Continuano le manifestazioni culturali organizzate dall’Oratorio “San Vito Martire”

La Confessione di un Curato

 

Il  Gruppo “ORATEATRO” dell’Oratorio “San Vito Martire” – Capaccio Scalo (SA) ha PRESENTATO, sabato 17 marzo 2012 alle ore 20.00 – nella Chiesa San Vito Martire piazza Santini  Capaccio Scalo,  La Confessione di un Curato. Spettacolo teatrale di Claudio di Palma  e  Angelo Maiello e musiche originali eseguite da Giovanni Panozzo.

Scrive Claudio di Palma “ La storia interiore di un debolissimo prete …un prete mediocre, insicuro…,  incapace apparentemente di dare una svolta radicale alle sue insoddisfazioni … Tutto nella sua vita parla di noia, di assenza di vitalità, di morte, d incomunicabilità, di disperazione, di solitudine (l’inferno è non amare più).

Eppure questa vicenda si chiude con una considerazione straordinaria: TUTTO è GRAZIA.  … Si odono le risonanze di grandi mistici ( il Santo Curato d’Ars, Santa Teresa), la loro folle affascinante fede d’eternità e di resurrezione che si incarna nella continua esperienza della mediocrità di una vita insignificante agli occhi di spettatori distratti.  …”

Nessuno è inutile, ogni piccola azione ha un significato più grande delle apparenze, una importanza più vasta di quanto pensiamo, vivere la vita semplicemente nella Grazia di Dio, secondo l’Amore di Cristo porta alla immensa gioia del Paradiso mediante una pregustazione terrena.

In una cornice semplice descritta da una scenografia scarna, spartana, ma essenzialmente efficace: una poltrona in cuoio, un registratore a nastro, un desco/mensa con il pane e il vino, e poche luci, le note della musica seguono, anticipano, si amalgamano all’intenso dialogo/confessione del protagonista posto di fronte alla propria coscienza, al cospetto della propria anima, in un corpo giovane ma segnato dalla malattia.

La pressione della fede, del compito di pastore, di curato di una piccola parrocchia, di guida della comunità cristiana, chiesa locale, pesano come zavorre sulla spiritualità del curato e su ognuno di noi.

Intenso il susseguirsi delle scene, senza pause concedenti riflessioni prolungate, ma intensi pensieri veloci, fruttuosi e fugaci, rincorrenti il divenire della sceneggiatura.

L’immensità dell’argomentazione è la vastità del dialogo imposto a se stessi, il domandare continuo alla propria coscienza, un esame continuo, una ricerca dell’anima nella solitudine delle notti insonni in attesa della dolcezza dell’alba, della luce piacevole e ristoratrice della Grazia.

Il dialogo senza interlocutore, senza alter ego se non la paura, infinito lo spazio creato dal discostamento spazio temporale presente nei nostri pensieri. Per assurdo, o forse realmente, si ha meno paura del nemico fisicamente presente: anche il capitano Achab, nei suoi interminabili soliloqui, aveva il confronto/scontro tangibile con la balena bianca, Moby Dick, instabile equilibrio tra terra e mare, tra corpo e anima …anche San Pietro ha timore a camminare sulle onde …

Nessuno è inutile, anche il piccolo curato insignificante agli occhi della società alla folle ricerca di bisogni secondari, compie il miracolo: conduce alla riconversione l’anima della contessa.

Vivere nella Grazia, vivere la Grazia, anche nella Politica, come diceva La Pira, rende la vita bella e felice.

Bravissimi! Regia, recitazione e musiche di vera arte, uno spettacolo di grande spessore culturale, una rappresentazione degna di tutti i teatri d’Italia. Lo stupore e il fascino – scaturiti dal giusto connubio di qualità, bellezza e cultura – hanno preso il pubblico presente.

Invito, ufficialmente e pubblicamente  l’Oratorio ad  inserire nella programmazione domenicale del cineforum  il film “la vita è meravigliosa”  (un film del 1946 diretto da Frank Capra e interpretato da James Stewart).  Il film,  citato anche in 7 Km da Gerusalemme, narra di un protagonista convinto di vivere una vita di mediocrità e una vita insignificante, inutile, incapace di raggiungere i propri personali traguardi,  ma invece le sue azioni condizionano e modificano le vite dei suoi cari, nonché del suo prossimo, e dell’intera comunità in cui vive.

Allo stesso tempo si concretizzerà una continuità tra Teatro e Cinema, una sincronia di messaggi attraverso due diverse attività sceniche e artistiche.

       Amedeo Bavoso

 

 

 

 

 

(Cineforum presso dell’Oratorio “San Vito Martire”

ore 16.00 per i ragazzi e i bambini e ore 19.30 per tutti)

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