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L’Urbanistica spiegata a Tutti.

Con esposizione non tecnica.  Passo, passo.

LEGGE    REGIONALE  CAMPANIA      5  MARZO  1990,   N.  9

«Riserva di standards urbanistici per attrezzature religiose».

 

Negli ultimi tempi a Capaccio Paestum si parla molto di Permesso di Costruire per poter realizzare opere di edilizia religiosa anche in forza dell’articolo 1 della  LEGGE    REGIONALE    5  MARZO  1990,   N.  9   –  «Riserva di standards urbanistici per attrezzature religiose».

 

Si richiama espressamente l’articolo 1 della legge in delibere di consiglio comunale e anche nei molteplici dialoghi presenti in facebook, WhatsApp, e altri mezzi di comunicazione sociale in rete, e non.  Alcuni mi hanno chiesto espressamente chiarimenti.

 

Allora come è mia abitudine, ecco  i  FATTI .

(di seguito, in fotografia, la legge regionale 9/90 – Campania)

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Prima di leggere l’articolo 1 evidenzio la parte basilare della legge: standards urbanistici.

Questo ci dice di essere in presenza del DM 2 aprile 1968 n.1444 e di porci nella mentalità di applicazione delle zonizzazioni (zone omogenee del territorio comunale A, B, C, D, E, F), e di considerare i parametri di utilizzazione urbanistica in rapporto agli abitanti (standards) in riferimento alla formazione degli strumenti urbanistici ( Piano Regolatore Generale, …PUC). Infatti il DM 1444/68 riguarda:

“Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell’art. 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765.”

 

Rileggo passo, passo l’articolo 1 (in corsivo il testo).

 

“Art. 1

Aree per attrezzature religiose

I Comuni sono obbligati ad includere negli strumenti urbanistici generali ed attuativi le previsioni necessarie per la realizzazione di attrezzature religiose.”

Il nostro PRG ha individuato molte zone G2 ove sono considerate le attrezzature religiose esistenti o da realizzare, ha individuato nelle norme e nella cartografia le chiese, i conventi, le canoniche, … . Nel prossimo PUC (Piano Urbanistico Comunale) e nei piani di attuazione (piani urbanistici particolari che rendono esecutivi i piani urbanistici generali) vanno incluse le previsioni (regole, norme, piani programmatici, …) individuanti i METODI per la realizzazione delle attrezzature religiose.

 

“Le aree per attrezzature religiose sono individuate negli strumenti urbanistici generali vigenti con deliberazione del Consiglio Comunale da adottarsi entro il termine di 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.”

Il Consiglio Comunale con propria deliberazione individua le aree per le attrezzature religiose negli strumenti urbanistici generali vigenti, nel nostro comune abbiamo il PRG ove sono individuate dette aree, e le aree presenti soddisfano quanto richiesto dagli standars urbanistici.

 

“Nei Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti l’estensione delle aree per attrezzature religiose

è comprensiva della dotazione esistente al momento dell’approvazione degli strumenti urbanistici.”

Nei Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti l’estensione delle aree per attrezzature religiose è comprensiva della dotazione esistente al momento dell’approvazione degli strumenti urbanistici:

siamo un comune con circa 23.000 abitanti, con una crescita in regresso (negli ultimi due anni), con presenza di circa 2.600 stranieri circa 11.5% della popolazione con maggiori gruppi di rumeni, marocchini, e ucraini (ovvero non cattolici che potrebbero chiedere la individuazione di aree religiose specifiche a loro destinate che al momento non esistono), nel prossimo PUC, al momento dell’approvazione, bisogna rileggere l’estensione delle aree per attrezzature religiose tenendo conto della dotazione esistente (Madonna del Granato, Convento di Capaccio Capoluogo, Getsemani – con pochi abitanti e un area molto estesa; considerando anche l’area esterna adibita a via crucis e chiesa all’aperto + la superfice totale, somma dei vari piani, da solo forse copre i 23.000 mq, chiesa di San Pietro e canonica, … Santa Rita, alla località Rettifilo, con molti abitanti e un area poco estesa, …).

 

“Nei Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti l’estensione delle aree non può essere inferiore a

  1. 1 per abitante insediato o da insediare.”

Nel nostro comune con popolazione di circa 23.000 persone l’estensione delle aree deve essere minimo di 1 mq per abitante, ovvero almeno 23.000 mq (non considero da insediare in quanto il comune è in non crescita, in regresso).  Oggi le aree esistenti hanno una estensione sicuramente superiore a 23.000 mq!

Non sono necessarie nuove aree!?

La legge regionale amplia il parametro, lo standard, previsto del Decreto del Ministro dei Lavori Pubblici 2 aprile 1968, dando una riserva maggiore per le attrezzature religiose.

