Nuovo PUC relazione progarmmatica e tavole

Pubblicazione della relazione e tavole del nuovo piano:

R.P. 2010_RELAZIONE DI TESTO

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),
Relazione Programmatica per la formazione del Puc, rielaborazione Gennaio 2010……………………….Presentazione/ XII
- P R E S E N T A Z I O N E -
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1 – L’attività
In data 28 Dicembre 2009 tra l’Amministrazione Comunale di Capaccio Paestum, rappresentata dal
Responsabile del Settore III ing Carmine Greco, e lo scrivente si è stipulato Atto Aggiuntivo alla
Convenzione prot. n. 5497 del 08/02/2008 di incarico, per l’aggiornamento e per il completamento del
redigendo Puc e Ruec, uniformato alla LR 22 Dicembre 2004, n. 16, “Norme per il governo del territorio”.
L’Atto aggiuntivo integra e sostituisce a tutti gli effetti quanto convenuto con la Convenzione del
Febbraio 2008.
L.’incarico conferito contempla:
a) — la riformulazione, sulla scorta delle direttive comunali, della Relazione Programmatica., da sottoporre al
vaglio dell’Amministrazione, nonché i seguenti adempimenti:
a – il commento dei Piani di contenuto territoriale sulla scorta delle direttive dell’Amministrazione
comunale.
b – il coordinamento prestato allo svolgimento delle analisi conoscitive necessarie ad ottemperare alle
disposizioni di cui alla deliberazione di G.R. n. 834/2007, che l’Amministrazione ritiene di poter
predisporre avvalendosi dell’Ufficio Tecnico Comunale a mezzo di un gruppo di lavoro esterno.
e – l’adeguata formalizzazione degli elementi conoscitivi, attraverso sintesi interpretativa
delle contraddizioni fondanti l’istanza di progetto.
b) – la progettazione del Piano Urbanistico Comunale, PUC, dedotto dalla suddetta Relazione
Programmatica, con specificazione della disciplina di tutela ed uso del suolo sancita attraverso zonazione
urbanistica, comparti ed ambiti, e correlate norme tecniche, da redigere in conformità alla L.R. 22
Dicembre 2004, n. 16, “Norme per il governo del territorio”.
b.l) – La specificazione nell’ambito delle norme tecniche dei “sistemi di attuazione della pianificazione
urbanistica” in conformità al Capo V della L.R. n. 16/2004, con riferimento alla disciplina dei “comparti” di
trasformazione, articolati in “ambiti, edificati e non”; la definizione degli atti pluriennali di programmazione
degli interventi, comportanti la definizione morfologica degli stessi con ruolo di indirizzo normativo; e la
specificazione del primo atto triennale di programmazione degli interventi conforme alle disposizioni di cui
all’art 25, paragrafo 7. della a L.R. n. 16/2004.
c) – la redazione del “Regolamento Urbanistico ed Edilizio Comunale” (RUEC), cui si demanda la
regolamentazione dell’azione sul patrimonio edilizio esistente, nonché la regolamentazione edilizia
consueta coordinata col PUC.
d) – la redazione della Valutazione Ambientale Strategica, di cui all’art. 47 della citata L.R. 16/2004, ed
eventuali sue integrazioni fino alla definitiva approvazione da parte della Regione.
e) – a seguito della pubblicazione del PUC, l’esame delle osservazioni od opposizioni e la formulazione delle
controdeduzioni.
f) – eventuali modifiche al PUC allorquando adottato, derivante dalle prescrizioni dei verbali della
Conferenza di Servizi eventualmente convocata dal Presidente della Provincia di Salerno nel caso in cui
l’esito della verifica di competenza provinciale fosse negativa.
Con l’art 2 dell’Atto Aggiuntivo si è sancito che il Puc verrà predisposto in due fasi, la prima avente ad
oggetto la Relazione di Programma, la seconda il Progetto del PUC; il Regolamento Urbanistico ed Edilizio
Comunale; la VAS, con annesse NTA e primo atto triennale di programmazione degli interventi.
L’intero procedimento di formazione del PUC e del RUEC sarà curato di concerto con la Commissione
Consiliare per il PUC, istituita con deliberazione di C.C. n. 35 del 30/08/2007, tenendo presente che il
PUC non può discostarsi dai contenuti di cui alla deliberazione di C.C. n. 49 del 28/09/2007, e dovrà
perseguire congruità con gli Indirizzi . deliberati nel Luglio 2008 dal Consiglio Comunale con atto n. 65 del
2008 e n. 17 del 2009.
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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, rielaborazione Gennaio 2010……………………….Presentazione/ XIII
La redazione del progetto di Piano Urbanistico Comunale – PUC – si baserà sulla ricognizione, sulla
sintesi e sulle proposte elaborate di concerto con la Giunta Comunale, come esposte dettagliatamente nella
“Relazione Programmatica”.
L’Atto Aggiuntivo configura approdo condiviso di laborioso dialogo, svoltosi nel corso del 2008 e del
2009. Al 2008 va ricondotta la ripresa di attività avviata fin dal 2002 (Febbraio); le audizioni svolte in
applicazione delle disposizioni regionali (Aprle-Maggio) ; la specificazione di Indirizzi enunciati dal
Consiglio Comunale (Luglio), la presentazione della Relazione Programmatica (Ottobre); gli approfondimenti
delle proposizioni nella stessa enunciate. Al 2009 va ricondotta la presa d’atto enunciata dal Consiglio e dalla
Giunta Comunale, con sollecitazione alla riformulazione della Relazione Programmatica (Marzo); la
comunicazione allo scrivente della suddetta presa d’atto (Luglio). Il dialogo successivamente svoltosi ha
consentito di delineare percorso mirato al superamento di contraddizioni interpretative di enunciati
programmatici (Settembre- Dicembre).
Pertanto, sulla base di quanto già elaborato attraverso le avvenute consultazioni, gli Indirizzi dettati dal
Consiglio Comunale nel Luglio 2008; l’esame svolto dal Consiglio Comunale e dalla Giunta della proposta
di R.P. trasmessa dal progettista nell’Ottobre 2008; gli elaborati ricognitivi redatti nella scala 1.10.000
allegati alla R.P. 2008 (Capitolo Primo); le deduzioni del Consiglio Comunale e della Giunta assunte nel
Marzo 2009; le motivazioni esposte dallo scrivente; la modalità condivisa di riesame delle previsioni
insediative e normative proposte; si è riformulata la Relazione Programmatica, che si trasmette in
conformità al cronoprogramma concordato attraverso l’Atto Aggiuntivo. Conclusa la formazione condivisa
della Relazione di Programma, si potrà procedere speditamente con la specificazione del Progetto di Puc,
dell’allegato Regolamento Urbanistico ed Edilizio Comunale, della valutazione ambientale strategica di cui
all’Art. 47 della L.R. n. 16/2004, VAS, del primo atto di programmazione degli interventi contemplati nel Puc.
Con l’Atto Aggiuntivo si è altresì sancito che, qualora l’Amministrazione non condivida in tutto o in
parte le “elaborazioni ricognitive” dei caratteri del territorio, graficizzate nella scala 1/10.000, ed illustrate nel
Primo Capitolo della Relazione Programmatica (A – II Sistema Istituzionale; B – II Patrimonio culturale; C -
II Sistema Insediativo; D – 11 Sistema Ambientale : La Rete Ecologica) provvederà alla loro rielaborazione
impegnando allo scopo proprie strutture tecniche. In mancanza si ritengono condivisi i suddetti elaborati.
Si sono confermati con l’Atto Aggiuntivo gli impegni già assunti dall’Amministrazione Comunale
concernenti:
a) la redazione di cartografia numerica aggiornata;
b) l’istituzione di Ufficio di Piano;
c) la predisposizione, attraverso l’azione dei propri Uffici e nei tempi compatibili con la formazione
del Puc, della “rappresentazione su base cartografica aggiornata al 2008″ dei seguenti elaborati del
tipo C-ISR.2-n, correlati a schede dimensionali
- le attrezzature e le aree pubbliche, aggiornate;
- inventario e localizzazione delle strutture ricettivo-turistiche esistenti;
- individuazione delle aree ove sono localizzati edifici dismessi, con indicazione del
precedente utilizzo;
- delimitazione del centro storico;
- perimctrazione del centro abitato, ai fini della circolazione stradale;
- perimetrazione dèi centro edificato;
- ubicazione delle attrezzature religiose;
- tracciato e caratteristiche degli elettrodotti esistenti;
- la volumetria di edilizia residenziale, industriale, commerciale e agricola già
realizzata che sia stata già condonata, o per la quale l’UTC abbia attestato la legittima
condonabilità;
- perimetrazione, consistenza e caratteri degli insediamenti abusivi ( legge 16/2004).
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2. – Elaborati partecipi della Relazione Programmatica rielaborata
L’attività ricognitiva svoltasi configura allegato della Relazione Programmatica.
Si sono definiti i seguenti Quadri Cartografici, rappresentati nella scala 1/10.000 o maggiore, allegati
della Relazione Programmatica.
STATO ATTUALE ( i quadri cartografici di riferimento critico conoscitivo e valutativo sono riportati nella
Relazione; quelli di contenuto specialistico costituiscono allegati tecnici di specifica configurazione)
A – IL SISTEMA ISTITUZIONALE:
- A 1 – Inquadramento territoriale; scala sintetica
- A2 – Stato attuale di diritto dei suoli: a) nel previgente Prg, inquadramento generale; b) nel piano
dell’Autorità di Bacino del Sele; b) nel Ptcp della Provincia di Salerno; c) nel piano del parco del Cilento;
d) nei siti di interesse comunitario; e) nei siti “Unesco”. Rappresentazione: scala 1/10.000.
B – IL PATRIMONIO CULTURALE
- B.1 Patrimonio culturale di interesse paesaggistico, territori oggetto di limitazioni ricognitive,
rappresentazione di perimetri, nella scala 1/20.000;
- B.2 Beni storici, archeologici ed architettonici, insediamento storico; beni paesaggistici, oggetto di
tutela, siti di interesse comunitario, siti Unisco. Perimetrazione, classificazione. Rappresentazione: scala
1/10.000. Le unità di paesaggio conseguenti da interpretazione della configurazione e della
conformazione degli elementi antropici e naturali; rappresentazione su base topografica in differenziate
scale metriche.
C – IL SISTEMA INSEDIATIVO
- ISR ,1-n, insediamento storico e recente, ad utilizzazione prevalentemente abitativa o specialistica, come
invariante di politiche pubbliche di conservazione, recupero, riqualificazione. Rappresentazione:
scala 1/10.000..
- Connotati della struttura insediativa multipolare della popolazione e delle attività insediate.
La rappresentazione aggregata dei caratteri del sistema insediativo si è avvalsa della restituzione
provvisoria dell’aggiornamento della originale cartografia numerica restituita su base topografica, fatto
predisporre dall’Amministrazione comunale; nonché di informazioni predisposte dall’Ufficio comunale di
Piano insediato dall’Amministrazione, diretto dall’ing Carmine Greco, nel corso della redazione di
elaborati tematici, da ultimare nella fase di redazione del progetto definitivo di Puc in ottemperanza alle
disposizioni della Deliberazione della GR n. 834/2007, concernenti:
- ISR.a: localizzazione, perimetrazione areale, e caratteri delle attrezzature ed aree pubbliche;
- ISR.b: localizzazione, p erimetrazione areale, e caratteri delle attrezzature scolastiche, e sanitarie;
- ISR.c: inventario e localizzazione, caratteri delle strutture ricettivo turistiche esistenti;
- ISR.d: individuazione delle aree ove sono localizzati edifici dismessi, con indicazione del precedente
utilizzo;
- ISR.e: delimitazione del Centro Storico, come sancita nel previgente Prg;
- ISR.f: perimetrazione del centro abitato, ai fini della circolazione stradale;
- ISR.g:: perimetrazione del centro edificato;
- ISR.h: ubicazione delle attrezzature religiose;
- ISR.i: tracciato e caratteristiche degli elettrodotti esistenti;
- ISR.l: volumetria di edilizia residenziale, industriale, commerciale e agricola realizzata già
condonata, o per la quale l’Ufficio Tecnico Comunale ha attestato la legittima condonabilità;
- ISR.m: perimetrazione, consistenza, e caratteri di uso degli insediamenti abusivi (LR 22 Dicembre
2004, n. 16, art. 23. comma3); e delle unità urbanistiche o immobiliari non suscettibili di sanatoria
(LR 22 Dicembre 2004, n. 16, art. 23, comma 6).
I suddetti elaborati tematici non vengono allegati.
D – IL SISTEMA AMBIENTALE : la “RETE ECOLOGICA”
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SA – Elementi partecipi della rete ecologica comunale, dedotti dalle caratteristiche dei suoli;
rappresentazione: scala 1/10.000. La rappresentazione aggregata dei caratteri della rete si è avvalsa
degli elaborati tematici concernenti il “rischio”, ovvero della carta di zonazione in prospettiva
sismica, rappresentazione nella scala 1/5.000; della zonazione acustica del territorio comunale,
rappresentazione: scala 1/5.000; del rischio idrogeologico e da frana; rappresentazione nella scala
1/10.000 ed 1/5.000. I suddetti elaborati tematici non vengono allegati, ma agli stessi rimanda la carta
restituiva dei caratteri della rete, allegato della Relazione Programmatica.
PROPOSTA DI PROGRAMMA , illustrata nel Capitolo Terzo della Relazione di testo, e rappresentata
nell’Elaborato P, scala 1/10.000.
R E L A Z I O N E D I T E S T O , articolata in:
Presentazione.
Capitolo Primo : L’attività ricognitiva concernente i caratteri plurimi del territorio comunale,
naturali, antropici, culturali. I caratteri della base economica comunale;
Capitolo Secondo: Il dimensionamento programmatico del Piano Urbanistico Generale.
Capitolo Terzo: Il programma per la forma della struttura territoriale.
Capitolo Quarto : Criteri di Piano: Istituti ed Edificabilità
Capitolo Quinto : Proposta di Norme Tecniche di Attuazione, seconda redazione.
La proposta di zonazione si correla pertanto alle NTA, Norme Tecniche di Attuazione, la cui stesura
rielaborata si riporta nel Capitolo Quinto del presente testo.
Con i suddetti contenuti la Relazione Programmatica può esplicitare i massimi benefici nel promuovere
accuratezza nella temporalizzazione della formazione del Puc.
In conformità all’Atto Aggiuntivo, la Relazione definisce con accuratezza i contenuti programmatici del
futuro Puc. Si è teso a tale obiettivo con lo scopo di destinare i futuri impegni alla verifica dimensionale e
della struttura di forma di quanto specificato nella forma di struttura.
Le verifiche che verranno svolte nel corso dei successivi impegni potranno comportare integrazioni e
modifiche a quanto esposto.
Ai sensi della Convenzione, la Giunta comunale, avendo preso atto dell’elaborazione e della proposta,
potrà esplicitare integrazioni o modifiche motivate volte ad indirizzare le successive elaborazioni, nel
rispetto della temporalizzazione assunta nell’Atto Aggiuntivo.
3. Contenuto della Relazione Programmatica Rielaborata
La riformulazione della Relazione Programmatica, esposta nei successivi Capitoli, ha assunto quale
traccia narrativa i temi obiettivo proposti dal Consiglio Comunale nel delineare gli “Indirizzi Programmatici”;
nella forma elaborativa ha ricalcato il testo di Relazione trasmessa nell’Ottobre 2008; nella proposizione
precettiva ha integrato la rappresentazione grafica attraverso l’Elaborato del tipo P, coinvolgente l’intero
territorio comunale, e pertanto articolato in due tavole proposte nella scala 1/10.000.
Nel primo tomo del Capitolo Primo, partecipe della Parte Prima, si illustrano i quattro fondamentali
elaborati esito della ricognizione, che, rappresentati su base cartografica nella scala 1/10.000, specificano i
connotati istituzionali, naturali, antropici ed infrastrutturali caratterizzanti il territorio comunale. Attraverso la
rielaborazione si sono aggiornati i contenuti, con riferimento alla sopravvenuta maturazione delle proposizioni
annunciate dalla Provincia di Salerno attraverso il Piano Territoriale Provinciale, pervenuto nel 2009 alla
stesura definitiva. Nel secondo tomo del Capitolo Primo si illustrano i caratteri della base economica locale.
Attraverso il Capitolo si promuove una complessiva rappresentazione dello stato di fatto che si riscontra nel
comune.
Nel Capitolo Secondo si illustra il dimensionamento programmatico cui ricondurre le deduzioni
progettuali del Pc. Le verifiche conseguenti alle densità territoriali definite nella riformulazione delle Norme
Tecniche di Attuazione, e la stima dei presumibili effetti della legislazione varata dalla Regione Campania
incentivante l’economia del recupero edilizio, hanno consentito una più accurata stima programmatica del
fabbisogno areale, con riduzione degli impegni dichiarati nella Relazione trasmessa nell’Ottobre 2008.
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Nel Capitolo Terzo si illustrano le deduzioni progettuali di incidenza spaziale. Nel Capitolo si
commentano i contenuti di programma, esponendo i criteri cui si ha intenzione di ricondurre la progettazione
della parte della città di recente formazione ove si evincono conflitti con la stratificazione di valori culturali e
testimoniali, da cui trarre ispirazione nel definire azioni di valorizzazione e modernizzazione; nonchè i criteri
cui si ha intenzione di ricondurre la progettazione dei sistemi, archeologico ambientale, insediativo,
produttivo, di mobilità, di spazi pubblici aperti ed edificati per attrezzature collettive.
Gli approfondimenti svolti hanno consentito l’aggiornamento delle precedenti proposizioni , con
riferimento ai suddetti temi obiettivo.
I temi progetto vengono descritti ed illustrati attraverso rappresentazione grafica proposta
nell’Elaborato P, redatto nella scala 1/10.000, ritenuta idonea a comunicare l’intenzionalità progettuale.
Il Capitolo Quarto esplicita la forma di piano, e valutazioni concernenti l’edificabilità dei suoli che si è
ritenuto ammissibili all’uso urbano attraverso le trasformazioni urbanistiche indicate dal Puc.
Il Capitolo Quinto restituisce la forma degli istituti giuridici che si ritiene vadano assunti nella
formazione del Puc, con riferimento alle disposizioni di cui alla LR 22 Dicembre 2004, n. 16, allo standard,
alla classificazione zonale, al ruolo da attribuire ai comparti di cui agli art.li 33-34 della LR nella formazione
del Puc. Si sono rielaborate le proposizioni concernenti le Norme Tecniche di Attuazione, attraverso le quali
si specifica la forma giuridica del piano urbanistico comunale, riformulando la precedente trattazione.
Attraverso l’articolazione in cinque Titoli si è teso a ricalcare l’ordinamento narrativo che si riscontra nelle
NTA del vigente Prg.
Nella redazione del progetto di Puc si farà riferimento alla proposta di Norme di Attuazione, ma non si
ricalcherà la struttura espositiva della presente proposta. La forma organizzativa della complessiva
regolamentazione dovrà conformarsi alle disposizioni dettate dalla LR n. 16 del 2004, ed alle Linee Guida per
l’elaborazione dei piani urbanistici comunali dettate dalla Provincia di Salerno, in applicazione della
divulgata proposta definitiva di Piano Territoriale Provinciale sopravvenuta nel 2009.
Sulla base dei contenuti dell’art. 3 della LR n. 16 del 22 Dicembre 2004, l’interpretazione affermatasi
attraverso il Piano Territoriale Provinciale ravvisa nel Puc tre differenziati contenuti. Il Puc si connota
attraverso “disposizioni strutturali”, valide a tempo indeterminato, che si ritiene non abbiano efficacia
conformativa di diritti proprietari; disposizioni programmatiche dettate dagli Atti di Programmazione, aventi
ad oggetto il programma concernente le trasformazioni urbanistiche da attuare nel triennio, le cui risultanze si
ritiene abbiano efficacia conformativa di diritti proprietari; ed infine disposizioni regolamentative degli
interventi di riqualificazione e mantenimento effettuabili sul patrimonio edilizio esistente attraverso
attuazione diretta, da definire attraverso il Regolamento Urbanistico ed Edilizio.
Le Norme di attuazione del Ptcp, non efficaci non risultando tuttora adottato ed approvato il Piano,
richiedono altresì ai comuni la specificazione di “disposizioni programmatiche” di validità quinquennale,
volte ad inquadrare gli Atti di Programmazione.
La formazione del Puc contempla altresì la redazione del Regolamento Urbanistico ed Edilizio, e la
progettazione del primo Atto di Programmazione degli interventi comportanti trasformazione urbanistica,
corredato da specifica Normativa Tecnica.
Al Regolamento Urbanistico ed Edilizio dovrà pertanto fare riferimento la regolamentazione degli
interventi di riqualificazione e mantenimento del patrimonio edilizio esistente resi ammissibili, non
comportanti trasformazione urbanistica. Nella presente proposta le suddette disposizioni partecipano della
disciplina delle zone territoriali omogenee del tipo A, B, ed E.
Le regolamentazione degli interventi comportanti trasformazione urbanistica sarà definita nelle Norme
Tecniche di Attuazione del Puc, sulla base delle procedure concernenti l’attuazione differita attraverso la
disciplina dei comparti di trasformazione narrata nella proposta di Normativa Tecnica di cui al Capitolo
Quinto. La disciplina di attuazione di specifiche trasformazioni da attuare attraverso comparti verrà
ulteriormente approfondita attraverso le Norme Tecniche concernenti il primo Atto di Programmazione
allegato al Puc, con riferimento all’articolazione funzionale e tipo morfologica.

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Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),Relazione Programmatica per la formazione del Puc, rielaborazione Gennaio 2010……………………….Presentazione/ XII- P R E S E N T A Z I O N E -_____________________________________________________________________________________1 – L’attivitàIn data 28 Dicembre 2009 tra l’Amministrazione Comunale di Capaccio Paestum, rappresentata dalResponsabile del Settore III ing Carmine Greco, e lo scrivente si è stipulato Atto Aggiuntivo allaConvenzione prot. n. 5497 del 08/02/2008 di incarico, per l’aggiornamento e per il completamento delredigendo Puc e Ruec, uniformato alla LR 22 Dicembre 2004, n. 16, “Norme per il governo del territorio”.L’Atto aggiuntivo integra e sostituisce a tutti gli effetti quanto convenuto con la Convenzione delFebbraio 2008.L.’incarico conferito contempla:a) — la riformulazione, sulla scorta delle direttive comunali, della Relazione Programmatica., da sottoporre alvaglio dell’Amministrazione, nonché i seguenti adempimenti:a – il commento dei Piani di contenuto territoriale sulla scorta delle direttive dell’Amministrazionecomunale.b – il coordinamento prestato allo svolgimento delle analisi conoscitive necessarie ad ottemperare alledisposizioni di cui alla deliberazione di G.R. n. 834/2007, che l’Amministrazione ritiene di poterpredisporre avvalendosi dell’Ufficio Tecnico Comunale a mezzo di un gruppo di lavoro esterno.e – l’adeguata formalizzazione degli elementi conoscitivi, attraverso sintesi interpretativadelle contraddizioni fondanti l’istanza di progetto.b) – la progettazione del Piano Urbanistico Comunale, PUC, dedotto dalla suddetta RelazioneProgrammatica, con specificazione della disciplina di tutela ed uso del suolo sancita attraverso zonazioneurbanistica, comparti ed ambiti, e correlate norme tecniche, da redigere in conformità alla L.R. 22Dicembre 2004, n. 16, “Norme per il governo del territorio”.b.l) – La specificazione nell’ambito delle norme tecniche dei “sistemi di attuazione della pianificazioneurbanistica” in conformità al Capo V della L.R. n. 16/2004, con riferimento alla disciplina dei “comparti” ditrasformazione, articolati in “ambiti, edificati e non”; la definizione degli atti pluriennali di programmazionedegli interventi, comportanti la definizione morfologica degli stessi con ruolo di indirizzo normativo; e laspecificazione del primo atto triennale di programmazione degli interventi conforme alle disposizioni di cuiall’art 25, paragrafo 7. della a L.R. n. 16/2004.c) – la redazione del “Regolamento Urbanistico ed Edilizio Comunale” (RUEC), cui si demanda laregolamentazione dell’azione sul patrimonio edilizio esistente, nonché la regolamentazione ediliziaconsueta coordinata col PUC.d) – la redazione della Valutazione Ambientale Strategica, di cui all’art. 47 della citata L.R. 16/2004, edeventuali sue integrazioni fino alla definitiva approvazione da parte della Regione.e) – a seguito della pubblicazione del PUC, l’esame delle osservazioni od opposizioni e la formulazione dellecontrodeduzioni.f) – eventuali modifiche al PUC allorquando adottato, derivante dalle prescrizioni dei verbali dellaConferenza di Servizi eventualmente convocata dal Presidente della Provincia di Salerno nel caso in cuil’esito della verifica di competenza provinciale fosse negativa.Con l’art 2 dell’Atto Aggiuntivo si è sancito che il Puc verrà predisposto in due fasi, la prima avente adoggetto la Relazione di Programma, la seconda il Progetto del PUC; il Regolamento Urbanistico ed EdilizioComunale; la VAS, con annesse NTA e primo atto triennale di programmazione degli interventi.L’intero procedimento di formazione del PUC e del RUEC sarà curato di concerto con la CommissioneConsiliare per il PUC, istituita con deliberazione di C.C. n. 35 del 30/08/2007, tenendo presente che ilPUC non può discostarsi dai contenuti di cui alla deliberazione di C.C. n. 49 del 28/09/2007, e dovràperseguire congruità con gli Indirizzi . deliberati nel Luglio 2008 dal Consiglio Comunale con atto n. 65 del2008 e n. 17 del 2009.________________________________________________________________________________prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),Relazione Programmatica per la formazione del Puc, rielaborazione Gennaio 2010……………………….Presentazione/ XIIILa redazione del progetto di Piano Urbanistico Comunale – PUC – si baserà sulla ricognizione, sullasintesi e sulle proposte elaborate di concerto con la Giunta Comunale, come esposte dettagliatamente nella”Relazione Programmatica”.L’Atto Aggiuntivo configura approdo condiviso di laborioso dialogo, svoltosi nel corso del 2008 e del2009. Al 2008 va ricondotta la ripresa di attività avviata fin dal 2002 (Febbraio); le audizioni svolte inapplicazione delle disposizioni regionali (Aprle-Maggio) ; la specificazione di Indirizzi enunciati dalConsiglio Comunale (Luglio), la presentazione della Relazione Programmatica (Ottobre); gli approfondimentidelle proposizioni nella stessa enunciate. Al 2009 va ricondotta la presa d’atto enunciata dal Consiglio e dallaGiunta Comunale, con sollecitazione alla riformulazione della Relazione Programmatica (Marzo); lacomunicazione allo scrivente della suddetta presa d’atto (Luglio). Il dialogo successivamente svoltosi haconsentito di delineare percorso mirato al superamento di contraddizioni interpretative di enunciatiprogrammatici (Settembre- Dicembre).Pertanto, sulla base di quanto già elaborato attraverso le avvenute consultazioni, gli Indirizzi dettati dalConsiglio Comunale nel Luglio 2008; l’esame svolto dal Consiglio Comunale e dalla Giunta della propostadi R.P. trasmessa dal progettista nell’Ottobre 2008; gli elaborati ricognitivi redatti nella scala 1.10.000allegati alla R.P. 2008 (Capitolo Primo); le deduzioni del Consiglio Comunale e della Giunta assunte nelMarzo 2009; le motivazioni esposte dallo scrivente; la modalità condivisa di riesame delle previsioniinsediative e normative proposte; si è riformulata la Relazione Programmatica, che si trasmette inconformità al cronoprogramma concordato attraverso l’Atto Aggiuntivo. Conclusa la formazione condivisadella Relazione di Programma, si potrà procedere speditamente con la specificazione del Progetto di Puc,dell’allegato Regolamento Urbanistico ed Edilizio Comunale, della valutazione ambientale strategica di cuiall’Art. 47 della L.R. n. 16/2004, VAS, del primo atto di programmazione degli interventi contemplati nel Puc.Con l’Atto Aggiuntivo si è altresì sancito che, qualora l’Amministrazione non condivida in tutto o inparte le “elaborazioni ricognitive” dei caratteri del territorio, graficizzate nella scala 1/10.000, ed illustrate nelPrimo Capitolo della Relazione Programmatica (A – II Sistema Istituzionale; B – II Patrimonio culturale; C -II Sistema Insediativo; D – 11 Sistema Ambientale : La Rete Ecologica) provvederà alla loro rielaborazioneimpegnando allo scopo proprie strutture tecniche. In mancanza si ritengono condivisi i suddetti elaborati.Si sono confermati con l’Atto Aggiuntivo gli impegni già assunti dall’Amministrazione Comunaleconcernenti:a) la redazione di cartografia numerica aggiornata;b) l’istituzione di Ufficio di Piano;c) la predisposizione, attraverso l’azione dei propri Uffici e nei tempi compatibili con la formazionedel Puc, della “rappresentazione su base cartografica aggiornata al 2008″ dei seguenti elaborati deltipo C-ISR.2-n, correlati a schede dimensionali- le attrezzature e le aree pubbliche, aggiornate;- inventario e localizzazione delle strutture ricettivo-turistiche esistenti;- individuazione delle aree ove sono localizzati edifici dismessi, con indicazione delprecedente utilizzo;- delimitazione del centro storico;- perimctrazione del centro abitato, ai fini della circolazione stradale;- perimetrazione dèi centro edificato;- ubicazione delle attrezzature religiose;- tracciato e caratteristiche degli elettrodotti esistenti;- la volumetria di edilizia residenziale, industriale, commerciale e agricola giàrealizzata che sia stata già condonata, o per la quale l’UTC abbia attestato la legittimacondonabilità;- perimetrazione, consistenza e caratteri degli insediamenti abusivi ( legge 16/2004).________________________________________________________________________________prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),Relazione Programmatica per la formazione del Puc, rielaborazione Gennaio 2010……………………….Presentazione/ XIV2. – Elaborati partecipi della Relazione Programmatica rielaborataL’attività ricognitiva svoltasi configura allegato della Relazione Programmatica.Si sono definiti i seguenti Quadri Cartografici, rappresentati nella scala 1/10.000 o maggiore, allegatidella Relazione Programmatica.STATO ATTUALE ( i quadri cartografici di riferimento critico conoscitivo e valutativo sono riportati nellaRelazione; quelli di contenuto specialistico costituiscono allegati tecnici di specifica configurazione)A – IL SISTEMA ISTITUZIONALE:- A 1 – Inquadramento territoriale; scala sintetica- A2 – Stato attuale di diritto dei suoli: a) nel previgente Prg, inquadramento generale; b) nel pianodell’Autorità di Bacino del Sele; b) nel Ptcp della Provincia di Salerno; c) nel piano del parco del Cilento;d) nei siti di interesse comunitario; e) nei siti “Unesco”. Rappresentazione: scala 1/10.000.B – IL PATRIMONIO CULTURALE- B.1 Patrimonio culturale di interesse paesaggistico, territori oggetto di limitazioni ricognitive,rappresentazione di perimetri, nella scala 1/20.000;- B.2 Beni storici, archeologici ed architettonici, insediamento storico; beni paesaggistici, oggetto ditutela, siti di interesse comunitario, siti Unisco. Perimetrazione, classificazione. Rappresentazione: scala1/10.000. Le unità di paesaggio conseguenti da interpretazione della configurazione e dellaconformazione degli elementi antropici e naturali; rappresentazione su base topografica in differenziatescale metriche.C – IL SISTEMA INSEDIATIVO- ISR ,1-n, insediamento storico e recente, ad utilizzazione prevalentemente abitativa o specialistica, comeinvariante di politiche pubbliche di conservazione, recupero, riqualificazione. Rappresentazione:scala 1/10.000..- Connotati della struttura insediativa multipolare della popolazione e delle attività insediate.La rappresentazione aggregata dei caratteri del sistema insediativo si è avvalsa della restituzioneprovvisoria dell’aggiornamento della originale cartografia numerica restituita su base topografica, fattopredisporre dall’Amministrazione comunale; nonché di informazioni predisposte dall’Ufficio comunale diPiano insediato dall’Amministrazione, diretto dall’ing Carmine Greco, nel corso della redazione dielaborati tematici, da ultimare nella fase di redazione del progetto definitivo di Puc in ottemperanza alledisposizioni della Deliberazione della GR n. 834/2007, concernenti:- ISR.a: localizzazione, perimetrazione areale, e caratteri delle attrezzature ed aree pubbliche;- ISR.b: localizzazione, p erimetrazione areale, e caratteri delle attrezzature scolastiche, e sanitarie;- ISR.c: inventario e localizzazione, caratteri delle strutture ricettivo turistiche esistenti;- ISR.d: individuazione delle aree ove sono localizzati edifici dismessi, con indicazione del precedenteutilizzo;- ISR.e: delimitazione del Centro Storico, come sancita nel previgente Prg;- ISR.f: perimetrazione del centro abitato, ai fini della circolazione stradale;- ISR.g:: perimetrazione del centro edificato;- ISR.h: ubicazione delle attrezzature religiose;- ISR.i: tracciato e caratteristiche degli elettrodotti esistenti;- ISR.l: volumetria di edilizia residenziale, industriale, commerciale e agricola realizzata giàcondonata, o per la quale l’Ufficio Tecnico Comunale ha attestato la legittima condonabilità;- ISR.m: perimetrazione, consistenza, e caratteri di uso degli insediamenti abusivi (LR 22 Dicembre2004, n. 16, art. 23. comma3); e delle unità urbanistiche o immobiliari non suscettibili di sanatoria(LR 22 Dicembre 2004, n. 16, art. 23, comma 6).I suddetti elaborati tematici non vengono allegati.D – IL SISTEMA AMBIENTALE : la “RETE ECOLOGICA”________________________________________________________________________________prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),Relazione Programmatica per la formazione del Puc, rielaborazione Gennaio 2010……………………….Presentazione/ XVSA – Elementi partecipi della rete ecologica comunale, dedotti dalle caratteristiche dei suoli;rappresentazione: scala 1/10.000. La rappresentazione aggregata dei caratteri della rete si è avvalsadegli elaborati tematici concernenti il “rischio”, ovvero della carta di zonazione in prospettivasismica, rappresentazione nella scala 1/5.000; della zonazione acustica del territorio comunale,rappresentazione: scala 1/5.000; del rischio idrogeologico e da frana; rappresentazione nella scala1/10.000 ed 1/5.000. I suddetti elaborati tematici non vengono allegati, ma agli stessi rimanda la cartarestituiva dei caratteri della rete, allegato della Relazione Programmatica.PROPOSTA DI PROGRAMMA , illustrata nel Capitolo Terzo della Relazione di testo, e rappresentatanell’Elaborato P, scala 1/10.000.R E L A Z I O N E D I T E S T O , articolata in:Presentazione.Capitolo Primo : L’attività ricognitiva concernente i caratteri plurimi del territorio comunale,naturali, antropici, culturali. I caratteri della base economica comunale;Capitolo Secondo: Il dimensionamento programmatico del Piano Urbanistico Generale.Capitolo Terzo: Il programma per la forma della struttura territoriale.Capitolo Quarto : Criteri di Piano: Istituti ed EdificabilitàCapitolo Quinto : Proposta di Norme Tecniche di Attuazione, seconda redazione.La proposta di zonazione si correla pertanto alle NTA, Norme Tecniche di Attuazione, la cui stesurarielaborata si riporta nel Capitolo Quinto del presente testo.Con i suddetti contenuti la Relazione Programmatica può esplicitare i massimi benefici nel promuovereaccuratezza nella temporalizzazione della formazione del Puc.In conformità all’Atto Aggiuntivo, la Relazione definisce con accuratezza i contenuti programmatici delfuturo Puc. Si è teso a tale obiettivo con lo scopo di destinare i futuri impegni alla verifica dimensionale edella struttura di forma di quanto specificato nella forma di struttura.Le verifiche che verranno svolte nel corso dei successivi impegni potranno comportare integrazioni emodifiche a quanto esposto.Ai sensi della Convenzione, la Giunta comunale, avendo preso atto dell’elaborazione e della proposta,potrà esplicitare integrazioni o modifiche motivate volte ad indirizzare le successive elaborazioni, nelrispetto della temporalizzazione assunta nell’Atto Aggiuntivo.3. Contenuto della Relazione Programmatica RielaborataLa riformulazione della Relazione Programmatica, esposta nei successivi Capitoli, ha assunto qualetraccia narrativa i temi obiettivo proposti dal Consiglio Comunale nel delineare gli “Indirizzi Programmatici”;nella forma elaborativa ha ricalcato il testo di Relazione trasmessa nell’Ottobre 2008; nella proposizioneprecettiva ha integrato la rappresentazione grafica attraverso l’Elaborato del tipo P, coinvolgente l’interoterritorio comunale, e pertanto articolato in due tavole proposte nella scala 1/10.000.Nel primo tomo del Capitolo Primo, partecipe della Parte Prima, si illustrano i quattro fondamentalielaborati esito della ricognizione, che, rappresentati su base cartografica nella scala 1/10.000, specificano iconnotati istituzionali, naturali, antropici ed infrastrutturali caratterizzanti il territorio comunale. Attraverso larielaborazione si sono aggiornati i contenuti, con riferimento alla sopravvenuta maturazione delle proposizioniannunciate dalla Provincia di Salerno attraverso il Piano Territoriale Provinciale, pervenuto nel 2009 allastesura definitiva. Nel secondo tomo del Capitolo Primo si illustrano i caratteri della base economica locale.Attraverso il Capitolo si promuove una complessiva rappresentazione dello stato di fatto che si riscontra nelcomune.Nel Capitolo Secondo si illustra il dimensionamento programmatico cui ricondurre le deduzioniprogettuali del Pc. Le verifiche conseguenti alle densità territoriali definite nella riformulazione delle NormeTecniche di Attuazione, e la stima dei presumibili effetti della legislazione varata dalla Regione Campaniaincentivante l’economia del recupero edilizio, hanno consentito una più accurata stima programmatica delfabbisogno areale, con riduzione degli impegni dichiarati nella Relazione trasmessa nell’Ottobre 2008.________________________________________________________________________________prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),Relazione Programmatica per la formazione del Puc, rielaborazione Gennaio 2010……………………….Presentazione/ XVINel Capitolo Terzo si illustrano le deduzioni progettuali di incidenza spaziale. Nel Capitolo sicommentano i contenuti di programma, esponendo i criteri cui si ha intenzione di ricondurre la progettazionedella parte della città di recente formazione ove si evincono conflitti con la stratificazione di valori culturali etestimoniali, da cui trarre ispirazione nel definire azioni di valorizzazione e modernizzazione; nonchè i critericui si ha intenzione di ricondurre la progettazione dei sistemi, archeologico ambientale, insediativo,produttivo, di mobilità, di spazi pubblici aperti ed edificati per attrezzature collettive.Gli approfondimenti svolti hanno consentito l’aggiornamento delle precedenti proposizioni , conriferimento ai suddetti temi obiettivo.I temi progetto vengono descritti ed illustrati attraverso rappresentazione grafica propostanell’Elaborato P, redatto nella scala 1/10.000, ritenuta idonea a comunicare l’intenzionalità progettuale.Il Capitolo Quarto esplicita la forma di piano, e valutazioni concernenti l’edificabilità dei suoli che si èritenuto ammissibili all’uso urbano attraverso le trasformazioni urbanistiche indicate dal Puc.Il Capitolo Quinto restituisce la forma degli istituti giuridici che si ritiene vadano assunti nellaformazione del Puc, con riferimento alle disposizioni di cui alla LR 22 Dicembre 2004, n. 16, allo standard,alla classificazione zonale, al ruolo da attribuire ai comparti di cui agli art.li 33-34 della LR nella formazionedel Puc. Si sono rielaborate le proposizioni concernenti le Norme Tecniche di Attuazione, attraverso le qualisi specifica la forma giuridica del piano urbanistico comunale, riformulando la precedente trattazione.Attraverso l’articolazione in cinque Titoli si è teso a ricalcare l’ordinamento narrativo che si riscontra nelleNTA del vigente Prg.Nella redazione del progetto di Puc si farà riferimento alla proposta di Norme di Attuazione, ma non siricalcherà la struttura espositiva della presente proposta. La forma organizzativa della complessivaregolamentazione dovrà conformarsi alle disposizioni dettate dalla LR n. 16 del 2004, ed alle Linee Guida perl’elaborazione dei piani urbanistici comunali dettate dalla Provincia di Salerno, in applicazione delladivulgata proposta definitiva di Piano Territoriale Provinciale sopravvenuta nel 2009.Sulla base dei contenuti dell’art. 3 della LR n. 16 del 22 Dicembre 2004, l’interpretazione affermatasiattraverso il Piano Territoriale Provinciale ravvisa nel Puc tre differenziati contenuti. Il Puc si connotaattraverso “disposizioni strutturali”, valide a tempo indeterminato, che si ritiene non abbiano efficaciaconformativa di diritti proprietari; disposizioni programmatiche dettate dagli Atti di Programmazione, aventiad oggetto il programma concernente le trasformazioni urbanistiche da attuare nel triennio, le cui risultanze siritiene abbiano efficacia conformativa di diritti proprietari; ed infine disposizioni regolamentative degliinterventi di riqualificazione e mantenimento effettuabili sul patrimonio edilizio esistente attraversoattuazione diretta, da definire attraverso il Regolamento Urbanistico ed Edilizio.Le Norme di attuazione del Ptcp, non efficaci non risultando tuttora adottato ed approvato il Piano,richiedono altresì ai comuni la specificazione di “disposizioni programmatiche” di validità quinquennale,volte ad inquadrare gli Atti di Programmazione.La formazione del Puc contempla altresì la redazione del Regolamento Urbanistico ed Edilizio, e laprogettazione del primo Atto di Programmazione degli interventi comportanti trasformazione urbanistica,corredato da specifica Normativa Tecnica.Al Regolamento Urbanistico ed Edilizio dovrà pertanto fare riferimento la regolamentazione degliinterventi di riqualificazione e mantenimento del patrimonio edilizio esistente resi ammissibili, noncomportanti trasformazione urbanistica. Nella presente proposta le suddette disposizioni partecipano delladisciplina delle zone territoriali omogenee del tipo A, B, ed E.Le regolamentazione degli interventi comportanti trasformazione urbanistica sarà definita nelle NormeTecniche di Attuazione del Puc, sulla base delle procedure concernenti l’attuazione differita attraverso ladisciplina dei comparti di trasformazione narrata nella proposta di Normativa Tecnica di cui al CapitoloQuinto. La disciplina di attuazione di specifiche trasformazioni da attuare attraverso comparti verràulteriormente approfondita attraverso le Norme Tecniche concernenti il primo Atto di Programmazioneallegato al Puc, con riferimento all’articolazione funzionale e tipo morfologica.

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/1

L E P A R T I:

P A R T E P R I M A

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/2

CAPITOLO PRIMO

L’ATTIVITÀ RICOGNITIVA CONCERNENTE I CARATTERI PLURIMI

DEL TERRITORIO COMUNALE, NATURALI, ANTROPICI, CULTURALI

Sommario

TOMO PRIMO : LA SPAZIALITA’ DEI VALORI

1 – Premessa

2 – La specificazione della rappresentazione cartografica

2.1 – Il sistema istituzionale:

A 1 – inquadramento territoriale; scala sintetica

2.1.1 L’ elaborato A1 – inquadramento territoriale

A.1.1 il Piano Territoriale Regionale

A.1.2 il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale

A.2 – stato attuale di diritto dei suoli:

2.1.2 Elaborato cartografico A.2 , stato attuale di diritto dei suoli: a) nel previgente Prg, inquadramento

generale; b) nel piano dell’Autorità di Bacino del Sele; c) nel piano del Parco del Cilento;

d) nei siti di interesse comunitario “Sic”; e) nei siti “Unesco”. Rappresentazione nella scala

1/10.000.

2.2 – Il patrimonio culturale di interesse paesaggistico, storico, archeologico ed architettonico, elaborati cartografici

B.1 – B.2

2.2.1 L’elaborato cartografico B.1, patrimonio culturale di interesse paesaggistico rappresentazione

nella scala 1/10.000

aree sottoposte a vincolo di tutela paesaggistica

aree sottoposte a vincolo funzionale

ulteriori unità areali vincolate

le zone di protezione speciale ed i siti d’interesse comunitario

ulteriori intenzionalità di tutela di beni di insieme

elementi incidenti sul sistema ambientale paesaggistico

2.2.2 – L’elaborato cartografico B.2, il patrimonio culturale di interesse storico-archeologico, rappresentazione

nella scala 1/10.000

complessi archeologici

percorsi di interesse archeologico: pia

immobili isolati di interesse storico situati nel perimetro della z.n. del tipo A.1 di Paestum.

aree di potenziale ritrovamento di materiale archeologico

immobili isolati presenti nel nucleo antico di Capaccio

insediamenti urbani di interesse storico – centro storico

edifici e beni di notevole interesse dichiarato situati nell’insediamento

insediamenti urbani di interesse storico

insediamenti urbani di interesse testimoniale

viabilità storica

immobili isolati di interesse storico

tracciati dei percorsi storici

2.3 – Il sistema insediativo

2.3.1 elaborato C–ISR.1 – insediamento storico e recente, ad utilizzazione prevalentemente abitativa

o specialistica, come invariante di politiche pubbliche di conservazione, recupero, riqualificazione,

rappresentazione nella scala 1/10.000

componenti ed elementi territoriali di interesse storico: l’identità archeologica e storica

dell’insediamento

le “componenti ed elementi territoriali di interesse storico:

– componenti ed elementi territoriali di interesse storico: l’identità archeologica

beni e complessi storici: il complesso archeologico e i siti adiacenti.

beni di integrazione

– “componenti ed elementi territoriali di interesse storico: l’insediamento storico urbano”

nucleo antico

centro storico

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/3

insediamento urbano di interesse storico

insediamento urbano di interesse testimoniale

immobili isolati di interesse storico

viabilità storica

sistema insediativo recente

insediamento recente consolidato

di completamento attraverso integrazione

aree urbane specialistiche

insediamento urbano recente ad impianto compiuto consolidato .

insediamento urbano recente consolidato, con configurazione conseguente da progettazione unitaria.

insediamento urbano recente in ambiente costiero ad uso prevalentemente abitativo per popolazione

non stanziale

insediamento urbano recente di impianto incompiuto

insediamento recente di matrice rururbana

verde privato in insediamento urbano recente

insediamento urbano di impianto incompiuto ricadente in area dichiarata a rischio idraulico

“aree urbane specialistiche”

area urbana specialistica esistente con utilizzazione turistico ricettiva a gestione unitaria e rotazione

d’uso

area urbana specialistica esistente con utilizzazione per la produzione di servizi e di beni

– aree urbane specialistiche a configurazione unitaria”

il sistema degli spazi pubblici

“attrezzature di interesse locale in quanto complementari all’insediamento residenziale”

“di interesse generale”

“interesse generale non normate nella legislazione”

“spazi pubblici per attività, attrezzature ed impianti di interesse generale connessi alla mobilità”

il sistema della mobilità

il sistema ambientale

vegetazione di ruolo paesaggistico

2.3.2 Commento: connotati della struttura insediativa multipolare

2.3.2.1 premessa

2.3.2.2. popolazione e territorio: questioni di metodo, la disaggregazione spaziale.

2.3.2.3 strumenti, finalità e tecniche dell’indagine conoscitiva

2.3.2.3.1 criteri di classificazione

2.3.2.3.2 la base informativa geografica

2.3.2.4, dati generati con processi deduttivi

2.3.3 informazioni organizzate nei quadri statistici

2.3.4 valutazioni sintetiche sulla forma della struttura insediativa

polo insediativo di Capaccio Capoluogo

polo insediativo di Capaccio Scalo

polo insediativo di Rettifilo – Vuccolo di Maiorano

polo insediativo di Licinella

polo insediativo de la Laura

polo insediativo di Ponte Barizzo

polo insediativo di Gromola

polo insediativo di Spinazzo

polo insediativo di Foce Sele

2.3.5 deduzioni

2.4 – Il sistema ambientale : la “rete ecologica”, elaborato S.A,, elementi partecipi della rete ecologica comunale,

dedotti dalle caratteristiche dei suoli; rappresentazione nella scala 1/10.000.

2.4.1 l’elaborato cartografico “d-sa il sistema ambientale: la rete ecologica”

2.4.2 le correlazioni territoriali : la rete ecologica regionale e provinciale

2.4.3 la “rete ecologica comunale di capaccio-paestum”

2.4.4 componenti strutturanti la rete ecologica comunale

2.4.5 componenti complementari e di dettaglio della rete ecologica comunale

2.4.6 le tecnologie per l’ambiente

2.4.7 le instabilità naturali ed il rischio

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/4

2.4.8 criticità di sistema

2.4.9 relazioni con il sistema insediativo

TOMO SECONDO : I CARATTERI DELLA BASE ECONOMICA LOCALE, L’IDENTITA’ SOCIALE, LA

POPOLAZIONE E LE ATTIVITA’

La popolazione e l’evoluzione demografica .

1 La demografia

2 L’evoluzione demografica

3. La struttura della popolazione

4 . La popolazione nelle località

La base economica.

5. La popolazione attiva e non attiva

6. I settori

7. I settori specializzati

7.1 Il settore agricolo

7.2 Il settore turistico

7.3 Il settore terziario

7.4 Il settore industriale

8. Il settore edilizio

9. La consistenza degli spazi pubblici

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/5

TOMO PRIMO : LA SPAZIALITA’ DEI VALORI

1 – Premessa

Nel Capitolo si illustrano i quattro fondamentali elaborati esito della ricognizione effettuata tra il Febbraio

2008 ed il Luglio 2008, che, rappresentati su base cartografica nella scala 1/10.000, specificano i connotati

istituzionali, naturali, antropici ed infrastrutturali caratterizzanti il territorio comunale.

Il Capitolo interpreta il paragrafo 4.1 della Deliberazione del Consiglio Comunale, concernente gli

“Indirizzi incidenti nell’attività ricognitiva concernente i caratteri plurimi del comune, naturali, antropici, culturali”.

La rappresentazione cartografica proposta nei quattro elaborati del tipo S viene sinteticamente commentata,

rimandando per ulteriori approfondimenti alla narrativa proposta nel volume “L’ideazione urbanistica:

La relazione di programma, il caso Capaccio Paestum”.

Nel volume infatti si espone il commento mirato dei rapporti singolari che si ritiene si siano instaurati

tra le caratteristiche dell’ambiente naturale, e le caratteristiche del sistema insediativo antropico ha teso ad individuare

principi, o regole che si impongono all’evidenza attraverso la finalizzazione dell’indagine storico

morfologica. Si ritiene che questi rapporti configurino l’identità dei valori locali.

A tale scopo si è volto lo studio concernente la cartografia storica, il cui ruolo è da evidenziare, con riferimento

alla specificazione di indicatori di coerenza, idonei a fondare la perimetrazione del tessuto urbanistico

che si ritiene di interesse storico – artistico – ambientale.

La specificazione della “identità archeologica del territorio comunale” e del “processo formativo del

tessuto urbanistico” convergono nella procedura assunta per la classificazione degli insediamenti, di interesse

archeologico, o di interesse storico architettonico.

Si espone nel volume la descrittiva dei caratteri di paesaggio, esplorato sulla base della distinzione tra

“conformazione” delle componenti strutturanti l’ambiente naturale, e della “configurazione” della forma sensibile

organizzata attraverso unità di paesaggio; nonchè degli insediamenti recenti, ordinari o specialistici, caratterizzanti

gli agglomerati urbani, che assumono ruolo significativo per le politiche di riqualificazione urbana

ed ambientale.

Si descrive infine l’articolazione dell’esistente struttura insediativa , ed in tale esplorazione si avvale

dei risultati della rilevazione effettuata dall’Istat nel XIV Censimento, nonché di informazioni ottenute dalla

decodificazione della cartografia numerica effettuata attraverso applicazione GIS, deducendo interpretazioni

concernenti la condizione abitativa, gli usi produttivi e gli usi sociali del suolo.

Si promuove infine nel volume il commento di documenti definibili “istituzionali”, legislativi e di

pianificazione, cui il Puc deve ricondursi, con specifico riferimento al previgente Prg, al PTR ed al Ptcp, al

piano stralcio dell’Autorità di Bacino, al piano del Parco Nazionale del Cilento, deducendo valutazioni opportune

ai fini della riformulazione delle finalità e degli obiettivi, cui il Puc dovrà ispirarsi. Si formulano in

questo contesto valutazioni concernenti la pluralità di risorse, e di conseguenza anche i beni di interesse culturale,

e paesistico ambientale.

