L’area artigianale per dislocare le aziende dalla zona agricola

La redazione: il nostro giornale sta dedicando ampia discussione ed argomentazioni alla ingarbugliata vicenda che sta portando gravi conseguenze allo sviluppo dell’imprenditoria locale e con precisione al volano occupazionale del comparto produttivo inerente lo sviluppo dell’area industriale PIP  di Capaccio Paestum.

Questo spazio destinato soprattutto alla delocalizzazione delle nostre aziende  in difficoltà sul  territorio, ma soprattutto per la delocalizzazione dai comparti  agricoli o in zone non adatte alla loro attività. La nostra redazione sta garantendo agli operatori l’impegno costante di interesse e la divulgazione delle  notizie. Continueremo a seguire tutte le intricate vicende inerenti la problematica  ed il suo iter amministrativo.

La vicenda e la programmazione di questo atto politico amministrativo parte da molto lontano, da quando l’amministrazione comunale nel 2002 presenta istanza di finanziamento alla Regione Campania,  allora responsabile alle attività produttive della nostra  regione  il Prof. Isaia Sales.

Nel lontano 2002, Isaia Sales riconosce al Comune di Capaccio Paestum  un congruo finanziamento al comparto di circa 3,5 ml di euro.

Il Comune di Capaccio era rappresentato da un’amministrazione di centro-sinistra con liste civiche. Una buona amministrazione seppe portare avanti un ottimo programma e belle progettazioni tutte finanziate dal governo regionale.

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