Bozza automatica

L’Urbanistica spiegata a Tutti.

Con esposizione non tecnica. Passo, passo.

 

PDC in deroga – Permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici.

Da alcuni anni, a Capaccio Paestum, si parla spesso del PDC (Permesso di Costruire) in deroga agli strumenti urbanistici come strumento per poter realizzare qualsiasi opera edilizia di interesse pubblico.

Nel giugno 2018 il PDC in deroga è stato introdotto nel nuovo RUEC (regolamento urbanistico edilizio comunale), e ultimamente se ne parla anche nei comizi elettorali.

 

Ogni comune è tenuto a dotarsi di strumenti urbanistici per il governo del territorio, e per regolamentarne l’attività edilizia (PRG piano regolatore generale / PUC piano urbanistico comunale, REGOLAMENTO EDILIZIO, …).

Gli strumenti urbanistici, in via generale, devono essere rispettosi della Costituzione, del Codice Civile, delle leggi nazionali, e delle leggi regionali.

Alcune norme particolari consentono, per le opere pubbliche, di derogare agli strumenti urbanistici, ovvero di non attenersi alla lettera ad alcune prescrizioni tecniche di attuazione, e ovviare ad alcuni aspetti dettati dai regolamenti edilizi.

  1. LA  STORIA

 

  1. La legge 21 dicembre 1955, n. 1357, con l’ art. 3 introduceva il concetto di deroga alle norme di regolamento edilizio e di attuazione dei piani regolatori subordinando il preventivo nulla osta alla approvazione della Sezione urbanistica regionale, nonché della Sovraintendenza ai monumenti, mentre per alcuni comuni la deroga era ancora più complessa in quanto il nulla osta era accordato dal Ministero dei lavori pubblici, su rapporti della Sezione urbanistica e della Sovraintendenza predetti, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici.

 

(Art. 3. Il rilascio di licenza edilizia in applicazione di disposizioni le quali consentono ai Comuni di derogare alle norme di regolamento edilizio e di attuazione dei piani regolatori, è subordinato al preventivo nulla osta della Sezione urbanistica regionale, nonché della Sovraintendenza ai monumenti. Per i Comuni compresi negli elenchi di cui all’art. 8 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, il nulla osta è accordato dal Ministero dei lavori pubblici, su rapporti della Sezione urbanistica e della Sovraintendenza predetti, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici. Gli organi statali, dei quali è previsto l’intervento nei commi precedenti, devono pronunciarsi, con provvedimenti motivati, nel termine massimo di sessanta giorni decorrenti dalla data di ricezione del progetto da parte degli organi stessi.)

 

Ai sensi dell’articolo 20, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59, dalla data di entrata in vigore del testo unico edilizia (DPR 380/2001) è abrogata la seguente disposizione: articolo 3  legge 21 dicembre 1955, n. 1357.

 

  1. L’art. 16 della legge 6 agosto 1967, n. 765 introduceva nella legge 17 agosto 1942, n. 1150, l’art. 41-quater dando potere ai sindaci e al consiglio comunale di derogare per edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico alle norme di piano regolatore e di regolamento edilizio, ma sempre osservando le prescrizioni e i nulla osta preordinati dall’art. 3 della legge 21 dicembre 1955, n. 1357.

 

(“Art. 41-quater. I poteri di deroga previsti da norme di piano regolatore e di regolamento edilizio possono essere esercitati limitatamente ai casi di edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico e sempre con l’osservanza dell’art. 3 della legge 21 dicembre 1955, n. 1357. L’autorizzazione è accordata dal sindaco previa deliberazione del Consiglio comunale.”)

 

Ai sensi dell’articolo 7 della legge 8 marzo 1999, n. 50, dalla data di entrata in vigore del testo unico edilizia (DPR 380/2001) è abrogata la seguente disposizione: articolo 41-quater legge 17 agosto 1942, n. 1150.

 

  1. L’art. 34 delle norme tecniche di attuazione del PRG di Capaccio, ultima pagina delle norme,

detta la possibilità di derogare alle norme del PRG stesso ai sensi dell’art. 41 quater della legge 6 agosto 1967, n. 765, e dell’art. 3 della legge 21 dicembre 1955, n. 1357.

art-34

 

Probabilmente l’articolo non ha avuto mai validità in quanto il citato articolo 41/quater della legge 6 agosto 1967, n. 765 non esiste avendo la legge solo 22 articoli!

Oggi l’articolo 34 delle norme tecniche di attuazione del PRG non è valido in quanto gli articoli di legge citati, che consentivano le deroghe, sono stati ABROGATI e non più VIGENTI.