L’attività ricognitiva svoltasi nel 2008 ha teso ad aggiornare quanto già esposto nel volume, in considerazione

dei cambiamenti sopravvenuti, istituzionali e strutturali. Nel suo insieme, la conoscenza acquisita

attraverso la ricognizione sistematica configura condizione necessaria per la redazione del programma da assumere

nella formazione del Puc, e della Relazione Ambientale che ne dovrà esplicitare i contenuti valutandone

le implicazioni, e pertanto allegato della Relazione Programmatica.

Avvalendosi di conoscenze acquisite attraverso elaborati tematici obbligatori, quali la carta dell’uso

agricolo del suolo; lo studio geologico tecnico dei suoli; il reticolo idrografico; le narrative specifiche dedotte

dalla Deliberazione della GR della Campania n. 834 del Maggio 2007, si sono definiti i seguenti Quadri

Cartografici, rappresentati nella scala 1/10.000 o maggiore, allegati della Relazione Programmatica.

STATO ATTUALE ( i quadri cartografici di riferimento critico conoscitivo e valutativo sono riportati

nella Relazione; quelli di contenuto specialistico costituiscono allegati tecnici di specifica configurazione)

A – IL SISTEMA ISTITUZIONALE:

– A 1 – Inquadramento territoriale; scala sintetica

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/6

A.1.1 Il Piano Territoriale Regionale

A.1.2 Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale

– A2 Stato attuale di diritto dei suoli:

a) nel previgente Prg, inquadramento generale;

b) nel piano dell’Autorità di Bacino del Sele;

c) nel piano del parco del Cilento;

d) nei siti di interesse comunitario;

e) nei siti “Unesco”. Rappresentazione nella scala 1/10.000.

B – IL PATRIMONIO CULTURALE DI INTERESSE PAESAGGISTICO, STORICO,

ARCHEOLOGICO ED ARCHITETTONICO

– B.1, Patrimonio culturale di interesse paesaggistico, territori oggetto di limitazioni ricognitive, rappresentazione

di perimetri, nella scala 1/20.000;

– B.2, Beni storici, archeologici ed architettonici, insediamento storico; beni paesaggistici, oggetto di tutela,

siti di interesse comunitario, siti Unesco. Perimetrazione, classificazione. Rappresentazione nella

scala 1/10.000. Le unità di paesaggio conseguenti da interpretazione della configurazione e della conformazione

degli elementi antropici e naturali; rappresentazione su base topografica in differenziate

scale metriche.

C – IL SISTEMA INSEDIATIVO

– ISR ,1-n, insediamento storico e recente, ad utilizzazione prevalentemente abitativa o specialistica, come invariante

di politiche pubbliche di conservazione, recupero, riqualificazione. Rappresentazione nella

scala 1/10.000; elaborati di dettaglio, rappresentazione nella scala 1/5000.

– Connotati della struttura insediativa multipolare della popolazione e delle attività insediate, usi specialistici,

rappresentazioni in formato testo proposte nella Relazione.

La rappresentazione aggregata dei caratteri del sistema insediativo si è avvalsa degli elaborati tematici

redatti dall’Ufficio di Piano insediato dall’Amministrazione, diretto dall’ing Carmine Greco, concernenti:

– ISR.a: localizzazione, perimetrazione areale, e caratteri delle attrezzature ed aree pubbliche;

– ISR.b: localizzazione, p erimetrazione areale, e caratteri delle attrezzature scolastiche, e sanitarie;

– ISR.c: inventario e localizzazione, caratteri delle strutture ricettivo turistiche esistenti;

– ISR.d: individuazione delle aree ove sono localizzati edifici dismessi, con indicazione del precedente

utilizzo;

– ISR.e: delimitazione del Centro Storico, come sancita nel previgente Prg;

– ISR.f: perimetrazione del centro abitato, ai fini della circolazione stradale;

– ISR.g:: perimetrazione del centro edificato;

– ISR.h: ubicazione delle attrezzature religiose;

– ISR.i: tracciato e caratteristiche degli elettrodotti esistenti;

– ISR.l: volumetria di edilizia residenziale, industriale, commerciale e agricola realizzata già condonata,

o per la quale l’Ufficio Tecnico Comunale ha attestato la legittima condonabilità;

– ISR.m: perimetrazione, consistenza, e caratteri di uso degli insediamenti abusivi (LR 22 Dicembre

2004, n. 16, art. 23. comma3); e delle unità urbanistiche o immobiliari non suscettibili di sanatoria

(LR 22 Dicembre 2004, n. 16, art. 23, comma 6).

I suddetti elaborati tematici non vengono allegati.

D – IL SISTEMA AMBIENTALE : la “RETE ECOLOGICA”

SA – Elementi partecipi della rete ecologica comunale, dedotti dalle caratteristiche dei suoli, quale

dettaglio della rete ecologica regionale e provinciale; rappresentazione nella scala 1/10.000. La rappresentazione

aggregata dei caratteri della rete si è avvalsa degli elaborati tematici concernenti il “rischio”,

ovvero della carta di zonazione in prospettiva sismica; rappresentazione nella scala 1/5.000;

della zonazione acustica del territorio comunale; rappresentazione nella scala 1/5.000; del rischio idrogeologico

e da frana; rappresentazione nella scala 1/10.000 ed 1/5.000. I suddetti elaborati tematici

non vengono allegati, ma agli stessi rimanda la carta restituiva dei caratteri della rete, allegato della

Relazione Programmatica.

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/7

2 – LA SPECIFICAZIONE DELLA RAPPRESENTAZIONE CARTOGRAFICA

2.1 – IL SISTEMA ISTITUZIONALE:

– A 1 – Inquadramento territoriale; scala sintetica

– A.2 – Stato attuale di diritto dei suoli:

2.1.1 L’ ELABORATO A 1 – INQUADRAMENTO TERRITORIALE

Dott Arch. Fabrizia Forte, coordinamento e supervisione del Prof. F. Forte

A.1.1 Il Piano Territoriale Regionale

Il PTR individua nel contesto regionale nove ambiti insediativi, concepiti quali microregioni, per le

quali enuncia scelte strategiche con tratti di lunga durata. Propone molteplici (45) sistemi territoriali di sviluppo,

STS, perimetrati con l’ispirazione di rappresentare le opportunità di autorganizzazione dello sviluppo

locale volto a consolidare l’identità locale, sulla base di processi di copianificazione condivisi. radicati nelle

norme e nelle prassi regionali” (PTR, pg. 181). Si ritiene che detti sistemi “possono costituire una significativa

opportunità per la regione Campania di affrontare la prossima programmazione dei fondi comunitari

2007/2013 in un quadro di pianificazione unitario, frutto di un processo di concertazione ormai radicato nelle

norme e nelle prassi regionali” (PTR, pg. 181).

I sistemi locali di sviluppo Gli ambienti insediativi

Il PTR configura documento di inquadramento, a “contenuto strategico,

di indirizzo e promozione”, concernenti opportunità e visioni

di guida suggerite alle figure di piano di cui alla L.R. 22 Dicembre

2004, n. 16, ed in particolare i piani territoriali di coordinamento

delle Province. Non è regolativo di disciplina dei suoli. Si propone

di raccordare la pianificazione territoriale urbanistica con le azioni

regionali volte alla promozione dello sviluppo. Demanda al piano

territoriale provinciale la responsabilità della definizione degli assetti

insediativi. Attribuisce attenzione alla Rete Ecologia Regionale,

alla cui valorizzazione dovrebbe volgere il futuro Piano Paesistico,

o i piani paesaggistici, da redigere ai sensi del Codice dei beni

culturali e del paesaggio.

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/8

Rete viaria primaria e principali interventi invarianti previsti. In Capaccio si rafforza la SS 166

I sistemi identificati conseguono dalla programmazione sperimentata, e quindi dai PIT (progetti integrati territoriali)

riconosciuti dal POR Campania. La perimetrazione di sistemi si correla a suggerite vocazioni allo sviluppo,

dedotte dal connotato dominante. Per i differenti sistemi territoriali si propongono indirizzi strategici,

la cui intensità operativa viene definita bassa(1), media(2), forte(3), elevata (4). Si riscontrano pertanto ispirazioni

allo sviluppo, che potrebbero assumere anche il consueto senso di crescita di opportunità, con precaria

definizione di modalità operative.

Principali interventi invarianti sulla rete ferroviaria I distretti industriali

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/9

Si specificano indirizzi alla redazione dei piani territoriali provinciali concernenti il paesaggio attraverso la

definizione della Rete Ecologica Regionale. Ai sensi della avvenuta riscrittura del Codice dei Beni Culturali e

del Paesaggio (2008), la Regione Campania dovrà elaborare specifico Piano Paesaggistico coinvolgente i

territori tutelati dalla disciplina statale

Nel PTR si perviene alla perimetrazione dei “campi territoriali

complessi”, e tra questi si colloca la “Piana del

Sele”.Il comune di Capaccio rientra in questo “campo

territoriale complesso”, Non si riscontrano nel territorio

comunale siti contaminati.

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/10

Nel contesto della microregione configurante l’ambito “Salernitano – Piana del Sele” (ambito n. 4) enunciato

dal PTR, si collocano i sistemi costieri a dominante paesistico ambientale-culturale, e tra questi il

sistema locale “Magna Graecia”, coinvolgente i comuni di Albanella, Altavilla Silentina, Capaccio, Giungano,

Roccadaspide, Trentinara (Sistema F6); nonché il sistema locale “Piana del Sele”, aggregante i comuni di

Battipaglia, Eboli, Serre. (Sistema F8).

Per il Sistema Magna Grecia, e quindi per il comune di Capaccio, il PTR individua potenzialità positive

nelle “attività produttive per lo sviluppo agricolo”, nelle “attività produttive per lo sviluppo turistico”; nella

“riqualificazione della costa”; nella “valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio”.

L’Amministrazione Comunale ha attivamente partecipato al confronto dialettico concernente le

proposte che connotano il PTR svoltosi nelle “Conferenze di Pianificazione” indette sul tema dalla Regione

Campania, redigendo tra l’altro le osservazioni approvate con del. di C.C. n. 19 del 22.03.06. Condividendo

la metodologia assunta, ha teso a porre in risalto la necessità di assicurare la tutela delle straordinarie qualità

culturali, storiche e paesaggistiche, che connotano il territorio comunale, non disgiunta dalle indispensabili

innovazioni volte a confermare il ruolo di centralità territoriale assolto dal comune nella struttura del sistema

locale di sviluppo, ed a rafforzare detto ruolo attraverso azioni innovative nella politica delle infrastrutture

nonché attraverso la specificazione dei connotati dell’ambiente insediativo, operando attraverso il Piano

territoriale di coordinamento provinciale, ed il piano urbanistico comunale.

A.1.2 Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale

La Legge 142/1990, all’art. 15, ha reso obbligatoria la redazione del piano territoriale di coordinamento,

attraverso cui si “individuano gli strumenti volti a perseguire gli obiettivi dello sviluppo socio economico”,

ricorrendo agli strumenti già previsti dalla Unione Europea, dallo Stato e dalla Regione. Alla Legge si è ispirata

la LR 22 Dicembre 2004, n. 16 “Norme per il governo del Territorio”, che attraverso Capo II, Pianificazione

Territoriale Provinciale, art. 18 e seg.ti, il ha ravvisato nel Ptcp il principale strumento volto al superamento

delle separatezze di atti, piani e programmi.

Già redatto tra il 1957 ed il 2002, la Provincia di Salerno è pervenuta nel primo semestre del 2009 alla

stesura di elaborato “definitivo” di proposta di Ptcp, conforme con il PTR e con le disposizioni di cui alla

LR 22 Dicembre 2004, n. 16, “Norme sul governo del territorio”.

Il patrimonio dei beni culturali, archeologici, architettonici, storico artistici ed ambientali, necessariamente

costituisce riferimento delle politiche di sistema promosse dalla Provincia attraverso il Ptcp, ponendosi

istanze di efficienza di gestione e di marketing territoriale, alla cui definizione dovranno contribuire i comuni..

Il piano territoriale si fonda su conoscenza

acquisita dei caratteri plurimi del

territorio, da cui si deduce la sintesi interpretativa

concernente la modernizzazione

della rete infrastrutturale, la salvaguardia

della rete ecologica e di valori di

paesaggio, il patrimonio archeologico,

l’insedia-mento storico, ed il sistema insediativo

di recente formazione.

Si evincono significative finalità da perseguire

attraverso riequilibrio dei connotati

degli ambienti insediativi, concernenti

la valorizzazione del patrimonio

culturale e del paesaggio agrario, la riqualificazione

insediativa, il rafforzamento

del ruolo assolto dall’area pedecollinare

interna.

La proposta ha tuttora ruolo di indirizzo

nella maturazione di intenzionalità per lo

sviluppo locale.

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/11

Gli ambienti insediativi e le relazioni territoriali come interpretati nel Ptcp

Gli ambiti di paesaggio come interpretati nel Ptcp

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/12

Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Salerno, proposta definitiva, Il sistema delle Relazioni.

Nella modernizzazione infrastrutturale si prevede isola artificiale portuale nel mare antistante il comune

di Pontecagnano,in correlazione con il polo logistico . Si prevede il rafforzamento della viabilità di ruolo regionale

attraverso nuova asse viario con tracciato parallelo alla esistente rete ferroviaria, a valle della stessa,

comportante attraversamento dei comuni di Battipaglia, Eboli, Capaccio. Si prevede il potenziamento

dell’accesso da est alla viabilità di servizio al parco nazionale del Cilento, con tracciato collinare che attraversa

diagonalmente il territorio comunale di Capaccio Paestum..

Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Salerno, Serie Tre, Quadro Strutturale, Tavola.

3.1.9., La disciplina integrata del territorio, scala 1/25.000. Fonte: Provincia di Salerno, Assessorato al Governo

del Territorio, Quaderno n. 4, Proposta Definitiva, Marzo 2009 Nella rappresentazione cartografica si

specifica la tratta di futura viabilità complanare alla rete ferroviaria, che dovrebbe sostituire le funzioni oggi

assolte dalla SS 18.

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/13

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/14

Piano Territoriale di Coordinamento

della Provincia di

Salerno, Serie Tre, Quadro

Strutturale, Tavola. 3.1.9.,

La disciplina integrata del

territorio, scala 1/25.000.

LEGENDA, parte seconda

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/15

2

.1

1, Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia

di Salerno, Serie Tre, Quadro Strutturale, Tavola. 3.1.9.,

La disciplina integrata del territorio, scala 1/25.000,

concernente i siti costieri della “Laura” nel territorio

comunale di Capaccio.

2, Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia

di Salerno, Serie Tre, Quadro Strutturale, Tavola. 3.1.9.,

La disciplina integrata del territorio, scala 1/25.000,

concernentei luoghi della SS 18,tra Ponte Barizzo e Sabatella,

nel territorio comunale di Capaccio.

Fonte: Provincia di Salerno, Assessorato al Governo del

Territorio, Quaderno n. 4, Proposta Definitiva, Marzo

2009.

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/16

3, Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Salerno, Serie Tre, Quadro Strutturale, Tavola.

3.1.9., La disciplina integrata del territorio, scala 1/25.000, concernente i siti costieri di Torre, Licinella,

Santa Venere, nel territorio comunale di Capaccio. Fonte: Provincia di Salerno, Assessorato al Governo

del Territorio, Quaderno n. 4, Proposta Definitiva, Marzo 2009.

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/17

4

5

4, Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia

di Salerno, Serie Tre, Quadro Strutturale, Tavola.

3.1.9., La disciplina integrata del territorio,

scala 1/25.000, concernente i siti pedecollinari nel

territorio comunale di Capaccio.

5, Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia

di Salerno, Serie Tre, Quadro Strutturale, Tavola.

3.1.9., La disciplina integrata del territorio,

scala 1/25.000, concernentei i luoghi di Vuccolo di

Maiorana e Scigliati, nel territorio comunale di Capaccio.

Fonte: Provincia di Salerno, Assessorato al Governo

del Territorio, Quaderno n. 4, Proposta Definitiva,

Marzo 2009.

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/18

Il contributo dell’Amministrazione Comunale alla formazione del Ptcp

Attraverso la Deliberazione n. 49 del 28 Settembre 2007, il Consiglio Comunale, avendo esaminato e

vagliato gli indirizzi assunti nella riformulazione del progetto preliminare di Ptcp, su proposta del Sindaco ha

ritenuto opportuno elaborare e proporre “integrazioni” volte a dare maggiore rilevanza al ruolo di centralità

territoriale del comune, con successiva avvenuta trasmissione dell’atto alla Provincia. “Le integrazioni prospettate

sono essenzialmente orientate ad assicurare una più stretta interrelazione, ai fini della politica infrastrutturale

e dello sviluppo, tra aree interne, la piana di Paestum e la fascia costiera compresa tra il Sele ed il

Solofrone”. Le proposte di integrazione sono sintetizzate nella tavola allegata alla Deliberazione, che si riporta

Comune di Capaccio Paestum, consiglio comunale, deliberazione n. 49 del 28 settembre 2007, sintesi

graficizzata delle proposte di integrazione del progetto preliminare del ptcp.

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/19

Commenti

La redazione del Ptcp, con studi in atto dal 1996, è pervenuta nel 2009 a conclusioni narrate come

“definitive”, che tuttavia si conformano opportunamente quali indirizzi di coordinamento, sia per effetto

dell’orizzonte temporale di lungo periodo che ne sottende le proposizioni, che per effetto di assunzioni metodologiche.

L’attenzione riposta nelle significative innovazioni infrastrutturali annunciate si proietta nel lungo periodo;

l’attenzione riposta alla rete ecologica provinciale esplora opportunità aggiuntive ravvisate nel Piano

Territoriale Regionale, nonché nei molteplici piani specialistici vigenti; l’attenzione riposta su valori di paesaggio

contribuisce a ottemperare agli obblighi cui deve conformarsi la Regione Campania in base alle disposizioni

del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio riscritto nel 2008; mentre la rinuncia ad esplorare le

contraddizioni ed opportunità della forma insediativa, sostanzialmente ancorata all’esistente configurazione,

sottende una metodologia conseguente da contingente attribuzione di responsabilità, piuttosto che da processi

di integrazione sistematica di sistemi di azione.

In questo quadro si collocano affermazioni definite nella normativa tecnica, da sottoporre a valutazioni

degli organi interpreti del diritto amministrativo. Nella Normativa, traendo riferimento dalle disposizioni di

cui all’art. 3 della LR 22 Dicembre 2004 concernenti i contenuti strutturali e programmatici del piano urbanistico

provinciale e comunale, si afferma che le disposizioni strutturali non generano effetti conformativi su

diritti soggettivi proprietari, dovendosi gli stessi ravvisare nelle disposizioni conseguenti dagli Atti di Programmazione

del Puc, resi obbligatori dalla LR. Trattasi di tesi auspicata dai saperi impegnati nel governo del

territorio, che tuttavia comporta interpretazione congrua delle disposizioni di cui all’art. 42 della Costituzione,

presumibilmente per tal motivo non enunciata nella LR n 16/2004, e che di certo non si persegue attraverso la

Normativa Tecnica del Piano Provinciale.

Nella maturazione sopravvenuta del diritto urbanistico la dimensione strutturale si è ritrovata nelle disposizioni

concernenti il piano urbanistico generale comunale di cui all’art. 7 e seg.ti della Legge 17 Agosto

1942, n. 1150, legittimato da coerenti sentenze della Corte Costituzionale; mentre la dimensione programmatica

enunciata nella legislazione ha acquisito obiettivi di efficienza propositiva dell’attuazione. La tesi enunciata

nel Ptcp innova significativamente questi fondamenti.

Sono rilevanti le implicazioni di queste interpretazioni sulla forma del piano urbanistico comunale, e

sono altresì rischiose in relazione all’efficacia dell’impegno riposto dal comune nella formazione del Puc.

In tal senso la formazione del Puc di Capaccio Paestum delineata nella Convenzione ha volutamente

ricalcato l’accuratezza richiesta al piano strutturale nella consueta prassi urbanistica, fondato su azzonamento

coordinato attraverso comparti. L’Atto di Programmazione si ispirerà al perseguimento di efficienza attuativa.

L’accuratezza ricercata dei contenuti strutturali del piano urbanistico comunale ha comportato la ricognizione

sistematica dei connotati plurimi caratterizzanti il territorio comunale, di cui alla parte prima del presente Capitolo;

nonché la comprensione dei caratteri dell’attività che si svolge nel comune, e della sua base economica,

di cui alla parte seconda del presente capitolo.

2.1.2 ELABORATO CARTOGRAFICO A2 – STATO ATTUALE DI DIRITTO DEI SUOLI

Dott. Ing Marco Scerbo, coordinamento e supervisione del Prof. F. Forte

Metodologia applicata e fonti adoperate

L’elaborato cartografico A.2 della Relazione di Programma denominato “Stato attuale di diritto dei

suoli”, contribuisce ad inquadrare il Comune di Capaccio all’interno della relativa cornice istituzionale.

L’elaborato, in particolare, descrive la regolamentazione esercitata sul diritto di uso dei suoli comunali dagli

atti e dai piani redatti dai diversi enti istituzionali aventi effetti ricadenti, in tutto o in parte, sul territorio comunale

di Capaccio.

I documenti visionati e le fonti consultate per restituire lo stato di diritto dei suoli sono:

1. Il vigente Prg di Capaccio, approvato con DPP Salerno e pubblicato sul BURC n.2 del 13 Gennaio

1992;

2. Il Piano Stralcio per l’assetto idrogeologico dell’Autorità di Bacino Interregionale Sele, redatto ai

sensi dell’Art.12 Legge n.493/1993, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n° 287 del 11/12/2001 e la cui

ultima perimetrazione è stata pubblicata sulla G.U. n°97 del 27 Aprile 2006;

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/20

3. Il Piano Stralcio per l’assetto idrogeologico dell’Autorità di Bacino Regionale Sinistra Sele, redatto ai

sensi dell’Art.1 comma 1 del Decreto Legge n.180 del 11 Giugno del 1998 (e s.m.i.) pubblicato nel

B.U.R.C. n° 21 del 22 aprile 2002, la cui ultima perimetrazione del 28 Maggio 2002 è stata pubblicata

nel B.U.R.C. n° 40 del 26 agosto 2002

4. Il D.P.R. 5 giugno 1995, pubblicato nella G.U. il 4 agosto 1995, n.181, denominato” Istituzione dell’Ente

parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano”.

5. Il Regio Decreto del 30 Dicembre 1923 n. 3267, pubblicato in G.U. il 17 maggio 1924, n.

117,denominato “Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani”.

6. Il D.M. 5 Luglio 2007, denominato “Elenco dei siti di importanza comunitaria per la regione biogeografia

mediterranea in Italia, ai sensi della direttiva 92/43/CEE”, pubblicato nel supplemento ordinario

n.167 alla G.U. n. 170 del 24 Luglio 2007.

7. Il D.M. 5 Luglio 2007, denominato “Elenco delle zone di protezione speciale (ZPS) classificate ai

sensi della direttiva 79/409/CEE”, pubblicato nel supplemento ordinario n.167 alla G.U. n. 170 del

24 Luglio 2007.

8. Il volume del prof. F. Forte, L’ideazione urbanistica, Il caso Capaccio-Paestum, La relazione di

programma, INU Edizioni, Roma, 2005, Elaborato F “L’identità istituzionale. Il piano regolatore

generale vigente” pp. 273 – 296, Elaborato G “L’identità istituzionale. I piani di area vasta e le azioni

speciali” pp. 297 – 350.

La metodologia adoperata è stata quella del Map Overlay, ossia è stata effettuata la sovrapposizione

cartografica dei differenti tematismi necessari a descrivere lo stato attuale di diritto dei suoli, volta a fornire,

come esito conclusivo, il quadro sinottico del suddetto regime vigente nel comune di Capaccio.

L’ELABORATO CARTOGRAFICO A.2, RAPPRESENTAZIONE NELLA SCALA 1/10.000

L’elaborato ha lo scopo di restituire lo stato attuale di diritto dei suoli, analizzando gli effetti prodotti

dalle norme, dagli atti e dalle regolamentazioni connesse:

· al vigente Prg di Capaccio;

· ai Piani Stralcio per l’Assetto Idrogeologico delle autorità di Bacino agenti sul territorio comunale di

Capaccio, le quali risultano essere L’autorità di Bacino Interregionale del fiume Sele e l’Autorità di

Bacino regionale Sinistra Sele,

· al Piano del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano,

· ai Siti di Interesse Comunitario ed alle Zone di Protezione Speciale.

Il Prg vigente

Approvato con D.P.P. di Salerno e pubblicato nel B.U.R.C. del 13 Gennaio 1992, il Prg suddivide il

territorio in Zone Territoriali Omogenee così come da Decreto interministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 (pubblicato

nella G.U. del 16 aprile 1968, n. 97), che di seguito si riportano:

· Zone A

A1 – di interesse archeologico

A2 – di interesse storico-artistico

· Zone B di completamento a prevalente destinazione residenziale

B1 – a bassa densità

B2 – a media densità

B3 – a carattere stagionale

B4 – di verde privato

· Zone C di espansione

C1 – a bassa densità

C2 – a media densità

· Zone D a prevalente destinazione produttiva extra-agricola

D1 – industriali e artigianali

D1.2 – esclusivamente artigianali

D2 – commerciali

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/21

D3 – alberghiere

D4 – villaggi turistici e campeggi

· Zone E a prevalente destinazione agricola e/o naturalistica

E1 – agricolo di pianura

E2 – agricolo di collina

E3 – di interesse ambientale rilevante

· Zone F attrezzature pubbliche di interesse generale

F1 – istruzione superiore all’obbligo e attrezzature culturali

F2 – attrezzature sanitarie e ospedaliere

F3 – Parchi pubblici

F4 – centri sportivi, ricreativi, ricettivi privati di uso pubblico

· Zone G spazio pubblico

G1 – istruzione fino all’obbligo

G2 – attrezzature di interesse comune

G3 – verde

G4 – Parcheggi

G5 – attrezzature private di uso pubblico

· Zone H miste

H – destinazioni miste di C, D2, D3, G2, G5

· Destinazioni specifiche

area ferroviaria

comparto soggetto a PP ex legge 167/62

comparto soggetto a PP ex legge 865/71

I “Piani Stralcio”

Lo stato attuale di diritto dei suoli è influenzato anche dalle prescrizioni presenti nei “Piani Stralcio

per l’Assetto Idrogeologico dell’autorità di Bacino Interregionale del fiume Sele e dell’Autorità di Bacino

regionale Sinistra Sele”, in merito al rischio frana ed al rischio idraulico.

Nella valutazione degli scenari evolutivi possibili di un territorio, quali l’analisi delle problematiche

di carattere ambientale, il rischio è un valore definito dal prodotto:

R = P ´Vu ´Val

Con

· “P” = pericolosità dell’evento in analisi, ovvero la probabilità che un fenomeno accada in un determinato

spazio con un determinato tempo di ritorno

· “Vu” = vulnerabilità, ovvero l’attitudine di un determinato elemento a sopportare gli effetti legati al

fenomeno pericoloso

· “Val” = valore che l’elemento esposto al pericolo assume in termini di vite umane, economici, artistici,

culturali o altro

A – IL SISTEMA ISTITUZIONALE , Elaborato A2

Stato attuale di diritto dei suoli: a) nel previgente Prg, inquadramento generale; b) nel piano dell’Autorità di

Bacino del Sele; c) nel piano del parco del Cilento; d) nei siti di interesse comunitario SIC; e) nei siti “Unesco”.

Rappresentazione nella scala 1/10.000.

In particolare le due Autorità di Bacino sopraindicate hanno elaborato quattro categorie di rischio la cui definizione

è presente nelle norme di attuazione del Piano, le quali sono, in ordine di gravosità decrescente:

a) Rischio molto elevato R4,

con possibile perdita di vite umane e lesioni gravi alle persone, danni gravi agli edifici, alle infrastrutture

e al patrimonio ambientale e distruzione delle attività socio-economiche;

b) Rischio elevato R3,

con possibili problemi per l’incolumità delle persone, danni funzionali agli edifici ed alle infrastrutture

con conseguente loro inagibilità, interruzione di funzionalità delle attività socio-economiche e

danni rilevanti al patrimonio ambientale;

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/22

Articolazione zonale sancita nel vigente Prg, approvato con D.P.P. di Salerno e pubblicato nel B.U.R.C. del

13 Gennaio 1992, dettaglio concernente le polarità di Capaccio Scalo e Rettifilo.

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/23

Articolazione zonale sancita nel vigente Prg, approvato con D.P.P. di Salerno e pubblicato nel

B.U.R.C. del 13 Gennaio 1992

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/24

Articolazione zonale sancita nel vigente Prg, approvato con D.P.P. di Salerno e pubblicato nel

B.U.R.C. del 13 Gennaio 1992: , dettaglio concernente le polarità della Laura.

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/25

Articolazione zonale sancita nel vigente Prg, approvato con D.P.P. di Salerno e pubblicato nel B.U.R.C. del

13 Gennaio 1992 , dettaglio concernente le polarità di Capaccio Capoluogo.

Articolazione zonale sancita nel vigente Prg, approvato con D.P.P. di Salerno e pubblicato nel B.U.R.C. del

13 Gennaio 1992: , dettaglio concernente la polarità di Capodifiume.

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/26

Articolazione zonale sancita nel vigente Prg, approvato con D.P.P. di Salerno e pubblicato nel B.U.R.C. del

13 Gennaio 1992: , dettaglio concernente le polarità di Ponte Barizzo e Sabatella.

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/27

Articolazione zonale sancita nel vigente Prg, approvato con D.P.P. di Salerno e pubblicato nel B.U.R.C. del

13 Gennaio 1992 , dettaglio concernente il nucleo insediativo di Gramola, l’area archeologica di Hera Argiva,

ed i siti adiacenti.

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c) Rischio medio R2,

con danni minori agli edifici, alle infrastrutture e al patrimonio ambientale, senza pregiudizio per

l’incolumità delle persone, l’agibilità degli edifici e la funzionalità delle attività economiche;

d) Rischio moderato R1, con danni sociali economici e ambientali marginali.

Vi è poi una seconda categoria di rischio, il rischio potenziale. Le aree a rischio potenziale sono qualificate

in base alla loro propensione a produrre situazioni di rischio moderato, medio, elevato e molto elevato

e, subordinatamente all’innesco effettivo dei fenomeni nelle aree di pericolosità potenziale, sono individuate

nelle cartografie di piano come:

aa) Area a rischio frana molto elevato potenziale,

bb) Area a rischio frana elevato potenziale,

cc) Area a rischio frana medio potenziale,

dd) Area a rischio frana moderato potenziale.

Si è considerato il rischio idraulico, rappresentando le fasce fluviali di seguito riportate:

· Fascia A: Alveo di piena standard,

definito come la porzione di alveo di piena che garantisce il deflusso della piena standard, assunta corrispondente

al periodo di ritorno T = 100 anni. Si escludono dalla Fascia A le aree in cui i tiranti idrici sono

modesti, in particolare inferiori a 1 m, e le velocità inferiori a 1 m/s.

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/28

· Fascia B: Fascia di esondazione,

comprendente le aree inondabili dalla piena standard, eventualmente suddivisa in sottofasce allagabili

con frequenza inferiore ai 100 anni, e precisamente:

– Sottofascia B1, compresa tra l’alveo di piena e la linea più esterna tra la congiungente

l’altezza idrica h = 30 cm delle piene con periodo di ritorno T = 30 anni e l’altezza idrica h =

90 cm delle piene con periodo di ritorno T = 100 anni;

– Sottofascia B2, compresa fra il limite B1 e quello dell’altezza idrica h = 30 cm delle piene

con periodo di ritorno T = 100 anni;

– Sottofascia B3, compresa fra il limite B2 e quello delle piene di periodo di ritorno T = 100

anni.

· Fascia C: Fascia di piena catastrofica,

corrispondente alla piena con periodo di ritorno di 300 anni.

Altra informazione riportata nell’elaborato A.2 è relativa alla presenza, su una porzione del territorio comunale,

del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

L'”Ente Parco” del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è stato istituito con il DPR 5 Giugno

1995 (GU n.181 del 4 Agosto 1995) unitamente alla perimetrazione e zonizzazione dello stesso.

Nell’elaborato cartografico A.2, in particolare, sono presenti le perimetrazioni delle seguenti zone:

· Zona 1: di rilevante interesse naturalistico, paesaggistico e culturale con limitato o inesistente grado

di antropizzazione;

· Zona 2: di valore naturalistico, paesaggistico e culturale con maggiore grado di antropizzazione.

All’interno del territorio di Capaccio partecipe del perimetro del Parco Nazionale in questione andranno

assicurate:

· A) la conservazione di specie animali o vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di singolarità

geologiche, di formazioni paleontologiche, di comunità biologiche, di biotopi, di valori scenici e panoramici,

di processi naturali, di equilibri idraulici e idrogeologici, di equilibri ecologici;

· B) l’applicazione di metodi di gestione e restauro ambientale idonei a realizzare un’integrazione tra

uomo ed ambiente naturale, anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici,

storici ed architettonici e delle attività agro-silvo-pastorali e tradizionali;

· C) la promozione di attività di educazione, di formazione di ricerca scientifica, anche interdisciplinare,

nonché di attività ricreative compatibili;

· D) la difesa e la ricostituzione degli equilibri idraulici e idrogeologici.

Infine, l’elaborato cartografico A.2 riporta la perimetrazione delle aree S.I.C. e Z.P.S. presenti nel

territorio comunale ed individuate dal D.M. 5 Luglio 2007 pubblicato nel supplemento ordinario n.167 alla

G.U. n. 170 del 24 Luglio 2007.

Le aree S.I.C. riportate sono:

1. L’area SIC IT 8050010 Fascia litoranea a destra e sinistra del fiume Sele;

2. L’area SIC IT 8050031 Monte Soprano e Monte Vesole;

3. L’area SIC IT 8050049 Fiumi Tanagro e Sele;

4. L’area SIC IT 8050049 Fiumi Tanagro e Sele;

Le aree Z.P.S. sono:

1. Area ZPS IT 8050021 Medio corso del fiume Sele – Persano

2. Area ZPS IT 8050053 Soprano, Vesole e gole del fiume Calore Salernitano

Per quel che concerne la definizione delle misure di conservazione delle ZPS si rimanda al DM 17

Ottobre 2007, denominato “Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a

Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e a Zone di Protezione Speciale (ZPS)”, pubblicato nella serie generale

della G.U. n.258 del 6 Novembre 2007, art. 5 “Criteri minimi uniformi per la definizione delle misure di

conservazione per tutte le ZPS”;

Relativamente alle misure inerenti le zone SIC si rimanda al Decreto ministeriale 3 settembre 2002

del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24 settembre

2002, n. 224 e denominato “Linee guida per la gestione dei siti Natura 2000”.

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/29

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2.2 – IL PATRIMONIO CULTURALE DI INTERESSE PAESAGGISTICO, STORICO,

ARCHEOLOGICO ED ARCHITETTONICO, elaborati cartografici B.1 – B.2

Dott. Ing Marco Scerbo, coordinamento e supervisione del Prof. F. Forte

Metodologia applicata e fonti adoperate per la restituzione grafica della ricognizione

Per descrivere appieno l’insieme degli elementi costituenti il patrimonio culturale e paesaggistico presente

nel comune di Capaccio – Paestum, si è ritenuto opportuno rappresentare in due tavole separate:

1. Il Patrimonio culturale di interesse paesaggistico, territori oggetto di limitazioni ricognitive, rappresentazione

di perimetri, nella scala 1/20.000 (Tavola B.1)

2. Il Patrimonio culturale di interesse storico, archeologico ed architettonico (Tavola B.2).

La rappresentazione della Tavola A2 – Stato attuale di diritto dei suoli, redatta nella scala:1:10.000.

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/30

L’articolazione in due elaborati della stratificazione dei valori di interesse culturale ha tratto ispirazione

dalla struttura proposta nel “Codice dei Beni culturali e del Paesaggio”, decreto legislativo 22 Gennaio

2004, n. 42, redatto ai sensi dell’art.10 della legge 6 Luglio 2002, n. 137, corretto ed integrato con il DL 24

MARZO 2006, N. 157, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 27 aprile 2006 – Supplemento Ordinario

n. 102 “Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in relazione al

paesaggio”; nonché con il DL 26 Marzo 2008, n. 63 “Ulteriori disposizioni integrative e correttive del decreto

legislativo 22 Gennaio 2004, n. 42, in relazione al paesaggio (GU n, 84 del 9-04-2008)

Le due tavole restituiscono i risultati della ricognizione effettuata nel territorio comunale al fine di definire

i perimetri delle aree presenti nel territorio comunale tutelate mediante vincolo dichiarato, o attraverso

vincolo funzionale, coerentemente con la corrispondenza di queste agli elementi indicati nel Codice dei Beni

Culturali e del Paesaggio agli artt.10 e 11, per quel che concerne il patrimonio culturale, e agli artt. 136 e

142, per ciò che concerne il patrimonio paesaggistico.

La ricognizione si è altresì volta all’individuazione di perimetri areali o tutelati da ulteriori disposizioni

di legge, o, seppur non tutelate, aventi ruolo nel definire la conformazione e la configurazione di elementi

comunque aventi cospicui valori intrinseci. Si è reso pertanto necessario consultare anche dati ed informazioni

provenienti da studi di settore, strumenti sovraordinati di pianificazione, leggi promulgate dalla Repubblica

Italiana e della Regione Campania ed archivi della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio

e per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico per le provincie di Salerno e Avellino; il Prg

vigente del comune di Capaccio approvato con DPP Salerno, decreto pubblicato nel BURC n.2 del 13 Gennaio

1992.

In particolare gli studi di settore adoperati e la bibliografia consultata sono stati:

1. Indagine Geologico Tecnica e Geognostica del Territorio Comunale, acquisita dall’amministrazione

comunale di Capaccio il 26 Settembre 2003, prot. n° 27309 (Tecnici Dr. Giuseppe D’Angelo, Dr.

Annarita Esposito e Dr. Lorella Russo);

2. Carta dell’Uso Agricolo e delle attività colturali in atto nelle zone non ancora urbanizzate, acquisita

dall’amministrazione comunale di Capaccio il 29 Settembre 2003, prot. n° 27392 (Studio Serlenga,

Dr. Domenico Serlenga);

3. Il volume “L’ideazione urbanistica: il caso Capaccio Paestum, la relazione di programma”, Inu Edizioni,

2005, Elaborato A, “L’identità archeologica del territorio comunale”, pg. 15-30; Elaborato B,

“La formazione del tessuto urbanistico; la nascita e l’evoluzione dell’insediamento attraverso il tempo”,

pg.31-110; Elaborato C, “L’identità paesaggistica del territorio comunale”, pg. 111-156.

Gli strumenti di pianificazione sovraordinata consultati sono:

1. Piano Territoriale Regionale della Campania, approvato con delibera della Giunta Regionale n° 1956

il 30 Novembre 2006 ;

2. La proposta preliminare di Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Salerno, approvato

con delibera della Giunta Provinciale n°191 il 2/05/2007.

Le leggi promulgate dalla Repubblica Italiana e dalla Regione Campania considerate sono state:

1. Legge n°1089 del 01/06/1939, Tutela delle cose di interesse artistico o storico;

2. Legge n°1497 del 29 Giugno del 1939, Protezione delle bellezze naturali;

3. Legge n°220 del 5 Marzo 1957, Costituzione di una zona di rispetto intorno all’antica città di Paestum

e divieto di costruzioni entro la cinta muraria;

4. Decreto del Presidente della Repubblica n° 283 del 7 settembre 2000, Regolamento recante disciplina

delle alienazioni di beni immobili del demanio storico e artistico;

5. “Codice dei Beni culturali e del Paesaggio”, decreto legislativo 22 Gennaio 2004, n. 42, redatto ai

sensi dell’art.10 della legge 6 Luglio 2002, n. 137, corretto ed integrato con il DL 24 MARZO 2006,

N. 157, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 27 aprile 2006 – Supplemento Ordinario n. 102

“Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in relazione al

paesaggio”; nonché con il DL 26 Marzo 2008, n. 63 “Ulteriori disposizioni integrative e correttive

del decreto legislativo 22 Gennaio 2004, n. 42, in relazione al paesaggio (GU n, 84 del 9-04-2008)

6. Legge Regionale n° 16 della Campania del 22 Dicembre 2004, Norme sul governo del territorio;

7. Legge Sila del 12/05/1950;

8. Legge Stralcio n°841 del 21/10/1950.

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/31

La tecnica adoperata per la restituzione del patrimonio culturale e di interesse paesaggistico comunale

è stata quella del map-overlay, ossia della sovrapposizione cartografica di differenti tematismi afferenti ad

una stessa categoria di indagine, volta a fornire come esito conclusivo il quadro sinottico del patrimonio culturale

comunale nella doppia definizione di patrimonio culturale paesaggistico e di patrimonio storico, archeologico

ed architettonico.

Questa metodologia restituisce non soltanto l’effettivo ammontare del perimetro comunale tutelato

per vincolo dichiarato, consentendo un’immediata valutazione dell’assoluto pregio posseduto dal comune di

Capaccio-Paestum, ma anche di riconoscere i differenti valori presenti nell territorio comunale che ne caratterizzano

l’identità. La sovrapposizione dei tematismi, infatti, consente di verificare la stratificazione dei differenti

elementi comprensivi dei caratteri di valore culturale insistenti su un’area, fornendo un’immediata valutazione

di quanto densa possa essere tale stratificazione sulle differenti parti del territorio.

2.2.1 L’ELABORATO CARTOGRAFICO B.1, PATRIMONIO CULTURALE DI INTERESSE

PAESAGGISTICO, RAPPRESENTAZIONE NELLA SCALA 1/10.000

Rielaborazione dell’Elaborato C “L’identità paesaggistica del teritorio comunale”, partecipe della Relazione

di Programma redatta nel 2003, pubblicato nel volume di F. Forte “L’ideazione urbanistica, Il caso Capaccio

Paestum: la relazione di programma”.Inu Edizioni, 2005

Si è definita la tavola B.1 mediante la restituzione cartografica delle aree soggette ad un vincolo dichiarato

(per opera di una legge di vincolo emanata della Repubblica Italiana o dal recepimento di direttive

comunitarie) o funzionale (z.t.o. di tipo A derivanti dal Prg vigente, del 1992), e delle aree per cui non vige

uno specifico regime di vincolo, ma che contribuiscono insieme alle aree tutelate, a caratterizzare il patrimonio

culturale e paesaggistico comunale.

Aree sottoposte a vincolo di tutela paesaggistica

Le aree sono:

· Gli Immobili ed Aree di notevole interesse pubblico, ex articolo 136 del d.lgs. n° 42 del 22 Gennaio

2004, a cui appartengono le aree sottoposte a vincolo paesistico – ambientale dagli atti emanati a seguito

delle disposizioni di cui alla legge 1497/1939;

· Le fasce di 150 metri dalle sponde o piedi degli argini dei fiumi, dei torrenti e dei corsi d’acqua iscritti

negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici,

approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, così come previsto dall’art. 142 comma

c del Decreto Legislativo n° 42 del 22 Gennaio 2004, a cui appartengono il Fiume Sele, la Lama della

Sabatella, il Fiume La Lama del Brecciame, Capo di Fiume o Fiume Salso, il Fiume Solofrone e

Valle Tramonti ed il Vallone Fria;

· I Parchi e le riserve nazionali o regionali, nonché i territori di protezione esterna dei parchi, così

come previsto dall’art. 142 comma f del Decreto Legislativo n° 42 del 22 Gennaio 2004, a cui appartengono

la porzione del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e la relativa fascia contigua

che si estendo su tutto il territorio comunale, e la Riserva Naturale Foce Sele – Tanagro, ricadenti nel

comune di Capaccio;

· I Territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti

a vincolo di rimboschimento, così come previsto dall’art. 142 comma g del Decreto Legislativo

n° 42 del 22 Gennaio 2004, a cui appartengono le aree definite dall’art. 2 commi 2 e 6 del Decreto

Legislativo n°227 del 18 maggio 2001;

· Le Zone di interesse archeologico presenti all’entrata in vigore del Codice dei Beni Culturali e del

Paesaggio così come previsto dall’art. 142 comma m del Decreto Legislativo n° 42 del 22 Gennaio

2004, a cui appartengono le aree istituite e protette mediante la legge n°1089 del 01/06/1939, e n°

220 del 5/03/1957.

Aree sottoposte a vincolo funzionale

Le aree sottoposte a vincolo funzionale presenti sul territorio comunale sono costituite dalle z.t.o. A1

ed A2 perimetrate dal Prg vigente del comune di Capaccio approvato con DPP Salerno e pubblicato sul

BURC n.2 del 13 Gennaio 1992.

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/32

Ulteriori unità areali vincolate

L’elaborato cartografico riporta, inoltre, anche i perimetri di unità areali vincolate per il loro valore,

storico, culturale ed ambientale che concorrono, insieme alle precedenti, nel costituire l’intero patrimonio

culturale comunale. A questa categoria appartengono:

· Le zone di interesse storico tutelate ai sensi della Legge 1089/39;

· L’area del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano con i siti archeologici di Paestum e Velia e

la certosa di Padula, definita patrimonio UNESCO ed iscritta negli elenchi del patrimonio mondiale

dell’umanità nel 1998.

La rappresentazione della Tavola B.1, redatta nella scala 1/10.000.

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/33

La rappresentazione della Tavola B.1, redatta nella scala 1/10.000. Legenda

La rappresentazione

della Tavola B.1,

redatta nella scala

1/10.000: il quadrante

collinare e

montano, estratti

concernenti gli elementi

rilevanti della

conformazione naturale

del territorio

montano dichiarato

Zona di Protezione

Speciale, del patrimonio

archeologico(

Capo di Fiume)

e storico architettonico

(madonna del

Granato, Castello di

Caput Aquae, Centro

storico), nonché

i siti Unesco e le aree

boscate pedecollinari.

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/34

La rappresentazione della Tavola B.1, redatta nella scala 1/10.000: il quadrante collinare e

montano, estratti concernenti gli elementi rilevanti della conformazione naturale del territorio

montano dichiarato Zona di Protezione Speciale, del patrimonio archeologico(Capo di Fiume)

e storico architettonico (madonna del Granato, Castello di Caput Aquae, Centro storico), nonché

i siti Unesco e le aree boscate pedecollinari.

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/35

La rappresentazione della Tavola B.1, redatta nella scala 1/10.000: il quadrante meridionale, estratto concernente

gli elementi rilevanti della conformazione naturale, del patrimonio archeologico e storico architettonico,

nonché la fascia di protezione alle mura di Paestum sancita con la L. 220/1957, i siti Unesco, la fascia

di protezione al corso d’acqua del Salso.

Le Zone di Protezione Speciale ed i Siti d’Interesse Comunitario

L’ultimo elemento rappresentato sulla tavola, appartenente alla categoria dei beni su cui insiste uno

specifico regime di tutela, è l’elenco delle Zone di Protezione Speciale e dei Siti d’Interesse Comunitario

presenti nel comune di Capaccio. Tali aree sono state individuate consultando l’Elenco dei siti di importanza

comunitaria (SIC) per la regione biogeografia mediterranea in Italia, ai sensi della direttiva 92/43/CEE e

l’Elenco delle Zone di Protezione Speciale (ZPS) classificate ai sensi della direttiva 79/409/CEE, istituite

mediante decreto del 5/07/2007 del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Le aree in questione sono:

· Area SIC IT 8050010 Fascia litoranea a destra e sinistra del fiume Sele

· Area SIC IT 8050031 Monte Soprano e Monte Vesole

· Area SIC IT 8050049 Fiumi Tanagro e Sele

· Area SIC IT 8050050 Monte Sottano

· Area ZPS IT 8050021 Medio corso del fiume Sele – Persano

· Area ZPS IT 8050053 Soprano, Vesole e gole del fiume Calore Salernitano

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/36

La rappresentazione della Tavola B.1, redatta nella scala 1/10.000: il quadrante settentrionale, estratti concernenti

i due elaborati in cui si disaggrega la Tavola.Si individuano gli elementi rilevanti della conformazione

naturale, del patrimonio archeologico e storico architettonico, nonché i siti di interesse comunitario

lungo il Sele.

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/37

Ulteriori intenzionalità di tutela di beni di insieme

In aggiunta alle aree tutelate per legge, o partecipi della categoria dei beni oggetto di vincolo dichiarato

presenti nel comune di Capaccio, la ricognizione ha consentito di evidenziare ulteriori intenzionalità di tutela

di beni di insieme, nonché la connotazione di specifici elementi. che di seguito si riportano::

L’intenzionalità di tutela di beni di insieme coinvolge le aree che potrebbero costituire un bene paesaggistico

d’insieme .

Le aree indicate come “beni paesaggistici di insieme” sono quelle aree proposte dal Piano Territoriale

Regionale della Campania approvato con delibera della Giunta Regionale n° 1956 il 30 Novembre 2006,

nelle relative “Linee guida per il paesaggio” e recepite dalla proposta preliminare di Piano Territoriale di

Coordinamento Provinciale di Salerno del 2007, le quali vengono definite come “…determinate aree nelle

quali la configurazione dell’insediamento storico è ancora apprezzabile in forma di relazione complessa tra

elementi antropici e contesto, e può essere ritenuta come costitutiva dell’identità paesaggistica attuale…”.

Nella prospettiva del rafforzamento della tutela dell’identità paesaggistica del territorio comunale, le

aree individuate dalla Regione e dalla Provincia come oggetto di un regime di tutela specifica di futura efficacia

ricadenti nei confini comunali di Capaccio sono:

· L’area relativa ad una fascia di 1000 metri dalla linea di battigia del fiume Sele;

· L’area relativa ad una fascia di 5000 metri dalla linea di costa.

In particolare la proposta preliminare di Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Salerno

definisce i beni paesaggistici d’insieme “…come sistemi fortemente integrati, per i quali vanno garantite la

salvaguardia delle relazioni visive e la fruibilità degli elementi-componenti. Capaccio rientra nel sistema

della Chora Pestana, per la quale vanno assicurate le relazioni funzionali tra area archeologica consolidata,

attrezzature museali, siti coevi del territorio posidoniate e siti d’epoca eneolitica (Gaudo), attraverso un

circuito di fruizione unitario, anche col recupero delle direttrici di collegamento archeologiche sia interne

che esterne (via istmica est-ovest), la valorizzazione dei siti archeologici minori (Tempio di Hera Argiva, siti

di Fonte e Capodifiume, etc.), e la riqualificazione delle aree edificate sul bordo dell’area archeologica…”.

La connotazione di specifici elementi coinvolge:

· elementi conseguenti dalla ricognizione della “conformazione” dei connotati morfologici e vegetazionali

presenti nel territorio;

· gli elementi incidenti nella “configurazione” del sistema ambientale – paesaggistico, ovvero della

forma sensibile delle relazioni visive tra le unità costitutive..

Il complesso degli elementi morfologici e vegetazionali di ruolo paesaggistico presenti nel territorio

comunale sono stati desunti dalla ricognizione degli studi di settore succitati e dalla ricognizione sul campo

effettuata sul territorio comunale.

Tali elementi, alcuni dei quali appartenenti in tutto o in parte alle categorie precedentemente descritte,

sono elementi strutturanti e caratterizzanti il territorio comunale e vengono perciò indicati nella cartografia

per operarne una chiara delimitazione, fornendo mediante la loro lettura un’informazione diretta sul forma

sensibile del territorio di Capaccio.

Tali aree risultano essere:

· Le spiagge e le foci fluviali;

· I boschi e le aree alberate;

· I frutteti, gli oliveti ed i vigneti;

· Le aree a vegetazione rada o incolta;

· Le coltivazioni arboree;

· Le aree alberate ed i filari alberati;

· L’area collinare nel contesto di pianura ove si gode una visione privilegiata del territorio comunale.

Elementi incidenti sul sistema ambientale paesaggistico

L’ultima categoria rappresentata nella tavola B.1 è quella degli elementi incidenti sul sistema ambientale

paesaggistico costruita, anche questa, consultando gli studi di settore disponibili e tramite la ricognizione

sul campo del comune di Capaccio.

