Abusivismo a Paestum ne parla la RAI

su Rai 1 ad Uno Mattina, condotto da Michele Cucuzza ed Eleonora Daniele, ancora una volta si parla di abusivismo edilizio ed ambientale. Sul canale Rai la nostra città è apparsa tra le più gravi d’Italia attirando l’attenzione della comunicazione. In effetti nella nostra città da molti anni si verificano aggressioni al territorio con la costruzione di “bidonville” nei pressi della fascia protetta in località Torre di mare. Parliamo dello sbarco dei forestieri negli anni 50, che hanno fatto degrado la zona costiera, a Torre di Mare, a Licinella, in zona Laura. Costruzione di complessi in pineta e in zone limitrofe, sin alla costruzione di moderni opifici totalmente abusivi in zone agricole e alla costruzione di complessi commerciali in capannoni agricoli. La trasmissione televisiva ha avuto una forte marcatura. La presenza del Corpo Forestale che sta facendo un buon lavoro di prevenzione e opposizione agli abusi. Anche la presenza delle associazioni ecologiste locali rappresentano una crescita di coscienza ambientale e legale.

Ricordiamo, che tale argomento qualche mese fa era stato già sollecitato dal Consigliere Regionale Greardo Rosania, infatti, il 10 giugno scorso nel corso del question time della Regione Campania è stata presentata da Gerardo Rosania (PRC) un’interrogazione sulla questione  “abusivismo edilizio nella città di Paestum”.

Il consigliere regionale ex sindaco di Eboli, in effetti, sollecitava nel suo intervento (di seguito pubblicato integralmente) l’attività di ripristino dei luoghi in essere dove sono stati segnalati da tempo attività abusive. Il consigliere Rosania si auspica che la legge venga rispettata e si portino a compimento gli abbattimenti di strutture e opere edilizie abusive. Il territorio di Capaccio Paestum da tempo è attaccato da interventi di abusivismo di varia natura. Si passa dall’abusivismo costiero a quello in attività agricole, commerciale, industriale e artigianale. A quello di abusivismo collinare e in prossimità della stessa 220, da tempo si registra un attacco al paesaggio (vedi cava), alla fascia protetta intorno alla zona archeologica, alla stessa zona archeologica dove ogni volta che si realizza un progetto pubblico (realizzata da ente comunale o superiore) stranamente è poco consono alle stesse norme della sovraintendenza. Continuando la segnalazione degli scempi: ai litorali marini e fascia pinetata e fluviale lungo gli argini del fiume Sele.

Ma la cosa, anche se pare molto complicata di aggravio degli illeciti, di larga mania, è anche troppo intrinseca di regolamenti e vincoli che rendono la vita difficile alla cittadinanza. Lo stesso PRG, non favorisce molto e poco elastico alle esigenze popolari. Ormai obsoleto alla pratica realtà. Sarebbe ora di rivederne le varie sostanze circoscrivendo le problematiche,  i tesori da preservare e le possibilità di recupero e la possibilità di aiutare i cittadini e le imprese dove è possibile.

L’assessore regionale Gabriella Cundari, venne chiamata a dare risposte sull’argomento.
Ricordiamo che il question time fu trasmessa sull’emittente televisiva Telecolore. Riportiamo di seguito al’interpellanza inoltrata all’assessore regionale qualche mese fa:

All’Assessore Regionale all’Urbanistica
On. Gabriella Cundari

Premesso;

che l’area archeologica di Paestum, in provincia di Salerno, è
patrimonio dell’UNESCO ed è uno dei siti archeologici più importanti
della Regione Campania;

che la città antica di Paestum è tutelata da un vincolo indiretto pari a metri 1000, istituito, all’esterno delle mura, con L. n. 220 del.
5/3/1957 sostenuta e voluta da Zanotti Bianco;

che l’11 novembre 2005, sempre a Paestum, Italia Nostra ha promosso un
convegno in onore di Zanotti Bianco, in cui è stata presentata
un’indagine sul consumo del suolo che ha evidenziato dati piuttosto
preoccupanti;

che dallo studio che si allega (redatto dall’Arch. Luca Palladino,
pubblicato il 7/10/2006 sul sito Web www.eddyburg.it) si rileva che nel
cinquantenario considerato nell’indagine, una settantina di ettari in
più di suolo risulta consumato interno alle mura di Paestum, e che Tale
consumo di suolo, in realtà, non si è mai fermato, né all’interno
della fascia di rispetto né all’esterno e cioè nei suoli edificabili
e non nel resto del territorio di Capaccio, ma addirittura in rapporto
alla relativa superficie territoriale si ricava che il suolo consumato
nella fascia di rispetto della L . 220/57 è più incidente nella fascia
di rispetto che fuori.

Si passa, infatti, dall’1,41% del 1956 al 7,68 % del 1978, fino ad
arrivare al 10, 64 nel 2000 contro valori costantemente inferiori nel
resto del territorio comunale. Tale

consumo di suolo è da ammettere in relazione, sicuramente, ad attività
edilizie abusive trattandosi di area sottoposta a vincolo di
inedificabilità totale;

si interroga per sapere

se l’Assessore intende avviare un’attività conoscitiva finalizzata
ad un programma di interventi, anche, demolitivi degli immobili abusivi
ed al ripristino dello stato dei luoghi nella fascia di rispetto
dell’area tutelata dalla L. 220/57 a cura del competente Settore
Urbanistica – servizio vigilanza e repressione abusivismo edilizio –
condono edilizio.

L’interpellanza è stata presentata dal Consigliere Regionale
Gerardo Rosania

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