Disperazione a Natale: due suicidi

Capaccio. Due suicidi. È il preoccupante bilancio di queste feste di natale. Persone normali che dietro una facciata di “normalità”, celavano un abisso di sofferenza e disperazione, invisibile agli occhi del mondo, e soprattutto, invisibile persino agli occhi dei familiari e degli amici più cari. Secondo una rilevazione dell’ISTAT riferita all’anno 2008 e su base nazionale sono 2.828 i suicidi consumati. La provincia di Salerno ne detiene il primato sulla classifica regionale. Quando si verificano tali eventi non si punta il dito accusatorio verso le amministrazioni. Si ci interroga però se gli enti preposti potevano essere al corrente dei disagi scatenanti tale atto. Il suicidio non è quasi mai una decisione improvvisa. In genere, il suicidio è il punto di arrivo di un itinerario mentale lungo e tortuoso, che comporta decisioni, indecisioni e decisioni contrarie a quelle prese in precedenza. La persona depressa si trova a combattere contro sentimenti ambivalenti , fra la voglia di vivere e quella di morire, fra disperazione e speranza. La storia del comune di Capaccio insegna che questi non sono casi isolati. L’augurio è che casi di questo genere non possano più verificarsi. L’invito è di usare i centri d’ascolto del proprio territorio, in alcuni casi una parola o un gesto può salvare una vita. L’auspicio che questo Santo Natale crei e rafforzi l’unità della popolazione sul territorio, stando vicino alle famiglie colpite dal dolore e non accentuando la loro sofferenza con illazioni sulle motivazioni del gesto.

Tommaso Pappalardo

Responsabile politiche sociali e Giovanili

GI – FLI Capaccio Paestum

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