Appartengono a tale categoria:

· la cava; le serre; la discarica.

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/38

Metodologia

La metodologia adoperata, ossia il Map Overlay, ha adoperato layer diversi per perimetrare ogni categoria

a cui appartengono i beni in questione, consentendo di individuare, pertanto, il perimetro dei beni paesaggistici

di insieme su tutta l’area comunale, anche se gran parte di questa è già tutelata per effetto degli

istituti normativi sopra indicati: è stata applicata, per tanto, un’apposita campitura solo nelle aree in cui tali

beni sono l’unico elemento di valore insistente sul territorio comunale.

La rappresentazione cartografata consente di percepire la complessità del territorio di Capaccio e la

ricchezza del patrimonio culturale di interesse paesaggistico che lo connota. Il territorio comunale si caratterizza

infatti per una cospicua concentrazione degli elementi comprensivi dei caratteri dei valori paesaggistici

dovuti alla alta concentrazione di beni immobili e naturalistici di elevato pregio, di aree morfologicamente

dotate per la fruizione di questi e di un paesaggio agrario dai caratteri ancora perfettamente leggibili.

L’ELABORATO CARTOGRAFICO B.2, IL PATRIMONIO CULTURALE DI INTERESSE

STORICO-ARCHEOLOGICO. RAPPRESENTAZIONE NELLA SCALA 1/10.000

Rielaborazione degli Elaborati A “ L’identità archeologica del territorio comunale”, e B “La formazione del

tessuto urbanistico. La nascita e l’evoluzione dell’insediamento attraverso il tempo” partecipi della Relazione

di Programma redatta nel 2003, pubblicati a firma del Dott Arch. Saverio Cioce nel volume di F. Forte

“L’ideazione urbanistica, Il caso Capaccio Paestum: la relazione di programma”.Inu Edizioni, 2005

Nella Tavola B2 si riportano i perimetri areali dei beni e cespiti immobiliari storici, archeologici ed

architettonici presenti sul territorio comunale, nonché dagli elementi costitutivi del paesaggio agrario storico

e della riforma, e dai percorsi storici presenti nel comune di Capaccio.

I beni storici, archeologici ed architettonici riportati nell’elaborato cartografico sono quelli censiti

dalla sovrintendenza dei BAAS, dal Decreto Legge n°1089 del 1939 e dalla Legge n°220 del 1957, ed infine

quelli comunque conosciuti.

Ai beni suddetti sono stati sovrapposti, tramite Map Overlay, gli areali costituenti il paesaggio agrario

storico e della riforma agraria, così come riportato dal Piano Territoriale Regionale della Campania, approvato

con delibera della Giunta Regionale n° 1956 il 30 Novembre 2006, e dai documenti dell’Ente di Riforma

in seguito alle legge costituenti la Riforma Agraria in Italia (Legge Sila del 12/05/1950 e Legge Stralcio

n°841 del 21/10/50).

La trama dei percorsi storici, invece, è stata desunta consultando:

· le cartografie allegate alla Proposta preliminare di Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia

di Salerno, approvato con delibera della Giunta Provinciale n°191 il 2/05/2007,

· il volume del prof. F. Forte, L’ideazione urbanistica, Il caso Capaccio-Paestum, La relazione di

programma, INU Edizioni, Roma, 2005, Elaborato B “La formazione del tessuto urbanistico. La nascita

e l’evoluzione dell’insediamento attraverso il tempo” pp. 31 – 110.

Di seguito si riporta l’elenco dei beni archeologici singoli, dei complessi archeologici, dei percorsi di

interesse archeologico, delle aree di potenziale ritrovamento di materiale archeologico, degli immobili isolati

di interesse storico situati nel perimetro della z.t.o. di tipo A1 di Paestum, delle aree di potenziale ritrovamento

di materiale archeologico, degli immobili isolati presenti nel nucleo antico di Capaccio vecchio, degli

insediamenti urbani di interesse storico, degli edifici e beni di notevole interesse dichiarato situati nell’insediamento,

degli insediamenti urbani di interesse storico, degli insediamenti urbani di interesse testimoniale,

della “viabilità storica” e degli “immobili isolati di interesse storico” presenti sul territorio comunale e riportati

nell’elaborato cartografico:

Complessi archeologici

-BA.1) Area archeologica di Paestum.

Vincoli dichiarati (art. 1 e art. 3, D.L. 1089/39); L220/1957

-BA.2) Heraion di Focesele, Vincoli dichiarati (art. 1 e art. 3, D.L. 1089/39).

Beni archeologici singoli

-BA.3) Necropoli di Gaudo, Vincoli dichiarati (art. 1 e art. 3, D.L. 1089/39);

-BA.4) Tempietto di Gaudo, Vincoli dichiarati (art. 1 e art. 3, D.L. 1089/39);

-BA.5) Santuario e necropoli di S.ta Venera (ex-stabilimento Cirio), Vincoli dichiarati (art. 1 e art. 3, D.L.

1089/39);

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/39

Il Ponte Barizzo, fotoriproduzione tratta dal volume “Ponte del Diavolo sul Fiume Sele al Barizzo,

per Pasquale Sasso, ingegnere addetto alla costruzione dell’opera”,

Napoli, Tipografia di Luigi Gargiulo, Strada Speranzella n. 75, 1873.

L’impegno e l’ingegno dei nostri progenitori solca le terre del Sele, e dovrebbe sollecitare alle comunità locali

analogo impegno e ingegno, tanto più nella formazione del “piano urbanistico comunale”, il Puc, in

quanto generale e quindi trasversale tra i settori dell’azione amministrativa, inclusivo dei contenuti plurimi

della forma della struttura e della struttura della forma dell’antropizzazione, e ad orizzonte temporale vasto

Si propongono nell’immagine i perimetri dei siti di pianura, delle pendici collinari e dei siti montani dichiarati

di interesse mondiale dall’Unesco, e si evidenzia la continuità con le aree di tutela del “parco archeologico”

di Paestum.

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/40

-BA.6) Santuario di Demetra ed Afrodite (“Basi di Colonne”)

-BA.7) Necropoli di Ponte di Ferro, Vincoli dichiarati (art. 1 e art. 3, D.L. 1089/39);

-BA.8) Necropoli di Andriuolo , Vincoli dichiarati(art. 1 e art. 3, D.L. 1089/39);

-BA.9) Necropoli di Arcioni, Vincoli dichiarati (art. 1 e art. 3, D.L. 1089/39);

-BA.10) Necropoli di Spinazzo

-BA.11) Necropoli di Tempa del Prete

-BA.12) Linora, necropoli e cava di travertino

-BA.13) Santuario dei Getsemani (Demetra ?)

-BA.14) Sorgente di Acqua che bolle (Demetra ?)

-BA.15) Sorgenti di Capodifiume (Santuario di Demetra), Vincoli dichiarati (art. 1 e art. 3, D.L. 1089/39);

Notifica D.M. 17.06.93

-BA.16) Capaccio Vecchio

-BA.17) Sorgente Acque Salsa

-BA.18) Sorgente Acqua Sulfurea

-BA.19) Acquedotto romano, Vincoli dichiarati (art. 1 e art. 3, D.L. 1089/39);

Notifica D.M. 11.02.48 e 12.04.45.

Percorsi di interesse archeologico: PIA

-PIA.1) Sorgente Acque Salsa – Capodifiume

-PIA.2) Percorso P.ta Giustizia-Agropoli

-PIA.3) Percorso P.ta Aurea-Heraion di Foce Sele

Immobili isolati di interesse storico situati nel perimetro della z.n. del tipo A1 di Paestum.

-IS. 6) Paestum, borgo

-IS. 6.1) Chiesa dell’Annunziata (c.d. Preromanica o Paleocristiana), Vincoli dichiarati: immobile censito

dalla Sovrint. BAAS

-IS. 6.2) Palazzo De Maria, Vincoli dichiarati: art. 2 D.L. 490/’99 ( D.L. 1089/39); notifica D.M.01.06.59.

-IS. 7) Paestum, via Tavernelle

-IS. 8) Torre di Paestum

-IS. 8.1) Torre costiera di Paestum, Vincoli dichiarati: immobile censito dalla Sovrint. BAAS

-IS. 12) Villa Salati: bufalara, parco e agrumeto – Paestum, Vincoli dichiarati ( D.L. 1089/39); notifica

D.M.06.04.95

Aree di potenziale ritrovamento di materiale archeologico

-BAP.1) Gromola: necropoli

-BAP.2) Calidoro: insediamento lucano

-BAP.3) Strecara: necropoli lucana

-BAP.4) Sabatella: insediamento e necropoli

-BAP.5) Cerro: insediamento e necropoli

-BAP.6) Pila: necropoli

-BAP.7) Barizzo: insediamento e necropoli

-BAP.8) Scigliati: necropoli

-BAP.9) Torre Raccoli: necropoli

-BAP.10) Palma: insediamento VII-IV sec. a.C.

-BAP.11) Tempa S. Paolo: necropoli

-BAP.12) Campo sportivo e Chiesa di S. Vito di Capaccio Scalo: insediamenti e necropoli

-BAP.13) Fornilli: insediamenti e necropoli

-BAP.14) Gueglia: necropoli

-BAP.15) Laura: tomba IV sec.

-BAP.16) Terra del Tesoro: tombe

-BAP.17) Cafasso: insediamento e necropoli IV sec.

-BAP.18) Grotta del Granato: insediamento

-BAP.19) Seude: insediamento

-BAP.20) Giancesare: insediamento

-BAP.21) Giancesare: insediamento

-BAP.22) Cortigliano: insediamento

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/41

-BAP.23) Cortigliano Perati: tomba o deposito votivo

-BAP.24) Chiorbo: insediamento e necropoli

-BAP.25) Chiorbo: insediamento

-BAP.26) Stazione di Paestum: luogo di culto, necropoli, acquedotto

-BAP.27) Campo di Pere: insediamento di II sec.

-BAP.28) Campo di Pere: canalizzazioni idriche

-BAP.29) Chiorbo: insediamento

-BAP.30) Chiorbo (il Faro): materiale lapideo

-BAP.31) Maida: tombe e insediamento

-BAP.32) Licinella: necropoli ed insediamenti

-BAP.33) Pagliaio della Visceglia: tombe

-BAP.34) Spinazzo: insediamento rustico

-BAP.35) Fuscillo: tombe

-BAP.36) Tempa di Lepre: tombe ed insediamenti

Immobili isolati presenti nel nucleo antico di Capaccio vecchia

ES. 1) Castello di Capaccio Vecchio, Vincoli dichiarati: immobile censito dalla Sovrint. BAAS

ES. 2) Chiesa e Santuario Madonna Del Granato, Vincoli dichiarati: immobile censito dalla Sovrint. BAAS

Insediamenti urbani di interesse storico – Centro Storico

IS. 1) Capaccio

Edifici e beni di notevole interesse dichiarato situati nell’insediamento

IS. 1.1) Chiesa e Convento di S. Antonio, Frati Minori – Capaccio, Vincoli dichiarati: immobile censito dalla

Sovrint. BAAS – schede maris

IS. 1.2) Chiesa Madonna del Rosario, Vincoli dichiarati: immobile censito dalla Sovrint. BAAS – schede maris

IS. 1.3) Fontana dei tre delfini – Capaccio, Vincoli dichiarati: immobile censito dalla Sovrint. BAAS – schede

maris

IS. 1.4) Palazzo Bellelli, giardino – Capaccio, Vincoli dichiarati: immobile censito dalla Sovrint. BAAS –

schede maris

IS. 1.5) Palazzo Rubini, giardino – Capaccio, Vincoli dichiarati: immobile censito dalla Sovrint. BAAS –

schede maris

IS. 1.6) Palazzo Stabile, giardino – Capaccio, Vincoli dichiarati ( D.L. 1089/39)

Insediamenti urbani di interesse storico

-IS. 13) Villa Doria d’Angri (Ricciardi), parco, stalle, alloggi braccianti agricoli. Vincoli dichiarati: art. 2 (

D.L. 1089/1939); notifica D.M.24.05.55

Insediamenti urbani di interesse testimoniale

IS. 2) Gromola

IS. 3) Capaccio Scalo

IS. 4) Cafasso

IS. 5) Pagliara della Visceglia – Spinazzo

Viabilità storica

VS. 1) Via Cilentana vecchia, Individuazione: da Ponte Barizzo (Fiume Sele) al Varco Cilentano (Fiume Solofrone)

VS. 2) Percorso P.ta Sirena-Ponte Barizzo, Individuazione: da Paestum alla Scafa sul Sele attraverso Capo di

Fiume, Feudo.

VS. 3) Percorso P.ta Sirena-Capaccio, Individuazione: da Paestum a Capaccio per la La Torricella

VS. 4) Percorso via Cilentana – Ponte Barelle – Monticello

VS. 5) Percorso Capodifiume – Capaccio

VS. 6) Percorso Seliano – Capodifiume

VS. 7) Percorso Ponte Barelle-Giungano

Immobili isolati di interesse storico

IS. 9) Barizzo

IS. 10) Crispi

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/42

IS. 11) Masseria Lupata – Paestum, Vincoli dichiarati: immobile censito dalla Sovrint. BAAS

IS. 14) Masseria S. Erminia (Scaramella)

IS. 15) Masseria Vannullo

IS. 16) Masseria D’Alessio

IS. 17) Case Cardogno

IS. 18) Masseria Spinazzo

IS. 19) Masseria Gaudo

IS. 20) Case Seliano (Bellelli)

IS. 21) Case Fornilli- Capaccio Scalo

IS. 22) Masseria Eliseo (palazzo Bellelli)

IS. 23) Case Procuzzi

IS. 24) Bufalara di Gromola

IS. 25) Masseria Stregara

IS. 26) Masseria Cerro

IS. 27) Masseria Feudo

IS. 28)Case Limiti

IS. 29) Case Pazzano

IS. 30) Case Pastoraca

IS. 31) La Torricella

IS. 32) Case Picilli

ES. 3) Torre di guardia Foce Sele – Foce Sele. Vincoli dichiarati ( D.L. 1089/39); notifica D.M. 12.03.94

ES. 4) Torre di guardia di Kernot – Foce Sele. Vincoli dichiarati ( D.L. 1089/39); notifica D.M. 12.03.94 T

ES. 5) Centrale di mare, mulino – Licinella

ES. 6) Case Lupo – Laura.

ES. 7) Ponte Barizzo – manufatto

ES. 8) Azienda Iemma – P.te Barizzo

ES. 9) Stazione Ferroviaria di Albanella

ES. 10 Impianto di sollevamento idrico del Consorzio di Bonifica – Foce Sele

ES. 11) Masseria Orto Nero

ES. 12) Masseria Rizzo (Sorvella)

ES. 13) Masseria Sabatella

ES. 14) Masseria Tedesca

ES. 15) Palmieri-Palombo (Case Filette)

ES. 16) Tabacchificio Rettifilo

ES. 17) Edificio del Consorzio Bonifica lungo la Cilentana nuova

ES. 18) Abitazione Rurale a Cafasso

ES. 19) Torretta – Cafasso

ES. 20) Masseria Casabella – Paestum

ES. 21) Azienda agricola Vecchio – fuori p.ta Sirena

ES. 22) Masseria Campo di Pera – fuori p.ta Sirena

ES. 23) Masseria Fuscillo – svincolo s.s. 18

In aggiunta ai beni sopra elencati, si sono riportati gli areali inerenti il paesaggio agrario storico e conseguente

dalle azioni svolte attraverso la riforma agraria negli anni cinquanta del trascorso secolo, i cui caratteri

sono ampiamente leggibili nella configurazione paesaggistica. Le aree riportate sono :

· I tracciati rinvenuti di centuriazione romana (fonte P.T.R. Campania 2006);

· Gli insediamenti urbani di interesse testimoniale: i borghi della riforma agraria (fonte: Volume del

prof. F. FORTE, L’ideazione urbanistica, Il caso Capaccio-Paestum, La relazione di programma,

INU Edizioni, Roma, 2005, Elaborato A “L’identità archeologica del territorio comunale” pag. 15 –

30, Elaborato B “La formazione del tessuto urbanistico. La nascita e l’evoluzione dell’insediamento

attraverso il tempo” pp. 31 – 110. Ed altresì: Ente Regionale di Sviluppo Agricolo in Campania, servizio

studi, programmazione e piani “ Studi e proposte per il recupero dei borghi rurali di proprietà

dell’Ente”, a duplicatore, 1988.

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/43

· Le aree interessate dagli interventi dell’Ente Riforma (fonte: F. Forte, L’ideazione urbanistica, Il caso

Capaccio-Paestum, La relazione di programma, INU Edizioni, Roma, 2005, Elaborato A

“L’identità archeologica del territorio comunale” pag. 15 – 30, Elaborato B “La formazione del tessuto

urbanistico. La nascita e l’evoluzione dell’insediamento attraverso il tempo” pp. 31 – 110. Ed altresì:

Ente Regionale di Sviluppo Agricolo in Campania, servizio studi, programmazione e piani “

Studi e proposte per il recupero dei borghi rurali di proprietà dell’Ente”, citato.

Struttura poderale delle aree espropriate dall’Ente Riforma, da Ente Regionale di Sviluppo Agricolo in

Campania, servizio studi, programmazione e piani “Studi e proposte per il recupero dei borghi rurali di

proprietà dell’Ente”, a duplicatore, 1988, fig. 10

La rappresentazione proposta nell’elaborato cartografico consente di comprendere e comunicare la

continuità storica stratificatasi nell’uso agricolo dei territori.

Tracciati dei percorsi storici

L’ultima informazione riportata nell’elaborato cartografico B.2 verte sui tracciati dei percorsi storici

rinvenuti a Capaccio, di cui si riportano le fonti:

· La viabilità storica (fonte: volume del prof. F. Forte, L’ideazione urbanistica, Il caso Capaccio-

Paestum, La relazione di programma, INU Edizioni, Roma, 2005, Elaborato A “L’identità archeologica

del territorio comunale” pag. 15 – 30, Elaborato B “La formazione del tessuto urbanistico. La

nascita e l’evoluzione dell’insediamento attraverso il tempo” pp. 31 – 110.;

· La Rete stradale di epoca romana – strada primaria certa (fonte: proposta preliminare di P.T.C. della

Provincia di Salerno 2007);

· Rete stradale di epoca romana – strada secondaria incerta (fonte: proposta preliminare di P.T.C. della

Provincia di Salerno 2007);

· Rete stradale storica (fonte: proposta preliminare di P.T.C. della Provincia di Salerno 2007).

Tali percorsi svelano il ruolo strategico posseduto da Capaccio in epoca storica come porta d’accesso

ai comuni dell’area Cilentana, in cui è possibile notare, dall’analisi del tracciato pedecollinare e dell’asse

progettato da C. Alfan de Rivera alla metà del secolo XIX, come questi ne riprendano quasi integralmente il

tracciato, ad ulteriore testimonianza della continuità storica presente nel comune di Capaccio e pervenuta ai

giorni nostri.

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/44

Le città di fondazione nella” Magna Grecia”. La città di Paestum.

La rappresentazione della Tavola B.2, redatta nella scala 1/10.000.

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L’Heraion alla foce del fiume

Sele

La rappresentazione della Tavola

B.2, redatta nella scala

1/10.000: la legenda.

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Localizzazione e perimetrazione su base topografica dei beni di interesse archeologico.

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2.3 – IL SISTEMA INSEDIATIVO

Dott. Arch. Fabrizia Forte, coordinamento e supervisione del Prof. F. Forte

2.3.1 ELABORATO C–ISR.1 – INSEDIAMENTO STORICO E RECENTE, AD

UTILIZZAZIONE PREVALENTEMENTE ABITATIVA O SPECIALISTICA, COME

INVARIANTE DI POLITICHE PUBBLICHE DI CONSERVAZIONE, RECUPERO,

RIQUALIFICAZIONE, RAPPRESENTAZIONE NELLA SCALA 1/10.000

Nell’elaborato cartografico C-ISR.1 si è esposto l’esito della ricognizione accurata dei caratteri

dell’esistente struttura insediativa, invariante di politiche pubbliche di conservazione, recupero, riqualificazione.

La ricognizione effettuata rappresenta una base conoscitiva necessaria per orientare e articolare le

proposte di strategia e struttura che si annunciano attraverso la Relazione Programmatica. L’elaborato cartografico,

redatto nella scala 1/10.000, viene di seguito rappresentato ricorrendo ad estratti, proposti in figure,

che suddividono il territorio comunale in quadranti.

L’elaborazione è stata redatta operando in continuità con l’esito della ricognizione esposta nella Relazione

Programmatica, Marzo 2003, commentata nel volume del prof. Forte “L’ideazione urbanistica. La

Relazione di Programma, il caso Capaccio Paestum”, INU Ediz.,Roma 2005, integrandone i contenuti con

ricognizione effettuata su cartografia aereofotogrammetrica del territorio comunale, integrata con gli aggiornamenti

al 2008, e con sopralluoghi di verifica.

Caratterizzano il sistema insediativo: le “Componenti ed elementi territoriali di interesse storico” ed

il “Sistema insediativo recente”, individuati attraverso perimetrazione cartografica.

Le informazioni relative alle componenti di interesse storico e archeologico sono desunte dalle conoscenze

acquisite attraverso le valutazioni esposte nella relazione Programmatica, Marzo 2003, Elaborato B

(Fonte: Francesco Forte, “L’ideazione urbanistica. La Relazione di Programma, il caso Capaccio Paestum”,

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/51

INU Ediz.,Roma 2005, Elaborato B, “La formazione del tessuto urbanistico. La nascita dell’insediamento

attraverso il tempo”, pp. 85-96). Ai beni suddetti si è sovrapposto l’areale costituente la lottizzazione agraria

esito della Riforma Agraria.

La perimetrazione dell’insediamento recente è stata effettuata sulla base di un confronto tra la cartografia

aereofotogrammetrica aggiornata al 2008 e la cartografia IGM del 1956 (Istituto Geografico Militare,

Carta d’Italia, edizione del 1956. Fogli 197 – 198. Scala 1:25000).

Si è inoltre indicata la classificazione degli spazi pubblici secondo le categorie del D.M. 1444/1968.

L’informazione è stata elaborata sulla base dei dati aggiornati al 2008 forniti dal Comune.

Le componenti di insediamento caratterizzanti il tessuto urbanistico individuano il sistema insediativo,

storico, recente e ad utilizzazione specialistica.

Nelle perimetrazioni é significativa la parte dell’insediamento urbano conformata da interesse storico,

monumentale e testimoniale.Le componenti edificate nella seconda metà del XX secolo individuano il

sistema insediativo recente, partecipe del perimetro della città contemporanea. A caratterizzare

l’insediamento una configurazione a nuclei.

La rappresentazione della Tavola C-ISR.1, redatta nella scala 1/10.000

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La rappresentazione della Tavola C-ISR.1, redatta nella scala 1/10.000: la legenda.

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Metodologia

La legenda assunta nella redazione dell’elaborato grafico promuove la perimetrazione delle

componenti dell’insediamento sulla base dei criteri storico-morfologici che si riporta:

Componenti ed elementi territoriali di interesse storico: l’identità archeologica e storica

dell’insediamento

Le “Componenti ed elementi territoriali di interesse storico”1 si articolano in:

– Componenti ed elementi territoriali di interesse storico: l’identità archeologica

In tale raggruppamento si riporta la perimetrazione dei cespiti immobiliari configuranti l’identità archeologica

del territorio comunale, ovvero:

– Beni e complessi storici: il complesso archeologico e i siti adiacenti. Il complesso archeologico e i

siti adiacenti” si articola in:

– Area archeologica e parco archeologico (A.1a.1)2 . A tale definizione si è ricondotto:

– Il complesso archeologico dell’Heraion di Foce Sele, configurante area archeologica, ovvero

sito in cui insistono i resti di un insieme edilizio originariamente concluso per funzioni e

destinazione d’uso complessive.

1 Fonte: Norma del Ptcp, Titolo 1.1, Capo 1.1.2.

2 Fonte: Norma del Ptcp, Titolo 1.1, Capo 1.1.2, art.1.1.2.2.1

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La rappresentazione della Tavola C-ISR.1, redatta nella scala 1/10.000: il complesso archeologico di Paestum

ed i beni di integrazione localizzati nella zona di protezione di cui alla legge n. 220/1957.

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– Il complesso archeologico di Paestum, configurante parco archeologico, ovvero componente areale

caratterizzata da importanti evidenze archeologiche, e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici

o ambientali, attrezzato come museo all’aperto in modo da facilitarne la lettura attraverso itinerari ragionati

e sussidi didattici3.

– I beni archeologici singoli (A.1a.2)4

– Le aree di potenziale ritrovamento di materiali archeologici (A.1a.3) 5

– Percorsi di interesse archeologico (A.1a.4)

– Beni di integrazione (A.1.b) Per beni di integrazione si sono intesi i cespiti immobiliari ricadenti nel

perimetro oggetto di disciplina di tutela sancita attraverso la legge n. 220 del 5 marzo 1957, nonché le

componenti oggetto di tutela da rischio idrogeologico estese lungo le acque pubbliche del fiume Salso,

tra Capo di Fiume e la foce.

3 Fonte: volume del Prof. F. Forte “L’ideazione urbanistica. La Relazione di Programma, il caso Capaccio Paestum”,

INU Edizioni, Roma 2005, Elaborato M, “La forma della struttura urbanistica”, pg. 467.

4 Fonte: Norma del Ptcp, Titolo 1.1, Capo 1.1.2, art.1.1.2.2.2

5 Fonte: Norma del Ptcp, Titolo 1.1, Capo 1.1.2, art. 1.1.2.2.3

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I beni di integrazione sono stati disaggregati in relazione ai caratteri e si articolano in:

– A. 1.b.1 Attrezzature del parco archeologico e dell’area archeologica;

– A.1.b.2 Tratta di viabilità ostativa della fruizione di beni archeologici;

– A.1.b.3 Attrezzature pubbliche di servizio;

– A.1.b.5 Aree ad utilizzazione agricola e zootecnica rientranti nel perimetro della zona di protezione

di cui alla legge 220/1957;

– A.1.b.6 Nucleo di insediamento storico nell’area archeologica;

– A.1.b.7 Insediamento recente nella zona di protezione di cui alla legge 220/1957 nonché nel

biotopo pineale costiero;

– A.1.b.8 Insediamento recente specialistico nella zona di protezione di cui alla legge

220/1957;

– A.1.b.9 Verde privato nella zona di protezione di cui alla legge 220/1957;

– A.1.b.10 Campeggi e villaggi albergo nella zona di protezione di cui alla legge 220/1957;

– A.1.b.11 Percorsi allestiti di interesse archeologico, esistenti o di nuovo impianto.

– A.1.b.12 Immobili isolati di interesse storico nella zona di protezione

– “Componenti ed elementi territoriali di interesse storico: l’insediamento storico urbano” (A.2)

In tale raggruppamento si riporta la perimetrazione dei cespiti immobiliari configuranti “parti del territorio

risultanti edificate con sostanziale continuità e con impianto fortemente caratterizzato, e comunque

riconoscibile, entro la prima metà del XX secolo”. Si riscontrano tre nodi di eccezionale significato storico e

paesaggistico, riconosciuti nel nucleo antico, nel centro storico, e nell’insediamento urbano di interesse storico;

ed una molteplicità di beni singoli, di interesse storico, connessi alla modalità della produzione zootecnica

ed ai valori della cultura e dell’organizzazione produttiva ed insediativa. L’interesse testimoniale si ravvisa

nella trama della colonizzazione agraria, e nei tessuti insediativi e nelle forme di insediamento realizzati

con la riforma.

Le “componenti ed elementi territoriali di interesse storico” si articolano in:

– Nucleo antico (A.2.a)

Insediamento extraurbano connesso allo sviluppo storico di insediamento maggiore, o di sistema insediativo

territoriale, come proposto nella L.R. 25/09/2002, Tit. I°, art. 2, comma b. A tale definizione

si è ricondotto l’insediamento extraurbano, costituito dal complesso monumentale d’interesse

culturale storico – artistico – paesaggistico – religioso della Madonna del Sagrato, e le aree circostanti

caratterizzanti l’interazione tra valori scenici di orizzonte conseguenti alla conformazione naturale

del suolo e valori antropici; ed il connesso complesso monumentale d’interesse storico-paesaggistico

del Castello di Caput Aquae, ed i siti adiacenti.

– Centro storico (A.2.b)

Insediamento urbano già centro di cultura locale e di produzione artistica, contenente opere d’arte

entro il contesto storico per cui sono nate, ed in rapporto con il tessuto urbano ed al contesto paesaggistico

di pertinenza, e che conserva l’aspetto ed i connotati di insieme della città storica”, come

proposto nella L.R. 25/09/2002, Tit. I°, art. 2, comma a. A tale definizione si è ricondotto

l’insediamento di Capaccio Capoluogo, come perimetrato nell’elaborato cartografico allegato.

– Insediamento urbano di interesse storico (A.2.c)

Parte del territorio risultante edificata con sostanziale continuità e con impianto fortemente caratterizzato,

e comunque riconoscibile, entro la prima metà del XX secolo. Si è riscontrato tale carattere

nella Villa Doria d’Angri (Ricciardi), parco, stalle, alloggi braccianti agricoli, sita nel polo insediativo

di Ponte Barizzo, sigla ricognitiva IS.13.

– Insediamento urbano di interesse testimoniale (A.2.d)

Parte del territorio risultante edificata mediante progettazione unitaria dell’impianto e

dell’edificazione, testimonianza di azioni di significativo rilievo nel promuovere la civiltà dei luoghi.

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A tale definizione si riconduce l’insediamento dei Borghi della Riforma Agraria, cui devesi

l’antropizzazione sopravvenuta nella seconda metà del XX secolo.

– Immobili isolati di interesse storico (A.2.e)6

– Viabilità storica /A.2.f) 7

Sistema insediativo recente (B).

Di questo raggruppamento fanno parte le “aree edificate otto-novecentesche non classificate come

insediamenti storici, nonché le aree urbanizzate ed edificate con sostanziale continuità successivamente al

periodo 1950/60”8.

L’esistente insediamento urbano partecipa della zona normativa del tipo B e si articola in:

– insediamento recente consolidato (B.1)

– di completamento attraverso integrazione (B.2)

– aree urbane specialistiche (B.3)

“Insediamento recente consolidato” (B.1). L’insediamento recente consolidato si disaggrega in:

– Insediamento urbano recente ad impianto compiuto consolidato (B.1.a).

– Insediamento urbano recente consolidato, con configurazione conseguente da progettazione unitaria

(B.1.b).

– Insediamento urbano recente in ambiente costiero ad uso prevalentemente abitativo per popolazione

non stanziale (B.1.c).

“Insediamento recente incompiuto, da completare attraverso integrazione” (B.2). Si disaggrega in:

6 Fonte: Norma del Ptcp, Titolo 1.1, Capo 1.1.2, Art. 1.1.2.2.4

7 Fonte: Norma del Ptcp, Titolo 1.1, Capo 1.1.2, Art. 1.1.2.2.5

8 Fonte: Norma del Ptcp, Titolo 1.1, Capo 1.1.2, Art. 1.1.3.1

L’insediamento

storico urbano: il

centro storico.

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La rappresentazione della Tavola C-ISR.1, redatta nella scala 1/10.000:l’insediamento di Capaccio Scalo,

Borgonuovo, Cafasso.

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– Insediamento urbano recente di impianto incompiuto (B.2.a).

– Insediamento recente di matrice rururbana (B.2.b).

– Verde privato in insediamento urbano recente (B.2.c).

– Insediamento urbano di impianto incompiuto ricadente in area dichiarata a rischio idraulico (B.2.d).

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“Aree urbane specialistiche” (B.3)9

Le aree urbane specialistiche si articolano in:

– area urbana specialistica esistente con utilizzazione turistico ricettiva a gestione unitaria e rotazione

d’uso (B.3.1.)

– area urbana specialistica esistente con utilizzazione per la produzione di servizi e di beni (B.3.2)

– aree urbane specialistiche a configurazione unitaria” ( B.4)

Il sistema degli spazi pubblici

Nell’elaborato si è rappresentata la dotazione di spazi pubblici nel territorio comunale, in relazione

alle prescrizioni conseguenti dagli art.i 3 e 4 del D.M. 2 Aprile 1968.

Come si evince dall’elaborato la maggior parte della dotazione comunale è localizzata negli agglomerati

urbani, in coerenza con la maggiore concentrazione della popolazione.

Nel complesso gli agglomerati urbani si riscontra una certa consistenza del sistema degli spazi pubblici

solo negli insediamenti di Capaccio Capoluogo, Capaccio Scalo, Paestum e Licinella, quest’ultima in

prevalenza con uso di parcheggi, con differenziate condizioni di fruizione e di rilevanza nell’organizzazione

della struttura urbana.

Sono state inoltre riportate le perimetrazioni dei progetti di spazi pubblici in corso di realizzazione

da parte dell’Amministrazione comunale.

Gli spazi pubblici sono stati classificati secondo le categorie del D.M. 1444/1968 in:

“Attrezzature di interesse locale in quanto complementari all’insediamento residenziale” (art. 3,

D.M. n. 1444/68) Attrezzature ed attività pubbliche di interesse comune destinate all’istruzione dell’obbligo,

scuole materne, asili nido e servizi religiosi; spazi destinati al verde pubblico di ruolo locale e sport; spazi

destinati al parcheggio pubblico.

“Di interesse generale” (art. 4, c.55, D.M. n. 1444/68) Attrezzature pubbliche di interesse generale,

destinate all’istruzione superiore dell’obbligo, attrezzature sanitarie ospedaliere; spazi destinati ad impianti

sportivi di interesse generale nonchè ai parchi pubblici urbani.

“Interesse generale non normate nella legislazione”Attrezzature direzionali e sociali di interesse

collettivo, di carattere pubblico e privato, come: attrezzature di interesse generale per i servizi amministrativi

dello Stato, del Comune, e di Enti Territoriali; sedi bancarie; sedi di enti funzionali o di società; uffici di varia

natura e dimensione. Spazi destinati ad attività socio-culturali; spiagge. Spazi destinati ad attrezzature per

attività producenti , quali attrezzature di impiantistica territoriale volte ad attenuare la fragilità ambientale

(centrali elettriche, depuratori, impianti di trattamento di residui solidi urbani).

“Spazi pubblici per attività, attrezzature ed impianti di interesse generale connessi alla mobilità”

Impianti ed attrezzature ferroviarie; attrezzature per la mobilità su gomma e per lo scambio intermodale.

Si è integrata l’elaborazione tematica con la rappresentazione del sistema della mobilità, del sistema

ambientale (alvei fluviali, opere idrauliche, opere irrigue) e della vegetazione di ruolo paesaggistico (perimetrata

su aerofotogrammetria in scala 1:5000 e verificata su ortofotocarta e tramite ricognizione sul campo)

con lo scopo di evidenziare i rapporti singolari che si ritiene si siano instaurati tra le caratteristiche del sistema

insediativo antropico e le caratteristiche dell’ambiente naturale.

Il sistema della mobilità ingloba gli spazi destinati alla viabilità, matrice, di impianto o di servizio;

agli spazi destinati ai percorsi ciclabili o pedonali; alla rete ferroviaria.

Gli elementi partecipi del sistema della rete per la mobilità sono classificati in rapporto ai caratteri

dell’infrastruttura, ed al ruolo che assolve nell’offerta di servizio. I percorsi si distinguono in:

– Linea ferroviaria

– Percorso matrice di primo livello (SS 18)

– Percorso matrice di secondo livello

– Percorso di impianto del tessuto edilizio

– Percorso di impianto di singolarità naturalistica (pineta costiera e spiaggia)

– Percorso di interesse locale

9 Fonte: Norma del Ptcp, Titolo 1.1, Capo 1.1.2, Art. 1.1.3.2

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– Percorsi allestiti per la viabilità ciclo-pedonale

Il sistema ambientale ingloba gli alvei fluviali, nonché le opere idrauliche, comprendendo gli alvei

naturali, artificiali e le opere irrigue. Si è ritenuto opportuno indicare la localizzazione della cava come detrattore

ambientale di paesaggio. Le informazioni sono state desunte dagli studi di settore disponibili (v. Elaborato

D-SA “Il sistema ambientale: la rete ecologica”) .Appartengono a tale sistema:

– Alvei fluviali (fiumi Sele, Salso e Solofrone)

– Opere idrauliche: alvei naturali (a carattere torrentizio o alimentati da sorgenti)

– Opere idrauliche: alvei naturali (incisioni)

– Opere idrauliche: alvei artificiali (canali di bonifica, collettori)

– Opere irrigue: condotte primarie

– Detrattore ambientale da riqualificare (cava)

Per quanto concerne la vegetazione di ruolo paesaggistico le componenti areali, puntuali e lineari vegetazionali

partecipi del paesaggio si propongono quali specifiche finalità di approfondimento della ricognizione.

Molte delle masserie storiche che insistono nella piana, sono segnalate dalla presenza di alberi ad alto

fusto secolari (pini, cipressi) che costituiscono dei veri e propri riferimenti paesaggistici di elevato valore. La

presenza dei fiumi è anticipata in lontananza dalla fitta vegetazione spontanea che si sviluppa lungo le sponde

fluviali. Nell’elaborato ci si propone di interpretare sinteticamente tali segni, incidenti la configurazione

della forma sensibile del territorio (boschi, filari alberati, gruppi arborei isolati), rendendo in tal modo leggibile

il rapporto tra l’articolazione delle strutture insediative e le caratteristiche dell’ambiente naturale.

Le informazioni sul sistema vegetazionale sono state desunte dagli studi di settore disponibili (v. Elaborato

D-SA “Il sistema ambientale: la rete ecologica”). Gli elementi individuati risultano essere:

– Filari alberati; Aree alberate; Boschi; Aree a vegetazione rada o incolta; Area costiera a vegetazione

rada o incolta e tratte di viabilità locale; Gruppo arboreo isolato

2.3.2 COMMENTO: CONNOTATI DELLA STRUTTURA INSEDIATIVA MULTIPOLARE.

Rielaborazione dell’Elaborato E“ L’esistente modalità di uso del suolo e l’insediamento”, partecipe della

Relazione di Programma redatta nel 2003, pubblicati a firma del Dott Arch. Elena Pagliuca nel volume di F.

Forte “L’ideazione urbanistica, Il caso Capaccio Paestum: la relazione di programma”.Inu Edizioni, 2005

2.3.2.1 Premessa

L’approfondimento del rapporto esistente tra territorio e popolazione consente di acquisire conoscenza

sui caratteri di utilizzazione del territorio comunale, con particolare riferimento all’utilizzazione urbana

del suolo.

Il territorio comunale è caratterizzato da una estesa pianura, delimitata dal fiume Sele a settentrione,

e dal Solofrone che ne delimita il quadrante meridionale; dalla dominante morfologica montana ad oriente, e

dal mare a occidente.

Nel quadrante meridionale della pianura, a ridosso del mare, si erge il complesso archeologico

dell’antica città Paestum. Presenta un’estensione pari a 11.156 ettari.

Al censimento 2001 la popolazione residente è risultata pari a 20.215 unità.

I suddetti caratteri si rappresentano nelle allegate immagini, dedotte da decodificazione al 2001 della

cartografia numerica della Regione Campania, con perimetrazione degli ambiti morfologici naturali, e vestizione

degli insediamenti con perimetri dedotti da rilevazione satellitare.

2.3.2.2. Popolazione e territorio: questioni di metodo.

Gli agglomerati urbani configurano i luoghi di organizzazione degli usi urbani. L’insediamento storico,

quello recente e l’insediamento specialistico rappresentati in cartografia, consentono di dedurre la

struttura degli agglomerati urbani. La conoscenza da acquisire da un lato si volge alla comprensione della

conformazione naturale del suolo, decodificandone le componenti strutturanti; dall’altro deve volgersi alla

comprensione degli usi urbani del suolo, ed al carattere dell’agglomerato urbano.

L’informazione che consente di acquisire conoscenza sui caratteri degli agglomerati urbani che

scandiscono il territorio comunale di Capaccio Paestum si è resa disponibile avvalendosi di due fonti, proponenti

dati attendibili ed attuali. Il Censimento Istat del 2001, nel procedimento organizzativo, ha disaggregato

il territorio comunale in sezioni censuarie, cui sono riferiti dati sulla popolazione, e sugli edifici con

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presenza di abitazioni. La rilevazione aerofotogrammetrica restituita su base numerica del territorio comunale

ha reso acquisibili informazioni disaggregate concernenti i singoli edifici, la loro consistenza volumetrica,

ed il loro uso funzionale prevalente. La qualificazione storica dell’insediamento si è resa acquisibile da

interpretazione delle fonti cartografiche. La consistenza dello spazio pubblico negli agglomerati urbani può

dedursi da manipolazione cartografica.

Si sono rese pertanto acquisibili informazioni molteplici, idonee a perseguire conoscenza della struttura

urbanistica del territorio comunale.

Le unità di censimento tuttavia sono numerose, interessando la rilevazione l’intero territorio comunale.

L’acquisizione di informazioni significanti ai fini della decodificazione della struttura urbanistica

comporta aggregazione di unità. Pertanto il criterio di aggregazione incide nella deduzione conoscitiva conseguente

alla manipolazione dell’informazione. L’accurata ricognizione rende possibile evidenziare le omogeneità

esistenti, proprie alle forme degli insediamenti ed alla conformazione naturale. L’aggregazione di

tali omogeneità consente di introdurre il concetto di “Polarità Urbanistiche”, intese come realtà ampie,

comprensive di parti dense e meno dense, a cui si attribuisce valore unitario in virtù delle relazioni riscontrate

nel carattere morfologico degli insediamenti nelle unità di paesaggio10 (fig. 1). Le aggregazioni di unità

di censimento possono pertanto acquisirsi come polarità caratterizzanti la struttura urbanistica del territorio

comunale, cui ricondurre le regole di aggregazione.

La disaggregazione spaziale.

In rispondenza a criteri e finalità adottati sono individuate le seguenti polarità:

A, Capaccio capoluogo; B, Capaccio Scalo; C, Vuccolo di Maiorano; D, Licinella; E, Laura; F, Ponte Barizzo;

G, Gromola; H, Spinazzo; I, Foce Sele. Ciascuna polarità si disaggrega in “agglomerati urbani”, “nuclei

abitati” e “case sparse”, come descritto nella Tabella 1, e come riportato nei quadri statistici restitutivi

della conoscenza. Peraltro nei quadri di dettaglio gli agglomerati urbani vengono disaggregati in “comprensori”

urbani, corrispondenti alla singola unità di censimento, cui viene ricondotta l’informazione statistica;

nonchè l’informazione di dettaglio dedotta dal GIS cartografico, e dalla singola unità di censimento. Questo

passaggio tecnico, di grande impegno interpretativo, nel valorizzare l’informazione Gis genera le condizioni

operative per lo svolgersi dell’Anagrafe Edilizia.

10 Fonte: volume del Prof. F. Forte “L’ideazione urbanistica. La Relazione di Programma, il caso Capaccio Paestum”,

INU Ediz.,Roma 2005, Elaborato E, “La forma della struttura urbanistica”, pg. 211.

Il territorio del Comune di Capaccio:

la disaggregazione spaziale in polarità.

(Fonte: volume del Prof. F. Forte

“L’ideazione urbanistica. La Relazione

di Programma, il caso Capaccio Paestum”,

INU Ediz.,Roma 2005, Elaborato

E, “La forma della struttura urbanistica”,

pg. 213)

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2.3.2.3 Strumenti, finalità e tecniche dell’indagine conoscitiva

L’analisi dei caratteri insediativi costruisce gli elementi per descrivere la complessità dei processi

conformativi del territorio determinati dall’azione antropica, dell’uomo nel suo ambiente di vita. In questa

direzione il percorso conoscitivo opera una sintesi tra gli elementi fenomenologici emergenti dalle diverse

fonti informative e li riconduce al sistema degli spazi nel territorio.

Posto il criterio delle unità di spazio paesistico quale matrice interpretativa per la disaggregazione

del territorio comunale in ambiti territoriali complementari, i dati statistici, storici, geografici, amministrativi

e morfologici, assumono il ruolo di descrittori dei fattori di riconoscibilità delle singole componenti insediative

nel sistema territoriale complesso. Nella metodologia assunta i dati sono organizzati in quadri conoscitivi

che forniscono una rappresentazione quantificata delle variabili di analisi utilizzate per indagare la

complessità disaggregata in fenomeni. Ne scaturiscono diversi segmenti interpretativi dedotti dalla comparazione

tra gli indicatori statistico – urbanistici messi a punto, che consentono di cogliere ruoli differenziati

nella struttura urbanistica comunale e di rappresentare la distribuzione delle fenomenologie nello spazio.

Nell’ottica del progetto ai ruoli osservati si correlano strategie d’intervento volte a confermare le tendenze

dello sviluppo riscontrate o a configurare alternative per riorientare le dinamiche dismissive o di crescita

senza sviluppo. Il modello informativo dell’indagine si articola secondo diverse matrici di ragionamento.

Sul versante della territorializzazione la elaborazione delle informazioni statistiche nelle unità di spazio viene

gestita in ambiente GIS, entro cui vengono prodotte ed elaborate le informazioni provenienti dalla decodifica

della cartografia numerica, si organizza l’archivio integrato dei dati statistici e qualitativi in correlazione

con le componenti spaziali individuate, si produce la cartografia tematica per la interpretazione e la

rappresentazione delle fenomenologie in chiave spaziale. Di riflesso, le tabelle dei quadri conoscitivi sono

organizzate, secondo criteri spaziali, in entità aggregate, rappresentative di sistemi locali integrati; tali entità

fanno riferimento al concetto di “Polarità Urbanistiche”, intese come realtà ampie, comprensive di parti

dense e meno dense, a cui si attribuisce valore unitario in virtù delle relazioni riscontrate nel carattere morfologico

degli insediamenti nelle unità di paesaggio.

Entro le polarità urbanistiche si indagano, a stretto raggio, i rapporti gerarchici e di complementarietà

tra gli elementi urbani, svolgenti ruolo aggregativi e di servizio, ed i nuclei abitativi minori nel territorio

aperto. L’analisi condotta mediante le polarità urbanistiche mira ad individuare le nodalità consolidate del

sistema città coincidenti con i centri dell’agglomerazione delle funzioni urbane e le tendenze alternative orientate

verso un sistema insediativo diffuso nel territorio comunale. L’aggregazione per poli, inoltre, risponde

alla necessità di assumere dimensioni territoriali pertinenti all’appropriato svolgimento di un’analisi

prestazionale, con correlata definizione dei bisogni che questa rappresenta, al fine di formulare adeguate risposte

alla domanda di futuro con il calibramento accurato di nuovi spazi per nuove funzioni.

Decodificazione al 2001 della cartografia

numerica della Regione Campania,

con perimetrazione degli ambiti morfologici

naturali, e vestizione degli insediamenti

con perimetri dedotti da rilevazione

satellitare: dettaglio.

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Si rappresentano nelle figure del gruppo 5, le polarità strutturanti la riflessione sul sistema insediativo

comunale. Gli agglomerati urbani sono articolati in comprensori a cui corrisponde il livello minimo di

disaggregazione delle informazioni statistiche. La legenda è esplicativa dell’insieme dei dati geografici realizzati

dal procedimento conoscitivo.

Una descrizione alternativa a quella per poli viene realizzata mediante tabelle di sintesi nelle quali il

territorio è rappresentato mediante tre categorie aggregate: i nuclei urbani (agglomerati), le concentrazioni

di usi abitativi in territorio agricolo (nuclei abitati) ed organizzazione rurale nel territorio agricolo (case

sparse); questa seconda modalità ha carattere statistico più marcato ed è finalizzata alla lettura della realtà

dicotomica tradizionale sintetizzata dal rapporto di discontinuità che intercorre tra città e campagna.

In relazione ai dati, di fonte statistica o derivati dal GIS del territorio comunale, i quadri statistici

approfondiscono la dimensione demografica e la dinamica urbana(Q1), l’identità urbanistica in relazione agli

usi (Q2), il sistema residenziale (Q3), il sistema degli spazi pubblici (Q4), l’offerta ricettiva (Q5), la dimensione

produttiva nello spazio extraurbano (Q6), la dimensione economica su base statistica (Q7).

2.3.2.3.1 Criteri di classificazione

L’interpretazione del territorio comunale che si persegue in primo luogo è volta alla distinzione tra

usi insediativi, campo d’interesse primario del piano urbanistico, e territorio agricolo; a questo fine ci si avvale

della classificazione utilizzata dall’ISTAT per le sezioni di rilevazione statistica, che suddivide il territorio

comunale in Centri Abitati, Nuclei Abitati, Località produttive e Case sparse.

I “Centri Abitati” identificano le località urbane del comune; la matrice interpretativa assunta attribuisce

ad essi il ruolo di nuclei densi degli usi urbani, denominati di seguito Agglomerati.

POLI

Agglomerati, Nuclei abitati, località produttive Caratteri insediativi in relazione alle Unità di paesaggio

A – Capaccio

Capaccio Capoluogo, Getsemani,

Case Sparse6

Centro storico, dominante nella valle intermontana

B – Scalo

Capaccio Scalo, Cafasso – Borgonuovo, Rettifilo – Vannullo,

Andreoli, C. Procuzzi, Gueglia, Seliano, Case Sparse1, Case

Sparse5

Armatura urbana recente di fondovalle

C – Vuccolo

Vuccolo di Maiorano, Pietrale Capo di Fiume, Crispi, Podere

San Donato, Residenza – Dorica, Scigliati, Seude Grattacaso

Corridoio insediativo in via di consolidamento nella fascia

pedemontana

D – Licinella Licinella – Torre di Paestum, Paestum, Santa Venere

Agglomerazione costiera recente con preesistenze archeologiche

E – Laura Laura, Parula, Vasca di Colmata 1

Insediamento turistico costiero recente a carattere spontaneo

F – Ponte Barizzo

Ponte Barizzo, Sabatella, Barizzo di Sopra, Pila, Podere San

Rocco, Sorvella, Stregara, Case Sparse2, Case Sparse4

Corridoio insediativo di fondovalle in via di consolidamento

G – Gromola

Gromola, Campitiello, Ciorlitto, Olmopanno, Podere San Berardino,

Trentalone, Vasca di Colmata, Voltata del Forno

Sistema rurale pianificato in territorio agricolo

I – Spinazzo Spinazzo, Fuscillo, Gaiarda, Pisciolo, Santa Caterina Sistema rurale pianificato in territorio agricolo

L – Foce

Foce del Sele, Allevatori di Castori, Isola, Olmopanno 2, Villaggio

Merola, Case Sparse3

Avamposto costiero del sistema agricolo con preesistenze

archeologiche

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I “Nuclei Abitati” vengono intesi come spazi insediativi minori in territorio agricolo, non direttamente

spazi urbani ma elementi più densi sviluppatisi in territorio rurale, con relazioni di dipendenza dai

centri urbani.

Le “Case sparse” si distinguono in località produttive, incluse come componenti nella nostra analisi

delle polarità urbanistiche, e territorio agricolo non incluso nelle polarità ma considerato in maniera sinetica

nel quadro statistico di sintesi.

In relazione a questa classificazione il Comune di Capaccio assume una identità molto caratterizzata

a causa della estrema articolazione della struttura insediativa, dispersa in 15 agglomerati, 37 nuclei abitati e

5 località produttive, tutte con modesti pesi insediativi11. Agglomerati, Nuclei Abitati, località produttive e

case sparse sono classificati anche in base all’appartenenza ai poli urbanistici.

2.3.2.3.2 La base informativa geografica

I dati già disponibili nel GIS comunale ed acquisiti a monte delle elaborazioni sono:

– Aerofotogrammetria del territorio comunale in scala 1:5000 e stralci planimetrici in scala 1:2000 delle località

urbane; Ortofotocarta in scala 1:10000 ed 1:25000 a colori del comune e del territorio limitrofo, serie

IT2000 della CGR.; Ortofoto AIMA, del Mosaico delle riprese aeree per la restituzione della base cartografica

comunale, georiferito; Volumi edilizi e dati relativi sulla tipologia funzionale e la consistenza dei fabbricati;

dati sugli spazi pubblici; dati provvisori ISTAT censimento 2001 della popolazione e delle abitazioni;

dati sulle zone sottoposte a salvaguardia da piani di settore per la difesa del suolo e zone vincolate

all’inedificabilità da leggi sovraordinate; Piano Regolatore Generale vigente, in formato raster georiferito.

