Ospedale di Roccadaspide: il sindaco Auricchio in lotta

Prot.12139

Egr. Sig.

DIRETTORE GENERALE

ARSAN – AZIENDA REGIONALE SANITARIA

Centro Direzionale – Isola F/9

80143 – NAPOLI

Egr. Sig.

PRESIDENTE DELLA REGIONE CAMPANIA

- On.le Stefano Caldoro -

Via S. Lucia

80100 – NAPOLI

RACCOMANDATA A/R

OGGETTO: riassetto della rete ospedaliera e territoriale, con adeguati interventi per la dismissione/riconversione/riorganizzazione dei presidi non in grado di assicurare adeguati profili di efficienza e di efficacia; analisi del fabbisogno e verifica dell’appropriatezza, conseguente revoca degli accreditamenti per le corrispondenti strutture private accreditate; conseguente modifica del vigente piano ospedaliero regionale in coerenza con il piano di rientro – Riscontro.

Egr. Sig. ra Direttrice,

faccio seguito alla precedente mia dell’1/10/2010, da Lei riscontrata con  nota di pari data, prot. n. 2010/2884, di cui prendo buona nota in relazione alla formale comunicazione circa gli elementi considerati e la metodologia adottata per l’adozione del piano, evidenziati nel Decreto Dirigenziale n. 16 del 24/03/2010.

Tuttavia, con la presente, inviata per opportuna conoscenza e per le determinazioni necessarie anche al Presidente della Regione Campania, sono a rappresentarle che il Decreto Commissariale n. 16 del 24/03/2010, cui ci si è richiamati per la predisposizione del piano, è stato sempre lo stesso, unitamente alle disposizioni normative di carattere generale della Regione Campania e nazionali.

Per cui, non si riesce davvero a comprendere perché mai con la prima proposta adottata dal Sub Commissario dott. Zuccatelli, ampiamente pubblicata e diffusa anche sugli organi di stampa, l’Ospedale di Roccadaspide veniva individuato come presidio del primo livello della rete dell’emergenza con pronto soccorso e numero 100 posti letto e, al contrario, pur rimanendo immutati i parametri e i criterio di riferimento, nonché la metodologia adottata, con la seconda proposta, poi approvata dagli Organi di governo centrali, sia stato prevista la confluenza del detto P.O. di Roccadaspide nel realizzando Ospedale unico della Valle Sele, unitamente ai P.O. di Oliveto Citra, Eboli e Battipaglia.

La decisione è contraddittoria ed incomprensibile, oltre che violatrice dei precetti normativi di riferimento, tenuto conto del fatto che, come Lei ha ribadito, gli elementi di calcolo e la metodologia è stata sempre la stessa. E allora mal si comprende come seguendo detti criteri e parametri il P.O. di Roccadaspide prima veniva garantito e salvaguardato, con previsione di potenziamento data la specificità del territorio (completamente montano e unico a non avere cliniche private, tempi di percorrenza dei comuni della Valle del Calore dal P.O. più vicino di Battipaglia che varia da un ora e 20 a due ore e oltre e che nel periodo estivo e di cattivo tempo ulteriormente eccessivo, viabilità inesistente, fatiscente e disagevole, occupato da popolazione prevalentemente anziana etc..) su cui è ubicato e degli indicatori che presentava (rapporto costi/ricavo, indice di occupazione media posti letto, D.R.G. , costo medio per ricovero e posto letto, ricoveri d’urgenza etc…), e successivamente, immutato il criterio, è stato di fatto soppresso, dovendo confluire, come detto, nel realizzando ospedale unico della Valle del Sele.

Non solo!

Il piano approvato prevede che con l’operazione di accorpamento dei quattro presidi suddetti, unici peraltro che possono vantare un rapporto costo/ricavi superiore al 100%, saranno tagliati 163 posti letto (SIC!), laddove altri presidi che presentano un rapporto costo/ricavi dal 31 al 60 % sono stati avvantaggiati e potenziati.

Così come anche l’operazione di accorpamento, sul piano dell’attuazione pratica, appare oggettivamente irrealizzabile, oltre ad costituire una scelta errata e terribilmente dannosa per determinati territori. Quali saranno, infatti, i presidi che attualmente perderanno i posti  letto?! Quali saranno i reparti o i presidi che verranno chiusi?! E così via.

Pertanto, si ribadisce la necessità di avere contezza degli indicatori sull’attività ospedaliera di tutti i P.O. della regione Campania, atteso che emergono evidenti sperequazioni, contraddizioni e diversità di trattamento, che si scontrano fortemente proprio con i criteri di riferimento stabiliti per il contenimento della spesa e sopra richiamati, determinando palesi violazioni di legge ed eccessi di potere che non risultano in alcun modo giustificabili, ma che producono serio e grave danno per l’intera popolazione della Valle del Calore, degli Alburni e dell’Alento.

Solo a titolo di esempio, si rappresenta la condizione della clinica privata Maugeri, che con 232 posti letto convenzionati come riabilitazione ordinaria, e con una occupazione di posti letto di solo il  65% (quando il minimo stabilito per legge è il 75%), viene potenziata con l’attribuzione di altri 180 posti letto (SIC!), nella considerazione, incomprensibile, che detta struttura privata possa avere una potenzialità a valenza regionale (SIC!).

Per cui si impone necessaria, ai fini della verifica e del controllo della regolarità delle determinazioni assunte, la trasmissione di tutti gli atti istruttori e i dati di comparazione e di valutazione previsti dalla normativa vigente relativi a tutti i P.O. della Regione Campania, che sono stati oggetto di verifica e di valutazione per la predisposizione del piano in vigore.

Tanto al fine di verificare, come detto, il rispetto della normativa e dei criteri informatori del piano ai fini del contenimento della spesa, anche alla luce delle notizie assunte ed informalmente pervenute, circa l’accertamento operato sulla sussistenza o meno di cliniche private non regolarmente convenzionate, ma che in ogni caso operano al pari di quelle regolarmente convenzionate, con tutti i vantaggi conseguenti e, chiaramente, con tutti i relativi costi a carico del bilancio regionale.

In attesa di ricevere quanto sopra, Le porgo cordiali saluti.

Roccadaspide, lì 08/11/2010

Girolamo Auricchio

You must be logged in to post a comment.