PUC Capaccio Paestum: si ricomincia.

LA  PIANIFICAZIONE  URBANISTICA COMUNALE

LEGGE REGIONALE 22 DICEMBRE 2004, N. 16: “Norme sul governo del territorio”  –  CAPO III

Il CAPO III della LEGGE REGIONALE 22 DICEMBRE 2004, N. 16: “Norme sul governo del territorio” indica ed esplicita,
agli articoli 22 – 23 – 24 – 25, gli strumenti urbanistici comunali, il PUC, il procedimento di attuazione del PUC, e gli atti di programmazione degli interventi.

Dopo l’Amministrazione Marino, l’Amministrazione Sica, ora l’attuale Amministrazione comunale di Capaccio Paestum, guidata dal
Sindaco Dott. Italo Voza, riprende il processo attuativo per la realizzazione del PUC affidandone la redazione ad organismi interni al comune e all’architetto Rodolfo Sabelli.

Dopo anni di ritardi si attende il PUC con capacità economiche, culturali, sociali, oltre alle proprie e naturali connotazioni urbanistiche e di sviluppo ordinato del territorio.

Nel riportare gli articoli seguenti, voglio ricordare che la legge regionale del governo del territorio pretende per i suoi  “atti”
la QUALITA’ da ottenersi in tutti i processi e in tutti i risultati finali.

Sottolineo l’obbligo imposto alla Giunta Comunale: La giunta comunale, previa consultazione delle organizzazioni sociali, culturali, economico – professionali, sindacali ed ambientaliste di livello provinciale, di cui all’articolo 20, comma 5, predispone la proposta di Puc “.  Ovvero la Giunta Comunale prima di predisporre la proposta di Puc deve consultare le organizzazioni sociali, culturali, economico – professionali, sindacali ed ambientaliste.

Articolo 22   Strumenti urbanistici comunali

Articolo 23   Piano urbanistico comunale

Articolo 24   Procedimento di formazione del Piano urbanistico comunale

Articolo 25   Atti di programmazione degli interventi

Articolo 22   Strumenti urbanistici comunali

1. Il comune esercita la pianificazione del territorio di sua competenza nel
rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti e in coerenza
con le previsioni della pianificazione territoriale regionale e provinciale.

2. Sono strumenti di pianificazione comunale:

a) il piano urbanistico comunale – Puc;

b) i piani urbanistici attuativi – Pua;

c) il regolamento urbanistico edilizio comunale – Ruec.

Articolo 23   Piano urbanistico comunale

1.
Il piano urbanistico comunale – Puc – è lo strumento urbanistico generale del
Comune e disciplina la tutela ambientale, le trasformazioni urbanistiche ed
edilizie dell’intero territorio comunale, anche mediante disposizioni a
contenuto conformativo del diritto di proprietà.

2. Il Puc, in coerenza con le disposizioni del Ptr e del Ptcp:

a)
individua gli obiettivi da perseguire nel governo del territorio comunale e gli
indirizzi per l’attuazione degli stessi;

b)
definisce gli elementi del territorio urbano ed extraurbano raccordando la
previsione di interventi di trasformazione con le esigenze di salvaguardia
delle risorse naturali, paesaggisticoambientali, agro-silvo-pastorali e
storico-culturali disponibili, nonché i criteri per la valutazione degli
effetti ambientali degli interventi stessi;

c)
determina i fabbisogni insediativi e le priorità relative alle opere di
urbanizzazione in conformità a quanto previsto dall’articolo 18, comma 2,
lettera b);

d)
stabilisce la suddivisione del territorio comunale in zone omogenee,
individuando le aree non suscettibili di trasformazione;

e)
indica le trasformazioni fisiche e funzionali ammissibili nelle singole zone,
garantendo la tutela e la valorizzazione dei centri storici nonché lo sviluppo
sostenibile del territorio comunale;

f)
promuove l’architettura contemporanea e la qualità dell’edilizia pubblica e
privata, prevalentemente attraverso il ricorso a concorsi di progettazione;

g)
disciplina i sistemi di mobilità di beni e persone;

h)
tutela e valorizza il paesaggio agrario attraverso la classificazione dei
terreni agricoli, anche vietando l’utilizzazione ai fini edilizi delle aree
agricole particolarmente produttive fatti salvi gli interventi realizzati dai
coltivatori diretti o dagli imprenditori agricoli;

i)
assicura la piena compatibilità delle previsioni in esso contenute rispetto
all’assetto geologico e geomorfologico del territorio comunale, così come
risultante da apposite indagini di settore preliminari alla redazione del
piano.