La realizzazione del database geografico ha perseguito la massima valorizzazione dei dati esistenti

al fine di costituire un quadro informativo adeguato alla fase programmatica.

Nel realizzare un quadro informativo in grado di supportare la visione strategica elaborata, il

database geografico ha assunto come strati informativi primari quelle categorie di classificazione utili ad

approssimare la dimensione dei fabbisogni da soddisfare con il piano, ricostruendo con metodi deduttivi,

ove necessario, quei dati che costituiscono le voci di stima richieste dal PTCP di Salerno, sovraordinato, e

demandate da questo a rilevazione sul campo, finalizzata alla realizzazione dell’anagrafe edilizia comunale.

I dati realizzati ed integrati nel GIS sono i seguenti:

– Aree urbanizzate negli agglomerati urbani.. Il dato è stato realizzato mediante decodifica della aerofotogrammetria

del Comune in scala 1:2000 e riguarda esclusivamente gli agglomerati urbani. La perimetrazione

effettuata segue la linea del territorio urbanizzato con continuità rilevato negli agglomerati; comprende i

lotti inedificati interclusi nel tessuto insediativo ma esclude le parti inedificate alla periferia

dell’insediamento confinanti con il territorio agricolo o non accessibili dalla rete stradale. Il territorio urbanizzato

include gli spazi pubblici e le aree produttive inglobate nel tessuto urbano anche se periferiche ma,

ai fini del calcolo della Intensità di uso del suolo (Jt urb, mc/mq) e della densità territoriale (Dt, ab/ha), le

superfici suddette sono scomputate.

In territorio agricolo costituisce riferimento per il suolo urbanizzato il perimetro dei Nuclei Abitati;

per questi e per le località produttive12 si ritiene accettabile l’approssimazione che assimila all’area urbanizzata

il perimetro della sezione del censimento ISTAT 2001, poiché questo viene aggiornato in occasione di

ogni censimento e registra costantemente, con criteri unitari, l’accrescersi dei nuclei abitativi situati in territorio

agricolo. Lo strato informativo del suolo urbanizzato ha carattere di Superficie territoriale (St urb) e

costituisce categoria progettuale, per questo motivo è suscettibile di variazioni nelle successive fasi di elaborazione

del piano urbanistico. Classificazione degli spazi pubblici secondo le categorie del DM 1444/68 in :

a) Attrezzature di interesse locale (Istruzione, interesse comune, verde e sport, parcheggi)

b) Attrezzature di interesse generale (istruzione superiore, sanitarie, attrezzature di rilievo urbani, attrezzature

per la salvaguardia ambientale, parchi urbani e territoriali

c) Attrezzature per la mobilità. Aree impegnate da attività per la produzione di beni, la perimetrazione è stata

condotta in via provvisoria su aerofotogrammetria in scala 1:5000 e verificate su ortofotocarta

d) Classificazione funzionale dei volumi edilizi.

L’informazione è stata elaborata a partire dai dati forniti dal comune mediante integrazione delle

fonti informative secondo la seguente specifica:

11 Sul totale di 20.215 residenti il centro maggiore, Capaccio Scalo, non raggiunge i 5000 abitanti.

12 denominate Case sparse da 1 a 6

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a) edifici residenziali – da intendersi come edifici a prevalente uso abitativo in area urbana ed edifici diversi

dai capannoni in quella agricola.

b) servizi pubblici di interesse zonale – attrezzature per l’istruzione fino all’obbligo, attrezzature di interesse

comune, attrezzature per il gioco e lo sport, indicati dall’ufficio tecnico comunale come spazi pubblici

c) attrezzature pubbliche di interesse generale – scuole medie superiori, attrezzature sanitarie, mercato ortofrutticolo,

stazioni ferroviarie,

d) impianti pubblici di interesse ambientale – depuratore, centrali elettriche, macello.

e) edifici per attività ricettive – alberghi ed edifici con destinazioni complementari, in lotti fondiari come

complessi alberghieri

f) usi turistico ricettivi all’aria aperta – manufatti di servizio alla la balneazione, campeggi

g) manufatti per usi produttivi – capannoni, stabilimenti ed edifici partecipi di complessi produttivi; manufatti

isolati con tipologie produttive, in area agricola, negli insediamenti urbani e specialistici.

– Patrimonio oggetto di tutela e valorizzazione:

a) aree e beni archeologici ed aree di tutela connesse

b) immobili dichiarati o segnalati di particolare interesse storico culturale ex L 1089/39

c) parte dell’insediamento risalente alla prima parte del XX sc individuata e perimetrata da cartografia

IGM 1956

d) parte dell’insediamento recente ricadente in aree di tutela archeologica in violazione al vincolo di

inedificabilità

e) Nuclei insediativi di interesse testimoniale della Riforma Agraria

f) Masserie storiche

Gli strati informativi elencati sono correlati tra di loro nel GIS da relazioni di inclusione, in particolare

tutti gli elementi su citati sono riconducibili alle componenti territoriali dei poli urbanistici, degli agglomerati

urbani e dei nuclei abitati. Le componenti territoriali che costituiscono la chiave di lettura aggregata

del territorio comunale e sono articolate, come già precedentemente esposto, in:

-Polarità urbanistiche nelle unità di paesaggio, costituite da insiemi di agglomerati urbani rispondenti a relazioni

di sistema territoriale interconnesso ed aggreganti nuclei abitati in territorio rurale. Le polarità individuate

trovano riferimento nella conformazione delle relazioni attuali come interpretate nella prospettiva

progettuale e paesaggistica.

-Agglomerati urbani (coincidenti con le località dei centri abitati del censimento ISTAT): sono le componenti

insediative del territorio, ove il ruolo del piano urbanistico consiste nel definire le regole per lo

sviluppo del tessuto urbano secondo criteri di conservazione, modifica e trasformazione, degli usi esistenti,

nella logica riorganizzativa della concentrazione insediativa, per limitare le dinamiche in atto di

dispersione ai danni degli usi agricoli produttivi e delle componenti naturalistiche di pregio.

-Comprensori urbani (coincidenti con le sezioni dei centri abitati del censimento ISTAT), sono sottoinsiemi

degli agglomerati urbani, significativi dal punto di vista informativo, utilizzati per la lettura di dettaglio

della struttura urbana in termini di pesi insediativi ed ambiti di specializzazione.

I dati correlati alle unità di spazio consentono elaborazioni su diversi aspetti afferenti ai campi demografico,

urbanistico e funzionale, utili alla definizione dei fabbisogni ed alla descrizione dei ruoli territoriali

delle diverse macro componenti dei sistemi locali. Campo di approfondimento realizzato ai fini della

lettura paesaggistica, integrato e sviluppato in ambiente GIS, è l’analisi morfologica del territorio comunale

realizzata su modello digitale del terreno (DTM) in scala 1:5000. La lettura morfologica ha prodotto le rappresentazioni

altimetrica, clivometrica e di esposizione dei versanti utilizzate del territorio comunale.

2.3.2.4, Dati generati con processi deduttivi

Fondandosi sulla base informativa descritta nei quadri conoscitivi, sono stati elaborati alcuni parametri

descrittivi dedotti da stima ed utilizzati per la produzione di informazioni orientative ove il dato diretto,

frutto di rilevazione, è risultato totalmente indisponibile o disponibile solo in forma aggregata, tale da

non poter essere utilizzato nell’analisi condotta a livello della disaggregazione dei quadri conoscitivi. Gli

obiettivi della misurazione sono i seguenti:

– A) Localizzazione nei comprensori, negli agglomerati e nei poli urbanistici della quota di volumetria

residenziale utilizzata come residenza stagionale. (Q3. Dato disponibile al 2001: totale comunale delle abitazioni

non occupate da residenti = 3686)

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– B) definizione dell’offerta ricettiva, riferita ai volumi alberghieri, in termini di posti letto. (Q5. Dato

disponibile al 2001: totale comunale, posti letto2446)

Il procedimento viene di seguito riportato.

A) Nel caso della residenza stagionale il procedimento ha adoperato il dato ISTAT sulla popolazione residente

nelle sezioni del censimento al 2001 ed il dato sul volume degli edifici a prevalente uso residenziale

computato dal GIS. Il volume edilizio attribuito all’uso abitativo della popolazione residente è calcolato in

base alla popolazione rilevata dal censimento 2001, attribuendo ad ogni singolo residente un vano. La dimensione

di un vano teorico integrato è posto pari a 140 mc. La quota di volume utilizzato come residenza

estiva o non utilizzato è dedotta sottraendo dal volume complessivo degli edifici ad uso prevalente abitativo

la quota attribuita ai residenti.

a1) Volume residenziale = residenti * 140 mc

a2)Volume di residenza stagionale o non utilizzato = Volume a prevalenza abitativa – volume residenziale

Il dato ottenuto ha valore solo orientativo ma si considera utile per la identificazione di aree ove il

patrimonio edilizio appare sostanzialmente sottoutilizzato.

B) Nel caso della definizione dell’offerta ricettiva alberghiera in termini di posti letto, il volume degli alberghi

costituisce il parametro fisico di riferimento mentre il dato statistico è invece disponibile, aggregato a

livello comunale, e descrive l’offerta di posti letto in strutture alberghiere. La stima dell’offerta ricettiva per

i singoli edifici alberghieri consiste nella ripartizione dell’offerta totale di posti letto ai singoli alberghi con

criterio di proporzionalità volumetrica.

b) Offerta posti letto = (posti letto tot / volume complessivo alberghi) * mc edificio alberghiero

2.3.3 Informazioni organizzate nei quadri statistici

Si commentano i dati elaborati per la valutazione delle fenomenologie osservate.

Q1 – Popolazione – superfici – volumi

Con il quadro informativo si rappresenta la struttura comunale mediante descrizione dei luoghi di

organizzazione degli usi urbani.

Tali luoghi si identificano a partire dall’indicatore demografico “abitanti” di fonte ISTAT 2001,

XVI Censimento della popolazione, dati provvisori. A questi si affiancano i dati geografici estratti dal GIS

quali elementi per la descrizione fisica degli ambienti insediativi che sono: l’estensione della superficie urbanizzata,

la consistenza edilizia degli insediamenti e l’intensità d’uso del suolo rappresentata dal rapporto

mc/mq. Questo genere di dati consente di evidenziare elementi di gerarchia nella struttura urbana e descrive

puntualmente il peso dei fenomeni di agglomerazione intorno ai principali poli dell’urbanizzazione tradizionale,

se ne deducono informazioni sul carattere degli insediamenti utilizzate nella descrizione della morfologia

in chiave paesaggistica. Hanno però scarsa efficacia in una descrizione delle fenomenologie complesse

connesse al consolidarsi dei ruoli urbani nel territorio comunale.

In particolar modo all’analisi quantitativa sfuggono gli aspetti più significativi delle nuove forme

dell’espansione urbana meglio rappresentati da una descrizione dinamica ove è possibile far emergere anche

le fenomenologie di densificazione che interessano, non già i centri consolidati ma i nuclei minori, quale effetto

di una domanda localizzativa non convenzionale.

Il riferimento interpretativo, in questo caso, è fornito dal concetto di “città diffusa” utilizzato per descrivere

i processi recenti di espansione urbana, che si verificano nei comuni della “provincia” e si addensano

nelle maglie larghe della infrastrutturazione agricola.

Le cause di ciò sono da ricondursi da un lato, alle dinamiche metropolitane che investono una vasta

area di gravitazione con una domanda d’uso per attività residenziali e produttive che non trovano spazio e

convenienze nella più stretta cerchia delle maggiori polarità urbane regionali; dall’altro ad un processo di

tipo endogeno, connesso a dinamiche economiche e sociali locali, legate allo sviluppo della piccola e media

impresa13 ed operato mediante scelte individuali delle famiglie e delle imprese.

Ne deriva la germinazione di componenti insediative a carattere spontaneistico quali:

13 nell’ultimo decennio il comune di Capaccio registra un incremento di unità locali pari a 570 unità locali per 2113 nuovi

addetti

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/65

– comparti abitativi residenziali a tipologia estensiva in cui trova risposta la domanda di abitazioni in

proprietà e, in taluni casi circoscritti alla fascia costiera, di seconde case.

– Le strade industriali e commerciali in cui si localizzano imprese che sfruttano la dotazione infrastrutturale

e l’elevata accessibilità, a cui si affiancano elementi di residenza

– I tessuti misti residenziali-produttivi che ripropongono modelli tradizionali di commistione tra residenza

e produzione

– Centri commerciali integrati, localizzati in posizione baricentrica rispetto ad un insieme di aree urbane

di piccola e media grandezza, in prossimità dei nodi della rete stradale, basati sulla fruizione automobilistica.

In considerazione di quanto esposto si assumono, quali indicatori per la descrizione della fenomenologia

urbana, la densità territoriale (Dt=ab/ha) e la dinamica demografica (variazione % della popolazione

91 – 01) nelle polarità urbanistiche, negli agglomerati e nei nuclei abitati, ne deriva un approfondimento che

indaga una più evidente relazione tra città fisica e città abitata. Si osserva che i luoghi della concentrazione

degli spazi edificati con corrispondono alla localizzazione delle dinamiche di sviluppo demografico. Questa

constatazione conduce ad evidenziare il ruolo da attribuire alla riflessione concernente il come rifunzionalizzare

gli ambiti urbani sottoutilizzati, ed altresì alla riflessione concernente il sistema di bisogni inevasi, da

considerarsi motore delle dinamiche spontaneistiche con cui la decisionaltà urbanistica deve confrontarsi.

Dall’analisi dei dati si evince quanto segue.

Q1.1 – La Popolazione residente: residenti, % sul tot degli agglomerati urbani, % sul tot nel comune.

Si evidenzia il ruolo degli agglomerati urbani come luoghi di residenza del 72% della popolazione.

Il valore raggiunge il 78% qualora si consideri l’aggregazione in polarità di agglomerati e nuclei insediativi.

I valori maggiori si riscontrano in Capaccio Scalo con il 28% dei residenti negli agglomerati, Licinella

con il 16%; a seguire Capaccio capoluogo con il 12,8%, Rettifilo Vannullo e Laura entrambi, singolarmente,

pari a circa il 9% del totale degli agglomerati comunali. Di questi ultimi il reale peso demografico

va precisato in relazione all’indicatore della densità territoriale.

L’analisi aggregata per polarità urbanistiche restituisce una immagine della struttura demografica

incentrata sulla nodalità di Capaccio Scalo (32% del peso comunale); significativo anche il peso di Licinella

con il 15,7% che, seppure con caratteristiche diverse, costituisce il secondo centro aggregativo della piana,

sotto il profilo demografico.

Tra gli insediamenti minori risultano più consistenti Procuzzi (polo Scalo), Residenza Dorica (polo

Vuccolo), Fuscillo (polo Spinazzo)

Q.2 – Usi, superfici, volumi

Il secondo quadro rappresenta l’attuale consistenza insediativa in relazione agli usi riscontrata negli

agglomerati e nei nuclei abitati. La rappresentazione tabellare, coadiuvata da quella cartografica, riconosce

ruoli funzionali ed interpreta la struttura gerarchica dell’insediamento.

La dimensione territoriale degli insediamenti descrive una realtà in cui solo il 10% del territorio

comunale è destinato agli usi insediativi di Agglomerati e nuclei abitati, mentre il restante 90% è da considerarsi

territorio in prevalenza agricolo; il valore scende al 4% della St comunale se si considera il suolo effettivamente

urbanizzato. Ciò sostanzialmente è da attribuirsi alla ampia dimensione comunale, molto superiore

alla media regionale.

Per superficie urbanizzata14 s’intende il territorio impegnato dall’insediamento urbano negli agglomerati

e nei nuclei abitati, sono escluse le parti edificate nelle case sparse. Le maggiori estensioni si registrano

negli agglomerati di Licinella e Laura che insieme coprono il 2,3% della St comunale, ovvero il 51%

della superficie urbanizzata (St urb) negli agglomerati.

In Capaccio capoluogo si concentra il solo 5,6%. Con questa lettura si registra una fenomenologia

che si differenzia da quella evidenziata con la dimensione demografica poiché descrive la particolare propensione

all’uso insediativo della fascia costiera del comune, anche non direttamente legata alla dimensione

abitativa.

14 Cfr punto 1.3.3. La base informativa geografica

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/66

Tale differenza è da attribuirsi in buona parte agli usi per residenza stagionale come meglio precisato

dai parametri di intensità d’uso del suolo (Jt urb) e di densità territoriale (Dt) descritti ai punti seguenti; la

mancanza di una relazione di proporzionalità diretta tra numero di residenti ed ampiezza della superficie urbanizzata

caratterizza questi insediamenti.

L’analisi per poli insediativi conferma gli equilibri descritti, la componente di Licinella è rafforzata

e raggiunge il 27%St (33% Sturb), la Laura sostanzialmente conserva il proprio peso con il 19%St (22%

Sturb), mentre il nucleo centrale di Capaccio scalo assume maggiore consistenza con il 18%St (20% Sturb).

Q.3 – La consistenza del patrimonio edilizio. Volume totale, volume ad uso urbano, Jt St urb.

La rappresentazione della distribuzione delle volumetrie sul territorio comunale descrive un minore

rapporto di concentrazione della volumetria negli agglomerati rispetto al totale.

La quota raggiunge comunque il 70% del totale da cui si evince, anche a livello paesaggistico,

l’impatto diffuso degli elementi artificiali nel paesaggio agrario, dovuto alla presenza in territorio agricolo e

negli insediamenti specialistici, di grossi contenitori dedicati alle attività produttive.

Se consideriamo la volumetria in ambito urbano si ottengono equilibri diversi da quelli osservati per

la superficie urbanizzata. Licinella e Laura mantengono il primato con valori simili, pari al 14% del totale

degli agglomerati, ma anche Capaccio scalo esprime valori proporzionalmente più alti pari al 12%. Tra le

concentrazioni di media dimensione prevalgono Capaccio capoluogo che raggiunge il valore dell’7,6% e

Sabatella con il 3,4%.

Tali rapporti annunciano la più marcata tendenza alla concentrazione dei centri di fondovalle rispetto

alle componenti costiere, descritta con efficacia di seguito dal parametro di intensità di utilizzazione del

suolo Jt. L’insieme di Capaccio scalo, Cafasso, Rettifilo Vannullo, Ponte Barizzo e Sabatella esprimono il

35% della volumetria negli agglomerati.

Si evidenzia invece la consistenza dell’insediamento costiero che con l’insieme di Laura, Licinella;

Paestum e Foce, copre il 50% della volumetria negli agglomerati.

Informazioni sulla tipologia insediativa nelle realtà urbane sono fornite dall’indice di utilizzazione

del suolo Jt, esprimente il rapporto tra volumetria a carattere urbano15 e suolo urbanizzato netto16.

La densità volumetrica del tessuto urbano risulta massima in Capaccio capoluogo e Capaccio Scalo

con poco più di 2 mc/mq, a Paestum e Pietrale Capo di Fiume oscilla tra l’1,92 e l’1,69, si attesta su poco

più dell’1,3 in Rettifilo Vannullo, Vuccolo di Maiorano, cala intorno all’1 mc/mq in tutti gli altri insediamenti.

Dall’analisi dimensionale si evince il carattere compatto e maggiormente riconoscibile dei nuclei insediativi

storici della tradizione urbana comunale cui si affianca Capaccio Scalo con una densità solo leggermente

inferiore.

Non sembrano generare impatti eccessivi le aree specialistiche di Ponte Barizzo e Sabatella con un

rapporto mc/mq pari a circa 1,5 e comprensivo del volume di capannoni e stabilimenti. Il carattere estensivo

degli insediamenti costieri risulta elemento di attenzione in considerazione delle notevole proporzioni di

suolo impegnate e della prossimità con l’area protetta costiera.

Q.4. – La densità residenziale: rapporto tra popolazione e superficie territoriale urbanizzata. (Dt= residenti/

St urb).

I rapporti di densità territoriale riscontrati sono adottati come indicatore primario per descrivere i

ruoli urbani riscontrati nel territorio comunale.

Dal quadro d’insieme si evince una densità media comunale pari a 1,8 ab / ha che si differenzia tra

la situazione negli agglomerati urbani dove la media sale a 28 ab/ha , nei nuclei abitati con 10 ab /ha e le case

sparse dove la densità media è pari a 4,3 ab / ha.

Le località con massima densità sono Capaccio Scalo e Pietrale Capo di Fiume con 66 e 62 ab/ha ed

a seguire Rettifilo Vannullo e Capaccio Capoluogo con 52 e 51 ab/ha.Al di spora delle media degli agglomerati

si collocano Cafasso Borgonuovo 37 ab/ha, Gramola 32 ab/ha, Vuccolo di Maiorano 31 ab/ha. Ponte

15 Per il calcolo del volume a carattere urbano si considera l’insieme dei volumi a prevalenza residenziale insieme alle diverse

tipologie di manufatti ad uso ricettivo.

16 Suolo urbanizzato netto corrisponde al suolo urbanizzato epurato delle parti di suolo pubblico e dei lotti produttivi inglobati.

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Barizzo, Santa Venere e Spinazzo che registrano rispettivamente 29, 27 e 23 ab/ha; gli altri agglomerati non

raggiungono i 20 ab /ha con la punta minima di Laura che conta 11 ab /ha.

Il fenomeno interessante si registra nei nuclei abitati dove si rilevano densità urbane nei poli di

Vuccolo (Crispi 20 ab/ha); nel polo di Gromola (Campitiello 24 ab/ha, Olmopanno 27 ab/ha, Olmopanno1

30 ab/ha, Podere S.Berardino 20 ab/ha, Trentalone 23 ab/ha, Vasca di colmata 27 ab/ha), nel polo di Spiazzo

(Gaiarda 20 ab/ha) e nel polo di Foce del Sele (Allevatori di castori 35 ab/ha, Case sparse3 24 ab/ha, Olmopanno2

21 ab/ha).

Questi valori evidenziano in questo modo nuclei di densificazione in territorio rurale che individuano

dinamiche localizzative significative e notevolmente decentrate rispetto ai nuclei della tradizione urbana,

in prevalenza localizzate nella parte settentrionale del comune, tra le quali spicca Gromola. Capaccio Scalo

e Capaccio capoluogo, in ogni caso, conservano secondo questa descrizione il primato della densità urbana

che, nell’analisi disaggregata per comprensori, esprime i valori massimi in talune parti urbane di 73 ab/ha

nel capoluogo e 126 ab/ha in scalo.

Nel dettaglio dei comprensori anche le realtà di Licinella e Laura acquistano peso, nella prima

l’oscillazione della densità copre un intervallo tra 1 ab/ha e 55 ab /ha, mentre nella seconda si passa da situazioni

in cui la densità e al di sotto dello zero ad altre in cui si raggiungono i 48 ab /ha.

Se ne deduce una significativa tendenza alla scelta di luoghi di residenza alternativi ai centri

consolidati in parte derivanti dalla condizione della proprietà dei suoli ed in parte rivelatrice della

scarsa attrattività dei centri, confermata di seguito dall’analisi prestazionale. Si vedano le Figure del

gruppo 6, Tavole di analisi sull’esistente uso del suolo (densità ab /ha e consistenza volumetrica).

Q.5 – La dinamica demografica nel decennio 1991 – 2001

I risultati più interessanti per la comprensione delle dinamiche urbane nel contesto comunale i ruoli

urbani espressi dal comune di capaccio provengono dall’analisi della dinamica demografica espressa come

variazione percentuale degli abitanti nelle componenti territoriali degli agglomerati e dei nuclei insediativi

nel decennio 1991 – 2001.

Quadro generale: pesi

demografici nel

comune di Capaccio,

rappresentazione del

dato percentuale.

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Nel complesso del comune, ad una crescita complessiva pari al 9,25 %, corrisponde un aumento di

popolazione del 14% negli agglomerati urbani, del 149 % nei nuclei abitati cui corrisponde il decremento

del 15% nelle case sparse. In termini assoluti, infatti, gli agglomerati acquistano 1829 unità (il 106%

dell’incremento complessivo), i nuclei abitati 678 unità (il 20%) e le Case sparse perdono 795 abitanti (-

46% rispetto alla dinamica comunale).

Questa fenomenologia, per quanto piuttosto contenuta se letta in termini assoluti nel quadro generale,

evidenzia i caratteri di una tendenza alla crescita insediativa diffusa, sostanziata dall’inversione di gradienti

di crescita tra centro e periferia e dall’impoverimento del tessuto delle case sparse; quest’ultimo è dovuto

alla sostanziale comparsa di nuovi nuclei abitati (25 nell’ultimo decennio)che nel censimento del ‘91

sono assimilati al territorio rurale delle case sparse. Si conferma la tendenziale estensione al territorio rurale

delle funzioni abitative con carattere urbano, già evidenziata dall’indicatore Dt quale rapporto ab/ha.

Negli agglomerati le punte di decremento si segnalano in Capaccio Capoluogo e Pietrale Capo di

Fiume, di valore modesto ma indicativo di dinamiche di abbandono nel quadro di un comune ancora in crescita,

cui si affianca Ponte Barizzo la cui crescita risulta minore rispetto a quella media comunale. Diversamente

tra gli agglomerati urbani si registra una importante vivacità demografica in Licinella, Santa Venere,

Laura e Sabatella definita tra il 20 ed il 30%. Molto significativa la crescita percentuale di Foce del Sele

61,7% anche se nei fatti l’incremento espresso in unità consiste nel passaggio da 47 a 76 abitanti. Capaccio

scalo, pur registrando il maggior numero di nuove presenze, registra una crescita pari al 13%, comunque al

di sopra della media comunale, ma leggermente inferiore alla media degli agglomerati che è pari al 14,32%.

La situazione nei nuclei abitati è caratterizzata dalla proliferazione di nuovi addensamenti (25 in più rispetto

al ‘91) cui si attribuisce convenzionalmente la crescita del 100% e da 5 realtà che registrano incramenti differenziati

tra il 65% ed il 4,5%.

Quadro della dinamica demografica

nel territorio comunale.

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/69

Le eccezioni sono costituite dall’incremento contenuto al di sotto del 10% che si registra ad Andreoli

nel polo Scalo ed a Getsemani nel polo Capaccio, e dalla diminuzione di peso di Stregara nel polo Barizzo

(-42 unità), di Scigliati (-120), Seude Grattacaso (-9), Crispi (-9) nel polo Vuccolo e di Villaggio Merola che

nel polo foce perde la totalità dei 16 abitanti che contava nel 991. La dimensione media dei nuclei abitati è

di 30 abitanti che dal confronto con la rilevazione ISTAT di 389 famiglie evidenzia una microstruttura familiare

pari ad 1,2 ab/famiglie, molto al di sotto della media comunale pari a 2,8.

Nel complesso dal primo quadro si ottiene una descrizione del territorio comunale secondo cui il

nucleo centrale di Capaccio scalo svolge ruolo nodale nella struttura urbanistica comunale, costituito da un

centro collegato a realtà più periferiche quali Cafasso e Rettifilo Vannullo. La capacità aggregante di tale

centro appare limitata per la tendenza alla densificazione riscontrata in diversi nuclei minori e nelle componenti

costiere. Queste ultime, analogamente a quanto accade in territorio rurale, rivelano tipologie abitative

rade tali da non configurare veri e propri spazi urbani ed in più con vaste parti sottoutilizzate. Se ne deduce

la sostanziale dipendenza dal centro rispetto ai ruoli urbani e di servizio, che viene meglio descritta nel quadro

dell’analisi prestazionale. In particolare la conversione agli usi abitativi del vasto patrimonio edilizio lascia

intravedere la suscettività di questi luoghi alla densificazione degli usi cui affiancare la riorganizzazione

dell’offerta ricettiva che attualmente si basa sulla residenza privata.

La strutturazione di un efficace sistema di mobilità a carattere urbano, connesso alle stazioni ferroviarie,

per migliorare le di collegamento tra Capaccio scalo e le componenti costiere può contribuire al riorientamento

della tendenze centrifughe essere un impulso stabili collegamenti con Capaccio scalodedotti

dagli spazi fisici non sono esaustivi per la lettura delle specializzazioni riscontrate, da precisarsi mediante la

comparazione con il quadro conoscitivo Q7 che contiene la descrizione delle attività produttive su base

ISTAT. L’informazione originale che l’analisi condotta apporta riguarda sostanzialmente la forma insediativa,

letta mediante due indicatori antitetici: lo spazio pubblico e le attività ricettive impiantate

dall’imprenditoria privata.

L’analisi quantitativa è rivelatrice dei nuclei di addensamento dell’investimento pubblico e privato,

quella morfologica rivela la pregnanza dell’intervento nell’organizzazione urbana o, viceversa, la sostanziale

estraneità degli oggetti con il contesto. Se ne deduce la localizzazione di risorse importanti nel quadro

comunale a cui agganciare la proposta dei futuri assetti. In particolare il dettaglio riguardante le attività ricettive

e l’integrazione di queste con l’organizzazione insediativa, mette a fuoco un tema importante nella

prospettiva progettuale, per il ruolo che il comune di Capaccio riveste nel quadro regionale per l’offerta turistica

balneare, quale comune costiero.

Dal quadro generale si evince che, ad eccezione delle località produttive case sparse 5 e 3 e del nucleo

di Getsemani, tutta la dotazione di suolo pubblico nonché i volumi per attività ricettive e produttive si

trovano negli agglomerati urbani. La descrizione che segue è dunque articolata per agglomerati urbani.

Capaccio Capoluogo ha un impianto longitudinale a fuso di carattere storico lungo le cui direttrici si

svolgono i più importanti ruoli urbani; l’esilità dell’impianto sembra supportare con difficoltà le numerose

attività a grande affluenza giornaliera di pubblico (scuole e sede comunale) che vi si concentrano, anche in

considerazione dell’assenza di tracciati trasversali che possano costituire alternative di percorso. Il sistema

degli spazi pubblici (66401 mq il 18.30% della dotazione comunale) è rilevante e si articola in un nucleo

centrale, nel sistema insediativo storico ed alcune parti esterne che ne disegnano la periferia: il campo sportivo

ed alcuni complessi scolastici. All’estremità nord ovest un piccolo complesso alberghiero completa

l’offerta urbana che nel complesso sembra presentare una certa varietà anche se la presenza di attività istituzionali

non è adeguatamente supportata da spazi a carattere commerciale. Il rango urbano risulta per questo

motivo poco consistente.

Capaccio Scalo, come già rilevato, costituisce il centro più vivace dell’intero comune.

L’organizzazione urbana si svolge a corona intorno ad un nucleo centrale ed una organizzazione eccentrica

del sistema delle aree pubbliche. Tale sistema con 112.473 mq è rappresentato dal centro pianificato con la

Riforma agraria cui si affiancano senza apparente sinergia il macello ed il mercato ortofrutticolo. La delocalizzazione

di queste due strutture apre una interessante opportunità progettuale. Nella parte meridionale

dell’insediamento e nel comparto a nord verso Sabatella, dove si registrano le più alte densità abitative,

manca completamente qualunque attrezzatura pubblica, sicchè si configura nuovamente un fattore di squilibrio

che fa leggere l’organismo urbano come costituito in settori urbani specializzati. In questo equilibrio il

settore settentrionale si integra con le attività produttive, quello meridionale con il commercio, mentre la

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parte centrale contiene le attività istituzionali.

In Capaccio Scalo costituisce elemento di trasversalità la presenza di attività imprenditoriali di servizio

che probabilmente è il carattere di maggiore pregnanza per definirne il ruolo urbano, insieme alla presenza

della stazione ferroviaria che ne configura la nodalità a livello territoriale. La specializzazione osservata

in correlazione alla morfologia dell’ambiente urbano lascia però supporre che, anche in presenza di un

sistema dell’offerta piuttosto vario tra le quali manca totalmente quella ricettiva, l’insediamento di Capaccio

scalo non può considerarsi un centro urbano integrato per l’assenza di un’agorà.

Rettifilo Vannullo si configura come una lottizzazione compatta a carattere residenziale intensivo,

non presenta carattere marcato in nessun settore economico ad eccezione della presenza di un certo numero

di attrezzature pubbliche per la residenza. Gli spazi pubblici sono del tutto marginali e non danno luogo ad

alcun invaso. Si riscontra comunque una certa presenza nel settore commercio, nonché talune attività a carattere

produttivo. Ne risulta una polarità residenziale dipendente dal centro di Capaccio scalo.

Cafasso Borgonuovo appare quale prosecuzione di Capaccio Scalo verso Paestum Licinella che raccorda

due piccoli insediamenti storici nella piana agricola. Il segmento a nord ha carattere plurifunzionale

con discrete presenze in tutti i settori di attività nonché una piccola dotazione di spazi pubblici (3305 mq)

mostra un tessuto ancora da completare.

Ponte Barizzo è l’insediamento che segna la porta Nord del comune di Capaccio. Ha carattere insediativo

a corridoio lungo la strada statale, di modesta profondità verso la campagna agricola. Non vi sono

attività ricettive e nel complesso non rappresenta una polarità di grosso rilievo. L’elemento d’interesse che

vi si riscontra è costituito da un sistema urbano “in nuce”, con una stazione ferroviaria collegata ad un insieme

di spazi pubblici a cavallo della statale, circa 1ha di terreno in parte occupato da attrezzature di interesse

locale, nel complesso piuttosto isolato. Le tipologie edilizie al contorno, di altezza contenuta nei 10

mt, hanno carattere isolato, la tendenza all’edificazione di cortina che si riscontra nel tratto subito più a

nord, non contribuisce al disegno dell’orlo né dello spazio pubblico, né della via di accesso alla stazione.

Nel complesso è un’area da rifunzionalizzare.

Sabatella, nella diretta continuazione di Ponte Barizzo risulta essere il più caratterizzato centro industriale

del comune. Non ha spazi pubblici ma presenta nell’estremo meridionale verso Capaccio Scalo la

presenza di due piccoli alberghi.

Laura è un insediamento costiero a pettine costituito da lottizzazioni residenziali rade con accesso

alla costa, in territorio agricolo. La parte meridionale dell’insediamento è pressoché disabitata e costituisce

una grossa parte di quel patrimonio residenziale inutilizzato per la maggior parte dell’anno e che si riversa

con i suoi bisogni sugli altri centri nella stagione estiva. Nel quadrante nord si rileva qualche nucleo più

denso; tra i due una cerniera di complessi alberghieri lungo la strada per Capaccio Scalo.

Al suo interno Laura non offre né spazi pubblici né servizi privati, è dunque un sistema di solo consumo.

La disponibilità di offerta ricettiva, (68% del totale comunale) la presenza della pineta costiera e

dell’arenile lascia invece intuire il grosso potenziale anche in relazione all’organizzazione di uno sbocco a

mare del sistema di Capaccio Scalo per una fruizione che dia anche respiro al sistema urbano, e non solo

impatti. Coltivare la relazione con il centro implica da una parte la possibilità di una maggiore salvaguardia

degli spazi naturalistici con la costituzione di alternative alla balneazione, e dall’altra un impulso

all’imprenditoria di diverso genere che oggi non ha gli spazi adeguati, invasi, per impiantare le proprie attività

in ambienti qualificanti. Un ulteriore approfondimento va condotto sulla linea della creazione di un sistema

di trasporto comunale, integrato con il circuito turistico, che valorizzi i nodi delle stazioni ferroviarie

oggi relegate nello spazio marginale anche per mitigare l’impatto della mobilità basata sul trasporto privato

individuale che relega il territorio comunale a spazio di attraversamento.

Licinella è il più caotico insediamento comunale; nasce dall’agglomerazione intorno ad alcuni nuclei

insediativi storici ma si amplia a dismisura con l’occupazione di un vasto tratto della costa. La parte storica

presenta un certo livello di complessità funzionale sostanzialmente concentrata nell’area di torre di mare.

La vicinanza con l’area archeologica di Paestum, l’antico tracciato costiero costituiscono gli elementi di

pregio di Licinella, soffocati dalla mancanza di spazi aggregativi. Oltre alla massiccia presenza di seconde

case che genera aree di vuoto nel tessuto urbano, la problematica di Licinella è legata al disordine insediativo

in relazione alla relativa compattezza dell’agglomerazione. Ne risulta uno spazio poco fruibile, sfrangiato

ai margini verso il territorio agricolo ed attraversata da strade piccole e senza sbocco. I 22547 mq di suolo

pubblico, prevalentemente parcheggi, non danno luogo a nessuna intenzionalità ma molti sono ancora gli

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spazi interclusi tra i lotti edificati ed inoltre la saldatura che si va verificando con Santa Venere evidenzia

una domanda di residenza che potrebbe costituire il motore per la creazione di uno stock di suolo pubblico.

Un secondo tema che si pone a Licinella è lo spostamento di più di 300 000 mc di edilizia residenziale

edificata abusivamente, nella fascia di rispetto posta a protezione delle mura di Paestum dalla L220/54,

che potrebbe costituire un sistema di domanda coattiva per innescare dinamiche di ristrutturazione.

Tra Licinella e Santa Venere si concentra circa il 20% della volumetria alberghiera comunale ed anche

qui, come per Laura, il settore ricettivo può costituire una importante leva dello sviluppo poiché le attività

complementari sono tutte da realizzare.

Gromola, nonostante il carattere rurale, è elemento di eccellenza del sistema insediativo. Nasce dal

disegno pianificato della riforma agraria ed è oggi uno degli insediamenti con maggior coefficiente di crescita

nel panorama comunale. La forte integrazione di Gramola nel suo ambiente, ne fa un contesto piacevole

e costituisce un’alternativa possibile rispetto al vivere in provincia. In proporzione alla sua estensione

possiede una buona dotazione di spazi pubblici. Nel complesso la ricognizione condotta evidenzia un tessuto

urbano poco maturo, anche nelle realtà insediative più sviluppate come Capaccio Scalo. La tendenza allo

spontaneismo della città diffusa a Capaccio fa parte della storia della conquista del territorio agricolo attraverso

i presidi pianificati della riforma agraria. Ne consegue una struttura gerarchica esile, con le attività istituzionali

concentrate nei nuclei insediativi storici ma la sostanziale dispersione delle funzioni sopraggiunte

di recente.

L’eccezione di Capaccio Scalo richiede un significativo impegno a concentrare gli obiettivi di crescita

per raggiungere una significatività dello sviluppo e difficilmente può essere la previsione di nuova edilizia

residenziale il motore, date le tendenze in atto. Nuovi ruoli e funzioni urbane vanno perseguite al fine

di rafforzare l’immagine più positiva della vita associata in opposizione alla frammentazione. Si vedano le

Figure del gruppo 7, Tavole di analisi sull’esistente uso del suolo (0rtofotocarta).

Q4 – Il sistema degli spazi pubblici

Si rappresenta la dotazione di spazi pubblici nei poli urbanistici, negli agglomerati e nei nuclei abitati,

in relazione alle prescrizioni conseguenti dagli art.i 3 e 4 del d.m. 2 Aprile 196817 che specifica la dotazione

minima di aree per attrezzature e servizi da osservarsi negli insediamenti residenziali in rapporto al

numero di residenti. Tale dotazione è da correlare alla previsione di crescita demografica conseguente dalla

previsione della popolazione, riferimento del programma del Puc, al 2019. La lettura che segue si fonda sulla

consistenza al 2001 di spazi destinati ad attrezzature esistenti, in relazione alla popolazione ad oggi residente,

e dunque rappresenta il solo fabbisogno pregresso alle elaborazioni del piano.

Al 2001 la popolazione nel comune di Capaccio conta 20215 unità. Ne consegue la stima della dotazione

teorica di aree a standard urbanistici, pari a 566.020 mq così ripartita: a) 68.710 mq (pari a 5 mq per

abitante) per aree per l’istruzione (asili nidi, scuole materne, scuole elementari, scuole medie d’obbligo); b)

62.990 mq (pari a 2,50 mq per abitante) di aree per attrezzature di interesse comune (religiose, culturali, sociali,

assistenziali, sanitarie, amministrative); c) 202.150 mq (pari a 10,00 mq per abitante) di aree per spazi

pubblici a parco, per il gioco e lo sport; d) 62990 mq (pari a 2,50 mq per abitante) di aree per parcheggio

pubblico. Lo standard per verde pubblico, per il gioco e lo sport, viene elevato di ulteriori 18 mq / abitante

(161.720 mq per complessivi 363.870 mq) poiché il comune di Capaccio non supera i 50.000 abitanti ed è

un comune costiero.

Il riferimento alla situazione esistente è dovuto al fatto che l’esercizio svolto risponde alla sola finalità

di elaborare indicatori efficaci per esprimere il livello prestazionale degli ambiti urbani. Dal quadro sintetico

si evince che la dotazione esistente soddisfa i rapporti esposti per solo per il 54%, anche se la vasta

opportunità di convertire le aree della pineta costiera in verde pubblico potrebbe consentire di coprire interamente

la quota aggiuntiva e ridurre in maniera considerevole il deficit totale, a meno degli spazi da prevedersi

per le attrezzature e l’istruzione. La maggior parte della dotazione comunale è localizzata negli agglomerati

urbani, in coerenza con la maggiore concentrazione della popolazione, ed anche la più piccola quota

registrata nelle case sparse è in realtà localizzata al margine del territorio urbano. Nel complesso gli agglomerati

urbani presentano una certa consistenza del sistema degli spazi pubblici solo in Capaccio Capoluogo,

17 in campania fa fede la LR 14/82, servizi sociali

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Capaccio Scalo, Paestum e Licinella, quest’ultima in prevalenza parcheggi, con differenziate condizioni di

fruizione e di rilevanza nell’organizzazione della struttura urbana.

In considerazione del carattere insediativo diffuso, è utile considerare bacini più ampi per l’analisi

dei fabbisogni in modo da comprendere l’insieme ampio del territorio che configura la domanda d’uso delle

risorse urbane. Pur con i limiti dell’approssimazione già evidenziati nel secondo paragrafo, si adotta in questo

senso il territorio aggregato in polarità urbanistiche.

Con riferimento agli obiettivi propri al piano urbanistico comunale, significativo ruolo si è attribuito

alla misurazione della dotazione di spazi pubblici nelle differenti polarità, come si evince dalle stime riportate

nella parte seconda del presente capitolo. Con riferimento all’articolazione richiesta dalla legge, al 2003

si riscontra per l’istruzione un deficit pari a 32.365 mq. La dotazione di verde pubblico registra un deficit di

262872 mq. La dotazione di parcheggi registra una dotazione maggiore di quella richiesta, anche se è da

considerarsi che l’offerta ricettiva pari a 2446 posti letto comporta l’aggiunta di 19568 mq per parcheggi.

Anche per le attrezzature di interesse comune si registra una dotazione superiore a quella richiesta.

Dall’analisi della distribuzione riscontrata degli spazi pubblici nelle polarità urbanistiche, illustrata

nel paragrafo secondo del presente capitolo, si evincono le considerazioni riportate di seguito.

Il polo di Capaccio Capoluogo è sovradimensionato per le attrezzature di interesse comune mentre

registra un fabbisogno elevato per l’istruzione (oltre il 70%) e per il verde (56%). Il deficit di spazi per il

parcheggio è pari al 65% cui vanno aggiunti 883 mq da prevedersi per le attività ricettive.

Il polo di Scalo è leggermente sovradimensionato per quanto riguarda i parcheggi mentre registra un

significativo deficit di aree verdi (63%), per l’istruzione resta non soddisfatto il 30% del fabbisogno, mentre

per le attrezzature di interesse comune il 34%. Tali dimensioni sono da attribuirsi al significativo peso demografico

che contiene.

Il polo di Vuccolo è totalmente sprovvisto di verde, parcheggi ed attrezzature di interesse comune,

mentre soddisfa solo il 57% degli spazi per l’istruzione. Nel complesso è una realtà con scarsi standard abitativi.

Il polo di Licinella presenta una buona dotazione di parcheggi (anche in considerazione del fabbisogno

derivante dalle attività ricettive che ammonta a circa 1800 mq) ma soddisfa meno del 18% del fabbisogno

totale di aree verdi e per l’istruzione e circa il 50% di quelle per attrezzature di interesse comune.

La scarsezza di aree verdi e per lo sport è sostanzialmente localizzata in Santa Venere.

Il polo di Laura è privo di verde e parcheggi, cui va aggiunta una quota di 3017 mq per le attività ricettive,

presenta una certa dotazione di attrezzature di interesse comune ma ha un deficit di aree per

l’istruzione che supera il 60%. Tale situazione è da attribuirsi alla scarsezza di popolazione rilevata dal censimento

poiché le dotazioni lette in termini assoluti sono sostanzialmente molto modeste.

Il polo di Ponte Barizzo presenta la pressoché totale assenza di spazi verdi, un considerevole deficit

di aree per l’istruzione pari al 64% ed una più ampia disponibilità di parcheggi ed attrezzature di interesse

comune rispetto al fabbisogno della popolazione residente, tutta concentrata nell’agglomerato di Ponte barizzo.

Viceversa a Sabatella all’ammanco di 800 mq per i parcheggi va ad aggiungersi la quantità di 356 mq

derivanti dalle attività ricettive.

Il polo di Gromola non registra deficit nella dotazione complessiva per la vasta dotazione di spazi

pubblici a verde in rapporto significativo riguardo a tutte le dotazioni standard pari al 35% che raggiunge il

100% nel caso dei parcheggi. La situazione non riguarda il nucleo urbano del polo ma dalla consistenza degli

insediamenti minori che si considerano come area di gravitazione dell’agglomerato centrale.

Il polo di Spinazzo riveste un significativo ruolo in relazione alle attrezzature per l’istruzione mentre

sugli altri versanti risulta totalmente carente.

Il polo di Foce non ha dotazione di spazi pubblici.Ciò appare grave non tanto in relazione alla popolazione

assai modesta ma al ruolo turistico sulla costa. La presenza di due alberghi richiede una quota aggiuntiva

di 427 mq per i parcheggi.

Q5 – Attività produttive su base ISTAT

Il settimo quadro approfondisce il rapporto tra la struttura produttiva ed il territorio comunale, il

numero delle Unità locali UL, e degli addetti. I dati statistici derivano da fonte ISTAT, XVI Censimento

della Popolazione e delle abitazioni curato dall’ISTAT, dati provvisori del 2001; il dato statistico viene de________________________________________________________________________________

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codificata mediante la matrice concettuale delle polarità urbanistiche nelle unità di paesaggio. Le aggregazioni

di sezioni di censimento in agglomerati urbani, nuclei abitativi e polarità urbanistiche guida

l’approfondimento in ambente GIS.

Il dato messo a disposizione dall’ISTAT risulta molto aggregato nelle categorie industria, commercio,

servizi, istituzioni, queste ultime da intendersi come organismi ed enti pubblici comprese attività di servizio

per l’istruzione, sanitarie etc.

La descrizione delle attività economiche e produttive nel sistema comunale si articola in tre direzioni.

La prima è orientata alla lettura dei ruoli territoriali ed alla misurazione del il peso che le componenti territoriali

assumono nell’equilibrio comunale, i parametri di stima sono: la concentrazione di addetti e di unità

locali (n. addetti di UL totali e rapporti percentuali); il peso delle polarità insediative nella dimensione comunale

nei settori di attività (rapporti percentuali di addetti ed UL disaggregati per settori di attività). La seconda

analizza il carattere degli insediamenti mediante valutazione del peso relativo che ogni settore di attività

assume all’interno delle singole componenti territoriali ed il carattere delle attività insediate. I parametri

di valutazione sono: la dimensione d’impresa (addetti / unità locali); il grado di specializzazione funzionale

(addetti settore / addetti totali); l’integrazione con le attività residenziali (addetti / abitante).La terza direzione

indaga i settori zootecnico e lattiero caseario ed il rapporto di queste attività con i valori del territorio.

Q5.1 – Concentrazione di Addetti ed Unità Locali

Al Censimento del 2001 il Comune di Capaccio conta 3.739 addetti nei settori aggregati

dell’industria, del commercio, dei servizi e delle istituzioni, cui si correla il numero di 1.358 Unità Locali.

Le maggiori concentrazioni si riscontrano nelle località degli agglomerati urbani che insieme ai nuclei abitati

raggiungono rispettivamente l’86,7 % degli addetti ed l’87,6% delle unità locali, come descritto dalla Tab.

che segue.

Tab. 6

St ha Addetti totale % Add Comune UL totale % UL Comune

Totale agglomerati 1011 3242 86,7 1190 87,6

Totale nuclei abitati 152 178 4,8 49 3,6

tot insediamenti 1162 3420 91,5 1239 91,2

Case sparse 10096 319 8,5 119 8,8

TOTALE COMUNE 11258 3739 100 1358 100

Tab. 7

Agglomerati

Addetti

totale

% Add

Comune

UL totale

% UL

Comune

Capaccio Capoluogo 298 7,6 90 6,6

Capaccio Scalo 1186 30,3 500 36,8

Cafasso – Borgonuovo 150 3,8 64 4,7

Rettifilo – Vannullo 180 4,6 66 4,9

Vuccolo di Maiorano 128 3,3 29 2,1

Pietrale Capo di Fiume 230 5,9 18 1,3

Licinella – Torre di Pa 270 6,9 145 10,7

Paestum 190 4,8 35 2,6

Santa Venere 55 1,4 45 3,3

Laura 227 5,8 84 6,2

Ponte Barizzo 81 2,1 42 3,1

Sabatella 169 4,3 42 3,1

Gromola 39 1,0 19 1,4

Spinazzo 23 0,6 6 0,4

Foce del Sele 16 0,4 5 0,4

Totale agglomerati 3242 82,7 1190 88

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L’informazione statistica sostanzialmente conferma il ruolo aggregante degli agglomerati urbani, lo

scarso ruolo urbano dei nuclei abitati ed il sostanziale carattere rurale del territorio agricolo, questo ultimo

non ben rappresentato dai dati poiché il censimento 2001 non fornisce informazioni sul settore primario. Indicativamente,

altre fonti ISTAT, restituiscono al 2000, 4124 addetti in agricoltura e 1698 aziende agricole,

con un dato che ben rappresenta il ruolo di queste attività nel territorio rurale delle Case sparse.

Nel dettaglio si conferma la polarità di Scalo, comprensiva degli agglomerati di Capaccio Scalo, Cafasso

Borgonuovo e Rettifilo Vannullo, in cui è concentrato il 46,4 % delle attività censite, con il 38,7 %

degli addetti. Nel territorio interno, oltre Capaccio capoluogo con il 7,6 degli addetti ed il 6,6 delle unità, risultano

significativi l’agglomerato di Pietrale Capo di Fiume (5,9 % addetti) ed il polo di Ponte Barizzo-

Sabatella che comprende il 7,6 degli addetti comunali. Anche gli insediamenti costieri, prevedibilmente con

il carattere turistico della zona, esprimono un certo ruolo nella struttura produttiva comunale, per quanto appaiano

assai sottodimensionati rispetto ai potenziali ricettivi. La polarità di Licinella, con Paestum e Santa

Venere, conta l’11 % delle ul con l’13,3% degli addetti e Laura solo il 6,2 delle ul con 5,8 degli addetti.

Le immagini concernenti la struttura produttiva vengono proposte in otto allegati quadro da cui si

evnce sensitivamente il differenziato ruolo delle polarità dell’insediamento.

Nella rappresentazione cartografata proposta nelle tavole del gruppo 8 si presentano rappresenta la distribuzione

degli addetti e delle imprese nelle sezioni del censimento, deducendosi la rappresentazione localizzata

dei seguenti indicatori

1- Localizzazione delle unità locali industriali nel territorio comunale – rapporti percentuali

2- Localizzazione degli addetti industriali nel territorio comunale – rapporti percentuali

3- Localizzazione delle unità locali commerciali nel territorio comunale – rapporti percentuali

4- Localizzazione degli addetti commerciali nel territorio comunale – rapporti percentuali

5- Localizzazione delle unità locali dei servizi nel territorio comunale – rapporti percentuali

6- Localizzazione degli addetti ai servizi nel territorio comunale – rapporti percentuali

7- Localizzazione delle istituzioni nel territorio comunale – rapporti percentuali

8- Localizzazione degli addetti alle istituzioni nel territorio comunale – rapporti percentuali.

Q5.2 – Peso delle polarità insediative nella dimensione comunale, nei settori di attività.

