Chiusa la campagna elettorale alla Totò

Solo promesse mai mantenute. Da una campagna all’altra ci si scanna a dire bugie l’una dietro l’altra. Si indossa la tonaca da monaco e “chiazza chiazza” si battezzano promesse, si eliminano contrasti, si cercano conciliazioni, si nominano dai palchetti i nemici, diventati amici. Scuse e abbracci per ritrovare l’accapamento al voto fino a diventare da comunisti, veri e propri fascisti, liberando il popolo se si verrà eletti da ogni divieto. Tutto diventerà fattibile, un piano regolatore di tutti anche per l’acerrimo e storico nemico.

L’attuale sindaco nella penultima campagna elettorale (giugno 2007) sui palchi cantava che il suo noto amico di Nola “andava a cunetta”. Era l’ennesima bugia creata ad arte per frodare il voto ad ignari increduli cittadini. Infatti, oggi è diventato il perno dell’amministrazione comunale, ha assunto i comandi totalitari dell’ufficio urbanistica, di molti appalti ed oggi anche quello dell’ufficio commercio.

A “cunetta” ci siamo finiti noi che pensavamo ad un municipio senza corruzione e tangenti. Un municipio utile,  in aiuto agli imprenditori locali, che dia risalto agli impiegati onesti, che preveda la messa da parte i disonesti e corrotti. Ma purtroppo abbiamo assistito alla solita canzone.

Le responsabilità oggi ricadono anche nella scelta del direttore generale, pagato caro e amaro, senza portare soluzioni concrete. La maggior parte dei meccanismi sono inceppati e la macchina non funziona. Ormai le casse comunali non possono sopportare più spese e servizi al disopra delle possibilità finanziarie locali. Le spese ormai divorano di gran lunga le piccole risorse giornaliere e la cassa è al tracollo finanziario. Ormai l’ente non ha risorse, non si pagano i fornitori in tempo, si prende a chi arriva primo. Ad ogni problema si risponde con l’aumento delle tasse ai cittadini senza considerare di rivedere appalti insopportabili e convenzioni fuori dalla portata finanziaria.

Ritengo che non è possibile che siamo noi a pensare perverso. La verità è che con questa gentaglia noi cittadini onesti non abbiamo spazio di ascolto. Ci dobbiamo organizzare e pensare a nuovi amministratori.

Abbiamo assistito attoniti, con brivido e sdegno l’appena terminata campagna provinciale Capaccese, con l’appello al voto sui palchi fatto da personaggi che non riescono neanche a capire loro stessi chi sono, come possono mai convincere un popolo a votare per un proprio appartenente di partito. La platea era la solita, gente che li seguiva a forza per difendere uno scadente stipendio o una falsa promessa di impiego.

Questione morale anche a Capaccio? Sono problemi interni del PD dove noi non vogliamo entrarci, in quanto ci sono tantissime contraddizioni. Anche l’arrivo di Bassolino è stato un grande momento che ha accomunato tutti i fratelli. Non è solo scarsezza, è anche tristezza, mancanza di obiettività, sono lontani dai tempi reali e peso della cosa pubblica. Tricicoli e vecchie carcasse all’opera per convincere la popolazione di essere il candidato più ottemperante alle problematiche locali. Gli avversari in un comizio il Sindaco li chiama vaccari, sanaporci e castagnari, nella sua più squallida esaltazione di un miserabile politicante, mentre la platea sorrideva per l’ennesima stronzata appena uscita dalla sua bocca.

Ma il voto ai cittadini si chiede con rispetto! Invece questo lo ha chiesto con il massimo della vergogna offendendo la città e offendendo chi lo ascolta. Ai cittadini si parla serenamente. Un candidato deve avere rispetto del suo avversario e deve invitarlo alla collaborazione con la propria amministrazione. Questo sfida e sottovaluta l’avversario, nello stesso momento sta umiliando la nostra città perchè è consapevole che è un’emarginato. A me è parso che la campagna elettorale del candidato più forte è diventata una sfilata alla Totò con grancasse e sunagliere. Ma il risultato si vedrà alla lunga. Questa città rimarrà per altri cinque anni al palo per colpa di questo codardo amministratore.

Persino l’attacco allo striscione dell’ IDV, rapinato vicino ad una ringhiera della Telecom al Corso Italia di buon mattino, perché dava fastidio a qualcuno. L’uso aggravato della forza pubblica comunale per una campagna politica di parte. Chi ha progettato questo gesto deve rispondere di questa cosa al Partito di Italia dei Valori. Abbiamo molto tempo e la pagherà con tutti gli interessi.

Oggi si apre una nuova stagione, mi auguro molto diversa di questi ultimi anni che i masaniello si mettano da parte, il paese è alla deriva, con l’intonaco e le fondamenta da rifare.

La stessa piccola Giungano oggi fiore all’occhiello del nostro vicinato ha acceso i motori e si fa sentire con finanziamenti che arrivano da ogni parte del mondo.

Noi abbiamo perso con queste “riserve di cantonieri stradali” ogni possibilità di rilancio della nostra città.

Link: http://sites.google.com/site/giuseppetroncone/documenti

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