Paestum citta'

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Paestum commerciale
Capaccio Scalo è un centro abitato che è sorto negli anni 40/50. La sua natura era prettamente agricola, vi era ed ancora oggi vi è la sede del Consorzio di bonifica. La presenza di questo ente molto importante per la piana ha reso possibile la creazione dei primi insediamenti, la costruzione della Chiesa di San Vito con annessi e casa parrocchiale, la costruzione del locale Cral (locale per i servizi ai contadini della piana) e la prima costruzione di un’aria mercatale ortofrutticola nei pressi dell’attuale area del Mercato ortofrutticolo di Capaccio Scalo. Di seguito ai primi insediamenti di privati e di alcune abitazioni nell’area chiamata “VILLAGGIO” fece iniziare la costruzione negli anni 60 della sede comunale distaccata con alcuni servizi ai cittadini. Successivamente, la crescita della cittadina avviene lentamente con l’arrivo di residenti del capoluogo che con apertura di imprenditorialità avviano una sempre più crescente corsa a trasferirsi nel nostro mitico VILLAGGIO. Arrivano le prime famiglie, Bavoso, Lanzara, Vitale, Pico, Monzo, Marandino, Sangiovanni, De Rosa, …
Premessa
Tutti ci chiediamo come si può allargare l’attrazione turitica cercando di coinvolgere più centri cercando di diffondere economia e rendere vivo l’intero territorio di Capaccio Paestum.
Io ricordo che negli anni settanta, ottanta, in più località, si sono rinvenuti reperti e concreti nuclei archeologici che repentinamente la stessa popolazione ha fatto rinchiudere negi scantinati del Museo, facendo ripristinare i luoghi del ritrovamento, rastrellando ogni segno archeologico. Un grave errore storico, ma non solo. Nella formamentis popolare si era diffusa, ed è tutt’oggi diffuso il pensiero che: avere un confine archeologico, fosse penalizzante per la nostra città.
Oggi reclamiamo il perchè della concentrazione turistica è riversata solo a Paestum, e le altre contrade del Comune non possono essere coinvolte.
Perché è guisto! C’è il Museo, c’è l’area archeologica, c’è il cuore dell’offerta.
Allora da sempre ci diciamo di allargare il percorso archeologico, ma come si può fare? La soluzione ottimale sarebbe quella di portare un tempio da Paestum, a Capaccio Scalo!
Adesso, molti di voi stanno ridendo, pensando che la proposta, non è poi tanto peregrina. Purtroppo, per dare ampio respiro a questa città, bisogna coinvolgere meglio tutti. Sarebbe la soluzione ottimale. Oppure, dovremmo dire ai turisti che giungono a Paestum: “signori miei, se volete arrivare nell’area archeologica, dovete scendere a Ponte Barizzo, e via a piedi fino a Paestum! Forza..! Tutti a piedi!”
Così nella speranza che qualcuno si perde, arriva a Capaccio Scalo, o si incammina per le strade di altre contrade.
L’arrivo di milioni di turisti è indifferente per buona parte della nostra cittadina. Creare più punti di riferimento, con la creazione di aree didattiche, o ripristino di alcuni ritrovamenti importanti, significa coinvolgere più aree del nostro territorio movimentando il flusso turistico. Allora dovremo allestire nelle varie contrade, biblioteche, centri culturali, sale mostre di reperti archeologici che adesso giacciono sotto i depositi del Museo, piccoli centri di frammentazione archeologica, centri informativi multilingue, servizi navette con le contrade per collegare i servizi offerti.
Io continuo a pensare che tutto è possibile e che la ricchezza della frammentazione archeologica può determinare queste occasioni.
Ritengo che la nostra città per quanto possa cambiare o essere stravolta, la caratteristica archeologica non potrà cambiare, e penso che solo questo potrà dare migliori opportunità se tutto sarà meglio organizzato.
La nostra ricchezza è la nostra storia i segni del passato. Su questo si può costruire la ricchezza, la vita ed il futuro della nostra città.
L’accoglienza e l’organizzazione saranno per il futuro l’obiettivo da non trascurare.