La valutazione disaggregata per settori di attività e condotta sulla base dell’aggregazione territoriale

in polarità urbanistiche negli spazi paesistici evidenzia i seguenti ruoli dedotti dai quadri statistici allegati:

– Polo Capaccio capoluogo – polarità della tradizione insediativa, di modesta dimensione in relazione

al ruolo di nucleo storico (9,2% della popolazione comunale) conta solo l’8% degli addetti comunali pari al

7,6% di quelli degli agglomerati). La ripartizione di questi nei diversi settori di attività ne fa dedurre il carattere

legato alla tradizione per la considerevole presenza di attività istituzionali (17,1 % del comune) ma un

labile ruolo urbano, per la modesta proporzione di attività commerciali e servizi che presenta (3,2% e 5,4 %

degli addetti complessivi nei settori).

– Polo Capaccio Scalo – nodalità centrale, racchiude circa il 50% di tutte le attività censite ad eccezione

delle istituzioni che contano il 34%. L’agglomerato di Capaccio Scalo da solo contiene il 36,6 % degli

addetti ed il 42% delle unità locali del totale degli agglomerati. Negli agglomerati correlati si registra a Cafasso

il 4,6% degli addetti negli agglomerati ed il 5,4% delle UL mentre in rettifilo Vannullo si localizza il

5,6 degli addetti ed il 5,5 delle UL. Nel complesso della polarità Cafasso contribuisce al ruolo del polo nel

settore industriale mentre il contributo di rettifilo è significativo in relazione alle attività delle istituzioni.

All’interno del polo la distribuzione delle attività nei comprensori è distribuita in maniera diseguale

– Vuccolo Capo di Fiume- modesto insediamento con significativo ruolo per la presenza di sedi istituzionali

ed una certa dotazione servizi.

– Licinella – polarità a carattere misto con peso pari a circa il 20 % delle attività e degli addetti degli

agglomerati urbani, compreso il settore industriale. Si colloca al secondo posto tra le polarità urbane per la

presenza di attività commerciali (17,2% delle unità locali comunali) e di servizi (16,52% delle unità locali

comunali) ma appare sottodimensionata in considerazione della presenza al suo interno del complesso archeologico

di Paestum e di una delle stazioni ferroviarie comunali.

– Laura – insediamento costiero, ha ruolo poco definito con una molteplicità di piccole quote in tutti i

settori di attività, una sola sede istituzionale ed una leggera prevalenza nei servizi.

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Localizzazione delle unità locali commerciali nel

territorio comunale – rapporti percentuali

Localizzazione degli addetti commerciali nel

territorio comunale – rapporti percentuali

Localizzazione delle unità locali industriali nel

territorio comunale – rapporti percentuali

Localizzazione degli addetti industriali nel

territorio comunale – rapporti percentuali

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Localizzazione delle istituzioni nel territorio comunale

– rapporti percentuali

Localizzazione degli addetti alle istituzioni nel

territorio comunale – rapporti percentuali

Localizzazione delle unità locali dei servizi nel

territorio comunale – rapporti percentuali

Localizzazione degli addetti ai servizi nel

territorio comunale – rapporti percentuali

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– Ponte Barizzo – polarità di margine con usi misti a prevalenza industriale e commerciale (industria

35% e commercio 15,2 % degli addetti comunali); le attività sono tutte concentrate nell’agglomerato di Sabatella

anche se in Ponte Barizzo risiede l’intera quota delle sedi istituzionali.

– Nel complesso delle polarità urbanistiche raggiunge solo il 7% delle attività produttive.

– Gromola – piccola polarità urbana in territorio rurale, di scarsissimo rilievo funzionale salvo per una

certa quota di attività di istituzioni (4,3%)

– Spinazzo – insediamento urbano in territorio rurale di scarsissimo rilievo

– Foce – polo costiero minore, irrilevante nell’equilibrio comunale con una presenza di 2 attività

commerciali e 6 di servizi.

Se ne deduce un’articolazione della struttura produttiva su territorio comunale catalizzata sulla polarità

centrale di Capaccio Scalo, che trova prosecuzione naturale nell’insediamento di Licinella Paestum, a

sud, e di Sabatella verso Nord. La fascia costiera risulta poco vivace dal punto di vista prestazionale con localizzazione

di servizi isolati (alberghi). I nuclei insediativi storici contengono una buona parte delle sedi

istituzionali, cui non fa riscontro il presidio di attività di complemento quali commercio e servizi, costituiscono

un sistema di piccoli siti isolati in realtà asfittiche. Si configura un sistema articolato nella direzione

Nord a Sud, parallela al fascio infrastrutturale che attraversa il comune, denso nella parte centrale ed in via

di consolidamento alle estremità. Le espansioni urbane periferiche presentano livelli prestazionali pressoché

nulli.

Q5.3 – Rapporto Addetti / Unità Locali

Il dato statistico evidenzia la sostanziale omogeneità del rapporto tra unità locali ed addetti negli insediamenti

comunali, pari a 2,8 nella media comunale, che non rivela significative differenze nella struttura

produttiva tra ambiente urbano e nuclei insediativi minori. Se ne deduce la condizione di una struttura

frammentata, costituita di piccolissime unità produttive nei diversi nuclei insediativi.

Nel dettaglio degli agglomerati urbani il rapporto Addetti / UL evidenzia valori superiori alla media

nei più piccoli agglomerati del comune, tra questi i più significativi sono Capo di Fiume, e Paestum, ma si

delineano nette anche Vuccolo di Maiorano, Sabatella, Spinazzo e Foce del Sele.

Diverso il caso di Licinella, e Ponte barizzo che presentano valori inferiori ai 2 addetti per unità locale.

Tab. 8

St

ha

Addetti

totale

UL

totale

Add / Ul

Totale agglomerati 1011 3242 1190 2,7

Totale nuclei abitati 152 178 49 3,6

tot insediamenti 1162 3420 1239 2,8

Case sparse 10096 500 119 2,7

TOTALE COMUNE 11258 3919 1358 2,8

I casi che si presentano hanno diverse motivazioni descritte analiticamente dai quadri statistici allegati

Q7 che consentono una lettura disaggregata per settori di attività.

Il maggior valore del rapporto addetti / UL, nel caso di Paestum e Pietrale Capo di Fiume, è da attribuire

al un ruolo rilevante del settore economico delle istituzioni in rapporto al quali i due agglomerati contano

rispettivamente il 12,6 ed il 21 % del numero di addetti comunali con 2 istituzioni a Paestum in coerenza

con la presenza dell’area archeologica attrezzata, mentre 3 sono le istituzioni di pietrale Capo di Fiume

dove è localizzato l’ente di bonifica.

Il peso degli addetti nelle istituzioni raggiunge per Pietrale l’82% del totale delle UL, le restanti attività,

anche se molto limitate, si rilevano nei servizi e nel commercio.

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Il caso di Paestum è prevedibilmente più caratterizzato dalle attività discendenti dalle presenze turistiche,

infatti si affiancano al settore istituzionale, che riveste il 60% dell’occupazione nell’agglomerato, il

commercio ed i servizi rispettivamente con la consistenza del 2,1 ed il 4,1 % dell’insieme degli addetti comunali.

I casi di Sabatella e Foce Sele sono da ricondursi alla presenza di piccole strutture alberghiere e di

alcune attività per la produzione di beni.

Il caso di Foce del Sele e quello di Spinazzo potrebbero non risultare significativi per le modeste

dimensioni degli insediamenti.

Tab. 9

LOCALITÀ UL totale Addetti totale Addetti /UL

Capaccio Capoluogo 90 298 3,3

Capaccio Scalo 500 1186 2,4

Cafasso – Borgonuovo 64 150 2,3

Rettifilo – Vannullo 66 180 2,7

Vuccolo di Maiorano 29 128 4,4

Pietrale Capo di fiume 18 230 12,8

Licinella – Torre di Paestum 145 270 1,9

Paestum 35 190 5,4

Santa Venere 45 55 1,2

Laura 84 227 2,7

Ponte Barizzo 42 81 1,9

Sabatella 42 169 4,0

Gromola 19 39 2,1

Spinazzo 6 23 3,8

Foce del Sele 5 16 3,2

Totale agglomerati 1190 3242 2,7

2.3.4 Valutazioni sintetiche sulla forma della struttura insediativa

Polo insediativo di Capaccio capoluogo

Nella valle intermontana conformatasi tra i Monti Soprano e Sottano, dominanti morfologiche nelle

relazioni visive con l’intera Piana del Sele, si sviluppa il polo insediativo di Capaccio Capoluogo. E’ qui

che si erge il Centro Storico il cui insediamento, nella sua formazione, si è organizzato su regole di impianto

condizionate dalla conformazione naturale. Lungo le direttrici dell’impianto longitudinale del nucleo insediativo

storico, a carattere compatto, si è sviluppato l’insediamento recente. L’esilità dell’impianto viario

appare sopportare con difficoltà le numerose attività a grande affluenza giornaliera di pubblico (scuole e sede

comunale) che vi si concentrano, anche in considerazione dell’assenza di tracciati trasversali che possano

costituire alternative al percorso.

Costituisce un fondamentale fuoco visivo all’interno di questo polo insediativo il Santuario della

Madonna del Granato, percepibile anche a grande distanza. Esso conserva il valore simbolico legato ad un

momento cruciale nella storia di Capaccio, allorquando vi fu trasferita la sede vescovile nel X secolo, in seguito

alla devastazione di Paestum ad opera dei Saraceni.

Polo insediativo di Capaccio Scalo

L’agglomerato urbano di Capaccio Scalo costituisce il centro più vivace dell’intero Comune.

L’organizzazione urbana si è sviluppata a corona intorno ad un nucleo di servizi ad alto valore testimoniale,

attuato dalla Riforma Agraria, cui si affianca, senza apparente sinergia, il mercato ortofrutticolo. Nella parte

meridionale dell’insediamento e nel comparto a nord si registrano le più alte densità abitative, registrandosi

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carente dotazione di attrezzature pubbliche. La stazione ferroviaria della rte FF.SS rafforza il ruolo di nodalità

a livello territoriale.

Al polo insediativo di Capaccio Scalo si correla l’agglomerato urbano di Borgonuovo-Cafasso, dove

sono conservati maggiormente i segni della struttura agraria storica, antecedente alla Riforma, basata sul sistema

di masserie sette-ottocentesche che ne articolavano il territorio fra poderi chiusi ed agglomerati edilizi.

Tra le più note la Masseria Gaudo e la Masseria d’Alessio. A Cafasso, nel 1920, è localizzato l’edificio che

ospitava il tabacchificio SAIM, oggi dismesso. La struttura dell’edificio industriale è piuttosto interessante in

quanto coniuga differenti tecnologie che utilizzano in modo combinato il legno, il ferro, i laterizi ed il cemento

armato. Gli edifici sono organizzati attorno ad una grande corte centrale.

Polo insediativo di Rettifilo – Vuccolo di Maiorano

Questo polo costituisce l’accesso alla Piana da est, attraverso un antico percorso di valico che collegava

con l’entroterra. La Via Cilentana segna il confine fra i campi aperti a coltivazioni estensive di seminativo

ed il paesaggio arborato delle pendici collinari. La Cilentana nuova segue per un lungo tratto il canale

diramatore principale del sistema di irrigazione della Piana. Da questo percorso si coglie il paesaggio collinare

interessato dall’edificazione sparsa di case agricole. Dominata dalle strutture morfologiche del Monte

Carpazio si staglia la collina ove si erge il Santuario della Madonna del Granato, riferimento dell’intera Piana

del Sele. Le pendici collinari dei Monti Soprano e Sottano risultano punteggiate di case rurali, che costituiscono

un importante patrimonio storico, relazionate visivamente al complesso del Getsemani, residenza collettiva

di rango territoriale.

Il Rettifilo Vannullo si configura come una polarità a carattere residenziale con dotazioni commerciali,

il cui insediamento si è sviluppato lungo il fronte meridionale della strada, lasciando aperta la visuale

verso il paesaggio agrario a settentrione ed oriente. Gli spazi pubblici sono del tutto marginali e non danno

luogo ad alcun invaso. Risulta in corso di completamento intervento di edilizia residenziale pubblica (L. 18

aprile 1962 n. 167).

Polo insediativo di Licinella

La parte nord del polo insediativo di Licinella ricade nel perimetro oggetto di tutela di cui alla L.

220/1957. E’ qui che insiste infatti il complesso archeologico di Paestum. Nella fascia di rispetto posta a protezione

delle mura, un insediamento recente occupa un vasto tratto della costa.

L’impianto urbano di Licinella appare compatto e disordinato, con spazi aggregativi privi di identità,

e soffocato dalla viabilità di attraversamento.La parte storica presenta un certo livello di complessità funzionale

sostanzialmente concentrata nell’area di “Torre di Mare”. La vicinanza con l’area archeologica di Paestum

e l’antico tracciato costiero, costituiscono gli elementi di pregio di Licinella,. La saldatura che si va verificando

con Santa Venera evidenzia la consistenza della domanda di residenze.

L’area a sud-est del parco archeologico è caratterizzata dall’attraversamento del fiume Salso e dal

suolo roccioso determinato dal secolare dilavamento delle acque di questo torrente, ricche di minerali calcarei.

Il fiume Salso in passato ha mutato ripetutamente alveo, interessando in antichità le aree a sud della città

per sfociare nel Solofrone nei pressi della foce. I sedimenti del corso d’acqua, assieme alle altre numerose

sorgenti presenti nella zona, hanno creato un esteso banco di travertino su cui poi sorse la Polis. L’area della

foce presenta numerose tracce di insediamenti e di necropoli, collegate all’estrazione della pietra ed alla presenza

dell’acqua. Nell’area sono da segnalare i santuari di S.ta Venere e la vicina importante necropoli, così

come il Santuario e la Necropoli di Linora legati all’attività estrattiva del travertino.

Questa porzione di territorio fu invasa dalle acque del Capodifiume non più regimato alla caduta

dell’Impero romano, e rimase acquitrinosa fino alla metà del ‘700 (v. carta del Rajola). A partire dal XIX secolo

le terre più fertili erano state progressivamente bonificate e strappate al pascolo brado delle bufale ed al

vassallaggio del Principe Doria d’Angri. La costruzione della s.s.18 e della ferrovia innescarono la trasformazione

del territorio a sud di Paestum. Il territorio ad ovest della ferrovia consolidò la sua vocazione agricola

attraverso la Riforma Agraria e la bonifica dei suoli.

A sud di Capodifiume il territorio conserva elementi di valore paesistico legato soprattutto ai pascoli

punteggiati di querce e macchie di vegetazione nelle aree più umide. E’ da evidenziare la piccola località denominata

“Acqua Sulfurea”, situata ai bordi meridionali degli insediamenti di Linora, ove si ritrovano ele________________________________________________________________________________

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menti di grande suggestione legati alla presenza di uno specchio d’acqua raccolto da muri a secco, con uno

scivolo di pietra per l’abbeveraggio delle bufale ed il bosco di eucalipti.

Polo insediativo de La Laura

Laura è un insediamento costiero a pettine costituito da lottizzazioni residenziali rade con accesso

alle spiagge. La parte meridionale dell’insediamento è abitata prevalentemente nella stagione estiva.. Nel

quadrante nord si rileva l’innalzarsi della densità insediativa; qualificati complessi di attrezzature ricettive si

svolgono lungo la viabilità costiera connettendo gli insediamenti residenziali terminali .

Si evince alla Laura sostanziale carenza di spazi pubblici e di attività di servizio. La disponibilità

di offerta ricettiva, la presenza della pineta costiera e dell’arenile lascia intuire il potenziale conseguente alla

riqualificazione urbana.

Polo insediativo di Ponte Barizzo

Il Polo di Ponte Barizzo costituisce la porta di accesso da nord alla piana di Capaccio, attraversato

dalla Strada Statale n. 18, principale via di collegamento fra il Salernitano ed il Cilento. Storicamente è stato

il luogo ove la scafa sul Sele consentiva ai viandanti di superare il fiume.

Il sistema insediativo di Ponte Barizzo si sviluppa a cavallo della statale con poca profondità verso la

campagna agricola. Interstizi naturali consentono di cogliere la grande suggestione del paesaggio agrario.

Fiancheggia la statale l’insediamento storico di Villa Doria D’Angri, risalente al diciottesimo secolo, oggi

Villa Ricciardi. Le tipologie edilizie dell’insediamento recente configurano cortina su fronte stradale, di altezza

contenuta nei 10 mt. Un sistema di attività commerciali si sviluppa lungo i fronti degli edifici, arretrati

rispetto alla strada statale e separati da essa da aiuole e parcheggi..

Sabatella, nella diretta continuazione di Ponte Barizzo, risulta essere il più caratterizzato polo produttivo

del comune. E’ qui che insiste l’area specialistica con impianto urbano definito dal PIP, con interventi

in corso di realizzazione.

Polo insediativo di Gromola

Il sistema di canali, i filari frangivento, il centro servizi di Gromola, costituiscono, insieme alle antiche

masserie poste sui poggi (Seliano, Gaudo, Fornelli, Gromola), l’identità di questo polo insediativo. Le

aree in cui ricade tale polo sono quelle più fortemente interessate dagli eventi della Riforma Agraria. Il centro

abitato è caratterizzato da edifici dall’alto valore testimoniale. La bufalara è documento prezioso di quel

paesaggio del latifondo in cui il principe Doria per secoli praticò l’allevamento brado delle bufale. Il centro

servizi della riforma edificato alla fine degli anni ‘50 dal Consorzio di Bonifica, va ritenuto testimonianza di

un’architettura e di una politica che hanno caratterizzato quella fase della storia d’Italia. Esso comprende una

chiesa, la scuola materna ed elementare, la scuola agraria ed un insediamento di alloggi a schiera attualmente

ristrutturati per altre funzioni.

Nei pressi della riva sinistra del Sele ricade il santuario arcaico dedicato ad Hera Argiva. Nel corso

degli scavi, sono state rinvenute oltre settanta metope scolpite che costituiscono uno dei cicli lapidei più

complessi dell’Occidente antico, oggi conservate nel “Museo Narrante”, antica masseria ristrutturata ed adibita

a museo, luogo espositivo di originale concezione, definito “narrante” in quanto esplica la funzione espositiva

e didattica del museo attraverso i nuovi strumenti della comunicazione. A sud est del santuario sono

stati individuati tratti dell’antica strada che lo collegava alla città. Il percorso proseguiva poi verso nord

sull’altra riva dopo un guado, attraversando l’attuale Masseria Santa Cecilia nel territorio di Eboli.

Si riscontra che, negli ultimi anni, alla regolarità dell’organizzazione dei poderi in rapporto alle strade

interpoderali, si sta andando sostituendo un’edificazione recente che si intensifica in prossimità delle strade.

Polo insediativo di Spinazzo

Il polo si sviluppa nell’estesa pianura agricola delimitata dalle pendici collinari del Monte Sottano e

attraversata dalla S. S. 18 che corre in rilevato parallelamente alla ferrovia. Il paesaggio è caratterizzato dalle

sistemazioni e dai poderi della riforma agraria che formano piccoli nuclei, che andrebbero salvaguardati da

una pressione trasformativa già in atto. A valle della Cilentana sono stati scavati i resti di un importante luogo

di culto forse collegato con le sorgenti di Acqua che Bolle ormai scomparse.

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/81

La località Pagliara della Visceglia costituisce uno dei nuclei realizzati nella riforma agraria per costituire

centri di aggregazione e di servizi agli assegnatari di poderi. Contrariamente ai centri di Capaccio

Scalo e Gromola, l’insediamento ha conservato l’originaria identità. Attualmente vi trovano sede alcune funzioni

commerciali, una chiesa, un campo sportivo ed edifici di servizio all’attività agricola locale.

Parte del polo insediativo ricade nel perimetro oggetto di tutela di cui alla L. 220/1957. E’ in questa

zona che ricade la Masseria Spinazzo, un’antica struttura agraria di impianto settecentesco, centro economico

e geografico di una grande tenuta feudale appartenuta al Principe Doria d’Angri.

Le sorgenti di Capodifiume assumono importanza sin dai tempi della fondazione della Polis greca e

mantengono un importanza cruciale nell’assetto territoriale in quanto sede dei mulini, della stazione daziaria

che consentiva l’accesso alla scafa di Barizzo, ed essendo l’unica stazione di posta lungo la Cilentana sino al

passaggio sul fiume Sele. Degli antichi mulini medievali non resta molto, ma gli edifici attualmente esistenti,

trasformati in centrale elettrica, ne ricalcano il sedime.

Polo insediativo di Foce Sele

Nei pressi della foce, a cavallo della strada litoranea che sovrapassa il fiume, si conservano la torre

del Sele, di impianto vicereale, e la torre di Kernot, di realizzazione più recente. Nei pressi di quest’ultima il

Consorzio di Bonifica di Paestum realizzò negli anni ‘50 l’impianto idrovoro, finalizzato alla bonifica integrale

pompando nel fiume le “acque basse”e prosciugando le terre della piana. L’area è interessata da intensa

edificazione recente, ad impianto disorganico e di bassa qualità, sviluppatasi lungo la strada provinciale costiera

(SP175).

2.3.5 Deduzioni

La ricognizione condotta evidenzia un tessuto urbano in prevalenza incompiuto, anche nelle realtà

insediative più sviluppate come Capaccio Scalo. La tendenza allo spontaneismo della città diffusa a Capaccio

fa parte della storia della conquista del territorio agricolo attraverso i presidi pianificati della riforma agraria.

Ne consegue una struttura gerarchica esile, con le attività istituzionali concentrate nei nuclei insediativi

storici ma la sostanziale dispersione delle funzioni sopraggiunte di recente.

Tale situazione richiede un significativo impegno affinchè nuovi ruoli e funzioni urbane siano perseguiti

al fine di rafforzare l’immagine più positiva della vita associata in opposizione alla frammentazione.

2.4 – IL SISTEMA AMBIENTALE : la “RETE ECOLOGICA”

ELABORATO D. TAVOLA S.A, ELEMENTI PARTECIPI DELLA RETE ECOLOGICA

COMUNALE, DEDOTTI DALLE CARATTERISTICHE DEI SUOLI;

RAPPRESENTAZIONE NELLA SCALA 1/10.000.

Dott. Arch. Francesco Ruocco, coordinamento e supervisione del Prof. F. Forte

La relazione tra risorse naturali, qualità ambientali, forme della terra e usi del suolo definisce un complesso

campo di equilibri dinamici, teso alternativamente a rafforzare la compatibilità ambientale delle attività

umane, a consolidare il dominio degli standards socio-economici sui delicati processi naturali, o infine a

rappresentare i rischi per la comunità locale del mancato governo delle instabilità ambientali. La Rete Ecologica

è ricognizione intenzionale e selettiva di questi processi di mutue relazioni, dove accanto alle caratteristiche

dei sistemi naturali sono presenti i segni della storia civile ed economica e le modalità e le tecnologie

attraverso le quali la comunità locale si è posta tra gli equilibri in divenire del suo territorio e delle attività

alle quali essa stessa si dedica.

Nel caso del territorio comunale di Capaccio-Paestum, le riconosciute valenze del patrimonio culturale

e paesaggistico, interpretate nelle loro relazioni con le forme e i processi della natura, si pongono in una dimensione

più complessa che permette di coglierne le connotazioni più significative. Si richiama, ad esempio,

il rapporto tra le forme della terra e le modalità insediative che caratterizzano Capaccio, come il circuito murario

di Paestum, o il nucleo di Gramola, o lo stesso centro storico del capoluogo; la mirabile opera di bonifica

della piana dalle acque salse e la realizzazione del fitto sistema irriguo rintracciabile nella rete idrografica,

componente della più generale Rete Ecologica; l’articolazione degli usi agricoli dai pianori montani fino alle

pianure retrodunali che trovano negli allevamenti delle “bufalare” significativa componente storicopaesaggistica

ma anche sorgente di criticità ambientali da governare e disciplinare; la diffusione delle serre

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/82

per la coltura intensiva ma anche evidente detrattore di paesaggio e frammentazione della biodiversità della

piana. Nella dimensione transcalare propria della rete di connettività ecologica del territorio è possibile pesare

il ruolo sovralocale o regionale del Fiume Sele, dal quale localmente gli impianti di sollevamento delle

valli interne pescano e nel quale le idrovore di Foce Sele riversano.

La Rete Ecologica, dunque, è traccia dei processi naturali e antropici che avvengono sul territorio, nelle

loro mutue relazioni, e riporta i segni storici dell’”abitare la piana del Sele”. La Rete ecologica, infine, è

contributo alla più generale ricognizione dei paesaggi, dove se quest’ultima procede per continuità visiva,

percettiva, semiologica, la prima costituisce una lettura iniziale sintetica e discreta.

2.4.1 L’elaborato cartografico “D-SA Il Sistema Ambientale: La Rete Ecologica”

L’elaborato cartografico D-SA Il Sistema Ambientale: La Rete Ecologica, redatto nella scala di rappresentazione

1/10.000, su base Aerofotogrammetria 1:5.000, costituisce l’esito della ricognizione delle suddette

relazioni tra componenti del sistema naturale e del sistema antropico, a partire dai risultati conseguiti dalla

Relazione Programmatica, Marzo 2003 e commentati nel volume “L’ideazione urbanistica: La Relazione di

Programma, il caso Capaccio-Paestum”, INU Edizioni, Roma 2005 (specificamente Elaborato B, C e G).

La Rete Ecologica si considera sintesi pluritematica della ricognizione dell’uso urbano ed agricolo del

suolo, delle condizioni di rischio idraulico e da frana presenti sul territorio, della rete idrografica, delle valenze

paesaggistiche di luoghi e percorsi, delle tecnologie predisposte per il governo delle relazioni tra sistema

naturale e sistema antropico.

Le fonti della sintesi pluritematica sono state:

1. Carta dell’uso agricolo e delle attività colturali in atto nelle zone non ancora urbanizzate, scala

1/10.000, a cura del Dott.Agr. Domenico Serlenga, acquisita dall’Amministrazione Comunale il 29

settembre 2003, prot. n°27392;

2. Indagine Geologico Tecnica e Geognostica del territorio comunale (in particolare Carta Idrogeologica

e Carta della Stabilità), scala 1:5.000, a cura dei Dott.Geol. Annamaria Esposito, Lorella Russo,

Giuseppe D’Angelo, acquisita dall’Amministrazione Comunale il 26 settembre 2003, prot. n°27309;

3. Misurazioni di esposizione ai campi elettromagnetici, scala 1;10.000, a cura del Prof. Ing.Nicola Pasquino

e dell’Ing. Gennaro Scarselli, acquisite dall’Amministrazione Comunale il 20 Giugno 2008.

4. Carta dell’uso agricolo del suolo, Carta della naturalità e Carta della biodiversità, Carta della Rete

ecologica provinciale, scala 1:150.000, presenti nella Proposta Preliminare di Piano Territoriale di

Coordinamento della Provincia di Salerno (Del.G.P. n.191 del 2 Maggio 2007)

5. Il Piano Stralcio per l’assetto idrogeologico dell’Autorità di Bacino Interregionale Sele, redatto ai

sensi dell’Art.12 Legge n.493/1993, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n° 287 del 11/12/2001 e la cui

ultima perimetrazione è stata pubblicata sulla G.U. n°97 del 27 Aprile 2006;

6. Il Piano Stralcio per l’assetto idrogeologico dell’Autorità di Bacino Regionale Sinistra Sele, redatto ai

sensi dell’Art.1 comma 1 del Decreto Legge n.180 del 11 Giugno del 1998 (e s.m.i.) pubblicato nel

B.U.R.C. n° 21 del 22 aprile 2002, la cui ultima perimetrazione del 28 Maggio 2002 è stata pubblicata

nel B.U.R.C. n° 40 del 26 agosto 2002;

7. Ortofotocarta, scala 1:10.000, fornita dalla Ammininistrazione Comunale di Capaccio-Paestum (aggiornata

a Giugno 2008)

8. Dati georeferenziati, forniti dall’Amministrazione Comunale di Capaccio-Paestum

9. Carta dei Sentieri Tav.2 “Monte di Capaccio – Monte Vesole”, scala 1:25.000, del Parco Nazionale

del Cilento e Vallo di Diano.

10. Il volume “L’ideazione urbanistica: il caso Capaccio-Paestum, la relazione di programma”, Inu Edizioni,

2005, Elaborato B, “La formazione del tessuto urbanistico; la nascita e l’evoluzione

dell’insediamento attraverso il tempo”; Elaborato C, “L’identità paesaggistica del territorio comunale”;

Elaborato G “L’identità istituzionale. I piani di area vasta e le azioni speciali”.

11. Attività ricognitiva sul luogo.

2.4.2 Le correlazioni territoriali : la Rete Ecologica Regionale e Provinciale

L’elaborazione della Carta della Rete Ecologica comunale, per la dimensione transcalare delle relazioni

ecologico-territoriali, impone l’inquadramento del territorio di Capaccio-Paestum all’interno della Rete

Ecologica Regionale e Provinciale, come definite dal Piano Territoriale Regionale della Campania (adottato

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/83

con Del.G.R. del 30 Novembre 2006 n°1956) e dalla Proposta di PTC della Provincia di Salerno (Del. G.P.

del 2 Maggio 2007 n°191).

Secondo il PTR della Campania, il contesto regionale è fortemente caratterizzato da un intensa competizione

per l’uso del territorio, in cui gli spazi rurali e naturali sono progressivamente frammentati ed erosi.

Una politica regionale “per il territorio rurale e aperto” è precondizione necessaria per una politica per il paesaggio.

In questo senso il modello di sviluppo del PTR che struttura la politica del paesaggio è basato sulla

salvaguardia del valore produttivo, ecologico, ambientale, paesistico ed identitario del territorio rurale ed aperto.

Il piano regionale equipara il Fiume Sele, margine settentrionale del comune di Capaccio, al transetto

Volturno-Calore Beneventano, come corridoi ecologici primari tra la dorsale appenninica interna e la fascia

costiera tirrenica (Fig.1). La pianura alluvionale del Sele, tuttavia, per la enorme produttività delle terre, è

evoluta come ambito a particolare frammentazione ecologica (colture intensive, semplificazione dei paesaggi,

fascio infrastrutturale con effetto barriera) da riequilibrare a partire dalla rete idrografica primaria e secondaria

e dal sistema delle dominanti morfologiche a maggiore naturalità che cingono la piana, come Monte

Soprano e Monte Sottano, dal sistema delle aree protette come parchi e riserve (regionali e nazionali), aree

Sic e Zps (vedi elaborato cartografico A.A2 Stato attuale di diritto dei suoli).

Il PTC della Provincia di Salerno riconosce alla costruzione della Rete ecologica provinciale un ruolo

strategico nell’attuare il coordinamento territoriale del piano provinciale come piano unico di riferimento per

l’area vasta. La diffusione nello sviluppo urbano della Provincia di Salerno dei caratteri sparsi e dilatati dello

sprawl edilizio (bassa densità, alto consumo di suolo ed energia, spesso non ancorato al sistema delle reti di

trasporto esistenti) provoca una sistematica frammentazione ecosistemica e paesaggistica, determinando una

generale frammentazione ambientale. In questo senso la connessione ecologica per la deframmentazione ambientale

è strategia per il riequilibrio dell’assetto territoriale (core areas, buffer zones, corridori ecologici, aree

stepping stones, aree di restauro ambientale), dunque criterio guida primario per rapportare la pianificazione

di area vasta con quella comunale.

Il PTCP, in continuità con le assunzioni del PTR della Campania, propone una articolazione della Rete

Ecologica Provinciale (Elaborato 4.1b del PTCP) come sintesi degli Elaborati sull’uso agricolo del suolo

(1.6), Carta della Naturalità (1.7) e Carta della Biodiversità (1.8). Si tratta di elaborazioni successive, sviluppate

a partire dalla Carta dell’uso agricolo del suolo (CUAS) della Regione Campania del 2004. La Carta

dell’uso agricolo del suolo del PTCP evidenzia l’appartenenza del territorio comunale di Capaccio alle caratteristiche

della Piana del Sele: colture erbacee estensive anche a basso impatto ambientale si alternano a più

diffuse colture erbacee irrigue ad elevata redditività, con poche colture protette sotto serra (a differenza delle

molte di Battipaglia); risalendo i versanti montani si hanno prima le colture arboree ad elevata tipicità e specializzazione

ad oliveti e poi boschi di latifoglie, di conifere, misti frammentati a pascoli d’alta quota.

La Rete Ecologica alla scala regionale: il fiume

Sele è corridoio regionale di continuità ecologica

tra la fascia costiera tirrenica e le componenti

naturalistiche della dorsale appenninica.

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La Carta della naturalità evidenzia valori alti per i versanti montani e l’area costiera a vegetazione sclerofilla,

valori medi dominanti (colture foraggere, arboricoltura da frutto, cereali) e quasi nulli per le aree antropizzate

anche a ridosso della fascia costiera. Importante sono le insule di naturalità collinari a nord del

Monte Soprano. Di conseguenza si hanno valori di biodiversità decrescente da monte verso valle: la biodiversità

costiera è pressata dall’antropizzazione di Licinella e Laura e dalla bassa biodiversità della zona Foce

Sele e di Gromola.

Fig.2 Carta della Biodiversità della Proposta Preliminare di PTC della Provincia di Salerno (2007)

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La Carta della Biodiversità (Fig.2) del PTCP è stata considerata per disaggregare il seminativo agricolo

di pianura proposto dallo studio agronomico tecnico comunale del settembre 2003 (a firma del Dott. Agr.

Serlenga), in intensivo o biodiversità bassa (colture industriali, erbai, ortive) ed estensivo o biodiversità media

(altre colture permanenti o arboricoltura da frutto, cereali da granella, cereali da granella autunno-vernini

associati a colture foraggere, colture foraggere associate a cereali da granella autunno-vernini, colture temporanee

associate a colture permanenti, frutteti e frutti minori, prati avvicendati). Il seminativo prevalentemente

non irriguo di collina è da considerarsi sostanzialmente a biodiversità medio-alta.

In conclusione, nella Rete Ecologica Provinciale (elaborato 4.1b del PTCP), il territorio di Capaccio-

Paestum si pone tra i versanti di monte (colline di Albanella, M.Soprano, M.Sottano, M.Vesole) e la linea di

costa, sfruttando i corridoi fluviali del Sele, del Salso-Capodifiume e del Solofrone per riequilibrare la

“frammentazione multipla” della barriera ferroviaria e stradale (Fig.3).

2.4.3 La “Rete Ecologica Comunale di Capaccio-Paestum”

La Carta della Rete ecologica comunale di Capaccio-Paestum è articolata in Sistema Ambientale-

Paesaggistico, Sistema Insediativo e Sistema Infrastrutturale, in continuità con l’approccio seguito dalla Proposta

Preliminare di PTC della Provincia di Salerno (Maggio 2007). In particolare il Sistema Ambientale-

Paesaggistico è ulteriormente disaggregato in:

– Sottosistema Naturalistico;

– Sottosistema Agricolo di Pianura;

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– Sottosistema Agricolo di Collina;

– Sottosistema Idrografico (primario, secondario e terziario);

– Sottosistema Tecnologico-Ambientale;

– Sottosistema di Pericolosità-Rischio Ambientale per l’interesse biologico, geomorfologico e geologico;

– Sottosistema di Incidenza Ambientale-Paesaggistica.

_______________________________________________________________________________________

Fig.3 Il territorio comunale di Capaccio nell’ambito della Rete Ecologica Provinciale:

si evidenzia la condizione di “frammentazione multipla” del fascio infrastrutturale

che attraversa da Nord a Sud la Piana del Sele.

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Successivamente si è proceduto a riaggregare le componenti secondo il ruolo che si è valutato svolgano

all’interno della Rete Ecologica Comunale e secondo la configurazione prevalente areale, lineare, puntuale.

Ne è derivata l’individuazione di :

– Componenti Strutturanti (i punti forti della rete ecologica, da tutelare con particolare attenzione),

– Componenti Complementari (il mosaico delle aree agricole dove è la disciplina degli usi del suolo

deve garantire la compatibilità tra inputs agrochimici, periodicità degli avvicendamenti, forme del

paesaggio, ricchezza colturale ed equilibri naturali),

– Componenti di Dettaglio (elementi isolati o singolarità ambientali-paesaggistiche caratterizzanti localmente

le componenti strutturanti o complementari della rete ecologica, con ruolo significativo

quanto più aumenta la scala di ricognizione dei fenomeni).

2.4.4 Componenti Strutturanti la rete ecologica comunale

Tra le Componenti Strutturanti (fig. 4) si sono considerate da un lato le aree boschive e pascolive montane,

dall’altro la fascia costiera comprendente la pineta, gli interstizi di vegetazione rada, le spiagge e un

tratto di mare di riferimento simbolico. A connettere la biodiversità di monte e di mare è la rete idrografica

primaria del Fiume Sele (gerarchicamente ad un livello superiore), del Fiume Salso-Capodifiume e del Solo________________________________________________________________________________

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/86

frone. Le valenze naturali di queste componenti sono generalmente ascrivibili alle forme della terra alle quali

sono associate o dalle quali direttamente derivano, per cui nella Carta della Rete Ecologica Comunale si riportano

in basso le Componenti Strutturanti sovrapposte alla ricognizione delle Altimetrie e delle Clivometrie

del territorio comunale (fig. 5 e 6). Emerge chiaramente la contrapposizione tra i rilievi carbonatici del

M.Soprano e M.Sottano rispetto alla piana che declina lievemente verso il Mar Tirreno, frapposta tra i due

corsi principali del F.Sele e del Solofrone e divisa in mezzo dal corso del F.Salso. I rilevi collinari intermontani

e pedemontani mitigano il passaggio tra le altimetrie, ma la carta clivometrica evidenzia la soluzione di

continuità dei versanti meridionali del M.Soprano e del M.Sottano, non a caso le aree di maggior pericolo e

rischio da frana.

Fig. 5.a Le Componenti Strutturanti della Rete Ecologica sulla Carta dell’Altimetria del territorio dei comuni

del quadrante meridionale della pianura del Sele.

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Fig. 5.b Le Componenti Strutturanti della Rete Ecologica sulla Carta dell’Altimetria del territorio comunale:

in evidenza il ruolo della struttura altimetrica della fascia costiera, nonchè delle dominanti morfologiche

del M.Soprano e del M.Sottano.

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Fig. 6 Le Componenti Strutturanti della Rete Ecologica sulla Carta della Clivometria del territorio

comunale: in evidenza la soluzione di continuità rappresentata dai versanti meridionali

del M.Soprano e del M.Sottano.

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Fig.4 Le Componenti Strutturanti della Rete Ecologica Comunale di Capaccio-Paestum.

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Ad una lettura più attenta si osserva la propaggine sulla piana ove è sorto il nucleo di Gromola, la singolarità

del “vuccolo” ai piedi della Madonna del Granato, le Valli Interne a Nord-Est e Sud-Est, frapposte

l’una tra Tempa S.Paolo e Tempa Scigliati, l’altra tra Tempa di Lepre e Tempa Carolina, conformazione che

ha permesso in entrambi i casi di realizzare il sistema tra impianto di sollevamento di valle e vasche di compenso

giornaliero sulle tempe, per la gestione degli usi irrigui delle piana previa captazione delle acque dal

F.Sele. Ai piedi del Monte Sottano, inoltre, è individuabile una piana valliva interna, nascosta alla piana di

Paestum ma aperta alle relazioni morfologico-paesaggistiche con i comuni contermini di Sud-Est.

2.4.5 Componenti Complementari e di dettaglio della Rete Ecologica Comunale

Le Componenti Complementari (Fig.7) della Rete Ecologica sono costituite dal mosaico degli usi agricoli

di pianura e collina, individuati a partire dallo studio agronomico tecnico comunale a firma del Dott.

Agr. D.Serlenga (settembre 2003) e rivalutati secondo l’indice di biodiversità tratto dalla Proposta Preliminare

di PTC della Provincia di Salerno. Tra i seminativi irrigui estensivi o intensivi di pianura emerge il sistema

dei frutteti, al quale corrisponde il sistema dei vigneti e degli oliveti tra i seminativi prevalentemente non irrigui

della collina.

Dalla Carta Idrogeologica dello studio geologico tecnico comunale a firma dei Dott.Geol. Annamaria

Esposito, Lorella Russo, Giuseppe D’Angelo (settembre 2003), si è dedotta la rete idrografica secondaria

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(rappresentata con la fascia di tutela di 10mt a destra e sinistra dell’alveo) disaggregata in opere idrauliche ed

in opere irrigue. Le prime sono gli alvei naturali (a carattere torrentizio, alimentati da sorgente o incisioni) e

gli alvei artificiali come canali di bonifica e collettori; tra le seconde si riporta il sistema delle condotte primarie

di captazione dal F.Sele che conduce agli impianti di sollevamento di Scigliati e di Tempa di Lepre

(Fig. 8).

Fig. 7 Le Componenti Complementari della Rete Ecologica: si evidenzia l’articolazione del mosaico agricolo

principale in terreno prevalentemente non irriguo di collina, prev. irriguo estensivo e prev. irriguo

intensivo di pianura, unitamente alla rete idrografica secondaria.

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La parte restante del sistema idrografico si considera come rete idrografica minore o componente di

dettaglio della rete ecologica e comprendente tra l’altro i fossi irrigui, i pozzi, le doline carsiche. Complessivamente

il Sistema Idrografico del territorio comunale, disaggregato in rete primaria, secondaria e minore,

costituisce una rappresentazione sintetica monotematica della Rete Ecologica, tuttavia significativa del quadro

paesaggistico proprio della piana di Paestum: i tre segni forti del F.Sele, del F.Salso e del F.Solofrone, i

complessi carbonatici, ricchi di acque ad est, la traccia della mirabile opera dell’uomo nel tentativo di allontanare

le acque salse dalla piana e successivamente di irrigarla come le acque del Sele, captate più a monte.

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Fig. 8 La rete idrografica del territorio comunale di Capaccio-Paestum, articolata nelle sue componenti

primarie, secondarie e minori o terziari costituisce sintesi monotematica e semplificazione della più generale

Rete Ecologica Comunale.

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Le Componenti di Dettaglio (Fig.9) della Rete Ecologica costituiscono singolarità locali strettamente

interrelate con le componenti strutturanti e complementari. Si tratta in molti casi di componenti significative

da un punto di vista paesistico-ambientale, come le sorgenti o come i filari alberati che accompagno le strade

e i canali della piana (ad esempio il percorso di risalita da Paestum al centro storico di Capaccio o il canale

Laura Nuovo che connette il parco archeologico di Paestum con Hera Argiva) o i gruppi arborei isolati che si

stagliano nell’uniformità delle distese seminative (dedotti dalla lettura dell’Ortofotocarta).

Particolare attenzione si è posta all’individuazione dei punti singolari che risolvono la soluzione di

continuità all’attraversamento della fauna (varchi ecologici potenziali come ad esempio l’attraversamento di

un rilevato lungo un canale) e delle persone o escursionisti (varchi di continuità per piste ciclopedonali e ippovie,

da individuarsi ad esempio nei sottopassi al rilevato della strada statale n°18).

Allo stesso modo si riporta il ruolo significativo del belvedere della Madonna del Granato, fulcro visivo

dell’orizzonte di paesaggio della Piana, e le tratte di viabilità principale con visione aperta sul paesaggio

agricolo o montano (dedotti dalla lettura della aerofotogrammetrie e verificate con sopralluogo).

Si considera la continuità percettiva complementare alla continuità ecologica più complessiva del territorio,

per cui si è inteso evidenziare il ruolo paesaggistico che svolgono molti percorsi lungo la piana, con

interesse per quelle tratte a forte pressione antropica dove è auspicabile attenta valutazione dei rischi di chiusura

a cortina lungo la strada (Fig.10). In particolar modo si è approfondita l’area tra Ponte Barizzo e Sabatella,

ovvero le visuali che si aprono o si chiudono sul paesaggio della piana agricola, percorrendo la strada

statale n°18. Si è condotta la ricognizione del fronte su strada di valle, ancora in parte libero dalla cortina

commerciale-artigianale continua, al fine di valutare l’idoneità insediativa in funzione di criteri paesaggistici

e funzionali (Fig. 11a,b,c,d).

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Fig. 9 Componenti di Dettaglio della Rete Ecologica Comunale:

si evidenzino i filari alberati e la rete idrografica minore.

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2.4.6 Le Tecnologie per l’Ambiente

Il Sottosistema delle Tecnologie per l’Ambiente comprende il sistema di gestione delle acque della

piana ai fini irrigui o di bonifica, che integra la rete idrografica, ovvero impianti di sollevamento, idrovore,

vasche di compenso giornaliero, depuratore, ma anche il sistema predisposto dall’Amministrazione Comunale

per la gestione della raccolta dei rifiuti solidi urbani, con la differenziazione per il vetro e la plastica ed il

tal quale (dati georeferenziati forniti dall’Ente).

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Fig. 10. Esempi delle tratte di viabilità con particolare ruolo paesaggistico: dalla SS18 a Viale

della Repubblica.

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Fig. 11a. Ricognizione delle valenze paesaggistiche lungo la SS18 tra Ponte Barizzo e Sabatella:

planimetria generale.

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Fig. 11b. Ricognizione delle valenze paesaggistiche lungo la SS18 tra Ponte Barizzo e Sabatella:

il ruolo paesaggistico del sovrappasso Gromola-Sabatella.

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Fig. 11c. Ricognizione delle valenze paesaggistiche lungo la SS18 tra Ponte Barizzo e Sabatella:

lettura delle visuali aperte e chiuse lungo il primo tratto A-B.

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Fig. 11d. Ricognizione delle valenze paesaggistiche lungo la SS18 tra Ponte Barizzo e Sabatella:

lettura delle visuali aperte e chiuse lungo il secondo tratto B-C.

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2.4.7 Le instabilità naturali ed il rischio

Gli equilibri relazionali che la Rete Ecologica mira a rappresentare sono da considerarsi sempre dinamici,

il cui divenire non solo è frutto dell’intervento antropico con le attività produttive, per esempio, ma anche

del mancato intervento a governo delle instabilità naturali delle terre e delle acque.

Le condizioni di rischio idraulico e da frana e di generale instabilità (dedotte dallo studio comparato

dei Piani Stralcio per l’Assetto Idrogeologico dell’Autorità di Bacino Interregionale del Fiume Sele e

dell’Autorità di Bacino Regionale Sinistra Sele e dello studio geologico tecnico comunale, consegnato nel

settembre 2003) pemettono di individuare un Sottosistema di specifiche categorie di beni di interesse biologico,

geomorfologico e geologico.

Il Sottosistema comprende le aree riparali lungo il fiume Sele, le Fasce Fluviali del tipo A, B e C lungo

i fiumi Sele, Salso e Solofrone (PSAI delle Autorità di Bacino), alle quali si sono sovrapposte le aree interessate

da esondazione della lama d’acqua o da innalzamento del livello piezometrico indicate dallo studio geologico

tecnico comunale (che allargano la fascia di attenzione).

Di fatto le fasce fluviali (almeno fino alla fascia B) costituiscono componente del corridoio fluviale del

Sele, Salso e Solofrone, per cui la loro tutela è fondamentale per garantire l’efficacia del ruolo svolto dai

fiumi nella transetto costa-entroterra (e del Fiume Sele in particolare per la scala regionale alla quale agisce).

Per le aree dichiarate a rischio di frana (fig. 12) si è proceduto ad integrare inizialmente le indicazioni

del PSAI (riportate nell’elaborato cartografico A.A2 Stato attuale di diritto dei suoli) delle Autorità di Bacino

con le specifiche di instabilità dedotte dalla ricognizione dello studio geologico tecnico comunale.

Fig.12 La ricognizione delle condizioni di rischio da frana lungo i versanti meridionali del M.Soprano e

del M.Sottano: si evidenzia la specifica operata dallo studio del C.U.G.R.I. sulle condizioni di rischio

più elevato.

Successivamente con riferimento ai versanti meridionali del M.Soprano e M.Sottano ci si è riferiti alle

specifiche del Piano Straordinario per la rimozione delle situazioni a rischio più alto (approvato nel novembre

1999 e riferimento propedeutico per il PSAI), commissionato al C.U.G.R.I. (Consorzio interuniversitario

per la previsione e la prevenzione dei Grandi Rischi- Università di Salerno/Università di Napoli “Federico

II”) dall’Autorità di Bacino Sinistra Sele.

Si sono evidenziate in questo modo le condizioni di maggior rischio da dissesto di versante sull’abitato

di Capaccio capoluogo, sul nucleo della Madonna del Granato e sulla strada provinciale n°13 di collegamento

tra Pietrale-Capodifiume ed il centro storico.

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2.4.8 Criticità di sistema

Sul territorio comunale sono riscontrabili, inoltre, usi antropici particolarmente incidenti sul sistema

ambientale-paesaggistico, sia da un punto di vista estetico-percettivo che ecologico per la semplificazione

enorme della diversità ambientale che comportano e per gli outputs delle attività stesse.

Si individua dunque il Sottosistema incidente il sistema ambientale-paesaggistico, comprendente le

serre, la cava di pietra di Pietrale, l’ex discarica in località Cannito e gli impianti zootecnici. Questi ultimi

sono stati censiti a partire dai dati forniti dai Coltivatori Diretti e riportati in cartografia specificatamente per

l’area oggetto di tutela dalla L.220/1957.

Le “bufalare” non costituiscono generalmente detrattore paesaggistico come invece le serre, la cava e

la discarica, anzi rappresentano la singolarità del contesto paesistico-storico-archeologico della piana e specificatamente

dell’area tutelata dalla L.220/1957, molte aziende zootecniche possono vantare interessanti esempi

di architettura rurale sia storica che in stile; tuttavia sono da sottoporre a valutazione le modalità di

smaltimento degli effluenti zootecnici che rischiano di stravolgere i delicati equilibri della rete idrografica

della piana (il carico di nitrati del Fiume Salso desta preoccupazione (fig.13.a e 13.b).

a) b)

Fig.13.a,b Crticità del sistema idrografico: degrado ambientale e paesistico dei corsi d’acqua della piana a

causa degli intensi fenomeni di eutrofizzazione per eccesso di nitrati e input agro-chimici in generale sversati

nelle acque per dilavamento dei terreni agricoli. Fiume Solofrone (a) e Canale Fiumicello in località Ponte

di Ferro tra la Laura e Licinella (b)

2.4.9 Relazioni con il sistema insediativo

Integrano il Sistema Ambientale-Paesaggistico il Sistema Insediativo ed il Sistema Infrastrutturale.

Il Sistema Insediativo, dedotto dall’elaborato cartografico C-ISR.1, è articolato in (A) Componenti ed

elementi territoriali di interesse storico: l’identità archeologica e storica dell’insediamento e (B) Insediamento

urbano esistente, agglomerato a nucleo, a prevalente utilizzazione abitativa o mista. Il Sistema Infrastrutturale,

dedotto dall’elaborato cartografico C-ISR.1 e dal Grafo Stradale fornito dall’Amministrazione Comunale,

individua la gerarchia delle reti viarie, i percorsi ciclopedonali, le strade ferrate. Dalla Aerofotogrammetria

scala 1:5.000 del territorio comunale si è dedotto anche il sistema delle strade di interesse agronaturalistico,

disaggregato in strade carrarecce, strade campestri, mulattiere, sentieri. Si tratta di un offerta

infrastrutturale significativa da una punto di vista funzionale (a servizio degli usi agricoli) e paesaggistico (a

servizio dell’escursionismo). A partire da questa ricognizione, dalla cartografia sentieristica dell’Ente Parco

del Cilento e Vallo di Diano e dal confronto con i rappresentanti locali della FIE (Federazione Italiana Escursionismo)

è stato possibile individuare la rete escursionistica del Monte Soprano da potenziare ed attrezzare.

Dallo studio tecnico comunale sull’inquinamento elettromagnetico si è dedotta la rete degli elettrodotti che

attraversano il territorio di Capaccio-Paestum (di cui si sono riportate le tratte aeree e della linea ferroviaria).

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La rappresentazione della Tavola D-SA, redatta nella scala 1/10.000.

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La rappresentazione

della Tavola

D-SA, redatta nella

scala 1/10.000:

la legenda.

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/102

La rappresentazione della Tavola

D-SA, redatta nella scala

1/10.000. Estratto concernente

il quadrante occidentale, settore

ovest del territorio comunale.

Foce Sele.

La rappresentazione della Tavola

D-SA, redatta nella scala

1/10.000. Estratto concernente

il quadrante occidentale, settore

ovest del territorio comunale.

La Laura.

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/103

Elaborato D-SA: dettaglio concernente il quadrante centrale: il centro di Capaccio Scalo

con gli insediamenti di Borgonuovo, Cafasso e Rettifilo.

