Legge 220 vincolo di inedificabilità assoluto?

Ritorna il dibattito, in seno al redigendo PUC, sulla zona di rispetto intorno all’antica città di Paestum.

Il  tema periodicamente torna nella cronaca dei giornali.

Ancora una volta, nel consiglio comunale del 23.11.2011, l’argomento ha destato interesse ed ha animato il dibattito consiliare.

Il quesito principale posto dai residenti nella zona resta comunque il seguente: il vincolo imposto è di inedificabilità assoluta o no?

A mio modesto parere, non è un vincolo di inedificabilità assoluto nonostante il titolo della legge porta ad avere una convinzione contraria: “ costituzione di una zona di rispetto intorno alla antica città di Paestum e divieto di costruzione entro la cinta muraria.”

Pertanto il divieto assoluto di costruzione sembrerebbe limitato alla zona entro la cinta muraria, mentre per la zona di rispetto della
profondità di mille metri all’esterno della cinta muraria la esecuzione di qualsiasi fabbricato in muratura e ogni altra opera deve sottostare, dopo il 1967, al parere delle soprintendenze Archeologica e Ambientale,  e non arrecare pregiudizio all’attuale stato della località.

Per meglio chiarire la mia argomentazione riporto il testo della legge di solo 4 articoli.

Legge 5 marzo 1957, n. 220.

Costituzione di una zona di rispetto intorno alla antica città di Paestum e divieto di costruzione entro la cinta muraria.

La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDEN TE DELLAREPUBBLICA

Promulga

La seguente legge:

Art. 1.

E’ costituita una zona di rispetto della profondità di mille metri all’esterno della cinta muraria dell’antica Paestum
nel comune di Capaccio (provincia di Salerno).

Art. 2.

Entro l’ambito della zona di rispetto suindicata, come entro le mura, è fatto divieto di eseguire qualsiasi fabbricato in muratura e ogni altra opera che possa arrecare pregiudizio all’attuale stato della località.

I vincoli già imposti ai sensi della legge 1° giugno 1939, sulla tutela delle cose di interesse storico o artistico, relativi alla zona stessa, conservano pieno valore.

Art. 3.

Qualora si renda indispensabile ampliare o modificare una costruzione già esistente, il proprietario è tenuto a chiedere la preventiva autorizzazione al Ministero della pubblica istruzione che si riserva di concederla o negarla, dopo aver sentito il Consiglio superiore delle antichità e belle arti.

Art. 4.

Nessun indennizzo è dovuto ai proprietari degli immobili, compresi nella suindicata zona di rispetto, per le imitazioni di cui agli articoli precedenti.

Data a Roma, addì 5 marzo 1957.  GRONCHI   Segni _ Romita _ Moro _ Tambroni _ Rossi Visto, il Guardasigilli: Moro

 

Quindi importantissimo è l’articolo 2 : “ Entro l’ambito della zona di rispetto suindicata, come entro le mura, è fatto divieto di eseguire qualsiasi fabbricato in muratura e ogni altra opera che possa arrecare pregiudizio all’attuale stato della località.

I vincoli già imposti ai sensi della legge 1° giugno 1939, sulla tutela delle cose di interesse storico o artistico, relativi alla zona stessa, conservano pieno valore.”

Chiara e semplice è la lettura: il divieto riguarda la esecuzione di qualsiasi fabbricato in muratura e ogni altra opera che possa arrecare pregiudizio all’attuale stato della località; i vincoli imposti ai sensi della legge 1° giugno 1939 riguardano cose di interesse storico o artistico singolarmente identificate e riportate in elenchi specifici.

Le due parole “ che possa ” indicano , senza dubbi , il divieto non assoluto di edificazione.
Ma il divieto di eseguire qualsiasi fabbricato in muratura e ogni altra opera è limitato ai fabbricati in muratura e ogni altra opera che possa arrecare pregiudizio all’attuale stato della località, ovvero i fabbricati in muratura e ogni altra opera che non arrecano pregiudizio all’attuale stato della località sono assentibili.

Architetto  Amedeo Bavoso

  limite legge 220  /  proposta di PUC

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