Proposta del progetto area archeologica didattica

REALIZZAZIONE AREA ARECHEOLOGICA DIDATTICA
PARCO URBANO “LA COLLINETTA” E FRAMMENTAZIONE ARCHEOLOGICA NEL CENTRO URBANO DI CAPACCIO SCALO

La proposta relazionata

Su proposta di Giovanni Monzo, candidato nella Lista Capaccio Paestum con Pietro Desimone Sindaco, attuale Assessore ai LL.PP del nostro Comune, ha proposto di inserire nel programma, il progetto di insediamento di un’area archeologica presso il Parco la Collinetta adiacente piazza Santini in Capaccio Scalo, ed un recupero della frammentazione archeologica esistente, da distribuire su buona parte del territorio della piana. Trattasi di un progetto di riproposizione dei frammenti archeologici che venuti alla luce in varie occasioni (lavori di scavo del campo sportivo nel 1964 e ritrovamenti vari in campagne e poderi agricoli, ekklesiasterionrinvenimenti di tombe di di varie epoche e, di frammenti di ceramica e di tegole e cocci… ) rappresentano importanti segni di varie e remote civiltà che qui hanno vissuto, lasciando nel territorio importanti testimonianze. Tali reperti, ritirati dalla soprintendenza anche per proteggerli da eventuali furti, depredamenti, da parte di tombaroli, giacciono, non esposti, nei depositi del Museo archeologico di Paestum.
La stessa area archeologica di Hera Argiva, anche se ultimamente rivalutata con il “Museo narrante”, potrà assumere, con il crescere delle occasioni possibili sul territorio, una sua importanza strategica.
L’intenzione dell’assessore Giovanni Monzo è quella di ridistribuire, riprodurre in più punti, simboli e piccole aree di frammenti archeologici, per mettere in luce più realtà commerciali ed agricole, nonché rendere possibile una crescita armoniosa con tutto quello che può valorizzare il territorio. Ampliare il raggio di attrazione con la riproduzione di aree didattiche, frammentazioni archeologiche, sale narranti, angoli stradali con segni monumentali per ridistribuire i flussi turistici che giungono a Paestum, quindi, garantire un’economia diffusa su tutto il territorio di Capaccio Paestum ricostruendo i nuclei attrattivi proposti.
Trattasi di un progetto molto ambizioso che rimarcherà fortemente la nostra storia, ma avrà una grande ricaduta economica che potrà giovare sul comparto commerciale di Capaccio Scalo ed in gran parte della piana.
Infatti, a seguito di questo progetto, sarà inserito nel pacchetto delle visite guidate un itinerario che coinvolgerà più aree (zone), quindi di conseguenza sarà ridistribuito il flusso turistico su gran parte del paese. La distribuzione del flusso turistico interesserà la visita ad aziende agricole, artigianali e commerciali. Il progetto prevede un forte interessamento verso la collina e il centro storico di Capaccio che ultimamente è stato oggetto di più piani urbanistici di riqualificazione. Piano di recupero, programma di valorizzazione, piano del colore, e piano integrato in via di studio (con questi piani urbanistici, con la riqualificazione di Paestum Grande Attrattore, il Comune di Capaccio avrà il massimo punteggio nella graduatoria regionale per l’acquisizione di fondi).