La rappresentazione della Tavola D-SA, redatta nella scala 1/10.000: Il quadrante

centrale, settore ovest del territorio comunale: il complesso archeologico di Paestum

e la zona di protezione di cui alla legge n. 220/195

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/104

Elaborato D-SA: dettaglio concernente il quadrante settentrionale con il centro storico di

Capaccio Capoluogo.

Si propone nell’immagine il quadrante relativo ai siti di pianura,alle pendici collinari e ai siti montani

dichiarati di interesse mondiale dall’Unesco, e le aree di tutela del “parco archeologico” di Paestum.

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/105

La rappresentazione della Tavola D-SA, redatta nella scala 1/10.000. Estratto concernente il quadrante

orientale, settore est del territorio comunale: i Monti Soprano e Sottano, dominanti morfologiche nelle

relazioni visive con l’intera Piana del Sele, e nella valle intermontana il nucleo insediativo di Capaccio

Capoluogo

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TOMO SECONDO

I CARATTERI DELLA BASE ECONOMICA LOCALE,

L’IDENTITA’ SOCIALE, LA POPOLAZIONE E LE ATTIVITA’

Dott Arch. Elena Pagliuca, coordinamento e supervisione del Prof. F. Forte

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Sommario

La popolazione e l’evoluzione demografica .

1 La demografia

2 L’evoluzione demografica

3. La struttura della popolazione

4 . La popolazione nelle località

La base economica.

5. La popolazione attiva e non attiva

6. I settori

7. I settori specializzati

7.1 Il settore agricolo

7.2 Il settore turistico

7.3 Il settore terziario

7.4 Il settore industriale

8. Il settore edilizio

9. La consistenza degli spazi pubblici

LA POPOLAZIONE E L’EVOLUZIONE DEMOGRAFICA

1 LA DEMOGRAFIA

I connotati territoriali dell’evoluzione demografica del comune di Capaccio vengono dedotti con riferimento

sia ai comuni confinanti appartenenti alla fascia costiera, che alla totalità della Provincia.

Al 1961 la fascia costiera esclusa Salerno accoglie il 9,59% della popolazione provinciale. Nel 1991

la percentuale sale al 13,06% contribuendo, per il decennio 1981-91, con 33,72% della crescita demografica

totale della Provincia per un totale di 17.812 nuovi abitanti. Negli anni successivi la crescita demografica è in

continuo aumento tra il ’91 ed il 2001 per 9.906 unità, al censimento del 2001 i comuni della fascia costiera

della Piana del Sele sommano il 13,56% della popolazione provinciale con una percentuale che è destinata a

crescere fino al 2007, anno in cui vi risulta residente il 14,11% della popolazione provinciale. Nel lungo periodo

il peso percentuale dei comuni costieri del golfo di Salerno, compreso il capoluogo, rispetto al complesso

della provincia, cresce dal 22,45% del 1961 al 27,51% del 1981, valore intorno al quale si attesta fino

al 2001, malgrado la lieve flessione registrata nelle dinamiche più recenti (26,29% al 2007).

Il contributo del capoluogo alla crescita demografica è sostenuto con un aumento di popolazione di

circa 40.000 abitanti tra il ’61 e l’81; diversamente dal 1981 il trend della città di Salerno si inverte, registrando

un calo del 15% della popolazione in 25 anni (per -24.595 unità) attutendo la dinamica di crescita

complessiva della fascia costiera.

Diversamente, tra il 1981 ed il 2001, per i comuni della fascia costiera della Piana del Sele continua

la crescita per 27.718 unità aumentando nel 25ennio ’81-2006 del 22,81% dimostrando una eccezionale vivacità

sia nel panorama provinciale che in quello regionale in crescita moderata, rispettivamente del 5,91%

ed il 4,37%.

Nel quinquennio dal 2001 al 2006 i comuni costieri crescono di 14.410 unità contribuendo per il

62,28% alla crescita complessiva della Provincia di Salerno che cresce di 23.136 abitanti. Salerno perde

16.142 abitanti. Si configura pertanto il ruolo motore della crescita sociale, economica e produttiva assolto

dalla pianura costiera in ambito provinciale. La comparazione tra la crescita dei comuni della Piana del Sele,

la contrazione della popolazione nella città di Salerno e la tendenza alla concentrazione verso la fascia costiera

degli incrementi demografici provinciali, consente la lettura locale degli effetti che la dinamica di metropolizzazione

regionale produce sulla fascia costiera. Ciò implica la considerazione della presenza di consistenti

pressioni demografiche sui comuni costieri minori cui far corrispondere una significativa domanda

insediativa per le funzioni in larga parte residenziali, espulse dal capoluogo di una dinamica di urbanesimo

ancora attiva da parte delle aree interne.

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/107

Figura 1 : i comuni costieri della Provincia di Salerno

Tabella 1: La demografia nei comuni costieri e nell’intera provincia nei censimenti

Popolazione Incremento %

residente

1961 1971 1981 1991 2001

61/71 71/81 81/91 91/01

SALERNO 117.363 155.496 157.385 148.932 138.188 32,49 1,21 -5,37 -7,21

Pontecagnano 15.144 17.239 19.570 21.781 22.730 13,83 13,52 11,30 4,36

Battipaglia 25.992 33.277 40.797 47.139 50.359 28,03 22,60 15,55 6,83

Eboli 25.634 25.234 31.134 33.964 35.944 -1,56 23,38 9,09 5,83

Capaccio 11.349 13.043 15.672 18.503 20.238 14,93 20,16 18,06 9,38

Agropoli 9.334 11.012 14.329 17.926 19.949 17,98 30,12 25,10 11,29

Totale con

Salerno 204.816 255.301 278.887 288.245 287.408 24,65 9,24 3,36 -0,29

Totale senza

Salerno 87.453 99.805 121.502 139.313 149.220 14,12 21,74 14,66 7,11

Provincia di

Salerno 912.265 957.452 1.013.779 1.066.601 1.073.643 4,95 5,88 5,21 0,66

Campania 5.059.348 5.463.134 5.630.280 5.701.931 7,98 3,06 1,27

Fonte: ISTAT Censimenti

2 L’EVOLUZIONE DEMOGRAFICA NEL LUNGO PERIODO

Lo sviluppo demografico storico (1861-2001) nel comune di Capaccio Paestum presenta un

andamento crescente nel tempo, con una discontinuità negli anni trenta a partire da quando

l’aumento della popolazione assume un carattere più sostenuto. Questa discontinuità suggerisce

l’individuazione di due differenti fasi di crescita demografica. Ad eccezione del dato relativo al periodo

1861-1871 i dati censiti evidenziano nell’intervallo tra il 1861 ed il 1931 un incremento lineare

della popolazione, che raggiunge il +32% in 70 anni.

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Nel settantennio successivo (1931-2001) invece l’incremento della popolazione è

dell’ordine del 436%, evidenziando così un passaggio ad una fase diversa dello sviluppo sociale e

territoriale. Al 2001, secondo i dati definitivi enunciati dall’ISTAT sulla base del XIV Censimento

generale, la popolazione residente risulta pari a 20.238 abitanti con un incremento del 9,37% rispetto

al 1991, in cui gli abitanti risultano essere 18.503. Tale incremento risulta significativamente superiore

a quello della popolazione regionale nello stesso decennio 1991-2001, pari all’1,27%; ed altresì

considerevolmente superiore a quello della Provincia di Salerno, risultato pari al 0,66%.

Tabella 2: Popolazione residente in Capaccio tra i Censimenti del 1951 ed il 2001

3.501 2.664

4.011 4.461 4.748 5.037 4.632

5.661

7.699

11.349

13.043

15.672

18.503

20.238

0

5.000

10.000

15.000

20.000

25.000

1861 1871 1881 1901 1911 1921 1931 1936 1951 1961 1971 1981 1991 2001

censimenti

popolazione

Tabella 2a: Popolazione residente in Capaccio tra i censimenti del

1951 e il 2001

Popolazione residente

Anno

valori assoluti incrementi incr. %

1861 3.501

1871 2.664 -837 -23,9%

1881 4.011 1.347 50,6%

1901 4.461 450 11,2%

1911 4.748 287 6,4%

1921 5.037 289 6,1%

1931 4.632 -405 -8,0%

1936 5.661 1.029 22,2%

1951 7.699 2.038 36,0%

1961 11.349 3.650 47,4%

1971 13.043 1.694 14,9%

1981 15.672 2.629 20,2%

1991 18.503 2.831 18,1%

2001 20.238 1.735 9,4%

Fonte: ISTAT Censimenti

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2.1 Dinamica demografica decennale nel comune di Capaccio

Analizzando l’incremento della popolazione annuale nel decennio 1990-2000, elaborata da fonte

ISTAT mediante ricostruzione intercensuaria, emerge una crescita tendenzialmente lineare fino all’anno

2000 con un saggio medio annuo del 1,36%.

Dai dati del Bilancio Demografico ISTAT, inoltre, il movimento naturale che esprime la capacità rigenerativa

della popolazione, evidenzia una crescita omogenea negli anni tra il 1991 ed il 2001, con una media

di 239 nuove unità all’anno.

Il saldo migratorio, anch’esso positivo, risulta maggiormente significativo dall’esame su base annuale

dei singoli dati concernenti le iscrizioni e le cancellazioni anagrafiche. In totale, nel decennio considerato,

il saldo del movimento migratorio ammonta a 1.122 unità, con un saldo annuo medio attivo pari a 112 unità.

Nel decennio 1990-2000 la popolazione residente aumenta complessivamente del 13,4%.

Tabella 2.1: Saggi di incremento di popolazione del Comune di Capaccio nel decennio intercensuale

1990-2000

Saldo mov.

Nat.

Saldo mov.

Soc.

Saldo tot.

Annuo Anno Nati Morti Res. al 31/12

val ass % val ass %

Altri

val ass % val ass

1990 18.314

1991 274 95 179 0,98 -7

0,04 3 175 0,96 18.503

1992 274 107 167 0,90 1 0,01 -11 157 0,85 18.665

1993 272 80 192 1,03 162 0,87 -1 353 1,89 18.913

1994 273 82 191 1,01 120 0,63 -2 309 1,63 19.215

1995 211 107 104 0,54 131 0,68 -17 218 1,13 19.484

1996 244 86 158 0,81 267 1,37 -5 420 2,16 19.667

1997 215 106 109 0,55 103 0,52 -11 201 1,02 19.806

1998 216 112 104 0,53 121 0,61 -8 217 1,10 19.920

1999 205 126 79 0,40 106 0,53 -10 175 0,88 20.026

2000 203 85 118 0,59 118 0,59 -14 222 1,11 20.152

Totale 1991-

2000 2.387 986 1.401 7,65 1.122 6,06 -76 2.447 13,36

saggio medio annuo

= 1,34

Fonte: ISTAT Ricostruzione intercensuaria 1990-2000

Come visto in precedenza, al 14° Censimento della popolazione e delle abitazioni effettuato

nell’anno 2001 il Comune di Capaccio raggiunge una dimensione demografica di 20.238 abitanti

E’ peraltro da evidenziare che la popolazione residente, risultante dalle elaborazioni registrate dal

comune, non è conforme a quello dell’ ISTAT, riscontrandosi 20.215 abitanti (contro i 20.238 ISTAT). E’

presumibile che la registrazione diretta risenta degli effetti delle registrazioni improprie (trasferimenti formali,

ma non reali di residenza), ne deriva che il confronto tra i dati dei censimenti e quelli dell’anagrafe comunale,

da cui derivano le rilevazioni demografiche annuali dell’ISTAT, va considerato con cautela.

E’ da notare inoltre che, alla registrazione anagrafica comunale, i residenti al 2001 sono 20.215.

Nel quadriennio successivo 2002-2006, la crescita demografica del comune è confermata dalle rilevazioni

annuali dell’ISTAT. Il comune acquista 1.036 unità e la popolazione cresce ad un tasso del 5,12%,

quattro punti al di sopra del tasso regionale che si attesta al 1,14%.

Il tasso medio annuo dell’1,11%, seppure molto sostenuto, è in leggero decremento rispetto al decennio

intercensuale precedente 1990-2000 in cui raggiunge il 1,36%. Si conferma per l’ultimo quinquennio

la dinamica del lungo periodo.

Nel contesto regionale e provinciale il Comune di Capaccio assume un ruolo attrattore per le dinamiche

di sviluppo, esprimendo una realtà dinamica che contribuisce significativamente alla crescita regionale e

ne assorbe contestualmente quote consistenti dei nuovi carichi insediativi.

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Tabella 2.1a: Saggi di incremento di popolazione del Comune di Capaccio tra il 2001 ed il 2006

Saldo

mov. Nat.

Iscritti Cancellati

Saldo

mov. Soc.

Saldo tot.

Annuo

Res. al

31/12

Anno Nati Morti

val ass % Italia Estero Altro Italia Estero Altro val ass % val ass % val ass

2001 176 79 97 -11 86 20.238

2002 194 100 94 0,46 413 42 108 611 0 0 -48 -0,24 46 0,23 20.275

2003 190 165 25 0,12 468 233 165 428 96 28 314 1,55 339 1,67 20.614

2004 197 112 85 0,41 389 303 23 447 33 0 235 1,14 320 1,55 20.934

2005 213 149 64 0,31 461 138 52 394 49 0 208 0,99 272 1,30 21.206

2006 203 145 58 0,27 405 70 2 438 38 0 1 0,00 59 0,28 21.265

Totale

2001-2006 1.173 750 423 2,09 2.136 786 350 2.318 216 28 699 3,45 1.122 5,54

saggio medio annuo = 0,55

Fonte: ISTAT Bilancio Demografico Annuale

2.2 Considerazioni sulla componente di popolazione straniera in relazione alla dinamica demografica

L’osservazione della componente della popolazione straniera rilevata con continuità dai servizi demografici

dell’ISTAT ne evidenzia il peso relativo crescente sul totale della popolazione che passa

dall’1,49% del 2001 al 4,35% del 2006. Nelle dinamiche recenti, ponendo come ipotesi plausibile che la

nuova popolazione straniera corrisponda a nuove iscrizioni all’anagrafe comunale, l’immigrazione di popolazione

straniera assume un peso che oscilla tra il 36% e l’83% sul totale del saldo demografico.

L’osservazione delle presenze di popolazione straniera evidenzia che nel Comune di Capaccio, nel

dicembre 2007, risiedono 925 abitanti di nazionalità non italiana, pari allo 0,94% del totale regionale; le dinamiche

mostrano una sostanziale crescita rispetto al dicembre 2002, sia del valore percentuale che a quella

data era dello 0,78% e sia di quello assoluto che è quasi triplicato nel quadriennio (339 al 2002).

In Campania complessivamente nello stesso quadriennio si registra un incremento di 54.850 unità, la

popolazione straniera cresce da 43.202 abitanti del 2002 ad oltre 98.000 del 2006. Una così ingente crescita è

comunque un fenomeno da ponderare con cautela, considerando che le rilevazioni della popolazione straniera

sono viziate dalle opportunità di regolarizzazione della popolazione immigrata che, rispondendo ad un

quadro normativo rigido, consente la lettura di un andamento del fenomeno, ma non la sua stima esatta.

Peraltro è da notare che il quoziente di popolazione straniera in Campania ammonta al 2006 al 3,34%

di quella nazionale; seppure in crescita dal 2003 in cui contava il 2,79%, resta molto al di sotto di altri bacini

del lavoro del contesto italiano. Ne deriva altresì un’attenzione per le politiche di inclusione (abitative e sociali)

da coltivare in considerazione della fragilità della componente straniera della popolazione rispetto al

contesto socio-economico del Comune.

Tabella 2.2: Saggi di incremento di popolazione straniera del Comune di Capaccio 2001 – 2006

Dinamica popolazione Dinamica popolazione straniera

Anni al 31/12 Iscritti

Saldo

mov. Nat

Italia Estero

Saldo

Annuo

Res. al

31/12

Stranieri

al 31/12

% di pop.

straniera

Incr.

annuo

% stranieri

su

saldo annuo

2001 97 86 20.238 301 1,49 – 1,16%

2002 94 413 42 46 20.275 339 1,67 38 82,61%

2003 25 468 233 339 20.614 533 2,59 194 57,23%

2004 85 389 303 320 20.934 799 3,82 266 83,13%

2005 64 461 138 272 21.206 897 4,23 98 36,03%

2006 58 405 70 59 21.265 925 4,35 28 47,46%

Totale al 2006 423 2.136 786 1.036 624 60,23%

Fonte: ISTAT Demografia – Stranieri

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3 LA STRUTTURA DELLA POPOLAZIONE

3.1. Articolazione della popolazione per classe di età

3.1.1 Articolazione per classe di età. Dinamiche dal 1991 al 2007

Al censimento del 1991, nel Comune le classi di età scolare e prescolare (fino ai 14 anni) costituiscono

il 21,5% della popolazione; tale percentuale cala nel 2001 al 17,77% e scende fino al 15,72% nel

2007. I valori sono inferiori alla media campana (18,53 al 2001 e 18,58 al 2007) ma si tengono al di sopra di

quelli nazionali dove la media passa dal 14,22% del 2001 al 15,07% del 2007. Nel 1991 la popolazione attiva

nella classe di età dai 15 ai 34 anni costituisce il 34,5 %; mentre quella dai 35 ai 64 anni costituisce il

34,2%; la quota di popolazione di età superiore ai 65 anni costituisce il 9,8% dell’intera popolazione.

Il censimento del 2001 registra una quota di popolazione tra i 15 ed i 34 anni che cala al 29,29%, e

decresce fino al 27,43% nel 2007, con proporzioni conformi all’andamento regionale che conta al 2007 il

26,8% per questa classe di età. Nel contesto nazionale il peso relativo al 2007 è inferiore, e vale il 23,12 %

della popolazione.

Diversamente la popolazione in età tra i 34 ed i 64 anni è in crescita sostenuta, passando dal 38,51%

del 2001 al 40,92% del 2007. Per la stessa fascia di età e nel 2007, i valori campani sono inferiori (37,13%),

mentre i livelli nazionali sono di poco superiori 41,87%.

Infine, cresce anche la popolazione comunale nella fascia di età dai 65 anni in su, che dal 14,43% del

2001 raggiunge il 15,92% nel 2007, con un andamento analogo a quello regionale che esprime il 14,26% nel

2001 e sale al 15,52% nel 2007.

Si evince una struttura della popolazione con ruolo rilevante assolto dai giovani, ma ancor più alla

popolazione in età lavorativa, in controtendenza con l’andamento nazionale laddove il fenomeno

dell’invecchiamento fa registrare un’incidenza maggiore delle classi di età dai 65 anni in su. Nella media italiana

gli over 65 costituiscono il 18,68% nel 2001 ed il 19,94% al 2007, assumendo valori più alti di oltre

quattro punti percentuali. Come si evince dalla Tabella 3.1.1a della popolazione per classi di età, il tasso di

crescita della popolazione attiva over 35 è il fenomeno più rilevante, si delinea una tendenza che potrebbe

annunciare dinamiche di invecchiamento della popolazione.

La distribuzione per classi di età della popolazione straniera fornisce ulteriori elementi di lettura. La

quota degli ultra 35enni in età lavorativa ammonta al 46% del totale, fenomeno che suggerisce una interpretazione

del mutamento dei rapporti relativi fortemente collegata a quelli dell’immigrazione di forza lavoro.

Ciò più marcatamente sottolinea il ruolo economico e produttivo che svolge il Comune di Capaccio nel contesto

regionale.

Tabella 3.1.1: La popolazione attiva del Comune di Capaccio nei censimenti del 1991, 2001 e nelle statistiche

demografiche del 2007

1991 2001 Dinamica 1991 – 2001 2007 Dinamica 2001 – 2006

val ass val ass val ass % Popolazione attiva val ass val ass %

maggiore di 14 anni

14.526 16.642 2.116 14,57 17.921 1.279 7,69

Fonte: Elaborazioni di base ISTAT

Tabella 3.1.1a: La popolazione del Comune di Capaccio per classi d’età nei Censimenti

del 1991 e 2001 e nelle statistiche demografiche del 2006

1991 2001 2006

Classi di età

val ass % val ass % val ass %

fino a 14 anni 3.977 21,49 3.596 17,77 3.344 15,72

tra 15-34 anni 6.381 34,49 5.928 29,29 5.833 27,43

tra 35-64 anni 6.327 34,19 7.793 38,51 8.702 40,92

da 65 anni in poi 1.818 9,83 2.921 14,43 3.386 15,92

Totale 18.503 100,00 20.238 100,00 21.265 100,00

Fonte: ISTAT Censimenti 1991-2001; Rilevazioni 2006

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Tabella 3.1.1b: La popolazione straniera del

Comune di Capaccio per classi di età al 2006

2006

Classi di età

val ass %

fino a 14 anni 131 14,16

tra 15-34 anni 347 37,51

tra 35-64 anni 426 46,05

da 65 anni in poi 21 2,27

Totale 925 100,00

Fonte: ISTAT Rilevazioni 2006

3.2 Il livello di istruzione della popolazione residente

In considerazione della dimensione demografica, il livello di istruzione della popolazione del Comune

di Capaccio risulta piuttosto alto e si attesta sui valori medi della Campania e della Provincia di Salerno.

Al confronto con la media italiana si evidenzia una condizione campana complessiva di arretratezza

anche se i valori risultano discordanti tra la condizione dell’analfabetismo e quelli della scolarizzazione. Se

per la prima il tasso di analfabetismo mostra valori alti, in particolare tra la popolazione anziana, per la popolazione

secolarizzata, si nota un sostanziale allineamento ai valori nazionali che vengono addirittura superati

nel caso degli studi superiori alla scuola dell’obbligo.

L’accesso alla laurea torna a restituire valori modesti conformi a quelli nazionali per i comuni della

stessa classe di ampiezza demografica.

Tabella 3.2: Tasso di istruzione della popolazione al 2001

Ambiti

Index Analfabeti

nella pop

> 9 anni

Index Analfabeti

nella pop

> 65 anni

Index

Non conseguimento

scuola dell’obbligo

per

la pop tra 15 e

52 anni

Index Possesso

del diploma

medio

superiore

per la

pop > di 19

anni

Index Possesso

diploma

medio

superiore

per la

pop tra 19

e 34 anni

Index

Possesso

diploma

medio superiore

per

la pop tra

35 e 44 anni

Index Laureati

tra

pop > 25

anni

Capaccio 3,00 13,76 11,14 27,53 47,07 33,17 5,74

Prov SA 3,51 14,18 11,47 27,34 51,79 35,19 7,00

CAMPANIA 2,92 12,00 12,52 28,34 50,79 35,06 7,01

ITALIA 1,51 4,93 10,74 25,53 48,89 32,58 5,82

Fonte ISTAT Censimento 2001

3.3 Le famiglie

3.3.1 Le famiglie al 2001

Il censimento 2001 rileva 7.172 famiglie, per 20.193 componenti, con una media di 2,81 componenti

per famiglia.

Anche per il XIV censimento il dato analitico evidenzia una struttura differente da quella risultante

dal dato medio, per la quale l’occorrenza maggiore corrisponde alle famiglie di 4 componenti, al 23,87%

del totale, comprensive del 33,91% della popolazione; seguono le compagini familiari di 2 componenti che

riguardano il 15,77% dei componenti residenti in famiglia.

Al 1991 le famiglie risultano 6.178 ed i componenti 18.465. Se ne deduce una compagine media

delle famiglie stimata a 3,0 unità. La struttura analitica dei dati mostra che in realtà circa il 50% della popolazione

appartiene alle famiglie di 4 o di 2 componenti.

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Tabella 3.3.1: Famiglie residenti e componenti per ampiezza delle famiglie 1991 e 2001

FAMIGLIE

1991 FAMIGLIE 2001 COMPONENTI

1991

COMPONENTI

FAMIGLIE con 2001

val ass % val ass % val ass % val ass. %

1 comp 1.202 19,46 1.650 23,01 1.202 6,51 1.650 8,17

2 comp 1.388 22,47 1.592 22,20 2.776 15,03 3.184 15,77

3 comp 1.145 18,53 1.409 19,65 3.435 18,60 4.227 20,93

4 comp 1.570 25,41 1.712 23,87 6.280 34,01 6.848 33,91

5 comp 620 10,04 625 8,71 3.100 16,79 3.125 15,48

6 o più comp 253 4,10 184 2,56 1.672 9,05 1.158 5,73

TOTALE 6.178 100,00 7.172 100,00 18.465 100,00 20.193 100,00

Fonte ISTAT Censimenti 1991- 2001

La dinamica storica evidenzia nel decennio 1991-2001 un tendenziale allineamento della struttura

della compagine familiare capaccese a quella italiana in cui prevalgono le famiglie di due componenti ed il

72% delle famiglie non supera i tre componenti. Nel comune di Capaccio, però, il fenomeno delle famiglie

numerose resta consistente con l’11,3% delle famiglie che superano i 5 componenti, a fronte di una quota nazionale

che non raggiunge il 7,5%.

Tabella 3.3.1a: Famiglie residenti e componenti per ampiezza delle famiglie 2001-Italia

FAMIGLIE 2001

Prov Salerno

FAMIGLIE 2001

Campania

FAMIGLIE 2001

FAMIGLIE con Italia

val ass % val ass % val ass %

1 comp 66.660 18,56 336.043 18,04 5.427.621 24,89

2 comp 81.910 22,81 398.952 21,42 5.905.411 27,08

3 comp 70.580 19,66 364.222 19,55 4.706.206 21,58

4 comp 89.448 24,91 470.948 25,28 4.136.206 18,96

5 comp 37.884 10,55 217.725 11,69 1.265.826 5,80

6 o più comp 12.589 3,51 74.967 4,02 369.406 1,69

TOTALE 359.071 100,00 1.862.857 100,00 21.810.676 100,00

Fonte ISTAT Censimento 2001

3.3.2 Il numero delle famiglie al 2006.

I dati statistici del 2006 propongono la consistenza delle famiglie rilevate in forma aggregata, non

danno, di conseguenza, le loro articolazioni per numero di componenti.

Tabella 3.3.2: Popolazione residente nel Comune di Capaccio per sesso, famiglie e componenti,

numero medio di componenti per famiglie. Confronto 2001-2006

Popolazione residente 2001 Famiglie 2001

MF M F Numero Componenti

Numero medio di

componenti

Componenti permanenti

delle

convivenze

20.238 9.989 10.249 7.172 20.193 2,8 45

Popolazione residente 2006 Famiglie 2006

MF M F Numero Componenti

Numero medio di

componenti

Componenti permanenti

delle

convivenze

21.265 10.498 10.708 8.041 23

Fonte: ISTAT Censimento 2001 e Statistiche Demografiche 2006

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Secondo i dati delle statistiche demografiche il numero delle famiglie aumenta nel quinquennio dal

2001 al 2006, risultando pari a 8.041. Anche il numero di componenti cresce raggiungendo le 21.242 unità. Il

rapporto medio componenti/famiglie si attesta sul valore di 2,6 componenti per famiglia, in lieve flessione

rispetto al 2001.

Si registra pertanto tra il 2001 e il 2006 un incremento di 869 famiglie corrispondenti ad un aumento

dei componenti le famiglie, pari a 1.049 unità.

3.3.3 Il numero delle famiglie al 2001- 2008 riscontrate dal Comune

In contemporanea al censimento ISTAT il Comune ha prodotto una stima delle famiglie quale parte

della popolazione dedotta dall’anagrafe.

La stima cui è pervenuto per il 2001 restituisce la consistenza di famiglie pari a 7.176 unità, con popolazione

pari a 20.215 abitanti; la consistenza media delle famiglie risulta pari a 2,8 componenti per famiglia.

Le due rilevazioni convergono, dunque, a valori congruenti, se ne deduce l’attendibilità del confronto

nella dinamica 2001-2008.

La valutazione prodotta dall’anagrafe comunale per il 2001-2008 evidenzia i seguenti valori

Tabella 3.3.3: Famiglie residenti e componenti per ampiezza delle famiglie per il 2001 ed il 2008

FAMIGLIE 2001 FAMIGLIE 2008 COMPONENTI

2001

COMPONENTI

FAMIGLIE con 2008

val ass % val ass % val ass % val ass %

1 comp 1.650 23,01 2.389 29,42 1.650 8,17 2.389 11,33

2 comp 1.592 22,20 1.770 21,80 3.184 15,77 3.540 16,78

3 comp 1.409 19,65 1.591 19,59 4.227 20,93 4.773 22,63

4 comp 1.712 23,87 1.664 20,49 6.848 33,91 6.656 31,56

5 comp 625 8,71 548 6,75 3.125 15,48 2.740 12,99

6 o più comp 184 2,57 158 1,95 1.159 5,74 993 4,71

TOTALE 7.172 100,00 8.120 100,00 20.193 100,00 21.091 100,00

Fonte: ISTAT Censimento 2001 e Anagrafe Comunale 2008

4 LA POPOLAZIONE NELLE LOCALITÀ GEOGRAFICHE AL CENSIMENTO 2001

Significativo rilievo assume la distribuzione della popolazione sul territorio tra i differenti agglomerati

urbani (Tabella 4).

La fonte di tale informazione consegue dalle rilevazioni effettuate sotto la responsabilità del comune

durante lo svolgimento del XIV censimento della popolazione.

Il riferimento spaziale adottato nella Tabella 4 aggrega secondo criteri geografici l’elenco delle località

definite dall’ISTAT come unità statistiche dei centri abitati, in modo da ottenere una descrizione della

consistenza demografica articolata per polarità urbane nel territorio comunale.

Dalla distribuzione di abitanti e famiglie riportata nella Tabella 4, con valori assoluti e percentuali

nei differenti agglomerati urbani si evince che, nel 2001, circa il 72% della popolazione risiede in agglomerati

urbani. Il 30,45% della popolazione residente risulta localizzato nell’agglomerato centrale, che si configura

dalla interazione tra gli insediamenti di Capaccio Scalo, Borgo Nuovo, Cafasso, Rettifilo Vannullo.

Qualora ci si riferisca alla popolazione insediata negli agglomerati urbani, tale percentuale sale al

42,11% della popolazione. In particolare si evince il ruolo di nodalità centrale assolto dall’agglomerato di

Capaccio Scalo, ove risiede il 20,20% della popolazione comunale.

Il 15,78% della popolazione totale risiede nell’agglomerato urbano meridionale, che si configura

dall’interazione tra gli insediamenti di Licinella, Paestum e Santa Venere.

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Tabella 4: Distribuzione della Popolazione e delle Famiglie per Località al 2001

Località Popolazione % su tot

Pop.

% su Pop.

nei Centri

Abitati

Famiglie % su tot

Fam.

% su Fam.

nei Centri

Abitati

Capaccio Capoluogo 1.869 9,24 12,77 713 9,94 13,44

Polarità di Capaccio Scalo – Rettifilo Vannullo

Capaccio Scalo 4.089 20,20 27,95 1.376 19,19 25,93

Cafasso – Borgonuovo 807 3,99 5,52 267 3,72 5,03

Rettifilo – Vannullo 1.266 6,26 8,65 425 5,93 8,01

Pietrale – Capo di Fiume 211 1,04 1,44 81 1,13 1,53

Tot. 6.373 31,49 43,56 2.149 29,96 40,50

Polarità di Vuccolo di Maiorano

Vuccolo di Maiorano 539 2,66 3,68 191 2,66 3,60

Polarità di Licinella

Licinella – Torre di Paestum 2.366 11,69 16,17 931 12,98 17,55

Paestum 150 0,74 1,03 64 0,89 1,21

Santa Venere 677 3,35 4,63 250 3,49 4,71

Tot. 3.193 15,78 21,82 1.245 17,36 23,46

Polarità della Laura

Laura 1.301 6,43 8,89 523 7,29 9,86

Polarità Ponte Barizzo – Sabatella

Ponte Barizzo 479 2,37 3,27 169 2,36 3,19

Sabatella 320 1,58 2,19 117 1,63 2,21

Foce del Sele 75 0,37 0,51 31 0,43 0,58

Tot. 874 4,32 5,97 317 4,42 5,97

Centro abitato di Gromola

Gromola 409 2,02 2,80 144 2,01 2,71

Centro abitato di Spinazzo

Spinazzo 74 0,37 0,51 24 0,33 0,45

TOTALE Centri Abitati 14.632 72,30 100,00 5.306 73,98 100,00

Totale Nuclei Abitati 1.124 5,55 385 5,37

Totale Case Sparse e Località

Produttive 4.482 22,15 1.481 20,65

TOTALE 20.238 100,00 7.172 100,00

Fonte: ISTAT Censimento 2001

La Tabella 4.a riporta l’elenco completo delle unità statistiche ISTAT articolate, in ordine di rilevanza,

in Centri abitati, Nuclei abitati e Case Sparse. Anche in questo caso l’aggregazione adottata risponde alla

logica delle polarità territoriali, riferite ai Centri abitati descritta in mappa.

Sono da ricordare le definizioni assunte dall’ISTAT nel classificare le località geografiche.

Per località abitata si intende un’area più o meno vasta del territorio, conosciuta di norma con un

nome proprio, sulla quale sono situate una o più case raggruppate o sparse.

Il censimento considera come località: il centro abitato, il nucleo abitato, le case sparse.

– Per centro abitato si intende un aggregato di case contigue o vicine con interposte strade, piazze o

simili, o comunque brevi soluzioni di continuità, caratterizzato dall’esistenza di servizi o esercizi

pubblici (quali, ad esempio una chiesa regolarmente officiata, una scuola, una stazione ferroviaria,

tranviaria o automobilistica, un ufficio pubblico, una rivendita di generi di privativa, una farmacia od

un dispensario farmaceutico, un negozio e simili) costituenti la condizione di una forma autonoma di

vita sociale, e generalmente determinanti un luogo di raccolta ove sogliono concorrere anche gli abi________________________________________________________________________________

prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

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tanti dei luoghi vicini per ragione di culto, istruzione, affari, approvvigionamento e simili, in modo

da manifestare l’esistenza di una forma di vita sociale coordinata dal centro stesso.

– Per nucleo abitato si intende la località abitata, priva del luogo di raccolta che caratterizza il centro

abitato, costituita da un gruppo di case continue o vicine, con almeno cinque famiglie e con interposte

strade, sentieri, spiazzi, aie, piccoli orti, piccoli incolti e simili, purché l’intervallo tra casa e casa

non superi una trentina di metri e sia in ogni modo inferiore a quello intercorrente tra il nucleo stesso

e la più vicina delle case manifestatamene sparse.

– Per case sparse si intendono quelle disseminate nel territorio comunale a distanza tale tra loro da non

poter costituire nemmeno un nucleo abitato.

Descrizione cartografica. Mappa schematica del territorio comunale articolato per località ISTAT 2001

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

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Tabella 4.a: Distribuzione della Popolazione nei differenti agglomerati nel 2001

Tipo Località Località Popolazione Famiglie

Abitanti

/

famiglia

Abitanti

/ stanza

occupata

Abitazioni

/ famiglia

Stanze

occupate Abitazioni

Centri Abitati Capaccio Capoluogo 1.869 713 2,62 0,64 1,31 2.936 937

Nuclei Abitati Getsemani 23 5 4,60 1,05 1,00 22 5

Località prod. Loc. prod. 1 1 1,00 0,33 1,00 3 1

TOTALE POLO CAPOLUOGO 1.893 719 2,63 0,64 1,31 2.961 943

Capaccio Scalo 4.089 1.376 2,97 0,72 1,12 5.641 1.538

Cafasso 384 128 3,00 0,67 1,07 570 137

Borgonuovo 423 139 3,04 0,75 1,18 562 164

Rettifilo-Vannullo 1.266 425 2,98 0,72 1,10 1.770 468

Centri Abitati

Pietrale Capo di Fiume 211 81 2,60 0,65 1,20 324 97

Andreoli 25 9 2,78 0,78 1,33 32 12

C. Procuzzi 91 29 3,14 0,75 1,03 122 30

Gueglia 75 27 2,78 0,72 1,00 104 27

Nuclei Abitati

Seliano 18 6 3,00 0,72 2,00 25 12

Località prod. Loc. prod. 53 17 3,12 0,70 1,29 76 22

TOTALE POLO SCALO 6.635 2.237 2,97 0,72 1,12 9.226 2.507

Centri Abitati Vuccolo di Maiorano 539 191 2,82 0,69 1,01 780 193

Crispi 31 10 3,10 0,89 1,40 35 14

Podere San Donato 52 21 2,48 0,64 1,05 81 22

Residenza Dorica 51 20 2,55 0,52 1,40 98 28

Scigliati 32 14 2,29 0,82 1,29 39 18

Nuclei Abitati

Seude Grattacaso 17 6 2,83 0,85 1,83 20 11

TOTALE POLO VUCCOLO DI

MAIORANO 722 262 2,76 0,69 1,09 1.053 286

Licinella – Torre di

Paestum 2.366 931 2,54 0,71 2,79 3.310 2.593

Paestum 150 64 2,34 0,60 1,33 252 85

Centri Abitati

Santa Venere 677 250 2,71 0,66 1,51 1.023 378

TOTALE POLO LICINELLA 3.193 1.245 2,56 0,70 2,45 4.585 3.056

Centri Abitati Laura 1.301 523 2,49 0,61 3,00 2.130 1.568

Nuclei Abitati Parula 28 7 4,00 0,72 1,43 39 10

Case Sparse Vasca di Colmata 1 10 4 2,50 0,67 4,00 15 16

TOTALE POLO LAURA 1.339 534 2,51 0,61 2,99 2.184 1.594

Ponte Barizzo 479 169 2,83 0,68 1,02 706 173

Centri Abitati

Sabatella 320 117 2,74 0,65 1,07 490 125

Barizzo di Sopra 24 8 3,00 0,73 2,25 33 18

Sorvella 20 8 2,50 0,59 1,25 34 10

Stregara 34 11 3,09 0,53 1,00 64 11

Ciorlitto 31 11 2,82 0,67 1,00 46 11

Pila 42 16 2,63 0,53 1,00 80 16

Nuclei Abitati

Podere San Rocco 28 9 3,11 0,68 1,00 41 9

Località prod. Loc. prod. 42 13 3,23 0,67 1,00 63 13

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TOTALE POLO PONTE

BARIZZO 1.020 362 2,82 0,66 1,07 1.557 386

Centri Abitati Foce del Sele 75 31 2,42 0,73 1,97 103 61

Allevatori di Castori 30 10 3,00 0,81 1,00 37 10

Isola 49 15 3,27 0,82 1,07 60 16

Olmopanno 2 33 11 3,00 0,75 0,91 44 10

Nuclei Abitati

Villaggio Merola 0 0 – – – 0 19

Località prod. Case Sparse 3 36 13 2,77 0,67 1,00 54 13

TOTALE POLO FOCE DEL

SELE 223 80 2,79 0,75 1,61 298 129

Centri Abitati Gromola 409 144 2,84 0,71 1,06 579 152

Campitiello 48 15 3,20 0,84 1,07 57 16

Olmopanno 75 27 2,78 0,69 1,00 108 27

Podere San Bernardino 25 8 3,13 0,83 1,13 30 9

Trentalone 38 12 3,17 0,78 1,00 49 12

Vasca di Colmata 47 14 3,36 1,04 1,00 45 14

Nuclei Abitati

Voltata del Forno 33 11 3,00 0,77 0,91 43 10

TOTALE POLO GROMOLA 675 231 2,92 0,74 1,04 911 240

Centri Abitati Spinazzo 74 24 3,08 0,71 1,00 104 24

Fuscillo 53 18 2,94 0,71 1,00 75 18

Gaiarda 21 8 2,63 0,58 1,00 36 8

Pisciolo 27 11 2,45 0,56 1,00 48 11

Nuclei Abitati

Santa Caterina 23 8 2,88 0,61 0,88 38 7

TOTALE POLO SPINAZZO 198 69 2,87 0,66 0,99 301 68

Totale Centri Abitati 14.632 5.306 2,76 0,69 1,64 21.280 8.693

Totale Nuclei Abitati 1.124 385 2,92 0,71 1,17 1.585 451

Totale Case Sparse 4.350 1.437 3,03 0,72 1,15 6.004 1.649

Totale Località produttive 132 44 3,00 0,67 1,11 196 49

TOTALE 20.238 7.172 2,82 0,70 1,51 29.065 10.842

Fonte: ISTAT Censimento 2001

L’Anagrafe Comunale nel 2008 rileva i valori aggregati per Centri Abitati, Nuclei Abitati e Case

Sparse per cui il dato disaggregato non è confrontabile con quello del 2001. I totali sono invece confrontabili

e si rileva che le famiglie crescono di 948 unità (il 13,2%). Inoltre si evidenzia un leggero decremento della

media dei componenti per famiglia che passa da 2,82 componenti medi al 2001, a 2,6 componenti medi nel

2008.

4.1 L’evoluzione della popolazione residente nelle località

La dinamica

Le allegate Tabelle 4.1 e 4.1a restituiscono la distribuzione degli abitanti e delle famiglie al 1991, al

2001, ed al 2006 cercando di promuovere valutazione comparativa concernente i differenti saggi di crescita

della popolazione nelle differenti località.

Dalla lettura dei dati riferiti ai valori assoluti della popolazione distribuita tra le varie località si evince che,

le località a maggior sviluppo nell’ultimo decennio sono state:

Capaccio Scalo che ha acquisito 453 nuovi residenti, cioè il 26,11% dei nuovi abitanti; Licinella registra 456

nuovi residenti, cioè il 26,28% dei nuovi abitanti; Laura ne registra 285, accogliendo il 16,43% dei nuovi

abitanti;Capaccio Capoluogo diversamente è in leggera flessione con il -0,9%; mentre località come Pietrale

Capo di Fiume, hanno mantenuto inalterato il numero di residenti.

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Tabella 4.b: Distribuzione delle famiglie per Località al 2008

Località Famiglie % su Tot.

Famiglie

Componenti

% su Comp.

Tot. nei Centri

Abitati

Media

Comp/Fam

Capaccio Capoluogo 863 10,63 2.195 10,41 2,5

Polarità di Capaccio Scalo – Rettifilo Vannullo

Capaccio Scalo 1.682 20,71 4.415 20,93 2,6

Cafasso – Borgonuovo 210 2,59 572 2,71 2,7

Rettifilo – Vannullo Pietrale

– Capo di Fiume 701 8,63 1.963 9,31 2,8

Tot. 2.593 31,93 6.950 32,95 2,7

Polarità di Vuccolo di Maiorano

Vuccolo di Maiorano 416 5,12 1.127 5,34 2,7

Polarità di Licinella

Licinella – Torre di Paestum 1.045 12,87 2.467 11,70 2,4

Paestum 167 2,06 357 1,69 2,1

Santa Venere 266 3,28 655 3,11 2,5

Tot. 1.478 18,20 3.479 16,50 2,4

Polarità della Laura

Laura 626 7,71 1.387 6,58 2,2

Polarità Ponte Barizzo – Sabatella

Ponte Barizzo – Sabatella –

Foce del Sele

627 7,72 1.701 8,07 2,7

Centro abitato di Gromola

Gromola 1.041 12,82 2.876 13,64 2,8

Centro abitato di Spinazzo

Spinazzo 476 5,86 1.376 6,52 2,9

TOTALE 8.120 100,00 21.091 100,00 2,6

Fonte: Anagrafe Comunale 2008

Le altre località hanno recepito incrementi di popolazione significativamente normali ,di poco al di

sotto della crescita comunale che è stata del 9,25% nel decennio.

Diventa utile e significativo relazionare i valori del peso demografico con gli incrementi avuti per

notare il trend di Licinella, 26,28% di crescita contro l’11,7% di peso demografico sul totale della popolazione;

e di Laura con il 16,43% di crescita, contro il 6,43% del peso demografico sul totale della popolazione.

La consistenza della popolazione e delle famiglie nella dinamica storica, qualora letta in funzione

della disaggregazione territoriale fornita dalla copertura geografica delle sezioni ISTAT, traduce in numeri i

fenomeni della trasformazione degli usi del suolo in atto sul territorio fisico comunale.

I dati 2001 – 2008 non sono comparabili perché l’Anagrafe Comunale fornisce i valori dei Nuclei

Abitati e Case Sparse aggregati ai Centri Abitati secondo criteri non riconducibili alle sezioni ISTAT.

Ne consegue che la comparazione è del tutto indicativa.

Il dato sulla distribuzione negli agglomerati urbani della popolazione residente si presenta al confronto

1991-2001-2006, tra i dati del censimento e gli aggiornamenti messi a disposizione dall’anagrafe comunale

come rappresentato nella successiva Tabella 4.1b. Le dinamiche mostrano il progressivo svuotamento

del capoluogo, centro storico di montagna, a favore dell’insediamento di valle, più recente, in particolare

per le polarità di Licinella e Laura. Il consolidamento di molti nuclei abitati come identità a carattere urbano,

ed il perfezionamento delle tecniche di rilevazione del censimento, comportano importanti variazioni tra la

coperture geografica delle sezioni ISTAT tra il 1991 ed il 2001.

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

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Tabella 4.1: La Popolazione tra le Località principali al 1991 ed al 2001

Censimento 2001 Censimento 1991 Le dinamiche

Località

Ab % Fam % Ab % Fam %

incr

ab

% su

ab

incr

fam

Capaccio Capoluogo 1.869 9,24 713 9,94 1.876 10,14 735 11,90 -7 -0,90 -22

Polarità di Capaccio Scalo – Rettifilo Vannullo

Capaccio Scalo 4.089 20,20 1.376 19,19 3.636 19,65 1.163 18,82 453 0,55 213

Cafasso – Borgonuovo 807 3,99 267 3,72 700 3,78 224 3,63 107 0,20 43

Rettifilo – Vannullo 1.266 6,26 425 5,93 1.151 6,22 395 6,39 115 0,03 30

Pietrale – Capo di Fiume 211 1,04 81 1,13 210 1,13 73 1,18 1 -0,09 8

Tot. 6.373 31,49 2.149 29,96 5.697 30,79 1.855 30,03 676 0,70 294

Polarità di Vuccolo di Maiorano

Vuccolo di Maiorano 539 2,66 191 2,66 461 2,49 160 2,59 78 0,17 31

Polarità di Licinella

Licinella – Torre di Paestum 2.366 11,69 931 12,98 1.892 10,23 636 10,29 474 1,47 295

Paestum 150 0,74 64 0,89 132 0,71 60 0,97 18 0,03 4

Santa Venere 677 3,35 250 3,49 565 3,05 189 3,06 112 0,29 61

Tot. 3.193 15,78 1.245 17,36 2.589 13,99 885 14,33 604 1,78 360

Polarità della Laura

Laura 1.301 6,43 523 7,29 1.003 5,42 355 5,75 298 1,01 168

Polarità Ponte Barizzo – Sabatella

Ponte Barizzo 479 2,37 169 2,36 465 2,51 154 2,49 14 -0,15 15

Sabatella 320 1,58 117 1,63 247 1,33 79 1,28 73 0,25 38

Foce del Sele 75 0,37 31 0,43 47 0,25 19 0,31 28 0,12 12

Tot. 874 4,32 317 4,42 759 4,10 252 4,08 115 0,22 0

Centro abitato di Gromola

Gromola 409 2,02 144 2,01 347 1,88 112 1,81 62 0,15 32

Centro abitato di Spinazzo

Spinazzo 74 0,37 24 0,33 43 0,23 14 0,23 31 0,13 10

TOTALE Centri Abitati 14.632 72,30 5.306 73,98 12.775 69,04 4.368 70,70 1.857 3,26 873

Totale Nuclei Abitati 1.124 5,55 385 5,37 454 2,45 141 2,28 670 3,10 244

Totale Case Sparse e Località

Produttive 4.482 22,15 1.481 20,65 5.274 28,50 1.669 27,02 -792 -6,36 -188

TOTALE 20.238 100,00 7.172 100,00 18.503 100,00 6.178 100,00 1.735 100,00 929

Fonte: ISTAT Censimenti 1991 – 2001

Alla variazione del numero di nuclei abitati che passa da 4 a 29 corrisponde una variazione di popolazione

e di famiglie tra il 1991 ed il 2001 che assume il medesimo tasso di crescita del peso relativo pari al

3,8%. All’opposto nelle case sparse calano entrambe del 5,9%.

Il dato riferito alla perdita di popolazione tra le “ Case Sparse” restituisce il fenomeno di conurbazione

che l’abitato di Capaccio ha subito negli ultimi anni , cioè numerose abitazioni che dieci anni fa venivano

censite come al di fuori dell’abitato, con gli anni ne sono diventate parte integrante.

Si rivelano andamenti tendenziali significativi per le preferenze che testimoniano.

L’insediamento di Capaccio capoluogo, stabile come consistenza demografica (1870 ab. circa) attenua

il ruolo di residenza di famiglie (da 11,90% a 9.94%).

Si innalza l’incidenza della popolazione abitante a Capaccio Scalo e Cafasso-Borgonuovo, in assoluto

(da 3.78 a 3.99) e con riferimento alle famiglie (da 3.63 a 3.72).

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Si innalzano gli abitanti della Polarità Laura (da 1003 a 1301), e le famiglie (dal 5,75 del totale comunale,

al 7,29%).

Si innalzano gli abitanti della Polarità Licinella – Santa Venera(da 2.589 a 3.193), e le famiglie (dal

14,33 % del totale comunale, al 17,36%).

Analoga tendenza si riscontra nel nucleo di Gramola, con riferimento agli abitanti (da 347 a 409) ed

alle famiglie ( da 1.81 a 2.01).

Tabella 4.1a: Le Famiglie tra le Località principali al 1991, 2001 ed al 2008

Cens 1991 Censimento 2001 Anagrafe 2008

Località

Fam % Comp % Fam % Comp % Fam %

Capaccio Capoluogo 749 12,12 1.868 9,25 713 9,94 2.195 10,41 863 10,63

Polarità di Capaccio Scalo – Rettifilo Vannullo

Capaccio Scalo 1.163 18,82 4.087 20,24 1.376 19,19 4.415 20,93 1.682 20,71

Cafasso – Borgonuovo 231 3,74 807 4,00 267 3,72 572 2,71 210 2,59

Rettifilo – Vannullo – Pietrale –

Capo di Fiume 468 7,58 1.477 7,31 506 7,06 1.963 9,31 701 8,63

Tot. 1.862 30,14 6.371 31,55 2.149 29,96 6.950 32,95 2.593 31,93

Polarità di Vuccolo di Maiorano

Vuccolo di Maiorano 172 2,78 539 2,67 191 2,66 1.127 5,34 416 5,12

Polarità di Licinella

Licinella – Torre di Paestum 656 10,62 2.366 11,72 931 12,98 2.467 11,70 1.045 12,87

Paestum 65 1,05 150 0,74 64 0,89 357 1,69 167 2,06

Santa Venere 189 3,06 674 3,34 250 3,49 655 3,11 266 3,28

Tot. 910 14,73 3.190 15,80 1.245 17,36 3.479 16,50 1.478 18,20

Polarità della Laura

Laura 335 5,42 1.297 6,42 523 7,29 1.387 6,58 626 7,71

Polarità Ponte Barizzo – Sabatella

Ponte Barizzo – Sabatella –

Foce del Sele 276 4,47 866 4,29 317 4,42 1.701 8,07 627 7,72

Centro abitato di Gromola

Gromola 121 1,96 409 2,03 144 2,01 2.876 13,64 1.041 12,82

Centro abitato di Spinazzo

Spinazzo 14 0,23 74 0,37 24 0,33 1.376 6,52 476 5,86

TOTALE Centri Abitati 4.439 71,85 14.614 72,37 5.306 73,98 21.091 100,00 8.120 100,00

Totale Nuclei Abitati 94 1,52 1.120 5,55 385 5,37

Totale Case Sparse e Località

Produttive 1.645 26,63 4.459 22,08 1.481 20,65

TOTALE 6.178 100,00 20.193 100,00 7.172 100,00 21.091 100,00 8.120 100,00

Fonte: ISTAT Censimenti 1991 – 2001 e Anagrafe Comunale 2008

Descrizione cartografica. Mappa schematica

del territorio comunale articolato per

località ISTAT 2001 – 1991

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Gli andamenti descritti sono rappresentati nella Tabella 4.1.b

Tabella 4.1.b: Dinamiche di distribuzione della Popolazione per Località al 1991, 2001 e 2008

Località Abitanti

1991

Abitanti

2001

Abitanti

2008

Dinamica

Pop. 2001-

2008

% su

Pop. nei

Centri

Abitati

1991

% su

Pop. nei

Centri

Abitati

2001

% su Pop.

nei Centri

Abitati

2008

Capaccio Capoluogo 1.915 1.869 14,75 12,77

Polarità di Capaccio Scalo – Rettifilo Vannullo

Capaccio Scalo 3.636 4.089 28,00 27,95

Cafasso – Borgonuovo 723 807 5,57 5,52

Rettifilo – Vannullo 1.151 1.266 8,86 8,65

Pietrale – Capo di Fiume 210 211 1,62 1,44

Tot. 5.720 6.373 44,04 43,56

Polarità di Vuccolo di Maiorano

Vuccolo di Maiorano 487 539 3,75 3,68

Polarità di Licinella

Licinella – Torre di Paestum 1.952 2.366 15,03 16,17

Paestum 143 150 1,10 1,03

Santa Venere 565 677 4,35 4,63

Tot. 2.660 3.193 20,48 21,82

Polarità della Laura

Laura 943 1.301 7,26 8,89

Polarità Ponte Barizzo – Sabatella

Ponte Barizzo 529 479 4,07 3,27

Sabatella 247 320 1,90 2,19

Foce del Sele 63 75 0,49 0,51

Tot. 839 874 6,46 5,97

Centro abitato di Gromola

Gromola 380 409 2,93 2,80

Centro abitato di Spinazzo

Spinazzo 43 74 0,33 0,51

TOTALE Centri Abitati 12.987 14.632 100,00 100,00

Totale Nuclei Abitati 317 1.124

Totale Case Sparse e Località

Produttive 5.199 4.482

TOTALE 18.503 20.238

Fonte: ISTAT Censimenti 1991 – 2001 ed Anagrafe Comunale 2008

5 LA BASE ECONOMICA E LE ATTIVITA’ NEL TERRITORIO COMUNALE

5.1 La popolazione attiva e non attiva

Il censimento della popolazione e delle abitazioni fornisce le informazioni concernenti la popolazione

attiva distinta in forza lavoro (attiva in condizione professionale e attiva in cerca di prima occupazione) e

la popolazione non forza lavoro (studenti, casalinghe, persone ritirate dal lavoro e altre condizioni). Tale informazione

è pertanto riportata nei censimenti 1961-1971-1981-1991-2001. Le rilevazioni statistiche annuali

non registrano le variazioni concernenti la forza lavoro e la condizione professionale della popolazione, ne

deriva che l’unico dato aggiornato al 2007 è quello relativo alla popolazione attiva.