3.
Il Puc individua la perimetrazione degli insediamenti abusivi esistenti al 31
dicembre 1993 e oggetto di sanatoria ai sensi della legge 28 febbraio 1985, n.
47, capi IV e V, e ai sensi della legge 23 dicembre 1994, n. 724, articolo 39,
al fine di:

a)
realizzare un’adeguata urbanizzazione primaria e secondaria;

b)
rispettare gli interessi di carattere storico, artistico, archeologico,
paesaggistico-ambientale ed idrogeologico;

c)
realizzare un razionale inserimento territoriale ed urbano degli insediamenti.

4.
Le risorse finanziarie derivanti dalle oblazioni e dagli oneri concessori e
sanzionatori dovuti per il rilascio dei titoli abilitativi in sanatoria sono
utilizzate prioritariamente per l’attuazione degli interventi di recupero degli
insediamenti di cui al comma 3.

5.
Il Puc può subordinare l’attuazione degli interventi di recupero urbanistico ed
edilizio degli insediamenti abusivi, perimetrati ai sensi del comma 3, alla
redazione di appositi Pua, denominati piani di recupero degli insediamenti
abusivi, il cui procedimento di formazione segue la disciplina prevista
dall’articolo 27.

6.
Restano esclusi dalla perimetrazione di cui al comma 3 gli immobili non
suscettibili di sanatoria ai sensi dello stesso comma 3.

7.
Il Puc definisce le modalità del recupero urbanistico ed edilizio degli
insediamenti abusivi, gli interventi obbligatori di riqualificazione e le
procedure, anche coattive, per l’esecuzione degli stessi, anche mediante la
formazione dei comparti edificatori di cui agli articoli 33 e 34.

8.
Al Puc sono allegate le norme tecniche di attuazione -Nta-, riguardanti la
manutenzione del territorio e la manutenzione urbana, il recupero, la
trasformazione e la sostituzione edilizia, il supporto delle attività
produttive, il mantenimento e lo sviluppo dell’attività agricola e la
regolamentazione dell’attività edilizia.

9.
Fanno parte integrante del Puc i piani di settore riguardanti il territorio
comunale, ivi inclusi i piani riguardanti le aree naturali protette e i piani
relativi alla prevenzione dei rischi derivanti da calamità naturali ed al
contenimento dei consumi energetici.

 

Articolo 24   Procedimento di formazione del Piano urbanistico comunale

1.
La giunta comunale, previa consultazione delle organizzazioni sociali,
culturali, economico – professionali, sindacali ed ambientaliste di livello
provinciale
, di cui all’articolo 20, comma 5, predispone la proposta di Puc.
La proposta, comprensiva degli elaborati previsti dalla vigente normativa statale
e regionale e delle Nta, è depositata presso la segreteria del comune e delle
circoscrizioni.

Del deposito è data notizia sul bollettino ufficiale della regione Campania e su
due quotidiani a diffusione provinciale.

2.
Nel termine di sessanta giorni dalla pubblicazione chiunque può presentare
osservazioni in ordine alla proposta di Puc. Nei comuni con popolazione
inferiore a cinquemila abitanti il termine è ridotto a quaranta giorni.

3.
Entro novanta giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 2, il consiglio
comunale esamina le osservazioni, adegua, la proposta di Puc alle osservazioni
accolte ed adotta il Puc. Nei comuni con popolazione inferiore a cinquemila
abitanti il termine è ridotto a sessanta giorni.

4.
Il piano adottato è trasmesso alla provincia per la verifica di compatibilità
con gli strumenti di pianificazione territoriale sovraordinati e di conformità
con la normativa statale e regionale vigente.

5.
La verifica è affidata all’assessorato provinciale competente nella materia
dell’urbanistica, ed è conclusa entro novanta giorni dalla data di ricezione
del piano, corredato di tutti gli allegati previsti dalla normativa vigente.
Trascorso tale termine, la verifica si intende positivamente conclusa.

6.

Incaso di esito negativo della verifica, il Presidente della provincia, nei quindici giorni
successivi alla scadenza di cui al comma 5, convoca una conferenza di servizi
alla quale sono invitati a partecipare il sindaco, o un assessore da lui
delegato, e i dirigenti delle strutture provinciali e comunali competenti. La
conferenza è presieduta dal presidente della provincia o da un assessore da lui
delegato.

