Il nuovo piano regolatore non va!


Capaccio 20.11.2009 : RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:

foto_pietroderosaIl P.U.C. di MA.SI.FO. non va. Questo non vuol dire che va corretto: va riscritto.

Marino, Silenzio, Forte c’erano nel 2002 e ci sono ancora oggi. E’ un P.U.C. che guarda al passato: sembra che il tempo si sia fermato.  Leggendo la relazione si ha l’impressione che, in alcuni tratti, essa segua i grafici più che precederli. Se si fosse arrivati di fronte al foglio bianco sgombri di desiderata, suggerimenti, consigli o quant’altro avremmo dovuto leggere (fatte le dovute premesse relative al ptr e al ptcp) le seguenti linee d’intervento:

  1. Sistema collinare e Capoluogo:  sviluppo edilizia residenziale.
  2. P.Barizzo-CapaccioScalo-Paestum-S.Venere: sviluppo delle attività produttive, commerciali e dell’accoglienza turistica lungo la direttrice ex statale 18.
  3. Foce Sele-Laura-Torre-Licinella: sviluppo delle attività e dei servizi turistici.

4.  Tra le tre direttici nord-sud: preservazione delle attività agricole .

Troppo semplice? No, solo buonsenso. Nella stessa relazione si legge che negli anni passati si è costruito troppo e male, che occorre privilegiare l’agricoltura, adeguare gli standard dei servizi, evitare e rimuovere fonti di inquinamento,  dare impulso al turismo. Ciò che ritroviamo, invece, è la rescissione del legame storico Paestum-Capaccio-Paestum con la soppressione del sottopasso, (quanto rimane dei 4.500.000 euro?); la localizzazione a Cannito di oltre il 70% del fabbisogno degli standard dei servizi (non si evidenzia la fattibilità di oltre 300 appartamenti!); la conferma degli insediamenti zootecnici intensivi a poche centinaia di metri dal mare,  ulteriore sottrazione di spazi all’agricoltura, urbanizzazione intensiva in aree dove è alta l’incidenza di malattie tumorali.

L’analisi  relativa al settore turistico è carente. Dai dati  utilizzati a supporto delle proprie tesi, si riscontra un’analisi poco approfondita soprattutto in relazione alle visite al sito archeologico e al museo, agli arrivi e alle presenze.  Bastava collegarsi al sito del Ministero per avere dati certi: sono il linea i dati dal ’96 ad oggi.

Fonte MIBAC:

anno 2007 anno 2002
Visitatori Musei Monumenti e Aree Archeologiche Statali paganti non paganti Totale paganti non paganti totale
Museo Archeologico Nazionale di Paestum 8.189 122.251 130.440 11.622 111.024 122.646
Templi di Paestum 63.850 179.477 243.327 70.772 158.460 229.232
“Templi di Paestum – Museo Archeologico Nazionale di Paestum” 73.338 73.338 89.062 89.062
Museo Narrante 7.144
145.377 301.728 447.105 171.456 269.484 440.940

Si sarebbe dovuto notare che nel tempo diminuiscono i paganti e aumentano le visite gratuite riservate ai minori di 18 e ai maggiori di 65 anni. Di qui la scarsa attenzione che si presta al turismo scolastico e della terza età.

l dati totali relativi agli arrivi e alle presenze  mostrano un segno negativo anno su anno dal 2001, fino a toccare nel 2006 una diminuzione cumulata di oltre il 46%

Il dato del 2007, inspiegabile anche da parte dell’ E.P.T., mostrerebbe invece un dato vicino al 2001.

