Capaccio-Paestum non è Bengodi.

Capaccio li 20.11.2009 Riceviamo e pubblichiamo

foto_pietroderosaA leggere l’intervista del Sindaco sembra di stare nel paese del Bengodi, mentre i metodi messi in campo appartengono ad un “populismo” dannoso e senza via d’uscita. Annunci, smentite, promesse, proclami, messaggi, metodi, azioni che  non convincono più nessuno.

E’ molto diffuso nel nostro Paese il convincimento che questa classe politica è ormai incapace di produrre il benché minimo risultato, incapace di provvedere ai servizi essenziali in maniera decorosa, incapace di dare risposta alle attese dei cittadini, degli imprenditori, degli artigiani, dei commercianti, degli agricoltori, degli addetti al turismo.

Questa classe politica, malata di protagonismo, vogliosa di carrierismo politico, è abituata più a prendere dal Paese che a dare al Paese.

Il Puc messo in campo, non va! (vedi Unico del 13-12-2008)

Occorrerebbe definire le linee di sviluppo del territorio per il benessere dei residenti. Così non è!

E non sarebbe giusto avere un PUC qualsiasi, allontanando nel tempo lo sviluppo organico del  nostro territorio.

Oggi, partendo dall’esistente, Capaccio-Paestum si dovrebbe presentare come un prodotto-servizio, dove lo sviluppo non può essere causale ma razionale e coordinato.

Tutto ciò è possibile se sono definite all’origine le linee strategiche d’intervento, per perseguire gli obiettivi essenziali di una corretta definizione del territorio in chiave di marketing: miglioramento della qualità della vita, sviluppo dell’esistente e nascita di nuovi posti di lavoro, in definitiva il benessere dei residenti.

Non si avverte una domanda pressante di nuove abitazioni; mancano invece gli standard relativi agli spazi pubblici e  d’interesse generale.

L’economia è ferma: accantonando per un attimo l’approvazione del  PUC  si potrebbe procedere ad un adeguamento delle attività ricettive alberghiere e trasformare i campeggi in villaggi turistici, creando un volano virtuoso per il decollo di Capaccio-Paestum.

Il cambiamento può venire solo dall’unione di cittadini disinteressati, che mettono al centro dell’azione il bene della nostra Comunità.

Amministrare il nostro Comune in maniera diversa è possibile, anzi doveroso. Onestà politica e trasparenza sono obblighi primari per chi ritiene di servire il proprio Paese senza nessuna pretesa di avere in mano la verità indiscussa o indiscutibile.

Se, stanchi di condividere scelte e azioni datate, i consiglieri più responsabili non manifesteranno la loro contrarietà, l’indignazione popolare finirà per travolgere tutti.

Pietro De Rosa

demop@inwind.it

You must be logged in to post a comment.