Il decreto prevede 2 mq abitante di aree per attrezzature di interesse comune: nel complesso 2 mq abitante di aree da condividere tra attrezzature religiose, culturali, sociali, assistenziali, sanitarie, amministrative, per pubblici servizi (uffici P.T., protezione civile, ecc.) ed altre, ovvero da dividere almeno x 8 ( 2:8= 0.25 mq abitante di aree per attrezzature religiose), mentre ai sensi dell’art. 1 comma 4  i comuni dovranno dotarsi di almeno 1 mq abitante di aree per attrezzature religiose.

 

“Le dotazioni minime di aree di cui al presente articolo in ogni caso non possono essere inferiore a mq. 5.000.”

Nei comuni piccoli, con popolazione inferiore a 10.000 abitanti, la legge garantisce una dotazione minima di aree (senza considerare lo standard di 1 mq abitante) di almeno 5.000 mq (ad esempio in un comune con 2.500 abitanti anziché individuare 2.500 mq di aree ne vanno individuate almeno 5.000 mq).

La dotazione minima di almeno 5.000 mq riguarda tutto il territorio comunale, non le singole località o contrade.

 

“Sono da intendersi attrezzature religiose quelle previste dall’articolo 3, 2° comma, lettera b) del Decreto del Ministro dei Lavori Pubblici 2 aprile 1968.”

L’art. 3 2° comma, lettera b,

“b) mq. 2,00 di aree per attrezzature di interesse comune: religiose, culturali, sociali, assistenziali, sanitarie, amministrative, per pubblici servizi (uffici P.T., protezione civile, ecc.) ed altre”,

mi pone in un angolo, a riflettere e pensare:

attrezzature di interesse comune 2 mq diviso 8 = 0.25 mq di aree per le singole aree individuate esplicitamente, ma le altre quante sono?

Il comma due è all’interno dell’art. 3,

“Art. 3.

(Rapporti massimi, tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e gli spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi).

Per gli insediamenti residenziali, i rapporti massimi di cui all’art. 17 -penultimo comma- della legge n. 765 sono fissati in misura tale da assicurare per ogni abitante -insediato o da insediare- la dotazione minima, inderogabile, di mq. 18 per spazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggio, con esclusione degli spazi destinati alle sedi viarie.

Tale quantità complessiva va ripartita, di norma, nel modo appresso indicato:

  1. a) 4,50 di aree per l’istruzione: asili nido, scuole materne e scuole dell’obbligo;
  2. b) 2,00 di aree per attrezzature di interesse comune: religiose, culturali, sociali, assistenziali, sanitarie, amministrative, per pubblici servizi (uffici P.T., protezione civile, ecc.) ed altre;
  3. c) 9,00 di aree per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e lo sport, effettivamente utilizzabili per tali impianti con esclusione di fasce verdi lungo le strade;
  4. d) 2,50 di aree per parcheggi (in aggiunta alle superfici a parcheggio previste dall’art. 18 della legge n. 765): tali aree -in casi speciali- potranno essere distribuite su diversi livelli.”,

 

non sono espressamente indicate e individuate quali sono le attrezzature religiose.

 

Pertanto si può sicuramente concludere:

la legge assicura, per i comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, almeno 1 mq abitante, nel PRG, o nel PUC;

la legge assicura, per i comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti, almeno 5.000 mq,

sono previsti anche finanziamenti necessari per la realizzazione, da reperire nell’ambito di quelli destinati alle opere di urbanizzazione secondaria quando sono incluse nei piani di edilizia economica e popolare in misura non inferiore al sette per cento, e sono concessi con l’osservanza del seguente ordine prioritario:

  1. a) acquisizione delle aree destinate alla costruzione di chiese ed edifici religiosi e la cessione delle stesse all’Ente religioso competente,
  2. b) costruzione e/o ripristino delle attrezzature religiose,

(art. 2 Finanziamento); 

dette aree vanno assolutamente individuate, detraendo le dotazioni esistenti, altrimenti può intervenire, quando le aree mancano e non sono individuate entro 180 giorni da codesta legge, un commissario ad acta che si sostituisce al Comune inadempiente per l’attuazione della legge (art. 3 intervento sostitutivo).

La quantità di aree destinate alle attrezzature religiose di cui alla legge, va detratta dal totale di aree per attrezzature di interesse comune determinato ai sensi del punto 1.4 del titolo II dell’allegato alla L.R. 20 marzo 1982, n. 14, conservando pertanto la riserva di 1 mq abitante (art. 4 norma finale).

 

Architetto Amedeo Bavoso  –  Capaccio Paestum 22 maggio 2019.  

 

 

 

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