Riporto la tabella dati fornitami dall’E.P.T

anni alberghiere incrementi extra-alberghiere Incrementi totali incrementi
arrivi presenze ann. cum. arrivi presenze ann. Cum. arrivi presenze ann. cum.
2.001 64.354 210.583 19.288 370.133 83.642 580.716
2.002 68.656 231.276 9,8 9,8 20.817 307.389 - 17,0 - 17,0 89.473 538.665 -   7,2 -   7,2
2.003 61.215 206.392 - 10,8 -   0,9 21.900 293.546 -   4,5 - 21,5 83.115 499.938 -   7,2 - 14,4
2.004 64.450 223.599 8,3 7,4 19.918 274.828 -   6,4 - 27,8 84.368 498.427 -   0,3 - 14,7
2.005 54.765 175.023 - 21,7 - 14,3 15.586 210.699 - 23,3 - 51,2 70.351 385.722 - 22,6 - 37,3
2.006 55.645 203.435 16,2 1,9 12.526 145.543 - 30,9 - 82,1 68.171 348.978 -   9,5 - 46,9
2.007 63.261 244.552 20,2 22,1 17.757 261.651 79,8 -   2,3 81.018 506.203 45,1 -   1,8

L’ ‘inspiegabile’ dato relativo al 2007 potrebbe derivare da errori materiali, da una diversa e nuova metodologia di rilevazione, o chissà da cos’altro : al momento non ci è dato di sapere. Il 2008 non è sicuramente migliore.

Volendo prendere per buono il dato, oltre a segnalare le presenze medie giornaliere (spalmate su 365 giorni!)  andava evidenziato il dato relativo al punto di saturazione! Si sarebbe scoperto che, in relazione alle strutture alberghiere, il dato mostra un incremento di circa 7 punti percentuali nei mesi di luglio-agosto, mantenendosi stabile nel confronto annuo 2002-2007.

Le strutture extra-alberghiere, rispetto ad un incremento della ricettività massima di circa il 50 % dal 2002 al 2007, mostrano una diminuzione in valore assoluto fino al 2006 superiore all’80%, con un indice di saturazione che scende a percentuali vicine al 20%, se consideriamo la stagione estiva di 90 giorni.

strutture alberghiere Campeggi e villaggi turistici
2002 p. letto gg. tot. Posti presenze ind. sat. 2002 p. letto gg. tot. Posti presenze ind. sat.
lug-ago 2676 61 163.236 92.521 56,7 lug-ago 8769 61 534.909 278.817 52,1
tot. anno 2676 365 976.740 231.276 23,7 15giu-15sett. 8769 90 789.210 303.507 38,5
2007 p. letto gg. tot. Posti presenze ind. sat. 2007 p. letto gg. tot. Posti presenze ind. sat.
lug-ago 2733 61 166.713 105.628 63,4 lug-ago 12956 61 790.316 231.296 29,3
tot. anno 2733 365 983.880 244.552 24,9 15giu-15sett. 12956 90 1.166.040 257.128 22,1

Le attuali strutture potrebbero  facilmente raggiungere un milione di presenze.

L’offerta alberghiera regge, nonostante tutto, ma l’offerta turistica complessiva è scadente: Capaccio-Paestum necessita di servizi. Inoltre occorre far rispettare gli standard medi di offerta, soprattutto nelle strutture che insistono su aree demaniali e soggette a concessioni. L’attribuzione di marchi di qualità potrebbe far elevare l’offerta turistica e accelerare la fuoriuscita di operatori incapaci.

L’inversione di tendenza non si può ottenere concentrando su Cannito la quasi totalità degli standard : andrebbero distribuiti tra il Capoluogo, Capaccio Scalo, Paestum  e la Linora.

Capoluogo: al disotto del campo sportivo si potrebbe immaginare la città dello sport:   riscoprendo antiche direttrici si agevolerebbe il collegamento con la pianura.

Facendo risalire di qualche chilometro le D3 previste nella fascia pedemontana si coglierebbe la domanda di turismo collinare, scolastico e della terza età, con residenze per anziani abili e non.

L’ospitalità diffusa va lasciata nella disponibilità del mondo agricolo per adeguare il reddito e consentire la permanenza nelle attività primarie.