Scoperta e descrizione (relazione a cura di Giovanni Monzo)

Nel 1964 nella zona della Collinetta e del Campo Sportivo si scavarono cinque tombe scoperte nei corso della realizzazione del terreno di gioco. Una di esse è di notevole importanza in quanto dipinta e affrescata con motivi e scene figurate.
La tomba denominata del pigmeo, ancora sconosciuta ai non cultori della materia, di sicuro fascino per le scene di lotta rappresentate, giace non esposta nei depositi del Museo Archeologico di Paestum.
Nelle lastre dei lati corti sono rappresentate: Icone giallo a contorno nero contro cinghiale a contorno nero e campitura con pennellate grigio-rosate; pigmeo e gru in lotta. Nelle lastre dei lati lunghi, invece: oggetti e galli in lotta; ed altri oggetti.
Nello stesso periodo si trovarono molti materiali costituiti da frammenti di tegole, ceramiche,utensili da cucina che indicano la presenza nell’area di un insediamento rurale. …
I dati di scavo non sono noti, e non risulta effettuata una campagna archeologica sistematica dell’area. Resta in evidenza, vista la presenza di un nucleo abitato con adiacente necropoli, la possibile presenza di una masseria suburbana lungo la direttrice che si partiva da Poseidonia fino ad Hera Argiva.
Notevole importanza si dovrebbe attribuire al sito della collinetta di Capaccio Scalo qualora si riportasse alla luce l’insediamento rurale annunciato dai reperti e dalle tombe.
La riqualificazione dell’area
E’ già in corso la riqualificazione dell’area della collinetta e del campo sportivo Mario Vecchio con interventi di grande valore. Ammodernamento della struttura sportiva e delle recinzioni (2 interventi di 344.200,00 euro e 72.500 euro, con intervento sulla struttura, spogliatoi, gradinate e un intervento veramente di valore sulla recinzione, quindi ha coinvolto di conseguenza anche il mio progetto. E’ stato eliminato il degrado in cui versava tutta l’area.
Adesso, un progetto di restauro del parco la collinetta è in via di completamento con un nuovo intervento (recinzione dell’area con muretto e recinzione in ferro – lato confinante su Viale Della Repubblica e piazzale parcheggio ex cinema, mentre il lato sul Corso Italia è recintato con steccato in legno) sono previste, inoltre, panchine e arredo – percorso della salute – una bonifica dell’area e la sistemazione dell’impiantistica – un’accurata sistemazione adiacente la casa canonica e la chiesa.
Per la sistemazione del locale asilo ex suore che attualmente versa in un degrado preoccupante, sarebbe meglio l’acquisizione a patrimonio Comunale con la possibilità di realizzare una sede distaccata del Museo Archeologico.
E’ sicuramente una soluzione ottimale anche perché è vicino al piazzale antistante lo stadio che fungerebbe da grande parcheggio di servizio.
Successivamente a queste opere partirà il progetto che è già inserito nel programma triennale 2004-2005-2006, di un sito didattico ben organizzato dell’epoca con una composizione dell’area archeologica riprodotta con pietra locale di tufo, con una corte ben organizzata, la riproposizione della Tomba del pigmeo.

Il sito avrà una veste didattica con pannelli che dettagliano l’epoca, cenni sul ritrovamento e tavole che la Soprintendenza riterrà opportuno inserire (sul dettaglio delle tavole è al lavoro l’Arch. Amedeo Bavoso in collaborazione con la Sovrintendenza, da circa due mesi abbiamo avuto più contatti e abbiamo preso visione della tomba, la sovrintendenza ci ha già fornito le prime schede del ritrovamento, c’è veramente una collaborazione di fiducia, si è instaurato un ottimo rapporto. Il progetto è in fase di ultimazione e successivamente sarà oggetto di studio dall’ufficio archeologico).

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Per quanto concerne invece, la frammentazione archeologica,
ho avuto la convinzione di dover proporre la necessità di favorire l’allestimento di un Punto Archeologico in sito con la realizzazione di un allestimento museale all’aperto.
Occorre inserire nel centro cittadino, importanti simboli archeologici che riproducono parti di un tempio (capitelli o altri particolari, con pannellature didattiche che spiegano l’epoca e il dettagliato delle sue parti) provocheranno sul territorio un forte richiamo culturale.