 

 

  1. Articolo 14 TUE, testo unico edilizia, DPR 380/2001

 

Art. 14 (L) Permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici

(legge 17 agosto 1942, n. 1150, art. 41-quater, introdotto dall’art. 16 della legge 6 agosto 1967, n. 765; decreto legislativo n. 267 del 2000, art. 42, comma 2, lettera b); legge 21 dicembre 1955, n. 1357, art. 3)

 

  1. Il permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici generali è rilasciato esclusivamente per edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico, previa deliberazione del consiglio comunale, nel rispetto comunque delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, e delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia.

1-bis. Per gli interventi di ristrutturazione edilizia, attuati anche in aree industriali dismesse, è ammessa la richiesta di permesso di costruire anche in deroga alle destinazioni d’uso, previa deliberazione del Consiglio comunale che ne attesta l’interesse pubblico, a condizione che il mutamento di destinazione d’uso non comporti un aumento della superficie coperta prima dell’intervento di ristrutturazione, fermo restando, nel caso di insediamenti commerciali, quanto disposto dall’articolo 31, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni.

  1. Dell’avvio del procedimento viene data comunicazione agli interessati ai sensi dell’articolo 7 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
  2. La deroga, nel rispetto delle norme igieniche, sanitarie e di sicurezza, può riguardare esclusivamente i limiti di densità edilizia, di altezza e di distanza tra i fabbricati di cui alle norme di attuazione degli strumenti urbanistici generali ed esecutivi, nonché, nei casi di cui al comma 1-bis, le destinazioni d’uso, fermo restando in ogni caso il rispetto delle disposizioni di cui agli articoli 7, 8 e 9 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444.

 

  1. Regolamento Edilizio

 

Il Regolamento Edilizio richiama completamente l’art. 14 del TUE, in forza anche di circolari e sentenze.

 

 ruec-art-17-deroga

 

  1. DISPOSIZIONI  DI  DEROGA  AGLI  STRUMENTI  URBANISTICI

 

In seguito alla entrata in vigore del  TUE, testo unico edilizia DPR 380/2001,  il permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici GENERALI è consentito esclusivamente per edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico, previa deliberazione del consiglio comunale nel rispetto comunque delle LEGGI AMBIENTALI, delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia, delle norme igieniche, sanitarie e di sicurezza, e delle disposizioni di cui agli articoli 7, 8 e 9 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 ( standard urbanistici – zone territoriali omogenee: A, B, C, D, E, F,

G,).

 

Le possibili deroghe riguardano esclusivamente:

 

limiti di densità edilizia,

limiti di altezza,

limiti di distanza tra i fabbricati,

e nei casi di cui al comma 1-bis, le destinazioni d’uso (per gli interventi di ristrutturazione edilizia, attuati anche in aree industriali dismesse).

 

Cosa si fa in caso di deroga

In caso di possibili deroghe si rende pubblico e palese anche l’inizio dell’iter: dell’avvio del procedimento viene data comunicazione agli interessati ai sensi dell’articolo 7 della legge 7 agosto 1990, n. 241.

 

 

 

  1. IMPOSSIBILITA’  DI  DEROGA  AGLI  STRUMENTI  URBANISTICI

 

Vigente il TUE, testo unico edilizia DPR 380/2001,  il permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici GENERALI è consentito esclusivamente per edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico, previa deliberazione del consiglio comunale nel rispetto comunque delle LEGGI AMBIENTALI, delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia, delle norme igieniche, sanitarie e di sicurezza, e delle disposizioni di cui agli articoli 7, 8 e 9 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 ( standard urbanistici – zone territoriali omogenee: A, B, C, D, E, F – zona  G introdotta nelle NTA dal nostro PRG,),

 

per:

limiti di densità edilizia,

limiti di altezza,

limiti di distanza tra i fabbricati,

e nei casi di cui al comma 1-bis, le destinazioni d’uso (per gli interventi di ristrutturazione edilizia, attuati anche in aree industriali dismesse),

 

pertanto non è possibile derogare ad altre norme e regole:

 

non è possibile derogare alla INEDIFICABILITA’

– la deroga non può estendersi, dunque, alle scelte di tipo urbanistico, in quanto ad essa può farsi luogo allorquando l’area sia edificabile secondo le previsioni degli strumenti urbanistici: non è ammissibile, quindi, il rilascio di un permesso di costruire in deroga nelle ipotesi di zona di interesse ambientale, di interesse archeologico, a verde pubblico o privato, poiché in questi casi manca il presupposto essenziale – L’EDIFICABILITA’ DELL’AREA – non del permesso in deroga, ma del PERMESSO STESSO;

 

ove non si ha titolo;

