Ciclopasseggiata di Legambiente “Salva l’arte”

Paestum, la tredicesima edizione di Salvalarte, Legambiente ha scelto di attraversare l’Italia in bicicletta e in treno insieme alla FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), così la storica campagna di Legambiente per la difesa e la valorizzazione dei beni artistici, quest’anno unisce alla salvaguardia del patrimonio culturale il turismo sostenibile.

Un viaggio lungo due mesi che sta attraversando il Paese coinvolgendo cittadini, ragazzi, istituzioni e tutti coloro che desiderano pedalare per individuare e segnalare monumenti degradati, paesaggi dimenticati e siti archeologici abbandonati all’oblio. Un viaggio lento, con una modalità di trasporto a bassa emissione, che coniuga il rapporto con il territorio e le sue tradizioni con il rispetto della sostenibilità ambientale e culturale dei luoghi. Un viaggio che intende restituire ai luoghi che attraversa il protagonismo che meritano. Sono trentanove le tappe dell’itinerario, tutte segnalate nella guida Gioielli ritrovati.

A seguito della tappa siciliana, domenica 19 ottobre Salvalarte approderà a Salerno alla volta di Paestum percorrendo la pista ciclabile litoranea. La ciclopasseggiata si arricchirà di nuovi pedalatori durante il lungo tragitto (Pontecagnano, Battipaglia, Eboli). A Paestum è prevista un’altra ciclopasseggiata locale con partenza dal centro cittadino di Capaccio Scalo e arrivo nell’antica città. La giornata proseguirà lungo le mura con proiezioni, musica, parole, proposte per il futuro e break gastronomico.

Di sera alle 19.30 in p.zza della Basilica il concerto di musica popalre della COMPAGNIA DALTROCANTO per Paestum, per la storia, per l’arte, per la vitalità.

Salvalarte a Paestum focalizzerà l’attenzione su due beni: l’ex tabacchificio di Cafasso e il complesso della cinta muraria della città antica.

Per l’ex tabacchificio Legambiente, insieme ad altre associazioni, dopo essere riuscita a fare apporre il vincolo di tutela per lo storico edificio evitando -per il momento- la sua trasformazione in residence (erano stati previsti la realizzazione di ben 250 appartamenti) ne propone un recupero per il suo riutilizzo tenendo conto della sua collocazione a poca distanza dall’area archeologica, riprendendo un progetto di Mario Napoli dei primi anni ’70. Il grande archeologo aveva infatti previsto la realizzazione di un nuovo museo a Paestum, fuori dalle mura della città, per esporre le tombe, le loro decorazioni ed i loro corredi e che aveva denominato Il Museo delle Lastre Dipinte.

Il Museo era stato concepito come un unico grande ambiente in cui sarebbero stati esposti i pezzi più rappresentativi. Lo spazio, fondamentalmente unitario, avrebbe tuttavia avuto la possibilità di articolarsi variamente per ospitare mostre temporanee, fare proiezioni, conferenze e dibattiti e, attraverso una grande vetrata, avrebbe dato la possibilità di seguire i lavori di restauro e le attività del laboratorio specialistico previsto in quello stesso complesso.

I cinque chilometri di mura che cingono Paestum possono essere considerati uno spettacolo unico al mondo, testimonianza antica del passaggio di tre civiltà: greca, lucana e romana.

Le mura sono oggetto da anni di un accurato e complesso lavoro di restauro da parte della Soprintendenza archeologica. Certamente non si tratta di un ‘bene minore’ di cui Salvalarte generalmente si occupa, ma segnalare le mura nella campagna Salvalarte deriva dalla preoccupazione dei lavori in corso per il riassetto della viabilità che costeggia le mura dove abbiamo assistito con incredulità all’innalzamento del fondo stradale e al quasi annullamento del fossato.

Si ricorda che dal 1998 con l’operazione Salva le mura il tratto di mura che va dalla torre 27 alla torre 28 fino all’incrocio con la via che taglia senza alcuna logica l’antico impianto urbano è un tratto curato da Legambiente Paestum. Dal 1998 la pietra delle mura viene liberata dall’invadente crescita di erbe per riconsegnare al nostro sguardo il disegno nitido dell’antico perimetro. I lavori di tutela e manutenzione di questo tratto sono realizzati da volontari locali, da volontari internazionali del progetto SVE, e da altri volontari partecipanti ai campi di lavoro organizzati nel corso di tutto l’anno.

Tutelare i nostri beni artistici, investire in cultura, rispettare i vincoli paesaggistici e la gestione sostenibile delle città d’arte e dei flussi


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