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Articolazione territoriale delle abitazioni

Articolazione territoriale degli abitanti

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/124

Articolazione della densita della popolazione

Come si evince dalla Tabella 3.1.1 la popolazione attiva nel decennio 1991-2001 cresce di 2.116 unità

con un tasso del 14,57%. Al 2006 risulta pari a 17.921 unità, 1.279 in più rispetto al 2001, con un saggio

di crescita del 7,69. Nello stesso quinquennio 2001- 2006 le rilevazioni demografiche annuali mostrano

l’incremento complessivo della popolazione del 5,5% per un valore di 1.122 unità.

5.1.1 L’evoluzione nel tempo della forza lavoro nei decenni 1961 – 2001

Con riferimento alle elaborazioni censuarie effettuate dall’ISTAT, al 1961 la forza lavoro nel Comune

di Capaccio costituiva il 42.27% della popolazione residente, ed era prevalentemente occupata nel settore

agricolo, che assorbiva il 44.49% del totale.

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/125

Nel decennio successivo (1961-1971) la consistenza della forza lavoro registrata dai Censimenti della

Popolazione è diminuita, sia in valore assoluto (-343) che in valore percentuale (34,15%), mentre parallelamente

si manifestava un aumento demografico.

Nel decennio 1971-1981 la forza lavoro è aumentata di 1641 unità rispetto al decennio precedente,

raggiungendo un tasso del 38,89%; il settore agricolo appare in stasi perdendo in peso percentuale e conservando

invariato il numero di addetti; aumenta invece il numero di occupati nel settore terziario ed aumenta

considerevolmente la popolazione in cerca di attività che costituisce il 20,37% del totale della forza lavoro.

Nel decennio successivo 1981-1991 la quota di occupati nel settore agricolo è in forte diminuzione

ed anche il settore industriale, pur registrando un numero crescente di occupati, perde peso, mentre le altre

attività (servizi, commercio e turistico recettivo) sono in forte sviluppo, così come la crescita tendenziale della

popolazione in cerca di occupazione.

Questa tendenza si accentua al 2001 che registra anche una nuova vitalità del settore dell’industria.

Le elaborazioni censuarie al 1991 ed al 2001 riassunti nelle Tabelle 5.1.1 e 5.1.1a, evidenziano che,

nell’ambito della popolazione attiva, il 70% risulta occupata (5.645 occupati), mentre il 9.5% si classifica

come disoccupata (770 disoccupati, Tabella 5.1.1a).

Al 2001, nell’ambito della popolazione attiva non forza lavoro (8.966 abitanti), il 23,35% è costituito

da casalinghe (2.094 casalinghe), il 16,54% da studenti (1.483 studenti) ed il 36,00% da ritirati dal lavoro

(contro il 20.22% del 1991) per 3.228 ritirati dal lavoro).

Nella Tabella 5.1.1.a si rappresenta la popolazione attiva nei settori economici disaggregati nel confronto

tra i Censimenti 1991 e 2001.

La popolazione attiva al 2001 tra i 15 ed i 64 anni è di 13.721 unità con quantità equivalenti per maschi

(6.851) e femmine (6.870).

La forza lavoro conta 6.841 maschi (70,66% della popolazione attiva maschile) e 3.716 femmine

(54,00%) per un totale di 7.676 unità.

La forza lavoro maschile conta 3.960 occupati con un tasso di disoccupazione del 13,76%; mentre

quella femminile conta 2.027 occupati con un tasso di disoccupazione del 24,9%.

In totale gli occupati sono 5.987 mentre i disoccupati e la popolazione in cerca di 1ª occupazione

conta 1.050 unità.

La popolazione non forza lavoro conta 6.805 individui, il 78% della Forza Lavoro, di cui 2.094 casalinghe,

1.483 studenti e 3.228 ritirati dal lavoro.

Tabella 5.1.1: Forza Lavoro nel Comune di Capaccio dal 1961 al 2001

Cens. 1961 Cens. 1971 Cens. 1981 Cens. 1991 Cens. 2001

SETTORI

val ass % val ass % val ass % val ass % val ass % % su F.L.

Agricoltura 2.134 23,31 2.110 16,18 2.112 13,48 2.033 10,99 1.588 7,85 20,72

Industria 470 5,13 413 3,17 589 3,76 689 3,72 1.182 5,84 15,42

Altre attività 0 0,00 1.763 13,52 2.208 14,09 3.693 19,96 3.205 15,84 41,82

In cerca di 1ª occupazione

0 0,00 168 1,29 1.186 7,57 1.642 8,87 1.689 8,35 22,04

TOTALE Forza

Lavoro 2.604 28,44 4.454 34,15 6.095 38,89 8.057 43,54 7.664 37,87 100,00

Altra popolazione 6.552 71,56 8.589 65,85 9.577 61,11 10.446 56,46 12.574 62,13

TOTALE Popolazione

9.156 100,00 13.043 100,00 15.672 100,00 18.503 100,00 20.238 100,00

Fonte: ISTAT Censimenti 1961-1971-1981-1991-2001

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Tabella 5.1.1.a: Popolazione nel Comune di Capaccio residente attiva in condizione professionale per attività

economica al 1991-2001

SETTORI Occupati

1991

Occupati

2001

% sul Tot

2001

Dinamica %

1991-2001

AGRICOLTURA, CACCIA, SILVICOLTURA 2.033 1.588 26,52 5,17

PESCA, PISCICOLTURA E SERVIZI CONNESSI 2 7 0,12 -0,09

ESTRAZIONE DI MINERALI 11 5 0,08 0,09

ATTIVITA’ MANIFATTURIERE 689 625 10,44 0,30

PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE ENERGIA 18 15 0,25 0,03

COSTRUZIONI 749 542 9,05 2,62

COMMERCIO, RIPARAZIONE AUTOVEICOLI E

BENI DI CONSUMO 967 912 15,23 -0,16

ALBERGHI E RISTORANTI 314 433 7,23 -2,34

TRASPORTI, MAGAZZINAGGIO E

COMUNICAZIONI 278 249 4,16 0,17

INTERMEDIAZIONE MONETARIA E

FINANZIARIA 61 85 1,42 -0,47

AFFARI IMMOBILIARI,

NOLEGGIO,INFORMATICA,RICERCA E ALTRO 191 263 4,39 -1,42

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E DIFESA,

ASSICURAZIONE SOCIALE OBBLIGATORIA 400 467 7,80 -1,56

ISTRUZIONE 323 374 6,25 -1,21

SANITA’ ED ALTRI SERVIZI SOCIALI 182 211 3,52 -0,69

ALTRI SERVIZI PUBBLICI SOCIALI E

PERSONALI 196 196 3,27 -0,22

SERVIZI DOMESTICI PRESSO FAMIGLIE E

CONVIVENZE 1 14 0,23 -0,22

ORGANIZZAZIONI ED ORGANISMI

EXTRATERRITORIALI 0 1 0,02 -0,02

TOTALE Occupati 6.415 5.987 100,00 0,00

Disoccupati 770

In cerca di 1ª occupazione18 1.642 1.689

TOTALE Forza Lavoro19 8.057 7.676

TOTALE Popolazione Attiva20 14.526 16.642

TOTALE Popolazione 18.504 20.238

Fonte ISTAT Censimenti 1991 – 2001

5.1.3. Popolazione in condizione professionale nel 2001

Per quanto concerne le attività connesse alla popolazione del Comune di Capaccio nel 2001 la fonte

informativa del censimento 2001 restituisce i dati disaggregati ISTAT per settori di attività.

Risulta interessante il confronto tra componente maschile e femminile della forza lavoro nonché la

comparazione tra occupati nei diversi settori di attività e gli addetti impiegati nel territorio comunale.

La popolazione occupata nel Comune di Capaccio costituisce il 29,6% della popolazione residente,

prevalentemente assorbita dal settore Servizi, che assorbe il 53,0% del totale degli occupati.

Il settore industriale ha mantenuto invariato il peso percentuale di occupati nel comune nei vari censimenti.

Decrescono l’Agricoltura da 2.033 a 1.588 occupati e le Costruzioni da 749 a 542 occupati; mentre è

positivo il saldo degli occupati negli Alberghi e Servizi alle imprese.

18 Al 2001 non è conservata la distinzione tra disoccupati e popolazione in cerca di 1ª attività

19 Forza Lavoro: Popolazione maggiore di 15 anni occupata o in cerca di occupazione

20 Popolazione Attiva: Popolazione maggiore di 15 anni

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Tabella 5.1.1.b: Popolazione residente di 15 anni e più per condizione al 2001

Forza Lavoro Non Forza Lavoro

Ambiti

Occupati

In cerca

di occ.

Totale Studenti % Casalinghe %

Ritirati

dal lavoro

%

In altra

condizione

Non FL

Totale

Totale

pop

Capaccio 5.987 1.689 7.676 1.483 16,54 2.094 23,4 3.228 36,00 2.161 8.966 16.642

Provincia SA 310.488 85.490 395.978 85.765 17,36 133.040 26,9 155.737 31,52 119.542 494.084 890.062

Provincia di AV 128.309 29.685 157.994 35.143 17,46 50.261 25,0 71.711 35,63 44.153 201.268 359.262

Provincia di NA 743.355 332.464 1.075.819 217.259 15,63 546.366 39,3 254.622 18,32 371.950 1.390.197 2.466.016

Provincia di BN 88.523 17.923 106.446 23.045 17,17 26.530 19,8 53.103 39,57 31.539 134.217 240.663

Provincia di CE 215.718 82.699 298.417 63.018 16,13 122.835 31,4 92.602 23,70 112.348 390.803 689.220

Campania 1.486.393 548.261 2.034.654 424.230 16,25 879.032 33,7 627.775 24,05 679.532 2.610.569 4.645.223

Capaccio/Prov

SA 1,9 2,0 1,9 1,7 1,6 2,1 1,8 1,8 1,9

Prov SA/Regione 20,9 15,6 19,5 20,2 15,1 24,8 17,6 18,9 19,2

Fonte: ISTAT Censimento 2001

6 I SETTORI

6.1 I settori di attività al 2001

Attraverso il Censimento 2001 dell’Industria e dei Servizi l’ISTAT fotografa la situazione delle attività,

fornendo dati sulle imprese, sulle unità locali, e sugli addetti, attraverso restituzione provvisorie, necessario

riferimento della trattazione.

Nella Tabella 6.1 si espongono le quantità rilevate.

Confrontando tali quantità, con le quantità registrate nei censimenti precedenti si osserva un incremento,

nel decennio 1991-2001, di 518 Unità locali e 1.537 addetti.

Il Polo di Capaccio Scalo si evidenzia come fulcro delle attività economiche con il 36,43% degli addetti

prevalentemente ocupati nei Servizi come in Capaccio Capoluogo, Laura e Licinella. Ponte Barizzo si

distingue per la maggiore vocazione commerciale.

Tabella 6.1: Unità Locali e Addetti per settore di attività economica al 2001

UNITA’ LOCALI

IMPRESE

INDUSTRIA COMMERCIO ALTRI SERVIZI

ISTITUZIONI TOTALE

n° Imprese n° Addetti n° Imprese n° Addetti n° Imprese n° Addetti n° Imprese n° Addetti n° Imprese n° Addetti

268 784 545 1.016 612 1.332 103 767 1.528 3.899

Fonte: ISTAT Censimento 2001

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Tabella 6.1.a: Distribuzione delle Unità Locali e Addetti per settore di attività economica nei differenti agglomerati nel

2001

INDUSTRIA COMMERCIO ALTRI

SERVIZI

TOTALE

Tipo Località

Località

UL Add UL Add UL Add UL

% sul

Totale

Add

% sul

Totale

Centri Abitati

Capaccio Capoluogo

53 110 70 97 107 387 230 15,18 594 15,27

Nuclei Abitati

Getsemani 0 0 0 0 0 0 0 0,00 0 0,00

Località

prod. Loc. prod.

TOTALE POLO

CAPOLUOGO 53 110 70 97 107 387 230 15,18 594 15,27

Capaccio Scalo 59 195 197 352 251 551 507 33,47 1.098 28,23

Cafasso 3 4 9 22 13 12 25 1,65 38 0,98

Borgonuovo 11 39 20 40 15 39 46 3,04 118 3,03

Rettifilo-Vannullo 12 22 22 34 23 53 57 3,76 109 2,80

Centri Abitati

Pietrale Capo di

Fiume 2 12 6 10 7 5 15 0,99 27 0,69

Andreoli 0 0 2 2 0 0 2 0,13 2 0,05

C. Procuzzi 1 5 1 5 2 2 4 0,26 12 0,31

Gueglia 1 2 0 0 1 0 2 0,13 2 0,05

Nuclei Abitati

Seliano 0 0 0 0 0 0 0 0,00 0 0,00

Località

prod. Loc. prod. 3 17 2 10 1 11 6 0,40 38 0,98

TOTALE POLO SCALO 92 296 259 475 313 673 664 43,83 1.444 37,12

Centri Abitati

Vuccolo di Maiorano

10 31 6 7 12 35 28 1,85 73 1,88

Crispi 0 0 0 0 1 1 1 0,07 1 0,03

Podere San Donato 0 0 1 1 0 0 1 0,07 1 0,03

Residenza Dorica 0 0 1 1 0 0 1 0,07 1 0,03

Scigliati 0 0 0 0 0 0 0 0,00 0 0,00

Nuclei Abitati

Seude Grattacaso 0 0 0 0 0 0 0 0,00 0 0,00

TOTALE POLO

VUCCOLO DI

MAIORANO 10 31 8 9 13 36 31 2,05 76 1,95

Licinella – Torre di

Paestum 33 128 56 78 101 346 190 12,54 552 14,19

Paestum 0 0 18 36 16 165 34 2,24 201 5,17

Centri Abitati

Santa Venere 11 17 16 25 17 16 44 2,90 58 1,49

TOTALE POLO

LICINELLA 44 145 90 139 134 527 268 17,69 811 20,85

Centri Abitati

Laura 13 19 30 44 44 185 87 5,74 248 6,38

Nuclei Abitati

Parula 0 0 1 2 1 5 2 0,13 7 0,18

Case Sparse

Vasca di Colmata

1 0 0 0 0 0 0 0 0,00 0 0,00

TOTALE POLO LAURA 13 19 31 46 45 190 89 5,87 255 6,56

Ponte Barizzo 3 6 18 29 16 Centri Abi- 41 37 2,44 76 1,95

tati

Sabatella 12 60 21 94 4 5 37 2,44 159 4,09

Barizzo di Sopra 0 0 0 0 0 0 0 0,00 0 0,00

Sorvella 0 0 0 0 0 0 0 0,00 0 0,00

Stregara 0 0 0 0 0 0 0 0,00 0 0,00

Ciorlitto 0 0 0 0 0 0 0 0,00 0 0,00

Pila 1 1 2 5 0 0 3 0,20 6 0,15

Nuclei Abitati

Podere San Rocco 0 0 0 0 0 0 0 0,00 0 0,00

Località

prod. Loc. prod. 1 3 3 5 6 35 10 0,66 43 1,11

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TOTALE POLO PONTE

BARIZZO 17 70 44 133 26 81 87 5,74 284 7,30

Centri Abitati

Foce del Sele 0 0 1 4 4 14 5 0,33 18 0,46

Allevatori di Castori

0 0 1 7 0 0 1 0,07 7 0,18

Isola 0 0 0 0 0 0 0 0,00 0 0,00

Olmopanno 2 0 0 0 0 0 0 0 0,00 0 0,00

Nuclei Abitati

Villaggio Merola 0 0 0 0 0 0 0 0,00 0 0,00

Località

prod. Case Sparse 3 0 0 1 2 0 0 1 0,07 2 0,05

TOTALE POLO FOCE

DEL SELE 0 0 3 13 4 14 7 0,46 27 0,69

Centri Abitati

Gromola 4 12 6 10 9 12 19 1,25 34 0,87

Campitiello 0 0 1 3 0 0 1 0,07 3 0,08

Olmopanno 0 0 0 0 1 2 1 0,07 2 0,05

Podere San Bernardino

0 0 0 0 0 0 0 0,00 0 0,00

Trentalone 0 0 0 0 0 0 0 0,00 0 0,00

Vasca di Colmata 0 0 0 0 0 0 0 0,00 0 0,00

Nuclei Abitati

Voltata del Forno 0 0 0 0 0 0 0 0,00 0 0,00

TOTALE POLO

GROMOLA 4 12 7 13 10 14 21 1,39 39 1,00

Centri Abitati

Spinazzo 2 12 1 1 3 7 6 0,40 20 0,51

Fuscillo 5 25 5 24 1 11 11 0,73 60 1,54

Gaiarda 0 0 0 0 0 0 0 0,00 0 0,00

Pisciolo 0 0 0 0 1 3 1 0,07 3 0,08

Nuclei Abitati

Santa Caterina 0 0 0 0 0 0 0 0,00 0 0,00

TOTALE POLO

SPINAZZO 7 37 6 25 5 21 18 1,19 83 2,13

Totale Centri Abitati 228 667 497 883 642 1.873 1.367 90,23 3.423 87,99

Totale Nuclei Abitati 8 33 15 50 8 24 31 2,05 107 2,75

Totale Case Sparse 25 92 27 66 57 119 100 6,60 277 7,12

Totale Località produttive 4 20 6 17 7 46 17 1,12 83 2,13

TOTALE 265 812 545 1.016 714 2.062 1.515 100,00 3.890 100,00

Fonte: ISTAT Censimento 2001

6.2 Le elaborazioni Comunali 2001 conseguenti al Censimento dell’industria e dei servizi.

L’Amministrazione Comunale ha provveduto ad ordinare le risultanze del censimento svolto per

conto dell’ISTAT, dando luogo ad elaborazioni concernenti i settori delle attività localizzate nel territorio,

registrando i dati di seguito esposti. Si evidenzia dalla esposta elaborazione l’importante ruolo che

nell’insieme delle imprese assolve il settore dei servizi alla popolazione e alle imprese (741 imprese, 1.701

addetti); ed il settore del commercio (517 imprese, 964 addetti). Ruolo invece relativamente modesto svolge

il settore industriale, di produzione dei beni (30 imprese, 170 addetti, il 2.2% del totale registrato).

7 I SETTORI SPECIALIZZATI

7.1 Il settore agricolo-forestale

7.1.1 Il settore agricolo nel censimento del 2000 e le dinamiche storiche

7.1.1.1 Popolazione occupata, addetti e aziende

La popolazione attiva in agricoltura è diminuita nei censimenti dal 1961 al 1971, dalle 3.134 unità

del 1961 si è passati alle 2.100 unità del 1971. Si è mantenuta successivamente costante fino al 1991, anno in

cui sono stati censiti 928 maschi e 1.105 femmine. Nel 1991, gli attivi in agricoltura costituiscono il 25,3%

della popolazione attiva, contro il 44,49% riscontrato nel 1961.

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/130

Tabella 7.1.1.1: Popolazione attiva nel ramo dell’agricoltura dal 1961 al 2000

Lavoratori in

proprio

Coadiuvanti Dipendenti Dirigenti impiegati

Imprenditori TOTALE

ANNO

val ass % val ass % val ass % val ass % val ass % val ass %

1961 809 25,81 1.330 42,44 978 31,21 12 0,38 5 0,16 3.134 100,00

1971 1.074 51,14 273 13,00 742 35,33 7 0,33 4 0,19 2.100 100,00

1981 913 43,23 51 2,41 1.090 51,61 47 2,23 11 0,52 2.112 100,00

1991 816 40,20 62 3,05 1.110 54,68 2 0,10 40 1,97 2.030 100,00

2000 471 29,53 21 1,32 1.046* 65,58 0,06 57 3,57 1.595 100,00

Fonte: ISTAT Censimenti Popolazione

* Dipendente o altra posizione subordinata e socio cooperativa

Sempre al 1991, i giovani di età compresa tra i 14 e i 29 anni costituiscono il 22,13% del totale della

popolazione attiva in agricoltura, di questa classe d’età il 29,04% è assorbito dal settore industriale, il

44.59% è assorbito dalle altre attività.

Significativi in rapporto al ruolo del settore agricolo appaiono i dati Censuari al 2000 riferiti al “Territorio

e Forza lavoro” (Tabella 7.1.1.1a), da cui si evince che il numero dei lavoratori addetti al settore agricolo

è pari a 4.124 unità, di cui 2.191 maschi e 1.933 femmine, impiegate nelle diverse tipologie dimensionali

delle aziende.

Si ritiene che tale valore (4.124 unità) contenga anche i lavoratori di tipo stagionale.

Tabella 7.1.1.1a: Territorio e Forza Lavoro al 2000

Classe di superficie Femmine Maschi

SAU

n° lavoratori n° lavoratori

TOTALE Lavoratori

Meno di 1 ettaro 667 687 1.354

da 1 a 2 560 631 1.191

da 2 a 3 252 316 568

da 3 a 5 214 243 457

da 5 a 10 178 231 409

Oltre i 10 ettari 62 83 145

TOTALE Lavoratori 1.933 2.191 4.124

Fonte: ISTAT Censimento Agricoltura 2000

All’interno del censimento della agricoltura del 2000 sono stati individuati i valori concernenti il

“Territorio e la condizione professionale familiare” (Tabella 7.1.1.b). Da tali valori si evince che gli “occupati”,

nelle famiglie addette all’agricoltura, sono pari a 1.772 unità, i disoccupati in cerca di nuova occupazione

sono pari a 108 unità, quelli in cerca di prima occupazione sono pari a 182 unità.

Inoltre risulta che alla data del censimento, nelle famiglie addette all’agricoltura, si registravano 487

casalinghe, 332 studenti, e 1.136 ritirati dal lavoro (circa il 25% del numero di lavoratori).

Tabella 7.1.1.1b: Territorio e Condizione professionale familiare al 2000

Condizione professionale n° lavoratori

Casalinga/o 487

Disoccupato alla ricerca di nuova occupazione 108

In cerca di prima occupazione 182

Occupato 1.772

Ritirato da lavoro 1.136

Studente 332

Fonte: ISTAT Censimento 2000

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Tabella 7.1.1.1c: Persone per categoria di manodopera agricola

Dirigenti e Impiegati Operai

Conduttori Familiari del

Conduttore

Tempo Indet. Tempo Det. Tempo Indet. Tempo Det.

TOTALE

1.688 2.520 7 373 16 954 5.558

Fonte: ISTAT Censimento 2000

7.1.1.2 Aziende e Superfici Agrarie

Dai dati registrati dal V Censimento dell’Agricoltura si evince che nel territorio di Capaccio operano,

relativamente a questo settore, 1.698 aziende (Tabella 7.1.1.2) localizzate su di una “Superficie Agricola

Totale” (SAT) pari a 5.169,88 ha, con la “Superficie Agricola Utilizzata” (SAU) risultante essere pari a

4.531,55 ha. Il rapporto tra la superficie effettivamente utilizzata (SAU) e la superficie agricola totale (SAT)

risulta essere pari all’87,65%.

La forma di conduzione prevalente è quella di tipo “Solo con manodopera familiare” con 988 aziende

operanti sul 37% della SAT. Segue la forma di conduzione “Con Salariati” che registra 458 aziende operanti

sul 25,06% della SAT. La forma di conduzione “con manodopera extrafamiliare prevalente” opera sul

26% della SAT registrando 114 aziende.

Il rapporto SAU/SAT riferito alle diversificate forme di conduzione si presenta molto elevato, 85-

91%, indicando pertanto un intenso uso del territorio agricolo.

Rispetto alle classi di superficie (Tabella 7.1.1.2a), quindi alla dimensione delle aziende, risulta che

il maggior numero delle aziende opera su superficie fondiaria compresa tra 1 e 2 ettari (553 aziende per relativi

664 corpi); le aziende dotate di meno di un ettaro di superficie risultano essere pari a 501 con relativi 590

corpi.

Tabella 7.1.1.2: Territorio, Aziende, Superfici e Manodopera per forma di conduzione al 2000

Forma di Conduzione Numero

Aziende

Superficie

SAT (ha)

Superficie

SAU (ha)

%

SAT

%

SAU/SAT

Con solo manodopera familiare 988 1.915,81 1.641,46 37,06 85,68

Conduzione con salariati 485 1.296,97 1.127,31 25,09 86,92

Con manodopera extra familiare prevalente 114 1.370,02 1.231,20 26,50 89,87

Con manodopera familiare prevalente 110 575,08 520,58 11,12 90,52

Conduzione a colonia parziaria appoderata 1 12,00 11,00 0,23 91,67

TOTALE 1.698 5.169,88 4.531,55 100,00 87,65

Fonte: ISTAT Censimento 2000

Il territorio agricolo è utilizzato per il 21,1% da aziende aventi superfici comprese tra 5 e 10 ettari,

per il 14,7% da aziende aventi superfici comprese tra i 3 e 5 ettari, per il 14,3% da aziende aventi superfici

comprese tra i 1 e 2 ettari, per il 10,6% da aziende aventi superfici comprese tra i 2 e 3 ettari, per il 9,8% da

aziende aventi superfici comprese tra 10 e 20 ettari, mentre le aziende appartenenti alle altre classi di superficie

utilizzano mediamente il 5-7% della superficie totale.

Rispetto al titolo di godimento (Tabella 7.1.1.2b) si evince che la quasi totalità della SAT (95%) è di

“proprietà”, e i rimanenti 2% e 3% sono dati rispettivamente in“fitto” e in “uso gratuito”.

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Tabella 7.1.1.2.a : Territorio e Superficie Totale (SAT) per classi di superficie al 2000

Superficie in

ha

Numero

Aziende

Numero

Corpi

Superficie

Totale in

Affitto

(ha)

Superficie

Totale

Proprietà

(ha)

Superficie

Totale in

Usogratuito

(ha)

Superficie

Totale (ha)

%

Classe/Sup.Tot.

Senza superficie

2 0 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00

Meno di 1 ettaro

501 590 0,20 291,28 4,31 295,79 5,72

da 1a 2 533 664 1,12 737,02 2,36 740,50 14,32

da 2 a 3 230 325 0,00 544,49 4,48 548,97 10,62

da 3 a 5 201 331 5,83 741,64 12,43 759,90 14,70

da 5 a 10 165 312 18,48 1.034,41 37,53 1.090,42 21,09

da 10 a 20 39 95 49,17 452,26 5,60 507,03 9,81

da 20 a 30 10 29 15,00 207,73 16,00 238,73 4,62

da 30 a 50 9 18 0,00 347,03 0,00 347,03 6,71

da 50 a 100 6 28 18,77 299,26 60,84 378,87 7,33

Oltre i 100 2 13 0,00 262,64 0,00 262,64 5,08

TOTALE 1.698 2.405 108,57 4.917,76 143,55 5.169,88 100,00

Fonte: ISTAT Censimento 2000

Tabella 7.1.1.2.b: Il Territorio, le Aziende, la Forma Giuridica

Forma Giuridica

Numero

Aziende

Numero

Corpi

Superficie

Totale in

Affitto

(ha)

Superficie

Totale

Proprietà

(ha)

Superficie

Totale in

Usogratuito

(ha)

Superficie

Totale

(ha)

Azienda individuale 1.684 2.362 104,79 4.761,40 143,55 5.009,74

Semplice 5 12 0,00 64,79 0,00 64,79

Società cooperativa 2 7 3,78 51,98 0,00 55,76

A responsabilità limitata 2 4 0,00 15,16 0,00 15,16

Altro tipo 2 3 0,00 3,27 0,00 3,27

Stato 1 2 0,00 4,00 0,00 4,00

In accomandita semplice

1 4 0,00 13,90 0,00 13,90

Società comune 1 11 0,00 3,26 0,00 3,26

TOTALE 1.698 2.405 108,57 4.917,76 143,55 5.169,88

Fonte: ISTAT Censimento 2000

Per quanto concerne la forma giuridica delle aziende (Tabella 7.1.1.2b), si evince che la

maggioranza delle aziende è di tipo individuale con 1684 aziende, 2362 corpi e 5.009,74 ha di SAT.

Relativamente alle coltivazioni principali (Tabella 7.1.1.2c) si registra la presenza di 605 aziende

nelle coltivazioni “Foraggere avvicendate” che utilizzano 1.078 ettari di SAU, di 270 aziende operanti

nelle coltivazioni “Ortive” che utilizzano 1.896 ettari di SAU, di 51 aziende dedite alla coltivazione

cerearicola (granella) con 692 ettari di SAU:

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/133

Tabella 7.1.1.2c: Utilizzazione del

territorio per coltivazioni principali

al 2000

Coltivazioni

principali

Numero

Aziende

SAU

(ha)

Ortive 270 1.896

Foraggere avvicendate

605 1.078

Cereali granella 51 692

Frumento duro 90 112

TOTALE 1.016 3.778

Fonte: ISTAT Censimento 2000

Tabella 7.1.1.2d: Utilizzazione del terreno, Numero aziende, Superfici adibite

a coltivazioni di tipo “legnose agrarie” principali e secondarie

Tipologia Coltivazioni Numero

Aziende

Coltivazione

Principale

(ha)

Coltivazione

Secondaria o

in Produzione

(ha)

Olivo per la produzione di olive

per olio 425 243,90 241,21

Pesco 41 77,38 77,38

Nettarina 6 63,52 63,52

Pero 55 60,87 60,87

Vite 126 22,66 22,66

Albicocco 49 21,13 21,13

Arancio 76 10,61 10,61

Fruttiferi – Altra frutto 56 6,65 6,65

Olivo per la produzione di olive da

tavola 20 6,57 6,57

Melo 35 6,42 6,42

Limone 73 6,05 6,05

Frutta fresca origine sub tropicale

Actinidia (kiwi) 7 5,67 5,67

Mandarino 66 2,18 2,18

Vivai – Altri 1 1,50 0,00

Vivai – Fruttiferi 2 1,40 0,00

Mandorlo 5 1,08 1,08

Castagno 5 0,86 0,86

Frutta a guscio – Altra frutta 6 0,84 0,84

Frutta fresca origine sub tropicale

Altra frutta 5 0,46 0,46

Clementina e suoi ibridi 8 0,42 0,42

Altri agrumi 9 0,23 0,23

Nocciolo 3 0,12 0,12

TOTALE 1.079 540,52 534,93

Altra arboricoltura da legno 5 2,71 0,00

Cedui semplici 7 8,99 0,00

Conifere 7 24,00 0,00

Latifoglie 1 0,90 0,00

Macchia mediterranea 25 66,93 0,00

Miste di conifere e latifoglie 2 1,50 0,00

TOTALE 47 105,03 0,00

Fonte: ISTAT Censimento 2000

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Le informazioni conseguenti dal censimento della agricoltura del 2000 relative alla utilizzazione del

suolo con colture legnose agrarie confermano il ruolo assolto dall’oliveto (Tabella 7.1.1.2d).

Nelle Tabelle 7.1.1.2e sono riportati i dati dei Censimenti generali dell’agricoltura dal 1961 al 2001.

In particolare, la superficie aziendale totale (in ettari) indica l’area complessiva dei terreni

dell’azienda destinati a culture erbacee e/o legnose agrarie, inclusi i boschi; la superficie agraria non utilizzata,

nonché l’area occupata da parchi, fabbricati, stagni, canali, etc. situati entro il perimetro dei terreni che

costituiscono l’azienda.

La superficie agricola utilizzata (SAU) indica l’insieme dei terreni investiti a seminativi, orti familiari,

prati permanenti e pascoli, coltivazioni legnose agrarie e castagneti da frutto. Essa costituisce la superficie

investita ed effettivamente utilizzata in coltivazioni propriamente agricole.

Le aziende agricole nel Censimento del 1960 risultavano essere 1.135, con una superficie totale di

9.875 ha.

Nel 1970, al Censimento si evidenzia un lieve aumento di aziende (1.185) mentre la superficie totale

subisce una contrazione (9.312 ha). Al Censimento del 1980, le aziende risultano essere 1.219 (+ 34 unità) su

di una superficie totale ulteriormente ridotta (7.667 ha).

Tabella 7.1.1.2e: Numero di aziende e SAT per forma di conduzione tra il 1960 ed il 2000

Conduzione diretta

dal coltivatore

Conduzione con

salariati e/o compartecipanti

Conduzione a colonia

parziaria appoderata

Altra forma di conduzione

TOTALE

Anno

Aziende Ettari Aziende Ettari Aziende Ettari Aziende Ettari Aziende Ettari

Media Ettari/

Azienda

1960 1.046 5.831 61 3.882 10 104 18 57 1.135 9.874 8,70

1970 1.119 5.539 55 3.729 0 0 11 43 1.185 9.311 7,86

1980 1.183 6.036 35 1.628 1 3 0 0 1.219 7.667 6,29

1990 1.371 5.790 35 500 0 0 0 0 1.406 6.290 4,47

2000 1.212 3.860 485 1.297 1 12 0 0 1.698 5.169 3,04

Fonte: ISTAT Censimenti 1960, 1970, 1980, 1990 e 2000

Al 4° Censimento generale dell’agricoltura (21/10/90-22/02/91), le aziende sono risultate 1.406

(+187 unità con riferimento al 1980). La superficie totale registrata al 1990 (6.290 ha) si contrae rispetto al

Censimento del 1980 (7.667 ha.). La forma di conduzione prevalente (Tabella 7.1.1.2e) è quella diretta, con

prevalenza di manodopera familiare (1.046 aziende). Sui 2.030 attivi in agricoltura nel 1991, prevalgono i

lavoratori dipendenti (54,68%) seguono i lavoratori in proprio (40,20%).

Per quanto riguarda la superficie agricola utilizzata SAU, (seminativi, coltivazioni permanenti, prati

permanenti e pascoli), questa risulta coprire, al 1991, una superficie di 5.899,57 ha.

Va segnalato che l’analisi dettagliata delle classi di superfici totali e delle SAU (Tabella 7.1.1.2f)

mette in evidenza il frazionamento della proprietà agricola (rispetto alla SAU totale, il 17,99% risulta inferiore

ad un ettaro; il 24,82% compresa tra 1 e 2 ettari; il 30,01% compresa tra 2 e 5 ettari il 19,84% tra i 5 e

i 10 ettari).

La“ Superficie Agricola Totale” (SAT) al Censimento 2000 è risultata pari a 5.169,88 ha, con la

“Superficie Agricola Utilizzata” (SAU) risultante essere pari a 4.531,55 ha.

Al 1990 la superficie agricola totale è risultata pari a 6.290 ha, mentre la superficie utilizzata è risultata

pari ad ha. 5899,77.

Si riscontra di conseguenza una sostanziale riduzione della superficie agricola totale ( – 1121 ha) e di

quella utilizzata ( – 1.368 ha).

Il fenomeno appare di consistenza rilevante. Le motivazioni possono rapportarsi o all’espansione insediativa,

che tuttavia appare non di tale portata; o ad abbandono di coltivazione di territori agricoli marginali,

con connessa espansione dell’incolto, come si riscontra in vaste parti della regione Campania..

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Tabella 7.1.1.2f: Superficie Totale (SAT) e Superficie Agricola Utilizzata

(SAU) per classi di superficie

1990 2000

Superficie in ha

SAU per

classi

SAT per

classi

SAU per

classi

SAT per

classi

Meno di 1 ettaro 138,69 150,28 295,79

da 1a 2 456,96 489,83 740,50

da 2 a 5 1.223,16 1.294,14 1.308,87

da 5 a 10 1.738,15 1.830,93 1.090,42

da 10 a 20 740,97 777,93 507,03

da 20 a 50 941,64 1.061,23 585,76

da 50 a 100 248,00 260,00 378,87

Oltre i 100 412,00 427,00 262,64

TOTALE 5.899,57 6.291,34 0,00 5.169,88

Fonte: ISTAT Censimenti 1990 e 2000

Tabella 7.1.1.2g: Produzioni biologiche vegetali

NON BIO BIO

Aziende SAT SAU Aziende SAT SAU

1.692 5.072,70 4.441,72 6 97,18 89,83

Fonte: ISTAT Censimento 2000

7.1.1.3 Le coltivazioni legnose agrarie

Nella Tabella 7.1.1.3 sono rappresentate le consistenze delle coltivazioni legnose agrarie a quella data.

Si evince che l’olivo per la produzione d’olio risultava la coltivazione maggiormente praticata, con 425

aziende, le quali utilizzavano 243,9 ettari come coltivazione principale. Seguono la coltivazione del pesco

semplice e nella varietà “nettarina” che destina circa 144,9 ettari di superficie, con complessive 47 aziende; il

pero con 60,87 ettari per 55 aziende; la vite con 22,66 ettari per 126 aziende; l’albicocco con 21,13 ettari per

49 aziende.

Tabella 7.1.1.3: Aziende con coltivazioni legnose agrarie dal 1970 al 2000

Numero Aziende Superficie (ha)

Colture

1970 1980 1990 2000 1970 1980 1990 2000

Vite 508 365 90 126 100,95 90,79 28,73 22,66

Olivo 199 206 346 445 222,08 155,27 290,43 250,47

Agrumi 11 15 25 232 6,08 11,70 15,48 19,49

Fruttiferi 95 113 176 262 187,43 381,24 451,10 244,34

TOTALE 813 699 637 1.065 516,54 639,00 785,74 536,96

Fonte: ISTAT Censimenti 1970, 1980, 1990 e 2000

Tra le coltivazioni legnose agrarie (Tabella 7.1.1.3) prevalgono per SAU utilizzata i fruttiferi (176

aziende, superficie a fruttifero 451,10 ha), e l’olivo (346 aziende, superficie a olivo 290,43 ha). La Tab.

7.1.1.3 consente di evidenziare la conversione delle aziende dalla coltivazione della vite verso coltivazioni

più adatte alle caratteristiche dei terreni pianeggianti. Le superfici adibite a coltivazioni legnose (785,74 ha)

rappresentano il 14,48% della superficie totale agricola (6.290 ha).

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Tra le aziende che utilizzano i terreni per la coltivazione di seminativi (Tabella 7.1.1.3a) la prevalenza

sono dedite alle coltivazioni ortive (958 aziende 2.739,63 ha) ed alle foraggiere avvicendate (262 aziende

1.313,76 ha).

Tabella 7.1.1.3a: Aziende con seminativi per principali coltivazioni praticate

al 2000

1990 2000

Coltivazioni

Aziende SAU (ha) Aziende SAU (ha)

Totale Cereali 388 646,72 141 804,00

di cui Frumento 280 346,74 90 112,00

Ortive 958 2.739,63 270 1.896,00

Foraggere avvicendate 262 1.313,76 605 1.078,00

Fonte: ISTAT Censimenti 1990 e 2000

7.1.1.4 Il patrimonio zootecnico

7.1.1.4.1 Il territorio e gli allevamenti al 2000

Nel V censimento dell’agricoltura del 2000 redatto dall’ISTAT sono stati registrati gli animali di allevamento,

nelle diverse tipologie, presenti nel territorio di Capaccio.

Tabella 7.1.1.4: Tipologia di allevamento e numero di capi al 2000

1990 2000

Tipologia

N° Capi Aziende N° Capi Aziende

Bufalini 4.440 49 7.062

Bovini 7.500 223 2.402

Conigli 1.137

Suini 1.025 519 529

Caprini 383 87 236

Equini 57 16 74

Ovini 715 22 50

Avicoli 15.101 696 9.795

di cui Struzzi 17

Fonte: ISTAT Censimenti 1990 e 2000

Tra le varie forme di allevamento (Tabella 7.1.1.4), spicca la consistenza del patrimonio bufalino,

caratteristico dell’identità locale di questo comune, esso è risultato essere pari a 7.062 capi, mentre il patrimonio

bovino è risultato essere pari a 2.402 capi. Tra le altre forme di allevamento, si segnala, quello avicolo

che è risultato essere pari a 9.794 unità, e quello dei conigli con 1.137 capi.

Tra le aziende allevatrici si segnalano 14 aziende (Tabella 7.1.1.5) dotate di stalle per bovini dotate

di alimentazione automatizzata, e ulteriori 4 aziende dotate di simili tecnologie, per ricoveri di altri allevamenti.

Nell’ambito dei settori produttivi in agricoltura, particolarmente significativo per incidenza economica

e paesaggistica risulta il patrimonio zootecnico.

Al 4° Censimento Generale dell’Agricoltura (21/10/90 – 22/02/91) il patrimonio bovino e bufalino

risultava di circa 7.500 capi, di cui 4.402 vacche e 4.400 bufale; il patrimonio suino di circa 1.025 capi, l’avicolo

di circa 15.101 capi, mentre poco consistente risultava il patrimonio ovino (715 capi).

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/137

Risultavano operanti 223 aziende con allevamenti bovini; 49 nel settore bufalino; 519 con allevamenti

suini; 22 con allevamenti ovini; 87 con allevamenti caprini; 16 con allevamenti equini; 696 con allevamenti

avicoli.

Dal censimento delle imprese istituzioni ed unità locali si evince che al 1991 nel territorio comunale

operavano nel settore lattiero caseario (comprese le industrie per la produzione di gelati) 6 imprese, 7 unità

locali, 129 addetti. Mentre nel censimento intermedio del 1996 compaiono 4 unità locali, e 20 addetti nel solo

settore dei derivati del latte.

7.1.1.5 La produzione casearia al 2000

Il settore caseario riveste un significativo ruolo nella base economica comunale. Pertanto se ne sono

illustrati i dati quantitativi (Tabella). Oltre ai dati comunali si riportano a scopo comparativo anche i dati registrati

in ambito provinciale e regionale.

Le aziende addette al settore caseario nel comune di Capaccio risultano essere 352 unità (Tabella

7.1.1.5a).

La produzione di latte, proveniente dall’allevamento della bufala (7.062 capi) ha dimensioni considerevoli

con 43.598.880 kilogrammi di produzione annua.

Questo valore rappresenta il 26,86% della produzione provinciale, e il 7% dell’intera produzione

campana.

Tabella 7.1.1.5: Allevamenti con alimentazione automatizzata al 2000

Senza Con

Tipologia Allevamenti

N° Aziende Sup. SAU

Azienda N° Aziende Sup. SAU

Azienda

Ovili 15 43 – –

Pollai 630 1.519 – –

Porcilaie 334 933 – –

Ricoveri per altri allevamenti 69 240 4 68

Stalle per bovini 101 748 14 113

Stalle per equini 8 44 – –

TOTALE 1.157 3.527 18 181

Fonte: ISTAT Censimenti 1990 e 2000

Anche la produzione di latte vaccino ( proveniente dalle vacche da latte e dalle altre vacche) ha caratteri

significativi, con 45.208.356 kg annui, cioè il 18,24% della produzione provinciale.

Tabella 7.1.1.5a Territorio e Produzione del latte al 2000

Numero

Aziende

Kg Altre Vacche

Kg Bufale Kg Capre Kg Pecore

Kg Vacche Da Latte

Campania 37.907 122.927.818 616.580.560 26.607.973 60.628.316 2.997.144.509

Salerno provincia 16.989 42.616.888 162.290.592 16.392.377 18.703.232 399.203.322

Capaccio 352 3.298.080 43.598.880 253.398 86.290 41.910.276

percentuale su regione 0,93 2,68 7,07 0,95 0,14 1,40

percentuale su provincia 2,07 7,74 26,86 1,55 0,46 10,50

Contestualmente agli allevamenti di animali per la produzione del latte, si registrano nel territorio di

Capaccio, aziende operanti nel settore della lavorazione e trasformazione di questa materia prima.

Nella Tabella 7.1.1.5b sono elencate il numero delle aziende con le rispettive tipologie di lavorazione.

Tra le aziende addette alla trasformazione del latte si segnalano, 22 aziende che lo trasformano in azienda,

21 aziende che producono formaggio, 19 aziende che producono ricotta ed una azienda che produce

lo yogurt.

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Tabella:7.1.1.5b Territorio e Derivati del latte numero delle aziende e relativo impiego al 2000

Derivati del latte numero aziende

Impiego del latte munto – 48

Latte munto 48

Produzione del latte – 48

Latte preso direttamente dai redi 45

Impiego del latte munto – Consegna a caseifici del latte

intero 43

Impiego del latte munto – Alimentazione umana in

azienda 42

Impiego del latte munto – Trasformazione in azienda 22

Formaggio 21

Ricotta 19

Impiego del latte munto – Alimentazione del bestiame

in azienda 7

Impiego del latte munto – Vendita diretta 6

Burro 2

Yogurt 1

7.1.1.6 Considerazioni conclusive

Ponendo a confronto i diversi dati censuari, registrati nei vari decenni, si evince la crescita del numero

delle aziende agricole, le quali segnano il passaggio da 1.371 aziende registrate nel 1990 alle 1.690 aziende

registrate nel 2000, con un incremento del 23,8%. Si ha conferma dalla avvenuta crescita delle aziende

della qualità intrinseche della capacità produttiva del territorio agricolo comunale. Parallelamente si evince

un fenomeno inverso con riferimento alla consistenza della Superficie Agricola Totale (SAT) e della Superficie

Agricola Utilizzata (SAU). La Sat dai 6.290 ha del 1990 è passata al 2000 ai circa 5.170. Allo stesso

modo la SAU è passata dai circa 5.890 ha del 1990 ai 4.351 ha del 2000, con sostenuta diminuzione.

Tale fenomeno, la perdita del 17,8% della SAT e del 26,1% della SAU nel decennio, è da tenere in

dovuta considerazione, sia per le capacità produttive intrinseche di questo territorio, sia per gli effetti benefici

che un ambiente “verde” è in grado di trasferire all’intero contesto antropico.

Con questo si vuole intendere che la ricerca della qualità ambientale, attraverso il contenimento dei

processi di erosione del territorio agricolo, è un aspetto considerevole e da non trascurare da un comune come

Capaccio, che oltretutto presenta una forte vocazione turistica. La valorizzazione del settore agricolo, non

può che avere effetti benefici per il settore turistico, per l’economia generale del territorio, come anche per la

qualità della vita.

7.2 Il settore turistico

7.2.1 Premessa

Per il ruolo che riveste nel comune il settore, si è operato con la stessa specifica attenzione, avvalendosi

di informazioni non dell’ISTAT, ma reperite presso l’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo di Paestum.

Si indaga, quindi, la consistenza dell’offerta di ricettività connessa a:

1) la struttura della ricettività:

a) alberghi e residence; b) campeggi e villaggi turistici; c) attrezzature varie; d) alloggi privati

2) i flussi turistici alberghieri

3) i flussi turistici extra alberghieri

4) i flussi turistici dell’area archeologica

Per quanto riguarda i dati ISTAT 2001 del Censimento delle attività economiche, restituiscono il seguente

riepilogo in termini di addetti e Unità Locali

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Tabella 7.2.1: Addetti ed Unità Locali alle attività ricettive nelle località

Agenzie turistiche

Alberghi e

campeggi

Cultura e

spettacolo

Ristorazione_bar Totale

Località

UL Add UL Add UL Add UL Add UL Add

Capaccio Capoluogo 1 1 14 49 1 0 19 34 35 84

Capaccio Scalo 3 10 6 2 19 36 28 48

Cafasso 1 0 1 2 2 2

Borgonuovo 2 3 2 3

Rettifilo Vannullo 1 0 5 6 6 6

Vuccolo di Maiorano 5 8 5 8

Pietrale – Capo di

Fiume 1 1 1 1

Licinella 1 1 23 40 2 2 21 53 47 96

Paestum 2 6 2 9 2 119 7 25 13 159

Santa Venere 3 4 3 4 6 8

Laura 23 140 8 24 31 164

Parula 1 5 1 5

Ponte Barizzo 2 3 2 3

Sabatella 1 2 1 2

Gromola 1 1 1 1

Spinazzo 1 1 1 1

Pisciolo 1 3 1 3

Foce del Sele 3 12 1 2 4 14

Totale Centri e Nuclei

Abitati 4 8 72 267 13 123 98 210 187 608

Totale Case Sparse 2 12 1 0 19 76 22 88

TOTALE 4 8 74 279 14 123 117 286 209 696

ISTAT Censimento Località 2001

7.2.2 La struttura ricettiva

Si riportano nelle seguenti Tabelle le caratteristiche dell’offerta di ricettività desunta dai dati forniti

dall’Azienda Autonoma Soggiorno Turismo di Paestum. L’esposizione della consistenza presente sul territorio

di Capaccio è stata articolata con riferimento a:

a) le strutture alberghiere; b) campeggi e villaggi turistici;; c) la ricettività offerta da aziende agrituristiche,

bed and breakfast, appartamenti privati Residence, affittacamere.; d) abitazioni private per vacanza

a) Le strutture alberghiere

Tabella 7.2.2.a : Ricettività – La struttura alberghiera

CATEGORIA 2002 2007

ALBERGHI N° LETTI CAMERE BAGNI N° LETTI CAMERE BAGNI

5 stelle 1 152 52 52 2 284 97 97

4 stelle 10 1.019 503 503 10 998 494 494

3 stelle 24 1.135 550 548 24 1.066 523 521

2 stelle 3 74 38 38 2 60 31 31

1 stella 2 66 34 34 1 42 21 21

Tot. Alberghi 40 2.446 1.177 1.175 39 2.450 1.166 1.164

Posti letto Posti letto

Residenze turistico

alberghiere 3 stelle 1* 230 2 283

Totale 41 2.676 1.177 1.175 41 2.733 1.166 1.164

* al 2003 il complesso è a 2 stelle

Fonte: A.A.S.T. Paestum, 2002 – 2007

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Tabella 7.2.2.1: Elencazione delle strutture ricettive alberghiere (Fonte: Azienda S.T., 2007)

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b) Campeggi e villaggi turistici

Tabella 7.2.2. b : Ricettività – Campeggi e villaggi turistici

2002 2007

CATEGORIA

N.

Piazzole

Libere

Piazzole

Attrezzate

Ricettività

MAX

N.

Piazzole

Libere

Piazzole

Attrezzate

Ricettività

MAX

3 stelle 6 383 113 2.056 10 136 113 7.434

2 stelle 8 406 79 1.940 5 360 12 1.484

1 stella 12 869 217 4.198 11 801 165 3.718

Totale 26 1.658 409 8.194 26 1.297 290 12.636

Fonte: A.A.S.T. Paestum, 2002 – 2007

Tabella 7.2.2.2: Elencazione dei campeggi e villaggi turistici (Fonte: Azienda S.T., 2007)

c) la ricettività offerta da aziende agrituristiche, bed and breakfast, appartamenti privati residence, affittacamere.

