Capaccio si parla di truffa nel bando Pip

In merito alla mia lamentela pubblicata sulla Città del 23 Ottobre corrente anno, ho avuto risposta sia sul portale del Comune di Capaccio e sia su un periodico locale. Il comune ha dato a mio avviso delle risposte tendenziose cercando di mischiare le carte. Pubblichiamo uno stralcio della risposta di seguito pubblicheremo la nostra precisazione della truffa in oggetto:

ECCO LA RISPOSTA DEL COMUNE:

….in merito all’articolo pubblicato dal quotidiano “La Città” in data 23 ottobre 2008 a pag. 31, dal titolo “Sospetti sul bando Pip”, l’ing. Carmine Greco, responsabile del III Settore del Comune di Capaccio Paestum, nonché tecnico incaricato dell’attuazione del Piano stesso, essendo stato citato in causa nel testo, replica punto per punto, in maniera categorica, alle dichiarazioni virgolettate rilasciate dal sig. Giovanni Monzo, proprietario di uno dei lotti dell’area in oggetto, smentendo in particolare quelle gravi, tendenziose ed infondate che tratteggiano come “truffa” il bando Pip.

“Innanzitutto, desidero ricordare che il signor Giovanni Monzo – spiega l’ing. Greco – è stato assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Capaccio Paestum con l’attuale Sindaco, Pasquale Marino, nel periodo conclusivo del suo precedente mandato. Allora, però, non si è mai preoccupato di dare impulso all’attuazione del Pip, approvato poi nel 2000, pur avendo acquistato da un privato un terreno all’interno del comparto industriale nella consapevolezza che, ricadendo appunto nell’area Pip, doveva essere poi espropriato. Per questo, forse, posso capire che sia lui a sentirsi ‘truffato’, perché dopo averlo già pagato una volta, credo ad un prezzo non irrisorio, ora dovrà comunque contribuire alle spese di urbanizzazione primarie e secondarie dell’area, in quanto, l’allora Amministrazione Marino, e successivamente anche quella Sica, per consentire l’effettivo insediamento all’interno del polo Pip su legittima richiesta di ‘veri’ imprenditori, senza affidarsi ai sempre più esigui finanziamenti pubblici, decisero, per accelerare le procedure, di porre a carico degli stessi insediati, in modo proporzionale alla dimensione dei lotti, l’incidenza delle opere di urbanizzazione”.

