CAMBIARE IL VINCOLO AMBIENTALE PER LA PROTEZIONE DELLE BELLEZZE NATURALI NEL COMUNE DI CAPACCIO

Eliminare il vincolo ambientale, imposto il 7 giugno 1967, nelle zone territoriali omogenee B

Nel 1967 veniva istituito il vincolo ambientale riguardante tre quarti del territorio del comune di Capaccio. Di seguito il testo. Decreto Ministeriale 7 giugno 1967.

Dichiarazione di notevole interesse pubblico di una zona del comune di Capaccio (Salerno).

Il Ministro per la Pubblica Istruzione

di concerto con

il Ministro della Marina Mercantile

 

Vista la legge 29 giugno 1939, n. 1497, sulla protezione delle bellezze naturali;

Visto i regolamento approvato con regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357, per l’applicazione della legge predetta;

Esaminati gli atti;

Considerato che la Commissione provinciale di Salerno per la protezione delle bellezze naturali, nell’adunanza del 29 aprile 1965 ha incluso nell’elenco delle cose da sottoporre alla tutela paesaggistica compilato ai sensi dell’art. 2 della legge sopra citata, una parte del territorio comunale di Capaccio (Salerno);

Considerato che il verbale della suddetta Commissione è stato pubblicato nei modi prescritti dall’art. 2 della precitata legge all’albo del comune di Capaccio;

Vista la opposizione presentata, a termini di legge, da parte del Sindaco di Capaccio;

Considerato che il vincolo comporta, in particolare, l’obbligo da parte del proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo, dell’immobile ricadente nella località vincolata, di presentare alla competente Soprintendenza, per la preventiva approvazione, qualunque progetto di opere che possano modificare l’aspetto esteriore della località stessa;

Riconosciuto che la zona predetta ha notevole interesse pubblico perché la stessa è d’interesse paesaggistico particolarmente importante per il caratteristico andamento pianeggiante e collinare del terreno, ricco di flora mediterranea e di nuclei rustici di caratteristica architettura locale, che hanno assunto valore di spontaneità e di qualificazione ambientale; inoltre, essa rappresenta un quadro naturale panoramico di incomparabile bellezza godibile da ognuno degli innumerevoli punti di belvedere accessibili al pubblico e rappresentati in special modo dai tratti di strada che attraversano il territorio comunale;

Decreta:

La zona del comune di Capaccio (Salerno) ha notevole interesse pubblico ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497, ed è quindi sottoposta a tutte le disposizioni contenute nella legge stessa. Essa è delimitata nel modo seguente:

mare Tirreno. Comune di Eboli, dalla strada statale n. 18 a partire dal confine  comunale con Eboli fino al bivio e lungo la strada statale per gli Alburni (strada statale n. 166 ), dal bivio della strada comunale per Capaccio e lungo il crinale del Monte Capaccio Vecchio attraverso la quota trigonometrica 383 e sempre lungo lo stesso crinale a raggiungere la quota trigonometrica 1083 del Monte Soprano e subito dopo il confine comunale, comuni di Trentinara, Giungano, Cicerale ed Agropoli.

Il presente decreto sarà pubblicato ai sensi e per gli effetti dell’art. 12 del regolamento 3 giugno 1940, n. 1357, nella Gazzetta Ufficiale insieme col verbale della Commissione provinciale per la protezione delle bellezze naturali di Salerno.

La Soprintendenza ai monumenti di Napoli curerà che il comune di Capaccio provveda all’affissione della Gazzetta Ufficiale contenete il presente decreto nell’albo comunale entro un mese dalla data della sua pubblicazione e che il Comune stesso tenga a disposizione degli interessati altra copia della Gazzetta Ufficiale con planimetria della zona vincolata, giusta l’art. 4 della legge citata.

La Soprintendenza comunicherà al Ministero la data della effettiva affissione della Gazzetta Ufficiale stessa.

Roma, addì 7 giugno 1967

 

p. il Ministro per la pubblica istruzione

Caleffi

il Ministro della Marina Mercantile

Natali

 

E’ importante sottolineare, prima delle brevi argomentazioni, un aspetto particolare della vicenda e fare un commento storico.

La Commissione provinciale di Salerno per la protezione delle bellezze naturali voleva imporre il vincolo sull’intero territorio comunale, poi dopo ampia discussione, e dopo aver considerato l’opposizione del Sindaco di Capaccio, deliberò di imporre il vincolo sul territorio di Capaccio secondo il vigente confine, ovvero escludendo dal vicolo il quadrante Nord Est del territorio comunale.

 

Oggi, nel 2012,  è un vincolo in parte inutile, non più attuale, non più accettabile nelle zone a forte inurbamento, non più costituzionale.

 

Oggi, nel 2012 a quasi 45 anni dalla imposizione,  è un vincolo generico e generale, mentre dovrebbe seguire l’attuale conformazione del genius loci, le informazioni che provengono dal significato e dal significante urbanistico, la reale evoluzione urbanistica del territorio.

 

Oggi, nel 2012, a Capaccio Paestum favoriamo ancora una edilizia senza qualità architettoniche, conseguenza di parametri e norme assurde, non corrispondenti ai tempi attuali e per certi versi neanche adatti alla architettura e all’urbanistica storica e archeologica:  il tempio di Nettuno è almeno due volte più alto del più alto palazzo esistente,  il complesso del Getsemani ha forme razionali e organiche, la chiesa del borgo Gramola, opera architettonica moderna,  ha aspetti e linguaggi particolari e incisivi!

 

Nel 2012 dovremmo finalmente pensare al presente, e al futuro: eliminare il vincolo ambientale nelle zone territoriali omogenee  B – le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A): si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% ( un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore ad 1,5 mc/mq – DM 2 aprile 1968, n. 1444 – Art. 2 zone territoriali omogenee –   ove non è più prioritaria la protezione delle bellezze naturali.

Il parere paesaggistico per le zone B è da acquisirsi con il PUC stesso (e/o il Regolamento Edilizio), in tal modo si snellirebbe l’iter delle istanze di autorizzazioni – al comune e alla soprintendenza – si risparmierebbero risorse a beneficio della crescita economica.

Favorire per le altre zone territoriali omogenee la protezione delle bellezze naturali. Auspicare per tutte le zone lo sviluppo della qualità architettonica secondo le indicazioni delle leggi urbanistiche regionali. Il favorire la protezione delle bellezze naturali e incrementare lo sviluppo della qualità architettonica devono proseguire per lo stesso cammino e arrivare ad una crescita culturale.  Tale crescita sicuramente farà diventare i due fattori anche occasione di sviluppo economico.

 

Amedeo Bavoso

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