IL PUC NON VA: incompatibili e felici?

La felicità sta nel gusto e non nelle cose; si è felici quando si ha ciò che ci piace e non quando si ha ciò che gli altri trovano piacevole.( La Rochefoucauld)

La citazione ben si adatta alla situazione politica capaccese e trova riscontro nella “supponenza” delle dichiarazioni rilasciate a caldo, nell’immediata approvazione della relazione programmatica relativa al Puc, da parte del Sindaco:“Siamo soddisfatti del lavoro eseguito e della tenacità adottata nel perseguire l’obiettivo, alla precisa ricerca della felicità dei nostri amministrati”(Il Mattino 25-2).

Traslare sulla Comunità le sensazioni di piacere proprie e di pochi altri accoliti quando un mugugno generale serpeggia nel Paese vuol dire essere distante dai bisogni e dalle attese dei cittadini. E se non fa specie che il Puc possa dare piacere e felicità a chi ha le spalle rivolte al futuro, desta quantomeno perplessità che i boys mariniani possano accettare di condividere scelte che allontano nel tempo lo sviluppo e il benessere di Capaccio-Paestum.

Non entro nel merito dei comparti, degli standard  e delle colate di cemento. Ho espresso le mie perplessità all’atto della presentazione della precedente relazione(vedi Unico del 13-12-2008), che confermo, denunciando la scarsa attendibilità dei dati  d’analisi ancora una volta carenti. La logica ispiratrice distorta sta nell’aver anticipato prima le scelte e poi su di esse aver costruito la relazione del 2008,  riproposta nel 2010, con costi aggiuntivi sulle spalle dei contribuenti. Mi sorge un dubbio: avendo allegato alla relazione anche gli elaborati grafici, i dodici consiglieri e il Sindaco che hanno votato la relazione programmatica non dovevano già in questa fase dichiarare che non esistevano motivi d’incompatibilità? (Art.78 comma 2 D. L. 18 agosto 2000, n. 267)

Capaccio-Paestum, in ogni caso, non ha bisogno al momento del Puc, di un qualsiasi Puc, come qualcuno sostiene. Non ha bisogno che venga approvato da un’amministrazione che ipotizza di andare oltre i limiti della 220. Fermatevi! Fermiamoli!

La chiave competitiva di Capaccio-Paestum si gioca intorno alla capacità di costruire un’identità forte, riconoscibile, comunicativa, spendibile all’interno e all’esterno tramite la tutela, la conservazione e la fruizione del territorio. Questo Puc non  rispetta la tradizione, non rispetta il territorio, non rispetta i cittadini. Non va bene e basta!

Pietro De Rosa

pietroderosa_alt.dem @ libero.it

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