La via Crucis, ancora una manifestazione organizzata dall’Oratorio “San Vito Martire”

La via Crucis rappresentazione della Passione di Cristo

Il  Gruppo “ORATEATRO” dell’Oratorio “San Vito Martire” – Capaccio Scalo (SA) ha RAPPRESENTATO, Domenica 1 aprile 2012 alle
ore 17.00 – nella stupenda cornice della Chiesa San Vito Martire, della piazza Santini  e  del Parco Urbano “la Collinetta” in Capaccio
Scalo,  La via Crucis.

Si legge sul volantino pubblicitario: “ Nessuno me la toglie la vita, ma la offro da me stesso, poiché io ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio “. (Giovanni 10:18)

Rappresentazione al secondo anno,  con la regia della Professoressa Donata Memoli e interprete principale, nel ruolo di Gesù, Marco Cerullo.

Le scene, interpretate da numerosi e bravi protagonisti,  semplici e coordinate in una scenografia essenzialmente efficace con sfondo il numeroso pubblico, hanno descritto con le parole e i gesti le ultime ore della vita di Gesù. Ultime tragiche ore, intrise nella peggiore umanità umana. Ore di ingiustizia, di flagellazione, di scherno, di sangue. Ore, minuti, attimi infiniti di confronto uomo-Dio, uomo – Dio – uomo:

Gesù si affida alla volontà del Padre,

Gesù ci perdona in quanto inconsapevoli delle nostre azioni,

Gesù amplia e approfondisce la preghiera del Padre Nostro affidando la Madre a Giovanni e Giovanni alla Madre,

Gesù sulla Santa Croce cancella le nostre colpe, ci salva e fa esplodere, nelle menti – nei cuori – nel mondo, il cambiamento dell’amore e del perdono: non ameremo solo il nostro prossimo ma anche i nemici;

l’uomo, invece, posto di fronte alla propria coscienza sprofonda nel punto più basso,

l’uomo, invece, al cospetto della propria anima, perde coscienza del suo essere divino e si perde nel nero più nero,

l’uomo, invece,  avverte in quegli attimi come enorme macigno il peso del corpo sulla spiritualità perduta,

l’uomo, invece, solo dopo,  sfinito dagli errori atroci,  si rende conto, si arrende al miracolo della redenzione, alla riconversione dell’anima, assorbe la Grazia,

l’uomo, invece, infine professa la fede : veramente costui è figlio di Dio (il centurione) …, oggi sarò con Te in Paradiso ( annuisce il buon ladrone).

Ritorno alla rappresentazione!

Il meraviglioso della seconda rappresentazione, anche della prima, è quello che ad una prima riflessione potrebbe sembrare un difetto, ma è il meraviglioso: il pubblico entra nelle scene, partecipa alla scenografia e ne è la quinta, costituisce il corpo laterale della sceneggiatura.

Virtualmente alcuni sono il Cireneo, alcuni asciugano il volto di Cristo, alcuni si attaccano alle vesti della Madonna, altri mimano, altri con il labiale recitano mentalmente le frasi dei personaggi. Tutti sono attivi partecipanti, presenti figuranti, o forse  reali protagonisti!?

Innegabile: regia, recitazione e musiche hanno preso il pubblico presente, conducendolo alla commozione.

Amedeo Bavoso

fotografie Amedeo Bavoso

 

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