Tabella 7.2.2c: Ricettività – Attrezzature varie

2002 2007

TIPOLO

GIA

dit

te

cam

ere

appartamenti

bungalows

p.

letto

ditt

e

came

re

appartamenti

bungalows

p.

letto

Fittacamere

e 6 5 77 20 425 12 6 87 20 226

Aziende

agri turistiche

8 36 0 0 68 9 41 0 0 80

Bed and

brekfast 1 1 0 0 2 7 4 20

Appartamenti

privati 16 n.d. 16 0 80 4 7 4 0 20

Totale 31 42 93 20 575 32 58 111 20 326

Fonte: A.A.S.T. Paestum, 2002 – 2007

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Tabella 7.2.2.3: Elencazione delle attrezzature varie (Fonte: Azienda S.T., 2007)

d) Le abitazioni private (case per vacanza)

Come riportato nel capoverso concernente il settore edilizio, al 2001 il Censimento ISTAT articola le

abitazioni rilevate in abitazioni occupate da residenti, ed altre abitazioni. Queste ultime sono risultate al 2001

pari a 3.656 unità.

Il Censimento ISTAT 1991 ha invece adottato la categoria delle abitazioni non occupate, che risultavano

pari a 4.416 unità. Venivano computate tra le non occupate anche le abitazioni per vacanza, che risultavano

al 1991 pari al 77,4% del totale delle abitazioni non occupate.

Si è pertanto ipotizzato che il 77,4% delle “altre abitazioni” di cui al Censimento 2001 sia utilizzato

come abitazione privata per vacanza. Con tale ipotesi si è stimato che al 2001 le abitazioni di questo tipo nel

territorio di Capaccio siano 2.829 (Cfr. Tab. 8.1) , per un numero di 15.134 stanze. Il dato è conforme a quello

fornito dall’A.A.S.T. che si assume come riferimento.

Ipotizzando una fruizione media di quattro persone per abitazione si desume una ricettività aggiuntiva

pari a 11.316 posti letto.

L’offerta complessiva di ricettività turistica al 2001

Riaggregando i numeri provenienti dalle diverse tipologie di offerta di ricettività presenti a Capaccio-

Paestum, è possibile indicare in 27.033 posti letto l’attuale offerta di ricettività, come viene illustrato nella

Tabella successiva.

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Come correlato alla illustrazione fin qui esposta risulta interessante aggiungere che, nel territorio di

Capaccio sono presenti 39 stabilimenti balneari distribuiti lungo i quasi 13 km di costa.

L’allegata immagine ne restituisce la localizzazione di massima.

Operano infine 85 esercizi per la ristorazione, taluni di rinomanza sovracomunale.

7.2.3 I flussi turistici

Tabella 7.2.3: Movimento turistico 2007

COMPLESSIVO 2007

Alberghiero Extra Alberghiero Totale

Arrivi Presenze

Media

giorni di

presenza/

turista

Turisti

presenti

media

giorn.

Arrivi Presenze

Media

giorni di

presenza/

turista

Turisti

presenti

media

giorn.

Arrivi

Presenze

Media

giorni di

presenza/

turista

Turisti

presenti

media

giorn.

Anno

2007 63.260 244.530 3,87 670 17.836 261.540 14,66 717 81.096 506.070 6,24 1.386

MESI

Gen. 903 2.056 2,28 66 2 14 7,00 0 905 2.070 2,29 67

Feb. 1.769 3.709 2,10 132 2 14 7,00 1 1.771 3.723 2,10 133

Marzo 4.185 7.575 1,81 244 0 0 – 0 4.185 7.575 1,81 244

Aprile 7.034 16.135 2,29 538 497 990 1,99 33 7.531 17.125 2,27 571

Maggio 7.547 22.817 3,02 736 847 3.373 3,98 109 8.394 26.190 3,12 845

Giu. 7.392 33.533 4,54 1118 2.594 16.924 6,52 564 9.986 50.457 5,05 1.682

Lug. 7.935 47.634 6,00 1537 6.086 94.542 15,53 3050 14.021 142.176 10,14 4.586

Ago. 8.972 57.994 6,46 1871 7.009 136.709 19,50 4410 15.981 194.703 12,18 6.281

Sett. 6.583 25.728 3,91 858 690 8.908 12,91 297 7.273 34.636 4,76 1.155

Ott. 5.525 14.741 2,67 476 8 13 1,63 0 5.533 14.754 2,67 476

Nov. 3.104 8.192 2,64 273 3 3 1,00 0 3.107 8.195 2,64 273

Dic. 2.311 4.443 1,92 143 98 50 0,51 2 2.409 4.493 1,87 145

Fonte:

7.2.3.1 I flussi turistici alberghieri

I dati ufficiali disaggregati per quanto concerne gli arrivi e le presenze, siano esse italiane che straniere

restituiscono lo stato delle attività alberghiere a Capaccio.

Tabella 7.2.2d: Stima della consistenza della offerta di ricettività complessiva al

2002 e 2007

2002 2007

N. Posti letto N. Posti letto

strutture alberghiere

41 2.676 41 2.733

villaggi e campeggi

26 8.194 26 12.636

varie 31 575 32 320

Totale 98 11.445 99 15.689

alloggi privati Stima su base 2001

case per vacanza 2.836 11.344 2.836 11.344

Totale 2.934 22.389 2.934 27.033

Fonte: A.A.S.T. Paestum, 2002 – 2007

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/144

Tabella 7.2.3.1: Movimento alberghiero 2001

MOVIMENTO ALBERGHIERO

ITALIANI STRANIERI

2001 2001

COMPLESSIVO

MESI

Arrivi Presenze

Media

Presenze

Arrivi Presenze

Media

presenze

Arrivi Presenze

Media

presenze

Gennaio 1.290 3.012 2,3 324 556 2,2 1.614 3.568 2,2

Febbraio 1.194 2.491 2,1 1.140 1.746 1,8 2.334 4.237 1,8

Marzo 3.588 10.302 2,9 2.266 3.267 2,3 5.854 13.569 2,3

Aprile 5.976 14.357 2,4 4.297 8.437 2,2 10.273 22.794 2,2

Maggio 5.256 13.487 2,6 3.160 7.780 2,5 8.416 21.267 2,5

Giugno 5.157 13.778 2,7 2.453 9.725 3,1 7.610 23.503 3,1

Luglio 4.252 24.100 5,7 1.640 8.822 5,6 5.892 32.922 5,6

Agosto 5.327 33.884 6,4 1.170 6.938 6,3 6.497 40.822 6,3

Settembre 3.776 11.973 3,2 2.337 8.057 3,3 6.113 20.030 3,3

Ottobre 2.977 6.711 2,3 1.879 4.506 2,3 4.856 11.217 2,3

Novembre 2.452 6.101 2,5 381 980 2,5 2.833 7.081 2,5

Dicembre 1.915 5.184 2,7 143 282 2,7 2.058 5466 2,7

Totale 43.160 145.380 3,4 21.190 61.096 3,2 64.350 206.476 3,2

Fonte: A.A.S.T. Paestum 2002

Tabella 7.2.3.1a: Movimento alberghiero 2007

ITALIANI STRANIERI

2007 2007

COMPLESSIVO 2007

Arrivi Presenze

Media

giorni di

presenza/

turist

a

Turisti

presenti

media

giorn.

Arrivi Presenze

Media

giorni di

presenza/

turist

a

Turisti

presenti

media

giorn.

Arrivi Presenze

Media

giorni di

presenza/

turist

a

Turisti

presenti

media

giorn.

Anno

2007 44.700 172.403 3,86 472 18.560 72.127 3,89 198 63.260 244.530 3,87 670

MESI

Gen. 758 1.668 2,20 54 145 388 2,68 13 903 2.056 2,28 66

Feb. 1.075 1.823 1,70 65 694 1.886 2,72 67 1.769 3.709 2,10 132

Marzo 2.799 5.300 1,89 171 1.386 2.275 1,64 73 4.185 7.575 1,81 244

Aprile 4.566 10.542 2,31 351 2.468 5.593 2,27 186 7.034 16.135 2,29 538

Maggio 4.462 13.024 2,92 420 3.085 9.793 3,17 316 7.547 22.817 3,02 736

Giu. 5.441 24.423 4,49 814 1.951 9.110 4,67 304 7.392 33.533 4,54 1.118

Lug. 6.045 34.720 5,74 1.120 1.890 12.914 6,83 417 7.935 47.634 6,00 1.537

Ago. 7.498 47.746 6,37 1.540 1.474 10.248 6,95 331 8.972 57.994 6,46 1.871

Sett. 3.941 14.243 3,61 475 2.642 11.485 4,35 383 6.583 25.728 3,91 858

Ott. 3.304 8.026 2,43 259 2.221 6.715 3,02 217 5.525 14.741 2,67 476

Nov. 2.608 6.649 2,55 222 496 1.543 3,11 51 3.104 8.192 2,64 273

Dic. 2.203 4.266 1,94 138 108 177 1,64 6 2.311 4.443 1,92 143

Fonte:

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/145

7.2.3.2 I flussi turistici extra alberghieri

I dati sul movimento extralberghiero mettono in luce l’utilizzo prettamente legato alla balneazione delle

strutture presenti sul territorio. Si riscontra infatti che nei mesi non estivi tali attrezzature risultano pressoché

inutilizzate, evidenziandosi uno dei principali traguardi da assumere nella programmazione dello sviluppo

del settore, da ravvisare nel prolungamento della stagione di fruizione delle attrezzature per la ricettività.

Tabella 7.2.3.2: Movimento campeggi 2007

ITALIANI STRANIERI

2007 2007

COMPLESSIVO 2007

Arrivi

Presenze

Media

giorni di

presenza/

turista

Turisti

presenti

media

giorn.

Arrivi

Presenze

Media

giorni di

presenza/

turista

Turisti

presenti

media

giorn.

Arrivi

Presenze

Media

giorni di

presenza/

turista

Turisti

presenti

media

giorn.

Anno

2007 14.357 229.363 15,98 628 3.479 32.177 9,25 88 17.836 261.540 14,66 717

MESI

Gen. 0 0 – 0 2 14 7,00 0 2 14 7,00 0

Feb. 2 14 7,00 1 0 0 – 0 2 14 7,00 1

Marzo 0 0 – 0 0 0 – 0 0 0 – 0

Aprile 366 716 1,96 24 131 274 2,09 9 497 990 1,99 33

Maggio 147 471 3,20 15 700 2.902 4,15 94 847 3.373 3,98 109

Giu. 1.761 9.673 5,49 322 833 7.251 8,70 242 2.594 16.924 6,52 564

Lug. 5.395 85.238 15,80 2.750 691 9.304 13,46 300 6.086 94.542 15,53 3.050

Ago. 6.336 128.225 20,24 4.136 673 8.484 12,61 274 7.009 136.709 19,50 4.410

Sett. 327 4.973 15,21 166 363 3.935 10,84 131 690 8.908 12,91 297

Ott. 3 3 1,00 0 5 10 2,00 0 8 13 1,63 0

Nov. 3 3 1,00 0 0 0 – 0 3 3 1,00 0

Dic. 17 47 2,76 2 81 3 0,04 0 98 50 0,51 2

Fonte:

7.2.3.3 I flussi turistici area archeologica

I visitatori del Complesso Archeologico sono risultati al 2002 (fino ad Ottobre, fonte A.S.T. Paestum)

449.900, di sui 10.800 paganti per accesso al museo, 106.500 non paganti per accesso al museo,

72.500 paganti per accesso all’area archeologica, 154.100 con accesso gratuito all’area archeologica,

106.000 biglietti cumulativi. Nel 2000 i visitatori complessivi sono risultati 428.000, e 305.700 nel 2001. Il

calo tra le due annualità va presumibilmente connesso alle conseguenze dovute agli atti di terrorismo del Settembre

2001sul movimento turistico. Si evince pertanto una sostanziale tendenza espansiva nella fruizione

del patrimonio archeologico. Su tali basi nello studio di fattibilità sul “Parco Archeologico di Paestum” redatto

nel 2001 si è assunto, previa attuazione delle scelte formulate dallo stesso, di portare il numero dei visitatori

ad 1.000.000 nell’anno 2008.

Tabella 7.2.3.3: Stima dei visitatori del Parco Archeologico

2000 2001 2002 2007

Paganti

museo 12.500 12.500 10.800 8.189

Gratuiti

museo 120.000 11.400 106.500 122.251

Paganti

scavi 54.000 66.000 72.500 66.617

Gratuiti

scavi 163.000 130.000 154.100 168.245

Cumulativi 78.500 85.800 106.000 73.327

Totale 428.000 305.700 449.900 438.629

Fonte: A.A.S.T. Paestum novembre 2002 – 2006

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/146

Tabella 7.2.3.3a: Visitatori del Parco Archeologico dal 2000 al 2002 (Fonte: Azienda S.T., 2003)

7.3 Il settore terziario

7.3.1 Il censimento dell’industria e dei servizi del 2001

Dal Censimento provvisorio del 2001 si evince che nel Comune di Capaccio sono localizzate 659 unita

locali operanti nel commercio (Tabella 6.1) con 1.245 addetti pari al 25,52% degli addetti totali.

Nel medesimo censimento sotto la voce “altri servizi” si registrano ulteriori 603 unità locali, per un

numero di addetti pari a 1.545 unità.

Tabella 7.3.1: Unità Locali e Addetti per settore di attività economica al 2001

UNITA’ LOCALI

IMPRESE

INDUSTRIA COMMERCIO ALTRI SERVIZI

ISTITUZIONI TOTALE

n° Imprese n° Addetti n° Imprese n° Addetti n° Imprese n° Addetti n° Imprese n° Addetti n° Imprese n° Addetti

268 784 545 1.016 612 1.332 103 767 1.528 3.899

Fonte: ISTAT Censimento 2001

7.3.2 Il censimento della popolazione del 1991

Al 1991 il settore terziario (commercio, trasporti, pubblica amministrazione, etc.) conta 2.913 attivi

assorbendo in questo modo una componente della popolazione attiva pari al 34,24%.

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Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/147

Tabella 7.3.2: Popolazione residente attiva nel settore terziario ai Censimenti

1991 e 2001

SETTORI 1991 2001

Commercio,riparazioni autoveicoli e beni di consumo 967 912

Alberghi e ristoranti 314 443

Trasporti magazzinaggio e comunicazioni 278 249

Intermediazione monetaria e finanziaria 61 85

Affari immobiliari, noleggio, informatica, ricerca e altro 191 263

Pubblica Amministrazione e difesa, assicurazione sociale

obbligatoria 400 467

Istruzione 323 374

Sanità e altri servizi sociali 182 211

Altri servizi pubblici sociali e personali 196 196

Servizi domestici presso famiglie e convivenze 1 14

Organizzazioni ed organismi extraterritoriali 1

Totale 2.913 3.215

Fonte: ISTAT Censimenti 1991 – 2001

7.3.3 Il commercio nel censimento dell’industria e dei servizi del 1991

Per quanto riguarda il commercio, secondo i dati del censimento del 1991 (Tabella 7.3.1), la componente

commercio all’ingrosso incide solo marginalmente ai fini dell’occupazione, mentre il ruolo prevalente

viene svolto dalle attività del commercio al minuto, sia in termini di unità locali che di addetti.

Tabella 7.3.3: Unità Locali ed Addetti nel settore commerciale dal 1961 al 2001

CENSIMENTI

1961 1971 SETTORI COMMERCIALI 1981 1991 2001

UL Addetti UL Addetti UL Addetti UL Addetti UL Addetti

COMMERCIO ALL’INGROSSO 4 5 8 11 46 119 59 157 122 249

INTERMEDIARI DEL COMMERCIO 0 0 0 0 2 3 5 6 33 40

COMMERCIO AL MINUTO E

AMBULANTI 26 33 199 254 376 640 380 621 327 552

PUBBLICI ESERCIZI ED ALBERGHI 35 81 70 143 124 430 162 424 191 565

RIPARAZIONE BENI CONSUMI E

VEICOLI 0 0 0 0 66 125 84 136 96 215

TOTALE 65 119 277 408 614 1.317 690 1.344 769 1.621

Fonte: ISTAT Censimenti 1961 – 1971 – 1981 – 1991 – 2001

Nota: la classificazione delle attività è cambiata tra i vari censimenti

Dalla correlazione tra i dati aggregati del 2001 con i dati aggregati del 1991, si evince la perdita nel

decennio di 53 unità locali per il commercio al dettaglio. Crescono notevolmente invece il commercio

all’ingrosso e gli intermediari del commercio così come le attività ricettive.

7.3.4 La pubblica amministrazione

7.3.4.1 Il censimento dell’industria e dei servizi del 2001

Dal Censimento provvisorio del 2001 si evince che nel comune di Capaccio sono localizzate 54 unita

locali delle istituzioni (Tabella 7.3.1) con 712 addetti pari al 15,2% degli addetti totali.

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Tabella 7.3.4: Imprese, Unità Locali e Addetti per sezione di attività economica nel settore terziario al

1991-2001

1991 2001

RAMI DI ATTIVITA’

Imprese

Addetti

Imprese

Unità

Locali

Addetti

U. L.

Imprese

Addetti

Imprese

Unità

Locali

Addetti

U. L.

G

COMMERCIO ALL’INGROSSO E

AL DETTAGLIO, RIPARAZIONE

DI AUTOVEICOLI, MOTOCICLI,

DI BENI PERSONALI E PER LA

CASA 530 998 555 994 513 1.026 545 1.016

H ALBERGHI E RISTORANTI 154 435 162 424 186 537 191 565

I

TRASPORTI, MAGAZZINAGGIO

E COMUNICAZIONI 21 56 30 135 41 123 50 169

J

INTERMEDIAZIONE

MONETARIA E FINANZIARIA 12 62 15 63 20 86 29 102

K

ATTIVITA’ IMMOBILIARI,

NOLEGGIO, INFORMATICA,

RICERCA, PROFESSIONALI ED

IMPRENDITORIALI 91 146 97 159 172 232 185 239

L

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

E DIFESA, ASSICURAZIONE

SOCIALE OBBLIGATORIA 0 214 7 241 0 1 5 93

M ISTRUZIONE 5 8 37 441 6 13 32 483

N

SANITA’ ED ALTRI SERVIZI

SOCIALI 39 71 42 69 50 86 62 139

O

ALTRI SERVIZI PUBBLICI,

SOCIALI E PERSONALI 85 122 97 245 95 105 160 272

TOTALE 937 2.112 1.042 2.771 1.083 2.209 1.259 3.078

Fonte: ISTAT Censimenti 1991 – 2001

Tabella 7.3.4.a: Unità Locali e Addetti per settore di attività economica al 2001

UNITA’ LOCALI

IMPRESE

INDUSTRIA COMMERCIO ALTRI SERVIZI

ISTITUZIONI TOTALE

n° Imprese n° Addetti n° Imprese n° Addetti n° Imprese n° Addetti n° Imprese n° Addetti n° Imprese n° Addetti

268 784 545 1.016 612 1.332 103 767 1.528 3.899

Fonte: ISTAT Censimento 2001

7.3.4.2 La pubblica amministrazione nel censimento della popolazione 1991-2001

Nel censimento della popolazione del 1991 risulta che 1.102 attivi della popolazione di Capaccio erano

addetti alle istituzioni, rispettivamente 400 nella pubblica amministrazione, 323 nell’istruzione, 182 nella

sanità, e 196 in altri servizi pubblici.

Tabella 7.3.4.1: Popolazione residente attiva in condizione professionale nelle istituzioni

della pubblica amministrazione ai censimenti 1991-2001

ATTIVITA’ 1991 2001

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E DIFESA, ASSICURAZIONE

SOCIALE OBBLIGATORIA 400 467

ISTRUZIONE 323 374

SANITA’ ED ALTRI SERVIZI SOCIALI 182 211

ALTRI SERVIZI PUBBLICI, SOCIALI E PERSONALI 196 196

SERVIZI DOMESTICI PRESSO FAMIGLIE E CONVIVENZE 1 14

ORGANISMI EXTRATERRITORIALI 0 1

TOTALE 1.102 1.263

Fonte: ISTAT Censimenti 1991 – 2001

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7.3,4,2 La pubblica amministrazione nel censimento dell’industria e dei servizi al 1991-2001.

Il censimento dell’industria e dei servizi al 1991 dà i dati concernenti gli addetti nella Pubblica

Amministrazione. Si evince il ruolo che assolvono le attività connesse all’Istruzione (ramo M), il quale fa

registrare un numero elevato di attivi (441 unità), l’impiego nella pubblica amministrazione (ramo L) conta

241 unità, e nel ramo O (altri servizi pubblici) si contano ulteriori 245 addetti .

Tabella 7.3.4.2: Imprese, Unità Locali e Addetti nella pubblica amministrazione al 1991-2001

1991 2001

RAMI DI ATTIVITA’

Imprese

Addetti

Imprese

Unità

Locali

Addetti

U. L.

Imprese

Addetti

Imprese

Unità

Locali

Addetti

U. L.

L

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E

DIFESA, ASSICURAZIONE SOCIALE

OBBLIGATORIA 3 214 7 241 0 1 5 93

M ISTRUZIONE 5 8 37 441 6 13 32 483

N SANITA’ ED ALTRI SERVIZI SOCIALI 39 71 42 69 50 86 62 139

O

ALTRI SERVIZI PUBBLICI, SOCIALI

E PERSONALI 85 122 97 245 95 105 160 272

TOTALE 132 415 183 996 151 205 259 987

Fonte: ISTAT Censimenti 1991 – 2001

7.4 Il settore industriale

7.4.1. Addetti ed unità locali nel censimento 2001

Dal dato provvisorio del censimento ISTAT del 2001 dell’industria e dei servizi (Tabella 7.3.4a) risultano

presenti nel settore industriale del comune di Capaccio 784 addetti e 268 unità locali operanti nel settore

industriale.

7.4.2. La popolazione attiva nel settore industriale nel 1991

Al Censimento ISTAT del 1991, gli attivi nel settore industriale sono risultati pari al 8,55% (Tabella

5.1.1) della popolazione attiva (689 abitanti), percentuale che è risultata minore di quella degli attivi nel settore

agricolo (diminuendo il peso rispetto a quanto registrato al Censimento 1981).

Confrontando i dati complessivi relativi agli ultimi trenta anni, si rileva come tale settore ha visto

diminuire il proprio ruolo, a favore dell’occupazione nel settore terziario, i giovani dai 20 ai 29 impiegati nel

settore industriale risultano essere pari a 498 di cui 394 maschi e 104 femmine.

Anche in questo settore i lavoratori in proprio sono prevalenti con 325 unità(1991).

7.4.3. Addetti ed unità locali nel tempo.

L’ analisi svolta in questo e nei successivi paragrafi si basa sui dati delle attività extra-agricole riferiti

ai Censimenti del 1961, 1971,1981e 1991e 1996. In particolare, le unità di rilevazione dell’industria e del

terziario sono state:

a) l’impresa: un ente giuridico-economico organizzato per la produzione o la vendita di beni, o la prestazione

di servizi, facente capo a un imprenditore;

b) l’unità locale: l’impianto (o corpo di impianti) situato in un dato luogo e variamente denominato (stabilimento,

bottega, negozio, etc.) in cui viene effettuata la produzione o la distribuzione di beni o la prestazione

di servizi .

Poichè l’ISTAT classifica le attività economiche in i rami, per ognuno dei quali fornisce i dati relativi

alle imprese, alle unità locali, ed agli addetti, è possibile fare riferimento alla tabella generale delle attività

con i dati del censimento del 1991 uguale nelle categorie al censimento intermedio effettuato nel 1996.

Dall’esame dei dati concernenti i diversi tipi di industria (Tabella 7.4.2), si può notare un incremento,

nel tempo, delle industrie manifatturiere, che costituiscono la prevalenza delle unità locali e degli addetti operanti

a Capaccio. In particolare, facendo riferimento ai rami della classificazione ISTAT 1996 (vedi Tabella

20) il ramo D (alimentari di base, tessili, pelli cuoio, abbigliamento, legno, mobilio, altri) risulta molto

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sviluppato, con 134 imprese, 149 unità locali e 466 addetti, secondo solo al commercio ed all’alberghiero.

Spingendo l’analisi a livello di sottorami o classi, la classe DA (alimentari di base) fa registrare una

notevole incidenza, insieme al settore DJ ( metalli) ed al settore DI (minerali non metalliferi) .

Tabella 7.4.2: Unità Locali ed Addetti nel settore industriale dal 1961 al 2001

CENSIMENTI

1961 1971 SETTORI INDUSTRIALI 1981 1991 2001

UL Addetti UL Addetti UL Addetti UL Addetti UL Addetti

INDUSTRIE PER L’AGRICOLTURA 5 17 2 6 4 15 1 6 8 33

INDUSTRIE ESTRATTIVE 0 0 1 1 9 68 2 6 4 9

INDUSTRIE MANIFATTURIERE 75 170 69 229 17 79 118 441 127 393

COSTRUZIONI, ISTALLAZIONI, IMPIANTI 5 47 2 11 36 184 92 273 137 382

ENERGIA ELETTRICA, GAS, ACQUA 5 108 3 92 2 72 1 6 1 37

TOTALE 90 342 77 339 68 418 214 732 277 854

Fonte: ISTAT Censimenti 1961 – 1971 – 1981 – 1991 – 2001

Tabella 7.4.3: Imprese, Unità Locali ed Addetti per sezione di attività economica al 1991-2001

1991 2001

RAMI DI ATTIVITA’

Imprese

Addetti

Imprese

Unità

Locali

Addetti

U. L.

Imprese

Addetti

Imprese

Unità

Locali

Addetti

U. L.

A

AGRICOLTURA, CACCIA,

SILVICOLTURA 1 6 1 6 8 33 8 33

B

PESCA, PISCICOLTURA E

SERVIZI ANNESSI 0 0 0 0 0 0 0 0

C ESTRAZIONE DI MINERALI 2 6 2 6 4 11 4 9

CA Estrazione di minerali energetici 0 0 0 0 0 0 0 0

CB Estrazione di minerali non energetici 2 6 2 6 4 11 4 9

D ATTIVITA’ MANIFATTURIERA 112 441 118 441 116 376 127 393

DA

Industrie alimentari delle bevande e

del tabacco 25 197 27 195 31 126 37 148

DB Industrie tessili e dell’abbigliamento 18 40 19 39 9 18 9 18

DC

Industrie conciarie, fabbricazione di

prodotti in cuoio, pelle e similari 1 2 1 2 1 1 1 1

DD

Industrie del legno e dei prodotti in

legno 16 59 17 60 16 35 16 35

DE

Fabbricazione della pasta carta, carta,

prodotti in carta, stampa ed editoria 4 6 4 6 6 8 6 8

DF

Fabbricazione di coke, raffinerie di

petrolio, trattamento dei combustibili

nucleari 0 0 0 0 0 0 0 0

DG

Fabbricazione di prodotti chimici e di

fibre sintetiche e artificiali 1 3 1 3 1 2 1 2

DH

Fabbricazione di articoli in gomma e

materie plastiche 0 0 0 0 0 0 0 0

DI

Fabbricazione di prodotti della lavorazione

di minerali non metalliferi 12 61 12 61 11 55 13 51

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Tabella 7.4.4: Unità Locali ed Addetti nei settori extra agricoli dal 1961 al 2001

CENSIMENTI

1961 1971 SETTORI 1981 1991 2001

UL Addetti UL Addetti UL Addetti UL Addetti UL Addetti

AGRICOLTURA 5 17 2 6 4 15 1 6 8 33

INDUSTRIA 90 342 77 339 68 418 214 732 128 430

COMMERCIO 65 119 277 408 673 1.317 737 1.344 545 1.016

TERZIARIO 43 104 50 124 181 773 325 1.353 714 2.062

TOTALE 203 582 406 877 926 2.523 1.277 3.435 1.395 3.541

Fonte ISTAT Censimenti 1961 – 1971 – 1981 – 1991 – 2001

DJ

Produzione di metallo e fabbricazione

di prodotti in metallo 25 58 25 57 23 76 24 76

DK

Fabbricazione di macchine ed apparecchi

meccanici, compreso istallazione,

montaggio, manutenzione e riparazione

3 7 3 5 6 33 7 31

DL

Fabbricazione di macchine elettriche e

di apparecchiature elettriche ed ottiche 5 6 7 11 5 6 6 7

DM Fabbricazione di mezzi di trasporto 1 1 1 1 1 2 1 2

DN Altre industrie manifatturiere 1 1 1 1 6 14 6 14

E

PRODUZIONE ENERGIA

ELETTRICA, ACQUA E GAS 0 0 1 6 0 0 1 37

F COSTRUZIONI 87 270 92 273 136 383 137 382

G

COMMERCIO ALL’INGROSSO ED

AL DETTAGLIO, RIPARAZIONE

DI AUTOVEICOLI, MOTOCICLI,

DI BENI PERSONALI E PER LA

CASA 530 998 555 994 513 1.026 545 1.016

H ALBERGHI E RISTORANTI 154 435 162 424 186 537 191 565

I

TRASPORTI, MAGAZZINAGGIO E

COMUNICAZIONI 21 56 30 135 41 123 50 169

J

INTERMEDIAZIONE MONETARIA

E FINANZIARIA 12 62 15 63 20 86 29 102

K

ATTIVITA’ IMMOBILIARI,

NOLEGGIO, INFORMATICA,

RICERCA, PROFESSIONALI ED

IMPRENDITORIALI 91 146 97 159 172 232 185 239

L

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E

DIFESA, ASSICURAZIONE

SOCIALE OBBLIGATORIA 3 214 7 241 0 0 5 93

M ISTRUZIONE 5 8 37 441 6 13 32 483

N

SANITA’ ED ALTRI SERVIZI

SOCIALI 39 71 42 69 50 86 62 139

O

ALTRI SERVIZI PUBBLICI,

SOCIALI E PERSONALI 75 122 97 245 95 150 160 272

TOTALE 1.132 2.835 1.256 3.503 1.347 3.056 1.536 3.932

TOTALE (D+E) Industria in senso stretto 112 441 119 447 116 376 128 430

TOTALE (G+H+I+J+K+L+M+N+O) Servizi

930 2.112 1.042 2.771 1.083 2.253 1.259 3.078

Fonte: ISTAT Censimenti 1991 – 2001

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Tabella 7.4.5: Le dinamiche recenti dei settori di attività escluse le istituzioni

CENSIMENTI RILEVAZIONI

SETTORI 1991 2001 2005

UL Addetti Add/UL UL Addetti Add/UL UL Addetti Add/UL

INDUSTRIA IN SENSO STRETTO 119 447 3,76 128 430 3,36 143 370 2,59

COSTRUZIONI 92 273 2,97 137 382 2,79 207 520 2,51

COMMERCIO 555 994 1,79 545 1.016 1,86 609 1.138 1,87

ALBERGHI E RISTORANTI 162 424 2,62 191 565 2,96 247 805 3,26

ALTRI SERVIZI 268 555 2,07 421 767 1,82 483 917 1,90

TOTALE 1.196 2.693 2,25 1.422 3.160 2,22 1.689 3.750 2,22

Fonte ISTAT Censimenti 1991 – 2001; Rilevazioni 2005

8 I SETTORI SPECIALIZZATI

8.1 La consistenza del patrimonio abitativo al 2001

Il censimento ISTAT 2001 quantifica nel comune di Capaccio un totale di 10.842 abitazioni, di cui

7.164 (66,1%) occupate da residenti, mentre 3.656 (33,7%) vengono classificate come vuote, intendendosi

come tali anche le abitazioni per vacanza.

Dai dati censuari concernenti le abitazioni si deduce che il rapporto famiglie/abitazioni occupate, riferite

al totale delle famiglie, è pari all’unità, con 7.172 famiglie che utilizzano 7.164 abitazioni.

8.1.1 Gli edifici ad uso abitativo nelle Località geografiche al 2001

Per le località geografiche non sono disponibili i dati del Censimento 2001 sulle abitazioni; mentre

sono disponibili, da fonte comunale, i dati sugli edifici destinati ad uso abitativo.

Nella Tabella 8.1.1 sono esposti tali valori, correlando il numero delle famiglie e il numero degli abitanti

al numero degli edifici localizzati per le diverse località .

Tabella 8.1: Abitazioni occupate ed abitazioni vuote nel

Comune di Capaccio al 2001

Abitazioni

Occupate da residenti

Abitazioni vuote TOTALE

7.164 3.656 10.820

Fonte: ISTAT Censimento 2001

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Tabella 8.1.1: Abitanti e famiglie nelle località geografiche al 2001; edifici per abitazione nelle località geografiche

al 2001; abitanti – edifici e famiglie – edifici nelle località geografiche al 2001

LOCALITA’ ABITAN

TI

FAMIGLI

E

TIP

OL

ED per

ABIT

AB/ED FAM/

ED

Licinella – Torre di Paestum 2.348 924 CA 1.140 2,06 0,81

Case sparse 4.479 1.479 Cs 1.052 4,26 1,41

Laura 1.288 520 NA 1.017 1,27 0,51

Capaccio Capoluogo 1.864 715 CA 416 4,48 1,72

Capaccio Scalo 4.107 1.382 CA 346 11,87 3,99

Rettifilo – Vannullo 1.267 425 CA 263 4,82 1,62

Santa Venere 678 251 CA 214 3,17 1,17

Cafasso – Borgonuovo 801 266 CA 161 4,98 1,65

Vuccolo di Maiorano 536 191 CA 114 4,70 1,68

Ponte Barizzo 475 170 NA 74 6,42 2,30

Gromola 411 145 CA 69 5,96 2,10

Pietrale – Capo di Fiume 209 81 CA 65 3,22 1,25

Sabatella 320 117 CA 57 5,61 2,05

Paestum 150 64 CA 54 2,78 1,19

Foce de Sele 76 32 CA 37 2,05 0,86

C. Procuzzi 91 29 NA 22 4,14 1,32

Residenza – Dorica 51 20 NA 21 2,43 0,95

Villaggio Merola 0 0 NA 19 0,00 0,00

Vasca di Colmata 57 18 NA 17 3,35 1,06

Olmopanno (0 1 2 ) 108 38 CA 14 7,71 2,71

Spinazzo 74 24 CA 14 5,29 1,71

Crispi 31 10 NA 13 2,38 0,77

Pila 42 16 NA 12 3,50 1,33

Gueglia 75 27 CA 12 6,25 2,25

Barizzo di Sopra 24 8 Cs 12 2,00 0,67

Andreoli 25 9 Cs 11 2,27 0,82

Podere San Donato 50 21 NA 10 5,00 2,10

Isola 49 15 NA 10 4,90 1,50

Campitiello 48 15 NA 10 4,80 1,50

Seude Grattacaso 17 6 Cs 10 1,70 0,60

Fuscillo 53 18 NA 9 5,89 2,00

Stregara 34 11 NA 9 3,78 1,22

Pisciolo 27 11 NA 9 3,00 1,22

Scigliati 32 14 Cs 9 3,56 1,56

Parula 28 7 Cs 8 3,50 0,88

Trentalone 38 12 NA 7 5,43 1,71

Ciorlitto 32 11 NA 7 4,57 1,57

Podere San Rocco 27 9 NA 7 3,86 1,29

Allevatori di Castori 30 10 Cs 7 4,29 1,43

Voltata del Forno 33 11 NA 6 5,50 1,83

Seliano 18 6 Cs 6 3,00 1,00

Sorvella 20 8 NA 5 4,00 1,60

Podere San Berardino 25 8 Cs 5 5,00 1,60

Getsemani 23 6 Cs 5 4,60 1,20

Santa Caterina 23 8 Cs 4 5,75 2,00

Gaiarda 21 8 Cs 2 10,50 4,00

Totale Centri abitati 14.604 5.307 CA 1.284 11,37 4,13

Totale Nuclei abitati 1.132 390 NA 2.976 0,38 0,13

Case Sparse 4.479 1.479 Cs 1.131 3,96 1,31

TOTALE 20.215 7.176 5.391 3,75 1,33

Fonte: Stima su registrazioni comunali

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8.2 Il settore edilizio nella dinamica storica

8.2.1 Il patrimonio abitativo nei precedenti Censimenti

Onde acquisire comprensione delle caratteristiche del settore, al mancare di informazioni disaggregate

al 2001 di fonte ISTAT, è sembrato opportuno esplorarne le caratteristiche sulla base

delle informazioni di cui ai precedenti censimenti.

8.2.2 Il patrimonio abitativo per epoca di costruzione

Anche se la Tabella 8.2.1 è riferita solo alle abitazioni occupate, si evince che nel periodo storico che

va dal 1961 al 1981 il comune di Capaccio è stato interessato da una intensa attività edilizia.

Tabella 8.2.1: Il patrimonio abitativo dal 1971 al 2001

1971 1981 1991 2001

ABITAZIONI 3.428 8.225 10.577 10.842

STANZE 11.287 18.020 25.848 42.630

FAMIGLIE 3.202 4.553 6.176 7.172

TOTALE 17.917 30.798 42.601 60.644

Fonte ISTAT Censimenti 1971 – 1981 – 1991 – 2001

Tabella 8.2.2: Edifici ad uso abitativo per epoca di costruzione

1991 2001

EDIFICI STANZE EDIFICI STANZE ABITAZIONI

EPOCA DI

COSTRUZIONE

Val ass % Val ass % Val ass % Val ass % Val ass %

Prima del 1919 474 7,69 1.794 7,01 233 4,31 1.697 3,98 452 4,17

1919 – 1945 278 4,51 1.085 4,24 162 3,00 1.177 2,76 296 2,73

1946 – 1960 1.735 28,16 7.094 27,73 822 15,20 6.161 14,45 1.562 14,41

1961 – 1971 1.400 22,72 5.633 22,02 1.022 18,89 8.616 20,21 2.264 20,88

1972 – 1981 1.568 25,45 6.812 26,63 1.475 27,27 12.105 28,40 3.058 28,21

1982 – 1991 706 11,46 3.166 12,37 1.034 19,12 7.737 18,15 1.914 17,65

Dopo il 1991 – – – 0,00 661 12,22 5.137 12,05 1.296 11,95

TOTALE 6.161 100,00 25.584 100,00 5.409 100,00 42.630 100,00 10.842 100,00

Fonte ISTAT Censimenti 1991 – 2001

8.2.3 Abitazioni occupate e non occupate al 2001

Tabella 8.2.3: Abitazioni occupate e non dal 1971 al 2001, indice di utilizzazione famiglie per abitazioni occupate

ABITAZIONI OCCUPATE ABITAZIONI NON

OCCUPATE

TOTALE

1971 1981 1991 2001 1971 1981 1991 2001 1971 1981 1991 2001

Abitazioni 3.137 4.217 6.161 7.164 291 4.008 4.416 3.656 3.428 8.225 10.577 10.820

Stanze 11.287 18.020 25.584 29.065 1.345 15.719 16.826 13.565 12.632 33.739 42.410 42.630

Famiglie 3.202 4.553 6.176 7.172 – – – – 3.202 4.553 6.176 7.172

Indice

Fam./Abitaz.

Occ. 1,02 1,08 1,00 1,00 0,93 0,55 0,58 0,66

Fonte ISTAT Censimenti 1971 – 1981 – 1991 – 2001

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Al 1991, il patrimonio abitativo di Capaccio presentava le seguenti caratteristiche:

– il numero di abitazioni occupate risultava pari al 58,25% del totale delle abitazioni (10.577).

– le stanze occupate risultavano 25.584, pari al 60,33% delle stanze totali (42.410)

– l’indice di utilizzazione delle abitazioni conseguente dal rapporto tra il numero delle famiglie ed il numero

delle abitazioni occupate risultava pari all’unità.

– l’affollamento (rapporto tra la popolazione residente, pari a 18.503 abitanti, ed i vani occupati) risultava

pari a 0,72 ab/vano.

8.2.4 Articolazione della struttura delle abitazioni al 2001

Nella Tabella 8.2.4 si riporta la consistenza delle abitazioni occupate in ordine al numero di stanze,

quale risultava al 1991, e quale è risultato al Censimento del 2001.

Il dato viene relazionato al numero di famiglie e di occupanti.

Si evidenzia la prevalenza delle abitazioni di 4 stanze cui corrisponde la collocazione di una quota prevalente

di componenti.

L’indice di affollamento ab/vano per le abitazioni di 1, 2, 3, 4 stanze supera il dato medio comunale.

Tabella 8.2.4: Abitazioni occupate per numero di stanze al 1991 e 2001

1991 2001

OCCUPANTI OCCUPANTI

ABITAZIONI

Famiglie Componenti

ABITAZIONI

Famiglie Componenti

ABITAZIONI

OCCUPATE

CON

val ass %

val

ass

% val ass %

Media

Comp/

Fam

val ass %

val

ass

% val ass %

Media

Comp/

Fam

1 stanza 130 2,11 130 2,10 164 0,89 1,26 52 0,73 52 0,73 78 0,39 1,50

2 stanze 508 8,25 511 8,27 940 5,09 1,84 528 7,37 528 7,36 1.028 5,09 1,95

3 stanze 1.375 22,32 1.376 22,28 3.435 18,61 2,50 1.750 24,43 1.753 24,44 4.286 21,23 2,44

4 stanze 2.148 34,86 2.151 34,83 6.849 37,10 3,18 2.753 38,43 2.756 38,43 7.943 39,34 2,88

5 stanze 1.312 21,30 1.315 21,29 4.595 24,89 3,49 1.397 19,50 1.399 19,51 4.564 22,60 3,26

6 o più stanze 688 11,17 693 11,22 2.479 13,43 3,58 684 9,55 684 9,54 2.294 11,36 3,35

TOTALE 6.161 100,00 6.176 100,00 18.462 100,00 2,99 7.164 100,00 7.172 100,00 20.193 100,00 2,82

Fonte ISTAT Censimenti 1991 – 2001

8.2.5 Abitazioni non occupate al 1991

Si evince che il 77,4% delle abitazioni non occupate veniva utilizzato per vacanze, il 13,68 non risultava

utilizzato e, inoltre, il 75,6% non risultava disponibile né per la vendita né per il fitto. Per quanto riguarda

la dotazione di servizi il 66% delle abitazioni non disponeva di riscaldamento, mentre gli altri servizi risultano

complessivamente presenti.

8.2.6 Le caratteristiche qualitative del patrimonio abitativo

Per quanto riguarda la dotazione di servizi la Tabella 8.2.6 allegata mostra che al 1991 il 57,8 % delle

abitazioni occupate non risultava allacciato alla rete fognaria, e solo il 31,2 è dotato di impianto fisso per il

riscaldamento. Al 2001 il 95,71% ha impianto fisso di riscaldamento.

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Tabella 8.2.6: Abitazioni occupate per servizio installato al 1991 e

2001

SERVIZI 1991

ABITAZIONI

2001

ABITAZIONI

GABINETTO nell’abitazione 6.026 7.158

– di cui collegato a rete fognaria 2.572

GABINETTO fuori dell’abitazione 62

– di cui collegato a rete fognaria 14

BAGNO 5.971

ACQUA POTABILE 7.160

– di acquedotto nell’abitazione 6.029 7.140

– di acquedotto fuori dell’abitazione 61 11

– di pozzo o cisterna 50 19

RISCALDAMENTO 6.857

– impianto fisso centralizzato 572 342

– impianto fisso autonomo 1.350 2.825

– apparecchi fissi che riscaldano 5.150 7.227

ACQUA CALDA 5.840 6.071

Fonte: ISTAT Censimenti 1991 – 2001

8.2.7 Il titolo di godimento delle abitazioni occupate al 2001

Rispetto al titolo di godimento delle abitazioni occupate, dalla tabella 8.2.7 si evince che al 1991 il

95% risultava di proprietà di persona fisica, e del complessivo patrimonio abitativo occupato il 30% era concesso

in fitto.

Tabella 8.2.7: Abitazioni occupate per forma giuridica di conduzione al 1991

ABITAZIONI OCCUPATE PER FIGURA GIURIDICA DEL PROPRIETARIO E TITOLO DI GODIMENTO

ABITAZIONI STANZE

val ass % di cui in fitto val ass % di cui in fitto

Persona fisica 5.881 95,46 1.655 28,14 24.467 95,63 5.941 24,28

Imprese 28 0,45 12 42,86 93 0,36 39 41,94

Cooperative 7 0,11 3 42,86 27 0,11 11 40,74

Stato, Reg., Prov., Com., IACP 166 2,69 130 78,31 681 2,66 546 80,18

Enti Previdenziali 6 0,10 3 50,00 44 0,17 6 13,64

Altro proprietario 73 1,18 50 68,49 272 1,06 179 65,81

TOTALE 6.161 100,00 1.853 30,08 25.584 100,00 6.722 26,27

Fonte: ISTAT Censimento 1991

Tabella 8.2.7a: Abitazioni occupate da residenti, stanze e occupanti per titolo di godimento

Proprietà Affitto Altro Titolo TOTALE

Abitazioni 5.136 924 1.104 7.164

Stanze 21.612 3.309 29.065

Occupanti 14.643 2.516 20.193

Fonte:

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8.3 Il patrimonio edilizio al 2008, aggiornamenti comunali sulla base dei titoli abitativi concessi

8.3.1 Il patrimonio edilizio, di programmata e prevista realizzazione.

Al 2008 l’amministrazione comunale (UTC) ha fornito i dati derivanti dalla ricognizione delle attività

edilizie in fase di realizzazione (permessi a costruire rilasciati) o programmate nelle lottizzazioni, le informazioni

di fonte comunale sono stati utilizzati per l’aggiornamento dei dati ISTAT 2001.

Si è pervenuti pertanto alla stima della consistenza del patrimonio edilizio destinato alla residenza,

come riportato nella tabella 8.3.1..

Tabella 8.3.1: Il patrimonio edilizio in fase di realizzazione (concessioni rilasciate), ovvero programmate nel comune di Capaccio

aggiornate a giugno 2008 dall’U.T.C.

Lottizzazioni

NOME lottizzazione

ZO

NA

PR

G

St

mq

Lottizzazioni

mq

Sf

mq

VOLUM

E RES

mc

ABIT

ANTI

n.

PARCHE

GGI

mq

VERDE

PUBBLIC

O

mq

Altri

Volumi

mc

N piani

Capaccio

Scalo (Alfano)

C2

G3

32.357 27.016 22.341 40.211 502 1.270 2.415 27

(Palestra)

5

(4+1)

Realizzato

Capaccio

Scalo (Topo)

C2 6.755 6.755 5.794 10.425 131 331 630 0 5

(4+1)

Realizzato

I.A.C.P. B1 32.100 25.080 17.300 17.280 216 540 3.880 4.480

Commercio

1.320

mq

3

(2+1)

Da realizzare

– completare

Pianeta

Paestum

(Centro

sportivo)

F4 181.915 0 0 10.226 127 29.709 0 3.921

(attr.

Sport)

Da realizzare

– completare

Capaccio

Capoluogo

C1 0 0 10.470 0 140 355 675 0 3

(2+1)

Da realizzare

– completare

Zona H

mista

H

mist

a

13.611 0 149 12.230 153 3.180 +

3.970 interrati

1206 8.111 4

(3+1);

3

(2+1)

Da realizzare

– completare

C Scalo Santomauro

D1.

2

B4

24.870 671 19 670 +

120 arredo

stradale

414 1.074 3

(2+1)

Da realizzare

– completare

Totale lottizzazioni

291.608 58.851 56.054 97.362 1.288 40.145 9.545 18.933

Ambito Permessi a costruire

NOME lottizzazione

ZO

NA

PR

G

St

mq

Lottizzazioni

mq

Sf

mq

VOLUM

E RES

mc

ABIT

ANTI

n.

PARCHE

GGI

mq

VERDE

PUBBLIC

O

mq

Altri

Volumi

mc

N piani

Urbano vari

e

47.687 7.978 attrezzezzature

collettive

20.391 volumi non residenziali

Agricolo E 49.675

Residenza

rurale

Totale residenze

310.173 58.851 56.054 188.405

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/158

Dai dati si evince che tra nuove realizzazioni e previsioni in corso di realizzazione sono da considerare,

per le funzioni abitative, 189.019 mc. di volumi residenziali totali in territorio urbano ed agricolo. Di questi

sono derivanti da lottizzazioni 97.362 mc su 56.054 mq di superficie fondiaria; tali volumi utilizzano una

superficie complessiva di 688.467, capaci di recepire 1.288 abitanti.

I dati sulla residenza, attribuendo una cubatura media ad alloggio di 210 mc. consente di calcolare il

numero delle unità abitative realizzate nel settennio trascorso.

Posta una produzione di cubatura residenziale pari a 189.019 mc le abitazioni costruite tra il 2001 ed il

2008 da considerare sono 900. In totale le abitazioni al 2008 sono 8.064.

Per quanto riguarda le attività edilizie destinate ad altri usi la ricognizione effettuata dal Comune restituisce

un quadro secondo cui sono da considerare 189.019 mc per usi ricettivi e 44.478 mc per la produzione

artigianale che impegnano complessivamente 378.294 mq di superficie complessiva.

9 LA CONSISTENZA DEGLI SPAZI PUBBLICI

Parallelamente alla descrittiva della consistenza del patrimonio edilizio esistente, si è approfondita la

consistenza dello spazio pubblico, che motivatamente integra dello spazio privato. La rilevazione è stata svolta

dall’Ufficio Tecnico Comunale.

Tabella 9: La consistenza dello spazio pubblico nella rilevazione

comunale al 2008

Dotazione

rilevata

2008

SPAZI PUBBLICI ESISTENTI

STANDARD

NORMATIVI

Mq/Ab Mq.

INTERESSE COLLETTIVO 2,5 59.166

PER L’ISTRUZIONE 5 66.414

PARCHEGGI 2,5 95.292

VERDE 36.595

SPORT 18 44.159

Articolo

3 D.M.

1444 del

2 aprile

1968

L.R. n.

16 del

2004 TOTALE (Art. 3) 28 301.626

PER L’ISTRUZIONE SUPERIORE 1,5 5.400

SANITA’ 1 6.713

PARCHI PUBBLICI URBANI E

TERRITORIALI 15 0

MACELLO – 6.177

DEPURATORE – 32.160

CIMITERO – 13.394

MERCATO ORTOFRUTTICOLO 25.535

Articolo

4 D.M.

1444 del

2 aprile

1968 TOTALE (Art. 4) 17,5 89.379

Totale Standard DM 1444/68 45,5 391.005

Popolazione 21.688

E’ da ricordare che in base alla Legge Regionale Urbanistica n. 14/1982 occorrerebbe assicurare a ciascun

abitante insediato la dotazione di mq. 28,00 di spazi pubblici attrezzati. Lo spazio pubblico, in ordine

alla consistenza, alla quantità, ed alla qualità, restituisce il gradiente di socializzazione del territorio.

La rilevazione comunale ha restituito i valori esposti nella Tabella 9, dove si evince che nel territorio

di Capaccio, nell’anno 2008, poco più di 39 ettari sono destinati a spazi pubblici. Lo standard unitario ad abitante

è di circa mq. 18,00.

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prof. F. Forte, Comune di Capaccio – Paestum (Sa),

Relazione Programmatica per la formazione del Puc, Parte Prima, rielaborazione Gennaio 2010……………….Cap. I°/159

Il fabbisogno teorico si quantizza in circa 98,6 ettari sulla base della popolazione residente riscontrata

al 2008 (21.688 abitanti), ed uno standard obbligatorio per abitante pari a 28 mq per spazi integranti la residenza

e mq. 17,5 mq. per attrezzature di interesse generale. La modesta dotazione di spazi pubblici ad abitante

va altresì correlata all’intenso uso turistico del territorio comunale, la cui domanda di spazi pubblici è impropriamente

inglobata nello standard di mq. 28,00 ad abitante.

E’ da ricordare che nella Regione Campania la legge regionale n. 35/1987, avente ad oggetto il Piano

Urbanistico Territoriale della Penisola Sorrentino Amalfitana, ha calibrato lo spazio pubblico ad abitante obbligatorio

in mq. 27,00; nonché ha prescritto spazi pubblici per l’utenza turistica, nella misura di 0,80 mq. di

suolo per mq. di solaio delle strutture ricettive, ivi comprese le abitazioni per vacanza.

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