PAESTUM ANCORA NIENTE DI NUOVO

Ancora un anno trascorre. Un’altra estate è alle porte. Nonostante tutto, il tempo passa, ma non c’è crescita: l’agricoltura è morente, l’edilizia ferma, il commercio stagnante,  il turismo resta un fatto di pochi momenti, una sorta di mordi e fuggi.

Un matrimonio, un banchetto, un convegno, la visita a Paestum dalle ore 9.00 alle 12.30 da maggio a settembre.

Ancora un anno trascorre e si vede, si sente, si assapora solo la crisi, una kappa asfissiante.

Paestum resta ancora una meta di un sol giorno, anzi mezza giornata. Ancora non vi sono i parcheggi all’esterno delle mura, ancora non sono state riassemblate (con anastilosi) le mura, ancora non c’è la visita guidata alle mura e alle torri e alle porte della città antica con percorsi sulle mura, soste e punti di belvedere.

Ancora si entra in Paestum a rubare la storia, la vista, l’atmosfera della città antica, ancora non si visitano le bufalare e la parte non urbana della città, ancora ci sono altri tre musei nei depositi del museo, …

Resta negli occhi di chi non ritornerà solo il ricordo di maestose dorate colonne e il gusto di un gelato mangiato in fretta. Non ricorderanno le spiagge, il mare, la pineta, i monti, la gastronomia, la cultura, l’arte, l’artigianato, gli alberghi diffusi, la città nuova, …

Ancora, ancora, ancora non … e nel frattempo perdiamo lavoro, benessere, tranquillità, speranza.

Cinquecentomila presenze a Paestum.

Cinquecentomila per due euro ( un milione di euro) persi per i parcheggi inesistenti.

Cinquecentomila per tre euro ( un milione e cinquecentomila euro) persi per il biglietto non pagato per la visita alle mura.

Cinquecentomila per un euro (cinquecentomila euro) persi per l’ingresso senza biglietto alla città antica.

Cinquecentomila per due euro ( un milione di euro) persi per l’ingresso senza biglietto alle architetture minori e alla parte non urbana della città.

Cinquecentomila…

Cinquecentomila sogni frantumati, cinquecentomila speranze ostacolate.

Cinquecentomila diviso mille uguale cinquecento giovani capaccesi senza occupazione!  Ancora?

Ancora solo il deserto, soltanto e sempre delusa attesa.

Amedeo Bavoso

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