7.
La conferenza apporta, ove necessario, modifiche al Puc, al fine di renderlo
compatibile con gli atti di pianificazione territoriale sovraordinati e
conforme alla

8.
normativa statale e regionale vigente. La conferenza conclude i lavori nel
termine di trenta giorni dalla convocazione.

9.
Il Presidente della conferenza, se ne ravvisa l’opportunità, e nel rispetto del
principio di flessibilità di cui all’articolo 11 e nei limiti ivi indicati,
trasmette il Puc al consiglio provinciale o al consiglio regionale per la
eventuale variazione, rispettivamente, del Ptcp, del Ptr, dei Psr e dei Psp,
nelle parti in cui sono incompatibili con il piano adottato dal comune. Il
consiglio provinciale e il consiglio regionale provvedono entro trenta giorni
dalla trasmissione degli atti. Decorso tale termine, le proposte di variazione
si intendono respinte.

10.
Nelle ipotesi di cui al comma 8, il termine di trenta giorni per la conclusione
dei lavori della conferenza di cui al comma 6 rimane sospeso.

11.
Gli esiti della conferenza di cui al comma 6 sono ratificati dal consiglio
comunale entro venti giorni dalla loro comunicazione, pena la decadenza dei
relativi atti.

12.
Il Puc è approvato con decreto del presidente della provincia, previa delibera
di giunta provinciale, ed è pubblicato sul bollettino ufficiale della regione
Campania. Della pubblicazione è data notizia mediante avviso su due quotidiani
a diffusione provinciale. Decorsi quindici giorni dalla pubblicazione, il Puc
entra in vigore ed acquista efficacia a tempo indeterminato.

13.
Le varianti e gli aggiornamenti delle previsioni del Puc sono sottoposte al
procedimento di formazione disciplinato dal presente articolo, con i termini
ridotti della metà, ad eccezione dei termini di cui ai commi 6, 7, 8 e 10.

14.
Le disposizioni di cui al comma 12 si applicano anche alle varianti di
adeguamento del Puc, agli strumenti di pianificazione paesaggistica previsti
dal decreto legislativo 42/04, articolo 145, comma 5. Le proposte di variante
sono trasmesse alla competente soprintendenza per i beni architettonici ed il
paesaggio, che esprime il parere entro il termine stabilito per l’adozione
delle varianti stesse.

Articolo 25   Atti di programmazione degli interventi

1.
Con delibera di consiglio comunale è adottata, in conformità alle previsioni
del Puc e senza modificarne i contenuti, la disciplina degli interventi di
tutela, valorizzazione, trasformazione e riqualificazione del territorio
comunale da realizzare nell’arco temporale di tre anni.

2.
Gli atti di programmazione di cui al comma 1, in relazione agli
interventi di riqualificazione e di nuova edificazione, prevedono:

a)
le destinazioni d’uso e gli indici edilizi;

b)
le forme di esecuzione e le modalità degli interventi di trasformazione e
conservazione dell’assetto urbanistico;

c)
la determinazione delle opere di urbanizzazione da realizzare o recuperare,
nonché degli interventi di reintegrazione territoriale e paesaggistica;

d)
la quantificazione degli oneri finanziari a carico del comune e di altri
soggetti pubblici per la realizzazione delle opere previste, indicandone le
fonti di finanziamento.

3.
Gli atti di programmazione degli interventi hanno valore ed effetti del
programma pluriennale di attuazione disciplinato dalla legge 28 gennaio 1977,
n. 10, articolo 13, e dalla legge regionale 28 novembre 2001, n. 19, articolo
5, e si coordinano con il bilancio pluriennale comunale.

4.
Per le opere pubbliche o di interesse pubblico la delibera di approvazione
degli atti di programmazione degli interventi comporta la dichiarazione di
pubblica utilità, di indifferibilità e urgenza dei lavori previsti negli
stessi, nel rispetto degli strumenti di partecipazione procedimentale stabiliti
dalla normativa vigente.

5.
Gli atti di programmazione di cui al comma 1 stabiliscono gli interventi da
attuare tramite società di trasformazione urbana.

6.
Il programma triennale per la realizzazione di opere pubbliche, di cui alla
legge 11 febbraio1994 , n. 109, articolo 14, si coordina con le previsioni di
cui al presente articolo.

7.
Gli atti di programmazione degli interventi sono approvati per la prima volta
contestualmente all’approvazione del Puc.

Amedeo Bavoso

 

 

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