Comune di Capaccio: Progetto di finanza per riqualificare di Piazza Tempone nel Capoluogo

COMUNICATO STAMPA

Oggetto: Progetto di finanza “Riqualificazione di Piazza Tempone in Capaccio

Capoluogo” (Del. C.C. n.69 del 28.09.2010).

L’A. C. ha indetto per domenica 17.10.2010 una pubblica sottoscrizione a riconoscimento di un intervento, mediante il progetto di finanza, che di fatto si prospetta come una ulteriore cementificazione del territorio di Capaccio. Un intervento che interessa il centro storico del Capoluogo, al di sotto della storica Fontana dei Delfini: la cementificazione di un angolo verde (Chiusa di Leone) al di sotto dell’ex frantoio D’Alessio, a pochi metri dalla quinta dei palazzi storici di via G. D’Alessio.

Ancora un ulteriore progetto di finanza; ancora una volta un progetto di finanza che prevede la realizzazione di volumetrie edilizie giustificate da un intervento d’interesse pubblico. Nel caso evidenziato il progetto prevede la riqualificazione della piazza principale del centro storico di Capaccio capoluogo.

E’ forse il caso di ripensare all’utilizzo del progetto di finanza per la realizzazione di opere pubbliche se la contropartita è sempre ed esclusivamente la cementificare del territorio? Di fatto nella sostanza, con questa impostazione, si avallano vere e proprie operazioni di speculazione edilizia privata.

Piuttosto, sarebbe il caso di utilizzare al meglio le risorse disponibili e congelare “ad horas” questi scempi del paesaggio Capaccese? E’ il caso di

cominciare una volta per tutte a gestire il territorio mediante una pianificazione programmata, consapevole e condivisa.

I due progetti di finanza prodotti ultimamente dall’ A. C. e gli interventi previsti in deroga con il Piano Casa su aree definite degradate sono, di fatto, interventi che si configurano come una ulteriore aggressione indiscriminata al territorio e al paesaggio.

Il persistere dell’ utilizzo di questi strumenti programmatori e finanziari, nelle more dell’approvazione di un nuovo strumento urbanistico (Puc), farebbe pensare che l’Amministrazione non abbia nell’immediato particolare interesse ad una equilibrata e condivisa pianificazione del territorio.

La realizzazione di questi interventi, a conti fatti, esaurirebbe la capacità edificatoria del Capoluogo. A conferma di ciò si può prendere ad esempio il recente insediamento edilizio (denominato “Parco Capri”) che, di fatto, ci risulta pressoché invenduto, dimostrando la reale mancanza di domanda nel Capoluogo di ulteriori vani.

Le nuove volumetrie previste priverebbero i residenti della opportunità di poter realizzare in futuro piccoli interventi edificatori sul patrimonio esistente.

Pertanto non si riesce a comprendere la decisione di una variante urbanistica al P.R.G. per permettere la concretizzazione del progetto di finanza se non per l’intento di voler modificare le scelte programmatiche dello stesso C. C. in contraddizione con gli indirizzi già recepiti dal progettista del Puc.

Altresì, si vuole evidenziare che lo stesso Presidente del Consiglio Comunale, in una nota alla delibera comunale in oggetto suggerisce prudenza e

riflessione. Chiarisce anche che il piano triennale 2008-2010 e la Delibera N. 65 del 21/07/2008 (indirizzi sul Puc) prevedono sull’area comunale “Chiusa del Leone” la realizzazione di un complesso scolastico.

Infatti il prof. Paolo Paolino scrive: “Oggi con la proposta in esame viene distolta totalmente la inequivoca volontà consiliare degli ultimi sei anni, tenuto conto peraltro, che il progettista del PUC ha inserito il terreno comunale di Chiusa di Leone, come tipologia G entro il quale è possibile realizzare edifici per l’istruzione materna, elementare e media, configurante per l’appunto il Polo scolastico del

capoluogo. (…..)”.

Capaccio,16 Ottobre 2010 Il Consiglio Direttivo

Li.P.A. – Liberi Professionisti Associati

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