Dibattito aperto: la progettazione nel luogo, Genius Loci

Negli ultimi decenni il dibattito sulle questioni ecologiche e la tutela dell’ambiente sono diventati sempre più di attualità. Da poco è necessaria, nelle aree vincolate, la verifica della compatibilità paesaggistica degli interventi proposti.
Oramai è sempre più crescente l’esigenza di identificare tecnologie e metodi di analisi che siano di aiuto durante la fase di definizione del sistema edificio – ambiente.

Non penso che “sviluppo sostenibile” sia soltanto uno slogan vuoto di significato. Nel progettare tentiamo di farci carico di tutte le conoscenze che legano la forma architettonica,  i fenomeni fisici, i consumi energetici ad essi conseguenti e le esigenze dell’uomo, e  le caratteristiche dell’ambiente esterno: quasi un atto di presa esistenziale, un fare architettura visualizzando costantemente il genius loci, un pensare al progetto come mezzo per armonizzare luoghi significativi all’abitare dell’uomo.
Importante in questa ottica  è il costruire sano nel rispetto dell’area al contorno ed è oggi un obiettivo sempre più importante e condiviso. Ogni persona desidera per sé una casa salubre, che risponda ad un elevato standard di qualità architettonica  unito alla qualità  ecologica.

Questa amalgama si ottiene conoscendo ed utilizzando le nozioni fondamentali di Bioarchitettura e di Bioedilizia.
La Bioedilizia nasce dall’esigenza di realizzare un futuro sostenibile, in cui l’architettura gioca un ruolo importante, poiché può tradurre in pratica il desiderio delle persone di vivere secondo i ritmi e i modelli dell’ecologia. La scelta dei materiali da costruzione influisce sull’ambiente e sulla salute di tutti. I materiali comunemente usati oggi richiedono grandi consumi di energia, esauriscono le risorse naturali e nella loro composizione vi sono sostanze nocive.
A fronte di siffatte preoccupazioni, di codesti pensieri COME EFFETTUARE LA PROGETTAZIONE DEL LUOGO, COME  INTEGRARE L’UOMO, L’ARCHITETTURA E IL  Genius Loci?
Costruire è sempre un atto di inserimento nella natura, quindi prima di progettare, ristrutturare, intervenire, bisogna ascoltare, acquisire il luogo.

Riconoscere, come specifica Christian Norberg-Schulz, il carattere del luogo: carattere determinato da come il genius loci è, carattere indicato dallo spirito del luogo come interlocutore del progettista con cui confrontarsi per acquisire la possibilità dell’abitare.

Io aggiungerei che il luogo ci deve dare la prima autorizzazione: i fabbricati vengono pensati come spazi ed i loro elementi esterni diventano confini alla loro dimensione interiore. Le attività che si svolgono all’interno di un edificio ed il suo aspetto esteriore devono armonizzarsi con il luogo in cui avviene l’inserimento e quindi con tutto ciò che già esiste e ciò che si realizzerà in seguito.


La Bioarchitettura è un modo di concepire la casa come un guscio intorno all’uomo, ispirata ai principi dell’abitare sano. Nella domus vi deve essere un equilibrato ricambio d’aria e un smaltimento dell’umidità efficiente, un utilizzo di materiali naturali non trattati e certificati (legno, calce, terra, cotto, sughero, lana, vetro, pietra, acciaio, etc…) in modo da prevedere un’adeguata manutenzione e il possibile riciclaggio di tutti i materiali.

Si deve limitare il riscaldamento al minimo necessario e studiare la progettazione della casa in modo da sfruttare la ventilazione naturale. Particolare attenzione va data all’inquinamento elettromagnetico provocato da impianti ed elettrodomestici.

Utilizzare l’energia solare per l’illuminazione naturale interna e amare il verde affinché la natura entri tra le mura e collabori a purificare ed ossigenare l’aria (all’interno delle nostre abitazioni, è spesso riscontrabile un carico di sostanze nocive addirittura più elevato che non all’esterno, risolvibili mediante operazioni di restauro e la manutenzione degli edifici).
La Bioarchitettura si pone anche come premessa per la realizzazione di un modo di arredare e vivere i propri spazi quotidiani con coerente consapevolezza ambientale. Un design ecologico per l’abitare non può disinteressarsi degli aspetti che definiscono la casa nel suo insieme, poiché anche in questo caso esiste interazione globale e reciprocità di effetti.

Oggi si percepisce il desiderio di un design ecologico, una realtà diversa, attenta ai bisogni del nostro pianeta e delle persone, ricorrendo all’uso di materiali, tecniche di lavorazione e di finitura biocompatibili, forme, segni e colori che comunichino l’idea di naturale.

L’uomo esprimendo attraverso i simboli architettonici la sua cognizione della natura introduce l’esistenziale dell’edificare come azione di trasformazione di un sito in luogo dando primaria importanza ai segni, ai significati e ai significanti già presenti nell’ambiente naturale.

L’insieme della totalità delle caratteristiche dei luoghi sono gli elementi basilari del paesaggio, ed essendo l’architettura tutto ciò che ci circonda, anche “il puro deserto”, nonché l’azione di fare i luoghi considero rispettosi dei luoghi (ad esempio) sia la cappella di Notre Dame du Haut a Ronchamp, sia la Casa sulla Cascata a Bear Run, sia Ponte Vecchio,  sia l’insediamento di Monteriggioni, sia Palombara Sabina, sia Petra, sia i Templi di Posidonia.

In sintesi i significati radunati nel luogo formano il suo genius loci . Esso si trasforma nel tempo con l’aggiunta di nuovi significati che interagiscono con i precedenti. Una buona architettura di qualità parte dal comprendere il genius loci.

Amedeo Bavoso Architetto Analista di Impatto Ambientale

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