PD: PERDE LA SARDEGNA POI NAPOLI E LA CAMPANIA

veltroni6Walter Veltrini oggi si è dimesso dai vertici nazionali del Partito Democratico. La sconfitta prima in Abruzzo a seguito dell’arresto del suo governatore, poi la sconfitta  sarda, anche se preannunciata era già nell’aria, aveva creato un certo scollamento ai vertici e si cercava il capo espiatorio per la caduta del suo segretario. Hanno avuto ragione i disfattisti ed i franchi tiratori. Ma le colpe della sconfitta elettorale  non è dipesa dal suo segretario e dal suo impegno. Anzi, ritengo che Walter Veltroni ha retto anche troppo ad un disastro che poteva esser ancora più pesante se per esempio il candidato era D’Alema o qualche altro rottame arruginito del vecchio DS. Gente che viene ancora protetto da questo sistema elettorale. Walter è stato per questo scorcio di storia un vero raccordo con la nuova generazione giovanile, la società moderna, gli imprenditori ed i lavoratori. C’è stato in questo tratto di storia un sentirsi – ascoltati. La speranza di cambiare questo stato-politico-sociale corrotto, di far valere  un patto con quegli amministratori inquisiti ed invitarli ad autosospendersi affinchè la magistratura abbia fatto chiarezza. Questa cosa è passata nelle stanze del potere e dei vecchi del partito come una spada di decapitazione. Purtroppo il malcostume politico italiano non prevede che “la faccia onesta” passi primo di tutto,  c’è il malcostume di razzolare tra le stanze del potere, accaparrandosi quanto più è possibile finchè si comanda o si sta ai vertici. Una sorta di autorizzazione allo scalpo pubblico senza preoccuparsi della gente e delle dicerie che si innescano contro gli amministratori. Il momento non era ideale per un successo del nuovo partito perchè conserva anime vecchie e “falsi statisti corrotti” che ormai stanno sulle “palle agli italiani”.  Effettivamente si è stanchi di vedere i soliti volti da oltre trenta anni e ripetere a memoria i soliti problemi senza risolverli. Ormai è letta bene dall’elettorato, e la sconfitta è il segno che molti devono andarsene a casa. La Iervolino a Napoli, e Bassolino da governatore per esempio. Come l’amministrazione locale con il trerzo mandato Marino. Queste, sono la carta copiativa del disastro amministrativo che il popolo ormai si è stancato di sostenere. Il partito democratico potrà vincere solo se riuscirà a cambiare le cose. Proponendo già da subito un referendum che azzeri questa legge elettorale, con proposta di un modello all’americano che prevede molto più rispetto per l’elettorato. L’arresto e l’arrivo dei gendarmi per i truffatori ed i corrotti, nonchè una pena certa e l’interdizione dai pubblici uffici per tutti gli amministratori che indebitano gli enti, sperperando danaro pubblico .

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