 

non è possibile derogare alla presenza di abusi, e la legittimità della preesistenza è macchiata da irregolarità precedenti, con obbligo di sanare prima gli abusi stessi secondo le norme attuali del TUE (DPR 380/01) ovvero dimostrando di avere la doppia conformità alle norme degli strumenti urbanistici:

una conformità riferita alla epoca dell’abuso insieme a una conformità riferita alla epoca di presentazione della istanza;

non è possibile derogare AL RISPETTO DEL VERDE;

 

non è possibile derogare AI VINCOLI STORICI ED ARCHITETTONICI;

 

non è possibile derogare AI VINCOLI AMBIENTALI;

 

non è possibile derogare alla presenza di comparto edificatorio con obbligo di redazione di piani urbanistici attuativi;

 

OVVERO NON E’ POSSIBILE DEROGARE, IN VIA GENERALE, A TUTTI I VINCOLI CHE NON HANNO SCADENZA, vincoli conformativi (alcuni vincoli conformativi sono sopra elencati), in quanto i vincoli conformativi fanno parte della natura stessa del bene.

 

Per quanto esposto, in riferimento ad un caso attuale e a noi vicino, la DEROGA non può applicarsi alla Zona  A2 di Capaccio Scalo, né alla sottozona G2 in essa contenuta.

 

Infatti per detta zona A2, sono vigenti, ai sensi delle norme di attuazione del PRG (pagina 63) alcuni vincoli conformativi:

 

inedicabilità assoluta, “non sono ammesse nuove costruzioni”,

 

vincolo di rispetto del Borgo della Riforma (Capaccio Scalo – foto sotto riportata),

 

 

 borghi-riforma-2

“gli edifici possono essere soggetti ai seguenti interventi, di cui all’art. 14 delle presenti N.A.:

manutenzione ordinaria,

manutenzione straordinaria,

restauro scientifico,

restauro e risanamento conservativo”,

 

rispetto degli spazi liberi, non edificati, “gli spazi liberi possono essere soggetti soltanto a recupero e risanamento delle aree libere”,

 

rispetto del verde, “in particolare vanno rigorosamente conservate le alberature esistenti”,

 

obbligo di ripiantare le palme, “con riferimento alle palme: in caso di loro deperimento esse debbono essere adeguatamente sostituite nello stesso luogo”,

rispetto del Parco Pubblico la Collinetta, istituito con deliberazione comunale, con apposito regolamento di uso, e con destinazione a verde pubblico sin dalla realizzazione di Capaccio Scalo come Borgo della Riforma (anni cinquanta), destinazione consolidata storicamente e di fatto,

 

nelle zone G “il P.R.G. si attua mediante piano urbanistico preventivo nella forma di piano particolareggiato di iniziativa pubblica (PP) nei casi di G1, G2, …”

(pagina 114 delle norme di attuazione del PRG-foto sotto riportata).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

g2-2

Il PP, piano attuativo subordinato al Piano Regolatore Generale, deve rispettare le norme generali del PRG, e nel caso specifico di Capaccio Scalo ove la zona G2 è contenuta all’interno della zona A2 il PP deve contenere almeno le stesse norme della zona A2 ovvero:

 

“non sono ammesse nuove costruzioni”,

“gli edifici possono essere soggetti ai seguenti interventi, di cui all’art. 14 delle presenti N.A.:

manutenzione ordinaria,

manutenzione straordinaria,

restauro scientifico,

restauro e risanamento conservativo”,

“gli spazi liberi possono essere soggetti soltanto a recupero e risanamento delle aree libere”, 

“con riferimento alle palme: in caso di loro deperimento esse debbono essere adeguatamente sostituite nello stesso luogo”.

 

Pertanto consegue, di logica, che nella sottozona G2 di Capaccio Scalo, piazza Santini e intorno,  delimitata all’interno della zona A2, manca ancora il presupposto essenziale – L’EDIFICABILITA’ DELL’AREA – non del permesso in deroga, ma del PERMESSO STESSO.

 

 

A mio modesto avviso, l’art. 14 del TUE,  Permesso di Costruire in deroga agli strumenti urbanistici, andrebbe abrogato in quanto estremamente pericoloso:

si deroga all’altezza e l’edificio più alto crolla su quello più basso (in seguito a recente terremoto un campanile è crollato sulla abitazione adiacente, …),

si deroga alle distanze fra edifici e si restringono le sedi stradali (in seguito a recente terremoto i mezzi di soccorso hanno incontrato le vie ostruite, …),

si deroga alle destinazioni d’uso e, in seguito a recente terremoto, i fabbricati per civili abitazioni trasformati in edifici pubblici (scuole, dormitori, …) crollano.

 

Architetto Amedeo Bavoso. Capaccio Paestum,  7 giugno 2019

 

 

 

 

 

 

 

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