Pip: bando bocciato dalle aziende locali e dalle associazioni di categoria

Da tempo stiamo cercando di far capire che questo volano importante è stato gestito da personaggi poco affidabili, la cui fama è già rinomata tra la cittadinanza locale. Solitamente un progetto di tale valenza è sottoposto a valutazione dei locali imprenditori, viene dettagliato in pubblico dall’amministrazione che lo gestisce anche per essere sottoposto a giudizi, perfezionamenti, e presa sulle attività locali coinvolgendole nel progetto visto che è uno strumento che ha l’obiettivo rivolto espressamente alla realtà locale. Realtà sana e molto attiva. Purtroppo, dobbiamo rilevare che c’è in merito all’argomento una singolare omertà amministrativa. Infatti, pur riconoscendo che questo strumento è un fallimento che non potrà portare nessuna crescita occupazionale e rilancio per le aziende locali. Il progetto non ha avuto nessuna valutazione politica, anzi tutti i consiglieri Comunali interpellati sin ad oggi hanno espresso un singolare disgusto a tale problematica. Come se la cosa fosse stata forzata contro la loro stessa volontà. Mi sono interessato di interpellare le associazioni locali, e le associazioni provinciali se fossero state chiamate a dare un giudizio, ma registro che nessuno è stato interpellato sull’importante documentazione. Gli imprenditori locali e le associazioni provinciali non sono state chiamate a dare una loro valutazione sulla reale validità di presa sugli operatori locali, e sulla reale ricaduta del progetto nel comprensorio.  Sia l’amministrazione guidata da Sica, che dall’attuale amministrazione Marino si è mai preoccupata di invitare gli attori principali. Ritengo che queste scelte, questo disastroso progetto, è una metamorfosi affaristica che non ha precedenti. Basti pensare che l’intero progetto è stimato intorno ai 30 mil di euro (vecchi 60 miliardi di lire), di cui solo 3 sono stati finanziati dalla regione Campania nel lontano 2003. Ritengo sia un progetto irrealizzabile per la spesa esagerata, e per l’interesse stesso verso gli operatori locali. Se i costi sono così elevati (il costo di vendita dei lotti è di 120,00 di ciu circa 28,00 di esproprio e 92,00 per i costi di urbanizzazione al metro quadrato, contro i 23,00 di cui 18,00 di esproprio e 5,00 per i costi di urbanizzazione della vicino Giungano, Roccadaspide, Cicerale, Eboli, Serre e la stessa Agropoli) il progetto non potrà dare impulso alla crescita delle aziende capaccesi,nè darà mai possibilità di seria occupazione, quindi bisogna bocciarlo e bisogna istituire subito una commissione di vigilanza per porre fine a questo abuso di potete congegnato dal solo responsabile con la compartecipazione di segretari comunali senza scrupoli che hanno un solo scopo di incrementare la loro parcella a danno delle aziende locali.

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