PUC: fare in fretta e dare incentivi

Il redigendo PUC,  ormai alla fase di analisi delle osservazioni portate da cittadini e dalle associazioni, inciampa ancora in un intoppo economico/burocratico ( disaccordi tra progettista e committente ).

Questo ultimo fermo, stop al procedimento di approvazione del PUC, cade in periodo particolare caratterizzato da una profonda crisi economica pesante su tutti i settori concernenti le attività della collettività comunale.

Oggi più che mai occorre invece velocizzare i tempi di approvazione del PUC e dare incentivi.

Non fare in fretta e non dare incentivi è dannoso. Le scelte urbanistiche delle zonizzazioni sono comprensibili. Da sempre,  col vigente PRG o col redigendo PUC, le scelte delle zonizzazioni urbanistiche favoriscono solo una parte dei cittadini.

Fare in fretta: lunghi tempi di attesa sono dannosi: finanziamenti e scelte economiche si dirigono verso altri luoghi, altri territori.

Dare incentivi: per evitare, come accaduto per altri territori di comuni limitrofi con recenti PRG o  PUC, il fermo della economia e il blocco dell’edilizia per parametri troppo stretti tali da scoraggiare il mercato immobiliare, e per invogliare alla edificazione sostenibile – alla bioarchitettura – alle indicazioni del protocollo Itaca –  alla qualità architettonica – al risparmio di risorse, energie, alla produzione di energie –   ….

Alcuni incentivi:

1.      Dare un incentivo attraverso l’innalzamento della consistenza della edificabilità resa ammissibile per le costruzioni ( + 25% Sus),  nelle zone E – agricole, edificate in aggregazione intorno al nucleo rurale o podere esistente ( risparmio di suolo agricolo);

2.      Creare, nei comparti edificatori, dei sottocomparti di attuazione  con i limiti coincidenti con le singole proprietà dei cespiti immobiliari e/o calibrate di opportune dimensioni tra più proprietari preliminarmente in accordo (facilitare l’attuazione del PUC);

3.      Aumentare gli indici edificatori o di edificabilità  ( abbattimento dei costi di costruzione e riduzione del prezzo di vendita –   mercato immobiliare reale);

4.      Aumentare o raddoppiare l’altezza massima consentita ( risparmio del suolo, incremento delle pertinenze e verde, abbattimento dei costi di costruzione e dei prezzi di vendita delle unità immobiliari);

 

5.      Possibilità di sopraelevazione dei fabbricati esistenti ad un sol piano fuori terra, in deroga ai parametri, e anche attraverso la demolizione e ricostruzione;

6.      Ampliare i casi di esclusione del calcolo volumetrico o Superficie Utile di Solaio (Sus) con parametri più elevati ( portici 50% Sus, box auto fuori terra con H utile pari a 2.1m e Sc non superiore a 40mq, sottotetti con H utile pari a 2.1m anche piani o con pendenza delle falde inferiori al 30%, locali interrati di altezza netta non superiore non superiore a quella del piano soprastante, …);

7.      Esclusione del calcolo volumetrico o Superficie Utile di Solaio  per le hall degli alberghi e attività turistiche ricettive, attività culturali e di rappresentanza di edifici pubblici;

8.      Premio di maggiore edificazione  ( + 25% Sus) ai soggetti che aderiscono alla perequazione;

9.       Premio di maggiore edificazione  ( + 25% Sus) alle costruzioni di fabbricati con tetto giardino e attrezzati per il risparmio energetico e la captazione di energie alternative;

10.  Favorire , anche nel rispetto della legge urbanistica regionale, la qualità architettonica e la realizzazione di opere pubbliche;

11.  Favorire la crescita della città a “stratigrafie plurime e in verticale (esempio – piazza Santini: piano interrato servizi e parcheggi,  piano terra servizi e attività sociali, piano tetto giardino e parco urbano attrezzato- esempio grafico alla pagina 2);

12.   ecc. 

Architetto Amedeo Bavoso                    

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