Liberalizzazioni UNA LUNGA STORIA ALLE SPALLE

In questi giorni il Governo Tecnico “Monti” sta per varare le liberalizzazioni del mondo professionale, commerciale, artigianale. Evidenti sono e saranno i benefici per la collettività, positivi i risparmi e le economie per la società.

Per molti aspetti e vari settori sicuramente il provvedimento produrrà, come dicono gli esperti di economia, una spinta alla ripresa, un rilancio del lavoro. Non ci sono dubbi, nulla da obiettare.

 

Ma andando ad analizzare alcuni aspetti particolari – il rapporto tra i professionisti,  la concorrenza tra l’offerta del lavoro di tipo intellettuale, le garanzie di tutela di ogni individuo – vengono subito fuori le ingiustizie insite nell’eccesso di libertà: una libertà che non si ferma davanti ai diritti e la dignità degli altri, una libertà capace di produrre sicuramente delle vittime.

 

Le liberalizzazioni hanno alle spalle una lunga storia iniziata con la I Repubblica, continuata con la II Repubblica, e portata avanti oggi con la Repubblica “Tecnica”.

 

Dopo gli scandali della I Repubblica per evitare quanto accaduto di negativo, nel campo dei lavori pubblici e dei relativi incarichi professionali si vararono le norme della “Merloni”: per poter conseguire un incarico bisogna avere un curriculum kilometrico!

 

A dispetto delle leggi dell’ordinamento universitario, della validità delle lauree e dell’esame di stato. Dopo la  laurea e il superamento dell’esame di stato  si consegue la abilitazione ad esercitare la professione, senza limitazione nell’ambito delle competenze delle singole specializzazioni.

 

Ma guarda caso il curriculum kilometrico lo possiede solo chi ha beneficiato dei favori della I Repubblica! Ovvero quello che si voleva cancellare, dimenticare per gli obbrobri prodotti, resta a galla e va avanti.

 

Bene, ed oggi cosa facciamo? Liberalizziamo!

 

Ma chi può sostenere la concorrenza in un mercato libero e selvaggio introdotto con la Repubblica “Tecnica”?

Solo chi ha:

beneficiato dei favori della I Repubblica;

incamerato capitali con la II Repubblica, usufruendo del curriculum kilometrico ottenuto nella I Repubblica.

 

Niente di nuovo: muore sempre il debole, spara chi ha le polveri.

Nessun pensiero al prossimo, nessuna considerazione in merito al passato: chi ha avuto avuto …

Nessuna importanza alla rotazione degli incarichi ( facendo scorrere una graduatoria a partire dalla prima consigliatura Marino), e a voler mantenere le poche risorse rimaste nel territorio.

Ascoltiamo la associazione dei tecnici capaccesi LIPA e andiamo punto e a capo?

 

 

E poi in questo periodo di crisi il mercato ha già liberalizzato tutto, ha già liberalizzato il possibile, non ci resta che lavorare gratuitamente.

E’ l’unico modo per vincere la concorrenza, ma come la mettiamo con le richieste degli studi di settore?

Liberalizziamo, o applichiamo gli studi di settore?

 

Come si dice a Napoli: vale sempre l’articolo quinto chi ha in mano ha vinto.

 

Inutile meditare gente, non cambia niente, la storia è lunga…

 

Amedeo Bavoso

 

 

 

 

 

You must be logged in to post a comment.