L’intenzione è quella di dare ulteriori opportunità culturali e ampliare il raggio di concentrazione turistica oltre l’esistente, anche e soprattutto per dare un nuovo impulso economico al “centro commerciale naturale” di Capaccio Scalo. (non stiamo inventando niente di nuovo, né vogliamo imbrogliare le carte, stiamo parlando di cose che erano già nei luoghi che descrivo)
Sicuramente la tomba del pigmeo, la probabile presenza della masseria suburbana hanno reali, vere valenze artistiche ed archeologiche – ed insieme rappresentano un unicum. Maggiormente sostenuta da importanti motivi didattici, turistici, di prevenzione e sorveglianza all’area della collinetta, assume non solo la funzione di spazio verde attrezzato per il relax e lo sport, ma anche di valenza culturale.

La presenza di questo nuovo sito archeologico in Capaccio Scalo, potrebbe riaprire il discorso di cambiare li nome della località (Capaccio Scalo – Capaccio Marittima – in / Paestum Città e Paestum Archeologica) in quanto essa non ha valore solo per la presenza dello scalo ferroviario.
Inoltre occorre inserire nel centro urbano piccole frammentazioni archeologiche (simulazioni in pietra di tufo locale piccola gipsoteca all’aperto) in angoli stradali in simbiosi con la vicina area di Paestum.
Tali frammentazioni richiameranno importanti segni presenti nell’area archeologica.

Questo secondo un mio parere, significa ridisegnare e dare la giusta immagine a tutto il territorio. Abbiamo bisogno di innovazione e di rilanciare la nostra offerta.

Niente, poi dicevo di seguito, cos’è
La frammentazione archeologica
Creazione di punti attrazione con la riproposizione di piccole aree didattiche all’interno del centro cittadino di Capaccio Scalo.
Questo progetto rappresenta il primo nucleo del piano di “frammentazione archeologica diffusa”, in seguito le aree coinvolte nel piano interesseranno molte località del comune di Capaccio.

La sala narrante del sito la tomba del Pigmeo
Realizzazione della sala narrante con istituzione di un posto guida informativo nei pressi dell’area e precisamente nella Sala Erica in Piazza Santini, con proiezione di filmati riguardanti l’epoca in cui hanno vissuto le antiche civiltà. Punto informativo con personale qualificato che consiglia ai turisti eventuali itinerari ed escursioni possibili da effettuare nel nostro territorio, ma anche nelle località limitrofe.

Flusso turistico previsto: a cura di Vincenzo Cerullo, collaboratore del progetto
Il flusso turistico registrato nell’anno 2003 è di: 421.115 visitatori distribuito in tutto l’arco dell’anno.
Il museo di Paestum ha ricevuto 11.236 visitatori a pagamento, 107.586 visitatori ad ingresso gratuito. Gli Scavi di Paestum hanno ricevuto 68.288 visitatori a pagamento, di cui 113.237 gratuiti.
La sala narrante di Hera Argiva ha ricevuto nell’anno 2003 circa 65.000 visitatori di cui il 70% di scolaresche e gruppi di studio, rimanente 15% di archeologi, restante di turisti e curiosi.
L’area di Capaccio Scalo potrà diventare un punto di raccordo e di centralità tra Paestum, Hera Argiva ed altre frammentazioni da insediare.

IL PROGETTO DI RECUPERO FRAMMENTI ARCHEOLOGICI E L’IDEA DI INSEDIAMENTO DI UN SITO DIDATTICO DE “LA TOMBA DEL PIGMEO” è stato tratto da uno studio di ricerca curato da Giovanni Monzo Assessore Lavori pubblici, Urbanistica e Viabilità del Comune di Capaccio Paestum (2004-2005)
Hanno relazionato: Gigi Ricci e Vincenzo Cerullo
Hanno collaborato: Prof. Antonio Pepe – Prof. Bruno Bambacaro
Consulente assessorato: Arch. Amedeo Bavoso – Progetto preliminare a cura: Arch. Amedeo Bavoso