BCC Aquara: presentato il libro “Dentro la giustizia”

 

Il 22 dicembre 2011 alle ore 18,30 nell’incantevole scenario offerto dall’oratorio della Chiesa San Nicola di Bari, ad Aquara, si è tenuta l’attesa presentazione del libro “Dentro la Giustizia” scritto dal magistrato Raffaello Magi. L’opera racconta la passione di un uomo per il suo lavoro, la storia di un giovane magistrato che, seguendo l’esempio del padre, arriva a Santa Maria Capua Vetere e passa alla storia come estensore della Sentenza Spartacus, quella che ha siglato l’esistenza del Clan dei Casalesi e delle sue ramificazioni.

 

Ha aperto la serata il parroco di Aquara, Don Donato Romano che ha ringraziato la BCC di Aquara e gli abili artigiani aquaresi capaci, attraverso dedizione e professionalità, di restaurare l’incantevole oratorio sottostante la chiesa. Pietra viva e quadri storici hanno contribuito a creare lo scenario adatto ad accogliere un personaggio illustre come il magistrato Magi visibilmente ammirato per l’opera di restauro compiuta.

 

Al parroco sono succedute le considerazioni del Direttore della BCC di Aquara, Antonio Marino. In particolare, il Direttore, ha fatto emergere il parallelo che si è creato fra magistratura e banche. Nell’Italia sull’orlo del baratro, infatti, certa politica inconcludente, giornalismo addomesticato e malaffare imperante, continuano a dirottare l’attenzione dell’opinione pubblica su fantomatiche responsabilità di banche e magistrati. Le Banche e la magistratura, spiega il Direttore, sono fatte di uomini che, come tali, sono fallibili, tuttavia non si può fare di tutta l’erba un fascio. Le banche e la magistratura rappresentano componenti vitali di una società ed è sbagliato agitarli come spauracchi per fuggire dai problemi reali. Le banche, quelle che funzionano, fluidificano l’economia, accelerano l’investimento, favoriscono lo sviluppo. I magistrati, quelli che lavorano, eliminano le ingiustizie e le illegalità per garantire a tutti pari diritti, doveri e autodeterminazione della propria esistenza.

 

Chi attacca in maniera ceca e generalista due istituzioni così importanti danneggia l’intera società ed è tempo che ognuno si assuma le proprie responsabilità, conclude il Direttore.

 

È arrivato poi il turno del magistrato Raffaele Magi che ha deciso di partire dal sacrificio di don Peppino Diana, ucciso dalla camorra in chiesa. Il giudice ha poi, velocemente, descritto la cronistoria della camorra, si è passati da una malavita dedita al traffico di droga e ai delitti ad alto allarme sociale ad una camorra in “doppio petto” che si fa impresa internazionale imponendo prezzi, prodotti e ditte amiche nella realizzazione di opere pubbliche e che, nello stesso momento, ordina stragi efferate. Il magistrato accenna a storie quotidiane che riempiono le aule dei tribunali e indagini complesse come quella sul clan dei casalesi, l’organizzazione criminale più temibile d’Europa. Un clan casertano che, avvisa Magi, potrebbe avere importanti connessioni anche nel battipagliese.

 

Il Giudice Magi ha poi dato largo spazio alle domande dei giovani e della cittadinanza. È emersa, in particolare, l?importanza che ognuno, nel suo piccolo, si faccia promotore di giustizia e di legalità affinché si avanzi verso una rivoluzione culturale che impedisca l’accrescimento e la diffusione della malavita organizzata. La camorra avanza attraverso meccanismi quasi invisibili, fatti di corruttela, riciclaggio e concussioni e solo alla fine, quando è troppo tardi, aggredisce l?intera collettività con il racket e l?allarme sociale.

 

Ha terminato l’incontro il Presidente della BCC di Aquara, Luigi Scorziello che ha sottolineato la necessità che i  nostri paesi, l’entroterra e soprattutto la piana del Sele, si doti di anticorpi culturali pronti a impedire l’accrescimento di interessi affaristici illegali che possono portare alla camorra e all’annichilimento di un’intera società.


 

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