente di assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies. In caso di dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorieta’ false o mendaci, l’amministrazione, ferma restando l’applicazione delle sanzioni penali di cui al comma 6, nonche’ di quelle di cui al capo VI del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, puo’ sempre e

in ogni tempo adottare i provvedimenti di cui al primo periodo.

 

4. Decorso il termine per l’adozione dei provvedimenti di cui al primo periodo del comma 3, all’amministrazione e’ consentito intervenire solo in presenza del pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento dell’impossibilita’ di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione dell’attivita’ dei privati alla normativa vigente.

 

5. […]

 

6. Ove il fatto non costituisca piu’ grave reato, chiunque, nelle dichiarazioni o attestazioni o asseverazioni che corredano la segnalazione di inizio attivita’, dichiara o attesta falsamente l’esistenza dei requisiti o dei presupposti di cui al comma 1 e’ punito con la reclusione da uno a tre anni».

 

4-ter. Il comma 4-bis attiene alla tutela della concorrenza ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, e costituisce livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali ai sensi della lettera m) del medesimo comma. Le espressioni «segnalazione certificata di inizio attivita’» e «Scia» sostituiscono, rispettivamente, quelle di «dichiarazione di inizio attivita’» e «Dia», ovunque ricorrano, anche come parte di una espressione piu’ ampia, e la disciplina di cui al comma 4-bis sostituisce direttamente, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, quella della dichiarazione di inizio attivita’ recata da ogni normativa statale e regionale.

 

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