Bcc Capaccio si torna al voto. Il mondo economico locale solidale con gli ammiistratori

La Banca d’Italia a seguito di un lungo corso di ispezioni e al continuo martellare di esposti e comunicazioni, ha recentemente inviato la nota di dimissioni all’attuale consiglio di amministrazione. Ci sono varie fonti di notizie,  noi non vogliamo prender spunto da nessuna di esse,  vogliamo soltanto commentare la notizia secondo una nostra opinione, sperando di trovare largo consenso nei nostri lettori.

Ritengo che l’attuale consiglio di amministrazione sia stato abbastamza preparato a poter svolgere l’attività della nostra Banca locale. Banca rurale che conosce gli imprenditori, la storia delle attività e dei clienti che operano nella stessa. Ritengo che un istituto bancario locale deve guardare soprattutto nella sua storia, la storia dell’imprenditoria  locale e dare tutte le possibilità affinchè i nostri operatori possano avere un sostanzioso partner al loro fianco. Se una banca locale vuole operare come un istituto nazionale non avrebbe scopo di esistere. Pertanto sono per certi versi solidale al consiglio dimissionario della stessa BCC di Capaccio Paestum. Hanno potuto anche sbagliare o esser di tanto un poco stati larghi di mano. Ma nel campo dell’imprenditoria e del mondo economico e commerciale è in gioco sempre ed in ogni caso il rischio d’impresa. La banca più di tutti deve essere molto lungimirante e investire nella clientela. La clientela paga i loro servizi con il giusto rincaro di interessi. Ritengo che la banca oggi come sempre non ha mai regalato niente a nessuno, poi se ci sono delle eccezioni è anche giusto che ne diano spiegazioni ai soci. Ritengo inoltre, che il direttore Bruno Covone è un impiegato dell’attuale istituto che riesce ad avere colloquio con la clientela ed è la persona più adatta al ruolo dell nostra Banca cittadina. Riesce a trovare dialogo con gli operatori ed ha instaurato un rapporto di sana cordialità. Personalmente, in base ad un rapporto instaurato da tempo ritengo sia una persona adatta a rimanere in carica anche nel futuro.  Mentre al rapporto con la Banca D’Italia che si è generato, bisogna trovare un punto d’intesa con l’operato dell’istituto locale. Mi auspico che con il futuro si possa arrivare a collaborare dialogare mettendo sul piatto per prima la difesa degli operatori locali, poi le regole di attinenza considerando le difficoltà economiche che attanagliano l’impresa locale.

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