Capaccio Scalo:fatta salva la vocazione di centro commerciale e dei servizi del territorio, dotandolo di un centro  direzionale, che libererebbe centinaia di appartamenti per civili abitazioni, completando il piano vigente,  prevedendo giusti saldi di incremento, andrebbe dotato di standard di interesse collettivo  ai margini che farebbero da scudo all’ economia agricola intensiva che va preservata.

Paestum:se  effettivamente s’intende procedere alla valorizzazione del parco Archeologico di Paestum, il flusso di visitatori che occorre immaginare dev’essere pari a quello di Pompei(2.500.000). Va programmato un centro di accoglienza turistica, in luogo della fiera, dotato di ampio parcheggio, servizi, attività commerciali e ludiche. Ne verrà fuori la Nuova Paestum, con un anfiteatro e un’ ampia agorà che di giorno accoglierà visitatori e turisti e che di sera si trasformerà in luogo di incontro e di divertimento per residenti e non.

Linora: l’improduttiva e arida Linora è la soluzione giusta per una fiera moderna di medie dimensioni che va dai 50 ai 100 ha., con una dotazione di posti auto compresa tra i 10.000 e i 20.000. Una moderna S.p.A. potrebbe avere interesse ad investire. Il richiamo di standard datati 1933(sic!) sono incomprensibili. Anche i parchi del divertimento potrebbero trovare  collocazione alla Linora.(Gardland ha annualmente circa 4.500.000 visitatori).

Tutto negativo? No. Va dato atto ai consiglieri più illuminati di aver proposto e fatto approvare il ‘Concorso d’idee’ sull’area sottoposta a vincolo da parte della legge nazionale 220/57.

Il concorso non può però rappresentare il punto d’arrivo successivo all’approvazione del P.U.C., ma dev’essere il punto di partenza, come da anni auspico. Va coinvolto fin dall’inizio il Ministero e l’Unesco, attraverso la selezione di una commissione di esperti referenziati. Senza anticipare soluzioni, mi auguro che trovino risposte adeguate le circa 500 costruzioni che insistono nel perimetro di riferimento. So di scandalizzare i puristi ma, fatte le dovute eccezioni, mi auguro che le costruzioni stesse vengano restituite nella disponibilità dei diritti e dei doveri. E anche dovendo immaginare una restrizione del perimetro, dev’esserne evidenziata la tutela con elementi visibili di protezione.

Accantonando per un attimo l’approvazione del P.U.C., nelle more,  si potrebbe procedere a un  adeguamento delle attività ricettive alberghiere.(+25% a richiesta )

Non si avverte una domanda pressante di nuove abitazioni: le realizzazioni in atto, le nuove concessioni e l’esaurimento delle zone previste dal vigente Prg, potrebbero esaudire almeno il 50% degli incrementi previsti da qui a qualche anno. Le cose che mancano sono gli standard relativi agli spazi pubblici e di interesse generale( art 3 e 4 D.M.1444/68) che avrebbero dovuto accompagnare dal ’92 ad oggi l’attuazione del vigente piano. Questi potrebbero essere in parte progettati avvalendosi dei bandi promossi dalla Regione Campania per l’utilizzo dei fondi europei. Chi ha guidato, negli ultimi 13,  l’Amministrazione Comunale  per  ben 10 anni, sommando negli ultimi 2, le deleghe all’urbanistica (unico interlocutore del progettista)  e al turismo dovrebbe trarre le conclusioni. Se si dovesse insistere sull’ approvazione del P.U.C. entro febbraio 2009, lasciandolo così com’è o apportandogli poche e marginali modifiche o ancora – annusando l’aria che tira- rimandarlo al dopo elezioni provinciali (con relativa candidatura), il destino  è  segnato: la bocciatura dell’uno trascinerebbe  inevitabilmente l’altro e viceversa.

Pietro De Rosa

demop@inwind.it

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