Area Pip, veleni sul bando: il Comune vende i lotti ma non ha la proprietà

PIPFOTO• Capaccio. «Il bando per l’assegnazione dei lotti dell’area industriale è illegale». La denuncia arriva dall’imprenditore Giovanni Monzo, ex amministratore del Comune di Capaccio. «L’ente ha messo in vendita i lotti del comparto Pip non di sua proprietá nei tre bandi pubblici del 2006, 2007, 2008 – attacca Giovanni Monzo – avvalendosi di una procedura poco chiara». Il progetto, comunque, non decolla.
• L’ultimo bando per l’assegnazione delle aree del polo industriale destinato all’insediamento di attivitá produttive in localitá Sabatella, è stato emanato a dicembre 2008. Su 14 lotti messi a disposizione, ne sono stati assegnati soltanto 2. La scarsa partecipazione al bando è stata determinata dai prezzi abbastanza elevati dei lotti. L’area destinata al Piano di insediamenti produttivi è costituita in totale da 62 lotti, 16 dei quali giá assegnati.
• A chiarire la questione relativa agli espropri delle aree da destinare agli insediamenti produttivi, è il responsabile dell’ufficio tecnico comunale Carmine Greco. «La fase espropriativa è giá iniziata – ribatte Greco – sebbene non siano stati ancora effettuati i frazionamenti definitivi. Stiamo aspettando che ci vengano stanziati i fondi regionali pari a 5 milioni di euro che potremmo utilizzare sia per le opere di urbanizzazione che per le procedure di esproprio. In ogni caso, non ci saranno problemi con i proprietari dei fondi che abbiamo giá contattato». Scettici gli imprenditori che, come ha dimostrato l’ultimo bando, hanno mostrato poco interesse per l’acquisto dei lotti. La procedura di assegnare i lotti prima che sia terminata la fase degli espropri dei terreni individuati nell’area industriale di Sabatella, è quantomeno anomala. «La messa a bando dei lotti senza averli acquistati, costituisce una irregolaritá – attacca Monzo – Nonostante il pagamento di una congrua caparra da parte degli ignari richiedenti, i lotti non sono stati assegnati. Cosa giá successa, basta vedere gli atti comunali e gli inviti del sindaco Marino a vari imprenditori, per cercare soluzioni di mediazione personale con le aziende partecipanti al bando pubblico. Questa è la beffa del meccanismo puramente virtuale che l’ente ha congegnato. In realtá, il richiedente del lotto una volta ricevuta la notifica di affidamento dell’area dopo versamento della caparra, non ha avuto il suolo dal Comune non essendo di proprietá dell’ente. Il vero proprietario del terreno potrá inceppare il meccanismo creando enormi difficoltá sia al Comune sia alle aziende assegnatarie. Sarebbe meglio stipulare prima un accordo bonario con il proprietario del terreno, e poi partecipare ad un eventuale bando comunale».

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