LA PRECISAZIONE DELLA TRUFFA di Giovanni Monzo
Torno alla risposta per schiarire la mente al soggetto in questione, che per nascondere la sua incapacità, ha voluto dare spiegazioni mescolando una sorta di ironia insieme alla furbizia. Il tutto pensando di far presa sul popolino poco informato, girando la versione dei fatti a suo uso e consumo.
La prima nota inspiegabile è il perché si nasconde la verità sul prezzo dell’urbanizzazione fissata nel bando pubblico sul sito del comune. Ebbene il prezzo richiesto dal Comune è di 65,00+50,00 euro, che fanno a mio avviso, se la matematica non è un’opinione, euro 115,00. Comunque di seguito sarò molto più esauriente.
In realtà, il comune ha messo in vendita i lotti del comparto PIP non di sua proprietà nei tre bandi pubblici nel 2006, nel 2007 e nel 2008, quindi avvalendosi di una procedura che di seguito vi illustro onde chiarire la mia posizione in merito alla questione sollevata sul giornale.
La messa a bando dei lotti senza averli acquistati, costituisce l’estremo della truffa, che a seguito del pagamento di una congrua caparra da parte degli ignari richiedenti, il comune poi non li potrà assegnare. Cosa che è già successa. Vedi atti comunali ed inviti del Sindaco a vari imprenditori, per cercare soluzioni di mediazione personale con le aziende partecipanti al bando pubblico. Pur avendo corrisposto una congrua caparra non hanno potuto avere l’area prenotata. Questa è la beffa del meccanismo puramente virtuale che l’ente ha congegnato. In realtà il richiedente del lotto una volta ricevuta la notifica di affidamento dell’area, dopo versamento di congrua caparra, non ha visto il Comune concedere il suolo perchè in realtà l’area non era di sua proprietà. Successivamente “l’ignaro acquirente” dovrà accontentarsi di aree secondarie se il comune ne troverà di eguale misura disponibili nel comparto non soggette a controversie legali. Infatti, con questo meccanismo, le aree possono essere soggette a risvolti negativi in quanto il vero proprietario del terreno potrà inceppare il negoziato creando enormi difficoltà sia all’ente comunale sia alle aziende assegnatarie, conducendoli in controversie legali per decenni, per acquisirne la disponibilità.
Pertanto, il sottoscritto consiglia ad eventuali acquirenti prima di versare somme al Comune, di verificare sui legittimi proprietari se ci sono pendenze amministrative, impegni bancari, se sono disposti a cedere la proprietà, a quali condizioni, se faranno opposizione, ed a concordare a priori il costo di miglioramento del fondo. Di quest’ultimo, nessuno ne parla, ma è un altro punto interrogativo sul costo finale del lotto. Infatti lo farà superare di gran lunga il prezzo chiesto dal Comune di Capaccio di 115,00 euro e molto probabilmente costare fino a 150,00 euro al metro ed anche oltre. Sarebbe meglio a mio avviso, stipulare prima un accordo bonario con il proprietario e poi partecipare ad eventuale bando comunale. Io mi riferisco nella provocazione politica fatta sul giornale “LA CITTA’” a questi fatti, essendo un buon conoscitore della procedura burocratica nonchè stato anche un amministratore pubblico. E’ chiaro che nella vicenda non mi riferisco a situazioni personali, ma ad difesa di un comparto e dei colleghi imprenditori che anche se ottimi imprenditori, a volte si fidano di persone scaltre e poco trasparenti sull’avventura del bando stesso. Successivamente poi si troveranno in un pasticcio di impegni finanziari che non avevano previsto, ma che inciderà pesantemente sulla loro economia aziendale. Infatti il costo dell’urbanizzazione costa più della struttura da realizzare “il procedimento prevede molteplici impegni economici da parte delle imprese partecipanti e uno scarso impegno agevolativo relativamente ad impegni finanziari. Non esistono specifiche misure agevolative che dovevano essere di primaria rilevanza per lo sviluppo del comparto e per favorire la crescita economica locale. Non si prevedono contributi a fondo perduto sul programma di investimento presentato dalle imprese in quanto il progetto non ha avuto il riscontro di canali programmatici e fondi dalla Comunità Europea. Il prodotto così come avviato è un rottame da discarica ma potrà essere recuperato se gestito in modo serio ed inserito nelle aree di insediamenti della Comunità Europea con possibilità di incentivi incoraggianti”. Ma comunque è inutile continuare a pestarci i testicoli. Ormai il tracciato è questo, è il risultato portato avanti da una classe di amministratori che è la fotocopia della carta per confezionare i panini ai broccoli. Non c’è stato nessun progetto intelligente, nessuna protesta eccetto il sottoscritto che da oltre tre anni sta ripetendo all’infinito l’inutilità del comparto per gli operatori locali a queste condizioni. Tutti aspettano che le polpette cadono dal cielo, e quindi i burocrati ne hanno fatto un business di parcelle maestoso.
In realtà il responsabile del procedimento accompagnato da esperti amministrativi del nostro comune, hanno messo in atto un procedimento che non si è rilevato ottimale per gli imprenditori “VERI”.
La truffa a mio avviso si produce quando si incassano dei soldi e poi non consegna il bene, come nel caso genuino nostrano. Che cosa è allora questa? Pertanto, bisogna chiarire bene quali responsabilità ci sono, perchè gli attuali amministratori hanno favorito questo sciagurato iter, consapevoli che è una cosa molto rischiosa? Perchè la magistratura dorme sull’argomento ?
E’ chiaro che nel caso nostrano è imbarazzante chiamarla truffa. Allora possiamo dargli un altro nome per salvare i nostri eroi ? Incompetenza amministrativa! Pertanto, invito il Comune di Capaccio ed espressamente chiamo in causa l’assessore di ruolo a scendere in campo per dare le risposte ai cittadini, senza nascondersi dietro i burocrati, per giunta molto scarsi e di grande fama. Sarebbe ora se ne è all’altezza, di risolvere la cosa e a rimettere in campo un progetto serio e costruttivo perchè questo castra alla base il successo di imprenditoria locale. Pertanto invito il Sindaco a svegliarsi perchè ormai è rinchiuso in una garitta minata senza possibilità di scampo.

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