Paestumanità: ancora adesioni e impulsi

Ancore idee, nuovi impulsi, altre adesioni.

Paestumanità è rivolto all’intera umanità per difendere e valorizzare un bene UNESCO. Il progetto, promosso da Legambiente, consiste in un’operazione di azionariato popolare finalizzata ad acquistare i terreni compresi entro le mura della città achea di Paestum, “patrimonio dell’Umanità”, ma per oltre l’80 per cento di proprietà privata e sottoposti a sfruttamento agricolo, nonché ad un gravoso impatto antropico.

Se lo Stato non riesce ad acquisire la titolarità di tutta l’area archeologica interna alle mura per mancanza di fondi e non riesce a tutelarla perché non interviene nel merito delle attività svolte dai singoli sulla sua superficie, chiediamo ai cittadini, senza limiti geografici, di raccogliere i fondi necessari per comprare i terreni privati e promuoverne la tutela.

L’adesione al progetto consiste nell’acquisto di una Buona Azione, del costo di 50euro. La diffusione della proprietà azionaria sarà così suddivisa tra quanti vogliano contribuire all’acquisto graduale di un Bene dell’Umanità, per sua natura soggetto alla condivisione. Il fine è quello di acquistare un bene comune e rimetterlo nelle mani della collettività, favorendo le indagini scientifiche sul campo, la realizzazione di progetti di valorizzazione che migliorino la conoscenza e la fruizione del nostro patrimonio storico-archeologico e lo sviluppo di forme di autocontrollo dello stato di conservazione dei nostri beni culturali.

Al progetto hanno già aderito nomi illustri della cultura, del giornalismo e dell’impegno civile, tra questi Gillo Dorfles, Gian Antonio Stella, Ermete Realacci, Franco Arminio, Gianluigi Nuzzi, Eraldo Affinati e tanti altri si stanno via via adoperando a sostegno dell’iniziativa.

Venerdì 29 giugno  si è tenuta una Conferenza Paestumanità, presso la Tenuta Vannulo.

A quattro mesi dal lancio di “Paestumanità. Comprare per salvaguardare”, un primo  resoconto, una pubblica valutazione di attibilità.

Occorre una seconda immersione nel progetto,  nei luoghi di Paestumanità,  per auscultare i fenomeni  in sito, per afferrare i messaggi del genius loci, per sentire anamnesi,  per fare ulteriori  diagnosi e proporre nuovi impulsi.

Legambiente Paestum ha proposto l’acquisto dei terreni destinati oggi ad uso agricolo all’interno delle mura di Paestum. L’idea di acquisire in proprietà, tramite una sottoscrizione azionaria di comproprietà pubblica nazionale ed internazionale, i terreni privati ad uso agricolo all’interno delle mura di Paestum, terreni e suoli inseriti nell’ambito del sito UNESCO, è una solida realtà: le molteplici le adesioni dall’Italia e dal mondo rendono ogni giorno il progetto più definitivo e incoraggiano il cammino e la certezza di aver promosso una buona iniziativa. L’acquisto, tramite un regolare atto di compravendita, avverrà dopo la valutazione del prezzo di mercato dei beni e dopo la disponibilità alla vendita degli proprietari, e dopo la rinuncia alla prelazione del Ministero.

Per i terreni, oggi ad uso agricolo all’interno delle mura di Paestum e ad uso agricolo anche nei tempi antichi, si può auspicare la introduzione di una  AGRICOLTURA   ARCHEOLOGICA .  Una AGRICOLTURA ARCHEOLOGICA capace di rendere, economicamente, più della agricoltura attualmente in corso all’interno delle mura, capace di dimostrare che la salvaguardia, la conservazione, la tutela dei beni vincolati non produce solo effetti statici, ma anche economia reale. Una AGRICOLTURA ARCHEOLOGICA con la reintroduzione delle tecniche colturali antiche, naturali, con uso di semi e essenze non modificate geneticamente, non ibridizzate e monopolizzate da multinazionali, con scopi didattici, con l’ausilio di mezzadri pubblici e sociali, con adozioni di orti e produzioni, …

Aderendo a Paestumanità si partecipa ad una azione di ampio respiro, innovativa, per alcuni aspetti rivoluzionaria ( a 60 anni dalla conquista dei latifondi – a pochi anni dalla conquista dell’Oratorio San Vito ), una azione capace di espandere i confini della kora pestana oltre il Cilento, la Lucania, i Picentini, e la piana del Sele, oltre il sito UNESCO, fino a tutta l’Italia, all’Europa, al Mondo: all’UMANITA’.

Amedeo Bavoso

info: legambientepaestumanita@hotmail.it       www.paestumanita.org

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